La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 31 gennaio 2012

Don Antonio Dessanti, il prete dei poveri (Buie d'Istria 1921 - Trieste 2012)

Don Antonio Dessanti l'ho conosciuto ancora ragazzina, quando faceva il professore di Religione del biennio di Ragioneria. La sua visione ed il suo Amore verso Dio scendeva su di noi attraverso le sue parole  romantiche, che non capivamo perché erano di un mistico. Tale era il suo candore e la pazienza con cui rintuzzava, con un rimprovero mesto, solo quando proprio quegli adolescenti sessantottini esageravano nel fargli  il verso,  che nel giornalino della scuola lo definirono " l'altra faccia del peccato!"

Dal '74 lavorando vicino alla piccola chiesa della Beata Vergine del Rosario, dove viene custodita un'edicola con l'immagine della Madonna della Salute, ogni tanto passavo ed entravo per accendere una candela, dall'83 soprattutto per i miei figli. Alla Madonna della Salute chiesi che nascessero sani con la promessa di portare una loro foto a testimonianza, e così fu che consegnai al sacerdote di allora le foto dei miei figli. Negli anni l'edicola si è riempita di foto di diverse persone diventando un'abitudine per chi raccomanda i propri cari!



Questa Chiesa è particolare in quanto  unica Cappella Civica della Città  nel Centro con poco più di 500 fedeli.  Costruita nel 1600 per rito cattolito, per più di un secolo dal 1700 al 1800 fu per volere dell'Imperatore Alberto d'Asburgo dedicata al rito evangelico: ne resta la testimonianza della targa a memoria dell'editto e della consacrazione alla Santa Trinità con il Simbolo  del Triangolo con l'occhio di Dio, propio sopra il portone.
Solo nel 1900 ritornò al rito Cattolico con la restaurazione ad opera della congregazione della Beata Vergine del Rosario che edificò una nuova porzione. La Chiesa da quando la frequentavo all'inizio languiva, poi il vescovo nel 1992 l' affidò all'amico Don Antonio Dessanti. Oltre alle opere di assistenza egli arricchì la vita pastorale dei fedeli con concerti, incontri di dialogo e catechesi.

Quando una sera dopo il lavoro, entrando per la solita candela, mi fermai ad ascoltare un po' della Messa  rimasi stupita dal modo di officiare del sacerdote.  In primis la messa di Don Antonio durava UN ORA E MEZZA, per prassi! Il suo era un dialogare spiegando durante la celebrazione il significato delle letture ricavandone un momento di riflessione per la quotidianità SCEVRA DA QUALSIASI GIUDIZIO O REPRIMENDA. Quando la Curia indiva le raccolte di denaro Don Antonio assicurava : " Se potete, date, ma ricordatevi che se non  potete anche donare  una preghiera, detta con il cuore, è preziosa più di un offerta materiale".

Dal 1992 la   porta della Chiesa era sempre aperta, anche durante le ore di pranzo, come passavo io, passavano gli impiegati della zona e non solo i fedeli della zona.   Anche la canonica era méta dei senza tetto che trovavano sempre un piatto di pasta, magari condita solo con poco olio e formaggio con un bicchier di vino, che lui preparava subito ed offriva al suo ospite, infilandogli in tasca dieci euro per aiutarlo per un paio di giorni: nessuno partiva a mani vuote, perché tutte le risorse della Chiesa, andavano a chi ne aveva bisogno ed a lui chiedeva aiuto, senza distinzione di origine, di culto e di estrazione sociale. Don Antonio si rammaricava per quelli che nel bisogno non avevano il coraggio di chiedere e che lui cercava di assistere come meglio poteva. Era Don Antonio che di notte, anche con il freddo e la pioggia, usciva per le strade a salutare e portare conforto ai barboni, alle prostitute ed a chiunque lo fermasse per strada.  
Mise una cassetta per eventuali richieste anonime, tutte venivano lette e se c'era da aiutare qualcuno attivava i suoi fedeli e collaboratori perchè le urgenze fossero subito risolte.
Quando confessava chiedeva di fissare un'appuntamento per prepararsi anche lui raccomandandosi al Signore di poter aiutare al meglio chi gli confidava pene e peccati. Aveva sempre una parola di conforto e negli ultimi tempi scambiare con lui poche parole e pregare un'Ave Maria  davanti all'altare mi sollevava non poco durante il calvario di mio marito! A lui ho fatto benedire gli anelli per il 25esimo anniversario di nozze ed ora li porto tutti e due, il mio e quello di mio marito!
Alla fine di ogni messa  si avvicinava alla porta e salutava tutti con una stretta di mano ed una parola sincera, perchè conosceva tutti e ricordava tutto di tutti. 

Nel 2009 lo insignirono del Sigillo Trecentesco della Città come cittadino benemerito, lo vedete mentre ci si nasconde dietro nella foto. L'Unione degli Istriani nel 2011 gli consegnarono il premio "Histria terra".   Dal 2009 date le condizioni cagionevoli di salute (negli ultimi tempi si aiutava spesso ad officiare la messa seduto su di una sedia) fu ricoverato presso una casa di riposo dove continuava a rispondere a coloro che lo cercavano per avere una parola di conforto e di speranza. 





















Ansia!

Sei e un quarto di mattina, mi ritrovo in pigiama e vestaglia, bevo il caffé e  parlo con la gatta che vaga inquieta ed affamata di bocconcini ed ogni tanto, querula, miagola un mam-mau perentorio per ottenerli. Alla mia replica "basta, sei un'ingorda!" lei modula un mao che suona come un secco No! 

Mi scoccia ammetterlo, porca paletta! ma mi rendo conto che sto invecchiando!

Una notte di sonno non mi ha restituito la forma e porto su di me i postumi dello sforzo fatto negli ultimi due giorni. Un viaggio andata ritorno di complessive 3-4 ore di macchina, tre appuntamenti concentrati nel mattino per problemi amministrativi, l'ansia di chiedermi nell'attesa che esito avranno gli incontri  e se sarò in grado di risolverli in così poco tempo.

Infine  i figli che  mi tampinano con sms ansiosi circa  il peggiorare delle condizioni atmosferiche ed il mio conseguente stupore:
Telefonata di Figlia : Mamma guarda che qui c'è sole, ma fa solo un 1° e la Bora è molto forte quindi l'indice di calore è -4° VESTITI BENE ! che non prendi un malanno quando torni !!!!!!
Sms Figlio : Mamma, torna un po' prima, che qui sono 0° e su per il Carso (dove passa la super strada) ghiaccerà in serata!
Mia risposta " sto partendo (15.00) comunque faccio la costiera (sopra il mare)"
Risposta Figlio " come preferisci (a lui la costiera fa impressione per il pericolo caduta massi ;) solo fa in modo di esser qui prima del tramonto."

Leggo e strabuzzo gli occhi : i figli fanno le veci dei miei genitori ? succede sempre quando mi "avventuro" per qualche tempo lontano da loro, anche se per un breve viaggio come questa volta. Da una parte hanno assunto un ruolo protettivo da quando mio marito è morto.  Dall'altra si stringono a me quasi unica superstite, con la moglie di mio padre, di una famiglia numerosa che li ha sostenuti e protetti fin dalla loro nascita. 

Ma torniamo al mio invecchiamento ! L'ansia e la stanchezza di vivere (dopo tanto soffrire) che scaturisce durante le difficoltà schizza nell'immediato alle stelle per poi pian piano diradarsi quando mi fermo a ragionare, io stessa meravigliata dalla mia iper reazione!  E' indice d'invecchiamento quella di considerare con maggior ansia sia il piccolo problema che quelli maggiori. Ma la vita è così : un continuum di problematiche, inutile agitarsi troppo.

Alla fine mi rendo conto che tutto, cum grano sali e soprattutto a mente fredda, chiedendo aiuto, può essere risolto in breve tempo!  Come nel mio ultimo viaggio : son bastate due ore e mezza di colloqui con le persone giuste, che le cose si son risolte. Ma l'attesa mi ha creato tre giorni d'ansia!

E' sempre la fede, in se stessi e nelle proprie capacità, ma anche la Fede se siete credenti, che ci aiuta a superare qualsiasi ostacolo. Essere fiduciosi che la soluzione arrivi, è un dato di fatto : per la legge d'attrazione concretizza l'appianamento del problema. L'ansia è il nostro nemico, il sentimento che   tiene in ostaggio la nostra mente e ci paralizza, scuotendo il nostro equilibrio!

Considero quindi, che devo imparare a gestire  l'ansia perchè  ultimamente mi coglie e crea per una buona giornata, ed a volte anche più, uno scompiglio che mi agita e che può essere risolto magari proprio con il bigliettino di Osho! Quindi ora vedo il perché dell'occasione del precedente post,  venuto a fagliolo anche se l'ho scritto per altri!

Ricordo   che mio padre ripeteva in caso di confusione una frase, sentita spesso da bambino, avendo vicino a casa il locale di famiglia con il campo di bocce,   gridata a gran voce da qualche giocatore che perentoriamente intimava " BALE  FERME!" con cui invocavano fermando il gioco, il tempo necessario per misurare le distanze ed approntarsi studiando la successiva mossa vincente !

Ragiono quindi sul futuro e spero di ricordare che al prossimo problema devo gridare a me stessa BALE FERME e tirare fuori il pizzino di Osho   !  ;D

Ad majora.

lunedì 30 gennaio 2012

Home sweet home

Son tornata prima che la neve mi blocchi da qualche altra parte. Dalle brumose pianure alla ventosissima ed amatissima Trieste con un bellissimo sole e la Bora, che  sta contrastando il fronte nevoso dalla Francia ! domani prevedono neve anche qui!

Tra un paio di giorni arriva la Candelora e verificheremo : il detto popolare  ...

Se la vien con Sol e Bora de l'inverno semo fora,
se la vien con piova e vento, de l'inverno semo drento!


La legge della relatività! ; D

domenica 29 gennaio 2012

Il bigliettino di Osho per Linda e gli altri.

Osho racconta che un suo amico, una pasta d'uomo, aveva un unico difetto era collerico: reagiva con eccessiva veemenza quando si arrabbiava e questo gli rovinava le relazioni con gli altri ponendolo dalla parte del torto, anche se aveva ragione. Osho gli insegnò lo stratagemma del biglietto in tasca.

Gli disse: quando senti che l'ira (ma vale per tutti i sentimenti negativi) sale, immagina di tirar fuori dalla tua tasca (anche immaginaria) un bigliettino dove leggerai IO SONO ARRABBIATO (od altro)
Immagina dopo averlo letto di riporlo nella tasca: ti sorprenderai come la calma sia ristabilita da questo semplice gesto e sarai in grado di fronteggiare e tener testa al tuo interlocutore.

Questo succede perché nel momento in cui dal subconscio il sentimento viene rilevato dal conscio, la mente pone immediato riparo. Il sentimento di rabbia da negativo viene così trasformato in un'energia positiva, vale a dire la lucida calma.

Sembra empirico, ma se ci provi vedrai che funziona. Se non sei brava a visualizzare, gira con il pizzino materiale in tasca!

Scusa ma non ho tanto tempo e non posso dilungarmi! A me ha salvato la vita con un 84 con l'Alzheimer!

Ancora Aïvanhov

Avrete certamente notato che quando siete tristi o scoraggiati, il fatto di pensare a una persona che amate o ammirate vi dà conforto. Come mai? Perché le immagini che abbiamo nella mente o nel cuore non rimangono inattive; quelle immagini possiedono una vita e dei poteri, sono come trasformatori, come fonti di energia.
Un'immagine può portarvi alla rovina e un'immagine può salvarvi; un'immagine può intossicarvi e un'immagine può agire come antidoto. Ogni immagine è legata a un'idea, e quando vi concentrate su un'immagine, questa agisce su di voi, pone il suo sigillo su di voi. Non trascurate mai quel lavoro interiore tanto benefico che potete fare con le immagini."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Questa considerazione spiega l'uso di immagini sacre e di "santini", ma anche dà una serie di spiegazioni circa tutto ciò che la nostra mente recepisce nelle immagini che i nostri occhi vedono.

La vista è il senso che dobbiamo costantemente accompagnare con continue domande della nostra mente per verificare ciò che vediamo e quale effetto abbia su di noi.
In primis le immagini che captiamo sono elaborate dal nostro subconscio, che sappiamo supinamente accetta ed invia all'archivio immagini ciò che percepisce. Si sà che quando un'immagine diventa quotidiana, questa diventa un'abitudine, sia positiva che negativa: dobbiamo stare molto attenti affinché questa supina elaborazione non produca effetti nocivi. Perché, se cassiamo "QUALIASI" immagine, sia che rappresenti una   scena idilliaca della vita (un fiore, un tramonto, ecc) oppure una scena normale di famiglia (un bambino, una donna, un uomo ecc.) che una scena raccapricciante di violenza o peggio, evoca in noi una reazione autonoma. Mentre le prime sono ricreative, ci fanno sorridere, ci allietano, le scene di violenza propinate sotto i nostri occhi costantemente innescano un sistema di autodifesa della nostra mente, con il quale il cervello cerca di "allentare" i sentimenti di paura e di dolore, vale a dire lo stress che esse evocano, fino ad indurci  -a lungo andare- ad ignorarle per autodifesa e considerarle come "normalità". Ecco perché la nostra coscienza spesso, pur vedendo ingiustizie e pur conoscendo il grado di violenza, di cattiveria e di dolore che alcune rappresentano, tende ad ignorarle, perché non raccontano nulla di nuovo e la mente le evita per sopravvivere nel suo equilibrio.
Forse Soffio potrebbe spiegarlo meglio di me!

Il potere delle  immagini più che nella religione, nell'arte ecc.  è meglio spiegato nella radionica. Pensateci bene il potere delle immagini è parallelo ed equivalente ad  un odore, ad un suono. Pensate quindi agli effetti devastanti di un suono acutissimo e continuo che può portare   alla pazzia, all'odore che se buono ci solleva l'animo, ma quando siamo costretti a vivere in un'atmosfera malsana avvelena il nostro corpo fino alla morte. Questo è lampante nell'avvelenamento da ossido di carbonio nel sonno: similmente se la nostra mente "dorme" mentre gli occhi raccolgo le immagini il nostro cervello subisce danni irreparabili. Alla stessa stregua -sia pur non demonizzando all'eccesso ed a priori (!) ma cum grano sali-  consideriamo sempre ciò che stiamo guardando e cerchiamo di  elaborare consapevolmente ed impariamo ad essere selettivi! Spesso ci costringiamo a sorbirci spettacoli ed immagini per la pigrizia di cambiare canale, per l'indolenza a cercarne di migliori, mentre ciò che guardiano CI PROGRAMMA INESORABILMENTE. E questo risultato lo vediamo spesso nei bambini e nell'uso smodato di videogiochi trucidi, dove perdere una vita, significa ritornare in vita riprendendo a giovare fino a che le hai perse tutte, ma per gli umani in realtà la vita è UNA! Ma questo apre ad un discorso molto più ampio.

Chiedevi sempre il PERCHE', sorvegliate le vostre reazioni e cercate la fonte di eventuali disagi: SAPPIATE USARE LA LIBERTA' che ci è stata data di DIRE DI NO a programmazioni subliminali, di cui  non ci rendiamo più conto di quanto siano subliminali, considerandole ormai, purtroppo, parte integrante della nostra quotidianità.

Per un futuro migliore: LA SCELTA TOCCA A NOI! Ad majora!

sabato 28 gennaio 2012

Carlo Rubbia

Trascorro la mattina al computer e pensando, considero la pochezza delle persone che appaiono sullo schermo ed alla ribalta dei mass-media. Allora mi rifugio in wikipedia, per ri-scoprire e proporvi le biografie delle persone che PER ME contano! Persone che mi fanno sentire orgogliosa di essere italiana. Tra queste figure ne proporrò di seguito alcune, oggi è la volta di Carlo Rubbia. Leggerle sinceramente mi rinfranca non poco!


tratto da Wikipedia

Carlo Rubbia (Gorizia, 31 marzo 1934) è un fisico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984.
Figlio di un ingegnere elettronico e di una maestra di scuola elementare, alla fine della Seconda guerra mondiale lascia la città natale, Gorizia, spostandosi prima a Venezia  e poi a Udine. Frequenta la Normale di Pisa,  dove si laurea in fisica nel 1957. Trascorre poi un anno presso la Columbia University, dove esegue esperimenti sulle interazioni deboli presso il sincrociclotrone di Nevis. Trascorre in seguito un anno in Italia all'Università La Sapienza di Roma come assistente di Marcello Conversi. 
Dal 1960 svolge la sua attività di ricerca al CERN di Ginevra, il più grande laboratorio nel mondo per la fisica delle alte energie, di cui sarà poi Direttore Generale dal 1989 al 1994, svolgendo ricerche inerenti alla fisica delle particelle elementari e dove completa esperimenti sulle interazioni deboli al sincrociclotrone, al protosincrotrone e in seguito al collisionatore di fasci protonici.
Per verificare la teoria elettrodebole di Abdus Salam e Steven Weinberg, modifica un acceleratore SPS in un collisionatore di protoni e antiprotoni. Con questo esperimento, a capo del gruppo di cento fisici noto con il nome di UA1, scopre nel 1983 le particelle che sono responsabili dell'interazione debole, cioè i bosoni vettoriali W+, W− e Z, confermando anche la teoria dell'unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole nella forza elettrodebole. Nel 1984, ad appena un anno dalla scoperta, riceve insieme all'olandese Simon van der Meer il premio Nobel per la fisica.
Dal 1970 al 1988 è Higgins Professor per la fisica presso la Harvard University. È stato anche professore ordinario di complementi di fisica superiore all'Università di Pavia.
Dal 1986 al 1994 è stato il Presidente del Laboratorio di Luce di Sincrotrone di Trieste.
Dal 1999 è Presidente dell'ENEA. Nel 2005, a seguito di ripetuti contrasti con il consiglio di amministrazione dell'ENEA, critica il governo Berlusconi sull'«umiliazione che la ricerca in Italia sta subendo». L'ENEA viene allora commissariato e Rubbia non viene riconfermato dal Ministro Claudio Scajola. A questo vicenda seguono alcune polemiche, in particolare sulle competenze e sulle affermazioni di alcuni successori.
Da allora collabora con il CIEMAT (centro di ricerca sull'energia, l'ambiente e la tecnologia), un organismo spagnolo simile all'italiano ENEA, come consigliere speciale per la ricerca in campo energetico, dove sostiene fortemente lo sviluppo del "solare termodinamico", che aveva avviato nel 2001 all'ENEA con il Progetto Archimede.
Nel 2007 viene nominato membro Gruppo dei Consiglieri in materia di Energia e Cambiamenti Climatici, istituito dal Presidente dell'Unione Europea Barroso. Viene nominato Presidente della task-force sulle energie rinnovabili presso il Ministero dell'Ambiente dal secondo governo Prodi. Nel 2008 diventa consigliere speciale per l'energia presso la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'America Latina (CEPAL).
Ha ricevuto 28 Lauree Honoris Causa tra le quali, in Italia, dagli atenei di Genova, Udine, Camerino, Padova, Trieste e Perugia e all’estero dalle Università di Ginevra, Carnegie Mellon University, Università La Plata, Northwestern University, Chicago University, Loyola University, Boston University, Università di Sofia, Università di Mosca, Università del Cile, Università Politecnica di Madrid, Università Tecnica di Rio de Janeiro, Università di Oxford, Università Cattolica Pontificia del Perù, Università Nazionale di Sant'Antonio Abad di Cuzco, Università di Bordeaux, St John’s University di Roma, Università di Aachen, Università Pontificia di Santiago del Cile.
È socio onorario nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei, della Pontificia Accademia delle Scienze, della National Academy of Sciences americana, dell'Accademia Russa delle Scienze, della Royal Society e di numerose altre accademie europee e americane.
Gli è stato dedicato un asteroide, 8398 Rubbia.
Le sue ricerche coprono molti aspetti della fisica delle particelle elementari in cui è estremamente attivo. Negli anni dopo il Nobel comincia a interessarsi ai problemi energetici e studia un reattore nucleare a fissione sicuro, il cosiddetto Amplificatore di Energia, conosciuto anche con il nome di Rubbiatron, nel quale i neutroni della reazione a catena vengono prodotti tramite un acceleratore di particelle. Il reattore resta però allo stadio di progetto.
Ha inoltre contribuito in maniera decisiva alle attività di ricerca del Laboratorio del Gran Sasso, con le ricerche sui neutrini cosmici. Con l'esperimento ICARUS ha sviluppato una nuova tecnica di rivelazione degli eventi ionizzanti in Argon liquido ultra-puro, mirata anche alla rivelazione diretta dei neutrini emessi dal Sole. Continua a svolgere attività di ricerca nel campo della stabilità del protone, della fissione, della fusione nucleare controllata; ha ideato un motore (il progetto 242) che usando solo 2,5 kg di americio 242 può portare un'astronave fino a Marte in un tempo molto minore degli attuali propulsori. Attualmente si interessa al problema della materia oscura. L'esperimento da lui proposto, WARP (Wimp ARgon Programme), si propone di rivelare la presenza di materia oscura sotto forma di WIMP (Weakly Interacting Massive Particles).
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinariaCavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
Roma, 22 novembre 1984[6]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
Roma, 2 giugno 1983[7]
Medaglia ai benemeriti della scienza e della cultura - nastrino per uniforme ordinariaMedaglia ai benemeriti della scienza e della cultura
Roma, 29 settembre 2000[8]

Bilancio sulla bilancia


Prima di partire, mi son messa a fare il punto della situazione : siamo agli sgoccioli del primo mese dell’anno, per non deprimermi ho fatto una lista di cose positive ed una di cose negative. Per fortuna le prime sono il doppio di quelle negative per numero, ma queste ultime sono toste e mi son depressa non poco!

Se, da un certo punto di vista, mi adatto al momento ed,  anche se fisicamente ho poco del giunco, come tale mi piego per superare il refolo degli eventi per poi rialzarmi, sono ad un punto in cui mi sento stanca di questo mondo d’incertezze, di dolore e di speranze che si allontanano. Come faceva dire Quino a Mafalda è il misticismo da fine mese: quando i soldi scarseggiano, la provvisorietà e la difficoltà vengono a galla trascinando ed evocando fantasmi di incertezze ed insicurezze e l’umore tende a incupirsi. Allora vengo a patti con la mia coscienza, sfodero piani per recuperare il mio equilibrio e quando sembra che ce l’ho fatta, regredisco: cosa che puntualmente mi porta ad un paio di giorni di destabilizzazione, come Lucy van Pelt mi piazzo due giorni davanti alla tele o davanti al computer, facendo lo stretto necessario e riposando. Dopo di ché, recuperata la  forza fisica, riparto, lancia in resta su il cimiero, come il prode cavaliero, riprendendo le mansioni quotidiane e magari con un nuovo progetto.

Il primo anello debole della mia vita è l’alimentazione: usata come  rifiugio alle delusioni.Mentre prima della data spartiacque 1995 (giorno del mio ricovero per un collasso) ad ogni abbuffata seguiva un periodo di disintossicazione e di riequilibrio, che grazie all’età con un metabolismo ottimale funzionava a meraviglia e mi manteneva in una buona taglia 48,  ora che abbuffate non faccio più, non sono costretta a periodi di disintossicazione ma continuo a  mangiar male, sebbene non eccessivamente, quel tanto da ingrassare solo nei periodi di crisi : praticamente prendo quei benedetti due kili l’anno e, causa metabolismo rallentato (menopausa, anzi monapausa, come dice una mia amica), dal ‘95 ad oggi   mi son creata una corazza di 22 kili di surplus, che hanno trasformato il sovrappeso  in obesità allo stato iniziale,   rendendomi sempre più difficile il ritorno alla forma, perché mi piace cucinare, perché amo mangiare, perché devo cucinare per mia figlia e perché caspio anche a questo devo rinunciare??? Anche se so perfettamente che non è una rinuncia a vita, ma si tratta di trovare il giusto equilibrio.

I sacrifici dietologici sono i più difficili a farsi.  La negazione del cibo ADESSO indica uno sforzo, anzi l’ ENNESIMO sforzo tale  che la mano corra alle golosità disponibili per compensare. Hai voglia a svuotare frigo e dispensa! Se li riduco al “deserto dei tartari” entro in depressione da vuoto!

Spesso è l’abitudine bastarda a farmi riempire il piatto, favorita da una vita  familiare precedente, abituata ad  usare le terrine al posto dei piatti per porzioni di pasta adeguate per gli appetiti dei ragazzi e di mio marito, il che mi ha fatto seguire a ruota ed a consumare una quantità maggiore per non scartare, per non buttare perché il giorno dopo “non è più fresco e perde sapore”.  Un’insalata è dietetica, ma se ci metti dentro un pomodoro intero, un cetriolo intero ed un cespo di lattuga   e condisci per  bene, magari con una scatoletta di tonno o un petto di pollo, mangiando il tutto con due fette di pane, vi assicuro che sommano una botta di calorie, poi finisco con una mela o mezzo kilo di albicocche o fragole o tre etti di fichi.  Il senso della misura mi manca quando si tratta di porzioni!

Nel contempo fino ad ora son riuscita ad evitare di superare il blocco dei 97 kg.   Ma questo sembra insufficiente a farmi decidere di dimagrire con metodo e con consapevolezza del beneficio per la mia salute.   Ho avuto da novembre un rifiuto totale ad ogni riguardo circa i condimenti e mi ritrovo in condizioni poco ottimali. Ogni volta che mi guardo allo specchio, perché recentemente mi son pure gonfiata, ritrovo una sconosciuta: una balena che non riconosco, quasi quasi mi do del Lei! Mi sento a disagio in questo corpo, che tendo ad “ignorare” dato che riesco a mimetizzare per l’altezza che mi leva due buone taglie anche tre,  anche  le commesse, specie in inverno mi passano abiti di taglia  50 mentre vesto la 56 e strabuzzano gli occhi quando le correggo con uno stupito “NOOOOOOO, non è possibile! Ma è sicura ?? “

Quali le soluzioni? Le solite :

1)      esercizio fisico,  ultimamente ho preso a fare cyclette,  che cerco di fare con costanza,  ma speriamo…

2)      massaggi,  che faccio settimanalmente, ma inutili ai fini del dimagrimento, in quanto deficito totalmente di

3)      volontà ad iniziare un’educazione all’alimentazione, che mi porti al benessere in primis ed al dimagrimento, come dicono i medici, per seconda intenzione.

Praticamente galleggio nelle endorfine che il cibo scatena nel mio corpo, specie ultimamente, indulgendo nei salumi, nel pane e nella cioccolata, favorita dal fatto che a Natale mi hanno regalato una confezione di praline da 888 grammi!!!! Di cui son rimaste solo una decina di pezzi perché non mi piace il gusto del ripieno. Last not least (ultimo, ma non meno importante) ho vinto una putizza (pan dolce con ripieno di cioccolata, noci, pinoli ed uvette) al lotto della latteria sotto casa, che a mia figlia non piace! Sempre pezzi di cioccolata sulla mia via anzi sul mio punto “vita”!

La teoria sul dimagrimento la conosco perfettamente, sono dimagrita già tre volte in vita mia anche più di 10-15 kg specie dopo le gravidanze; due anni fa ho seguito per un periodo una dieta con una dietologa, ma per ovvi problemi ho smesso il controllo ed ho ripreso per le problematiche di famiglia a mangiare senza stare attenta.  Fatto sta che son punto ed a capo.

Il cibo è il nostro carburante, come mangiamo così lavorano i nostri organi e varia la secrezione ormonale del nostro cervello, che lavora sull’umore con le endorfine, la serotonina, ecc. Il cibo è la nostra medicina, attraverso il cibo raggiungiamo il nostro equilibrio e possiamo curare i nostri mali, come recita l’ayurveda.

Son cose che so perfettamente, ma non riesco a mettere in pratica che per brevissimi tempi.  Ultimamente sto recuperando un po’ di cura per il corpo, anche spronata dalla mia massaggiatrice, ma sento tutto come un peso e mi giustifico con ogni batosta esterna sulla mia routine per continuare nella mia autogratificiazione culinaria e nel trascurarmi. Io, speriamo che me la cavo….

Come cantava Snoopy : It’s a long way to Tipperary!

La "giusta" punizione ?


Le mestruazioni sono la giusta punizione che Dio dette alla donna, dopo che Eva mangiò la mela, dicendole   “....pagherai col tuo sangue, ma in comode rate mensili” ???   ; D

Una bella storia !

Me l'ha mandata una mia amica per e-mail e voglio proporvela perché é carina e leggera nella sua semplicità, come tutta l'opera di Coelho.

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto chiese: ‘Stai scrivendo una storia su di noi? E’ per caso una storia su di me?’.
La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: ‘In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia, piu’ importante delle parole, e’  la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande’.
Il bimbo osservo’ la matita, incuriosito, e non vide niente  di speciale.
‘Ma e’ identica a tutta le matite che ho visto in vita   mia!’.
‘Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono  cinque qualita’ in essa, che se tu riuscirai a mantenere, faranno di te un  uomo in pace col mondo.
Prima qualita’: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. Questa mano noi la chiamiamo Dio, e Lui ti dovra’ sempre indirizzare verso la Sua volonta’.
Seconda qualita’: di quando in quando io devo interrompere       cio’ che sto scrivendo, e usare il temperino. Questo fa si’ che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sara’ piu’ affilata. Pertanto, sappi  sopportare un po’ di dolore, perche’ cio’ ti rendera’ una persona  migliore.
Terza qualita’: la matita ci permette sempre si usare una       gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che  abbiamo fatto non e’ necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale  per mantenerci sulla retta via.
Quarta qualita’: cio’ che e’ davvero importante nella matita       non e’ il legno o la forma esteriore, ma la grafite che e’ all’interno. Dunque, fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
Infine, la quinta qualita’ della matita: lascia sempre un       segno. Ugualmente, sappi che tutto cio’ che farai nella vita lascera’ tracce, e cerca di essere conscio di ogni singola       azione’.
Paolo Coelho

venerdì 27 gennaio 2012

Un saluto !



... godetevi le pecorelle, che in questo periodo c'ho da fà!  :d

martedì 24 gennaio 2012

Non ne posso più!

Costa Concordia è naufragata il 14 gennaio: Dio salvi l'anima ai poveri naufraghi scomparsi.
Ma ancora dopo 10 giorni i mass-media ci sfrangono con ipotesi e teoremi che non esistono, perché NESSUNO SA LA REALE VERITA', ma a tutti, come diceva il buon Andy, piace essere protagonista per un quarto d'ora!
Turatevi le orecchie o voltate canale! Perché ci stanno rincitrullendo tutti, sperando che parlando tanto della Costa Concordia ci dimentichiamo del resto e soprattutto perché non hanno null'altro da dirci???


Trovata grazie a Perennemente Sloggata...;)



We're lost in a cloud                              Siamo persi in una nuvola
With too much rain                                troppo carica di pioggia
We're trapped in a world                       Siamo intrappolati in un mondo
That's troubled with pain                       agitato da troppa pena
But as long as a man                              Ma fino a che un uomo
Has the strength to dream                      avrà la forza di sognare
He can redeem his soul and fly             Potrà redimere la sua anima e volare!

lunedì 23 gennaio 2012

La sofferenza, la pazienza e la consapevolezza!

"La pazienza lavora con il tempo. Col tempo, tutto ciò che avete vissuto, anche i momenti più difficili, possono diventare una fonte di arricchimento e di gioia. Nulla infatti accade  senza una ragione: tutto ha un senso, ma sta a voi trovarlo. Nel momento in cui provate una sofferenza, di qualunque natura essa sia, fate in modo che il vostro pensiero non rimanga fisso su quella sofferenza, legato ad essa! Proiettatela nel futuro dicendo a voi stessi che presto avrete dimenticato ciò che ora vi fa tanto male; se invece fosse impossibile dimenticarlo, lo vedrete sotto un'altra luce. Sapendo quanto i nostri stati interiori possano modificarsi con il tempo, si sopportano molte più cose! "
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Per me Aïvanhov è sempre stato fonte d'ispirazione e di riflessione. Infatti ho sempre cercato di seguire quanto dice, una filosofia di vita che basa le sue radici in una saggezza ancestrale. Come ripetuto anche dalla legge del karma,   bisogna costruire sulle proprie sconfitte e sui propri dolori ed insuccessi il successo di domani.
Certo che c'è il tempo in cui ci si sente sconfitti, in cui si pensa non potersi alzare dalla batosta che la vita ha inflitto, ma dopo la pioggia viene sempre il sereno: il Sole è e resta lì sopra le nuvole nel Cielo. Quindi la Fede in se stessi, nell'Universo (qualsiasi nome vogliamo dargli) è la principale fonte della nostra Forza. Solo superando noi stessi, le nostre resistenze, i nostri limiti sapremo affrontare  le difficoltà  restando padroni della nostra vita, che non significa fare quel cavolo che ci pare, anzi!!! Un saggio diceva : " La libertà è la scelta di fare con gioia quello che si deve e non quello che si vuole!"

Ad majora!

domenica 22 gennaio 2012

"La vita è una, e in ogni momento occorre essere coscienti di ciò che si fa, poiché nessun gesto rimane isolato; interiormente o esteriormente, tutto ha delle ripercussioni. Ecco perché è importante imparare anche a salutarsi. Scorgete un conoscente, un amico… Anche se dovete semplicemente fargli da lontano un cenno di saluto con la mano, fatelo coscientemente, in modo da comunicargli la vita attraverso la vostra mano: correnti di energia, raggi di vari colori… Gli scambi più potenti e più benefici non sono necessariamente quelli che si fanno avvicinandosi fisicamente. Si può mettere molto amore e molta luce in un gesto della mano e nello sguardo che lo accompagna. Allora, fate sì che la vostra anima partecipi al vostro saluto e vi partecipi anche il vostro spirito, affinché ciascuno possa sentire che ciò che riceve attraverso quel saluto entra in lui e lo rende migliore. È molto importante avere contatti psichici armoniosi, prima di incontrarsi sul piano fisico per parlare o lavorare! "
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Questa riflessione di  Aïvanhov mi è piaciuta e ve la riporto, sempre per reiterare la III legge di Newton : ad ogni azione ne consegue un'altra uguale e contraria!

Troppo spesso con leggerezza compiamo gesti ed atti che portano le loro conseguenze e che con effetto valanga vanno ad incidere nella nostra vita. Troppo spesso si da per scontanto che il pensiero sia irrilevante : invece da esso dipende la direzione della nostra vita, e spesso la riuscita!

Vivere senza consapevolezza dei piccoli gesti che facciamo, significa perdere parte della nostra vita, svuotare di significato ciò che facciamo. Porre attenzione anche nelle piccole cose che facciamo rende la nostra vita piena di tanti significati e ci fa sentire completi e soddisfatti di noi stessi!

Il pensiero è alla base della "magia" quotidiana: se siamo di cattivo umore e non facciamo nulla per cambiare la nostra sarà un' altra giornata di merda! Se nonostante il disagio riusciamo a cogliere attraverso le sfumature il positivo o il bello della nostra vita, anche la condizione più misera prenderà una profondità ed un'essenza migliore!  Provare per credere!

Come sempre AD MAJORA!

sabato 21 gennaio 2012

Senza parole ;D

Un'altra settimana è passata...

Dopo il periodo full immersion nel mio microcosmo personale interiore, mi son trovata a realizzare che il ritorno dei miei ragazzi era per martedì, eppure solo la settimana prima mi sembrava ancora tanto lontano. Il cuore in sospeso durante i loro voli e finalmente mi son rilassata al loro arrivo, carichi di valige, racconti, sole, rilassati anche loro, nonostante la nostalgia di casa: chiamavano ogni giorno! Hanno speso un capitale solo in telefonate!  Mi chiedo se era per "controllarmi", ma ho sentito anche spesso il loro "mi manchi" . Da buona "mamma" italiana mi è sorta allora un'altra domanda : 'sto cordone ombellicale, che sembra così forte, è da recidere e come??? Dopo aver a lungo ponderato, mi son data la seguente risposta : vuol dire che per ora va bene così! Soprassiedo per il momento al taglio, vediamo come va in corso d'opera!
Poi a metà settimana ho ricevuto un appuntamento di lavoro: il secondo della mia vita!
Il fatto mi ha scombussolato, anche se ho cercato di trascorrere il paio di giorni che mi separava dal colloquio nel modo più normale possibile. Ovviamente sono andata dalla parrucchiera a tagliarmi i capelli che ormai avevano preso l'aspetto di un carciofo in testa. Alla vigilia il dramma: non ho niente da mettermi, cosa mi metto: look casual o look da signora! ho adottato il primo, jeans e maglia, in quanto il look da signora mi invecchia ;) e poi era un privato, amico di una conoscente, ergo un colloquio informale per una piccola ditta. Speriamo bene! La ragazza che mi ha raccomandato è venuta anche lei a darmi man forte ed a sottolineare la raccomandazione (benedetti i vecchi sistemi: sono quelli che ancora funzionano) e questo mi ha gratificato non  poco. Era una conscenza con poca frequentazione, ma negli anni, per i semplici discorsi fatti, mi sono resa conto della stima che lei ha per me! Ovviamente al ritorno, quando tutto era finito con il classico le farò sapere (ovviamente!) si è fatta strada in me una leggera delusione, classica reazione da "sabato del villaggio": si pongono sempre troppe aspettative negli avvenimenti annunciati, che alla fine resta un sapore strano in "bocca" o meglio nella mente, tanto che ci frastorna per qualche momento. Aspettiamo di vedere il risultato, in quanto penso avrà altre candidate.
Poi a casa una chiaccerata in rilassatezza con i miei figli. 
La sera ho guardato l'intervista a Roberto Saviano, che conosco di fama, ma non  ho seguito né guardando Gomorra, né guardato il programma di Fazio illo tempore. Mi è piaciuto come parla e come ragiona : una mente brillante, una persona coraggiosa.
Mi è piaciuto anche il Prof. Monti dalla Gruber : certo non si può ancora giudicare la portata delle misure che il suo Governo sta effettuando, se non di primo acchito l'impatto del sacrificio immediato che richiedono a noi, ma considero che son soddisfatta di un Primo Ministro, che ha proprietà di linguaggio, che parla a braccio SENZA errori d'italiano, che parla con calma senza prosopopea e soprattutto non condisce il discorso con barzellette stupide per ovviare al fatto che li per lì non ha una risposta immediata da dare! Che riscuote la STIMA all'estero non per i soldi che ha fatto, ma per come si propone e per la sua esperienza. La serietà che sembra porre nel cercare di risolvere i problemi, sottolineando che gli creeranno delle impopolarità, ma che sperabilmente serviranno a sistemare almeno una parte (e non sappiamo quanto)  il guazzabuglio di chi fino a Novembre diceva TUTTO VA BENE!!! Ovviamente ammettere la crisi avrebbe scatenato prima l'ira di Dio che è accaduta recentemente: mi fa rabbia che la massa è rimasta a presagire, mentre in "alto" i capitalisti hanno avuto il tempo per giostrare i loro affari in modo da pararsi il culo al meglio! Si potrebbero fare paragoni tra il Governo precedente ed il naufragio della Costa Concordia...chi era con il comandante si è salvato...

Buon week-end a tutti!

venerdì 20 gennaio 2012

Capita ad altri ???

Mi scrive un'amica :

Ciao Renata!
Non riesco più a commentare sul tuo blog!
Continua a dirmi
che la parola chiave non è corretta, eppure lo è!
La controllo e
ricontrollo ma non c'è niente da fare, non mi accetta!
Uff..........
chissà se capita solo a me.
 


Succede ad altri ?? scrivetemi  renata555@virgilio.it

Buon week-end a tutti

Settimana in relax, la mente ha voluto la sua pausa, ho rallentato i miei ritmi al ritorno dei miei figli.
Il resto... è vita. Mi preparo ad un week-end di ordinaria amministrazione e nell'attesa ascolto Adele!





Mi garba di molto (dicono i Toscani ;) questa ragazza: mi piace il suo trucco anni '60-70 ed ora che è anche leggermente dimagrita è ancora più bella, oltre che bravissima!

martedì 17 gennaio 2012

Standard & Poor's, Moody's, Fitch Ratings & Co.

Un giorno il mio vecchio principale decise di quantificare il valore della sua ditta, perché disse: "Se la partecipazione ad uno show di Adriano Celentano vale 5 miliardi (vecchio conio) la mia società deve valere di più". Per sfizio, perché il lavoro era la sua vita, decise di chiamare un "esperto".

Fu così che un giorno arrivò un giovanotto, che lavorava a Milano in una società dal nome inglese, di una finanziaria,  supervisori dei conti; di origine italiana aveva fatto l'Università a Oxford, e quando arrivò nel nostro ufficio con quell'accento d'italiano arrotondato da chi ormai è abituato a parlare sempre l'inglese, iniziò a rovistare nei nostri libri contabili e tra le nostre schede vendita, per capire il valore del nostro giro d'affari. Sembrava che un semidio fosse atterrato nel nostro ufficio e che da lui dipendesse il nostro futuro, la nostra sorte! Ed è la stessa sensazione che ho quando i giornalisti parlano delle ultime proiezioni di S&P, Moody e compagnia cantante.

Il tipo si mise a fare i suoi conteggi di sana pianta in quanto dovevano essere calcolati sulla base del volume di vendita e non su quanto incassato, dato che erano in vigore i contratti a lungo termine, mentre le dichiarazioni dei redditi (altra unica base di calcolo) erano emesse sull'incasso effettivo al momento! dato che le tasse si pagano  sul totale degli introiti avvenuti e non su quelli ancora da percepire. Fatto sta che iniziò a calcolare per ogni affare l'ammontare della provvigione.  Il caffé si paga in USA cents per libbra o USA dollari per 50 kg. c'era da calcolare il valore dei vari containers venduti da 18 o 21 tonnellate. Gli demmo anche i cross rate di conversione per calcolare il valore totale delle tonnellate quando erano quotate per libbra.  Rimase con noi una giornata ma già alle 17 dava segni di cedimento: ci chiese quanti kili ha una tonnellata !!! Alla faccia dell'Università fatta ad Oxford!  

Non di meno ricordo che la sua parcella, per quelle 8 ore che impiegò più il rapporto (una decina di pagine) che fece, fu di 15 milioni di lire : soldi buttati fuori dalla finestra!  In quanto il valore della nostra ditta non stava nella nostra produzione estrinseca di un paio di anni (di magra), ma nella capacità del nostro datore di lavoro a seconda del momento di mercato.  Ergo : i conti dell'esperto NON resero l'idea del valore esponenziale della "materia umana"!

Che c'azzecca il supervisore con il mio post odierno ?  E' che io mi sto domandando chi siano coloro che valutano i nostri Paesi e se il fatto che tutti quelli che ho nominato nel titolo siano tutte  di New York o di stanza sia a NY che a Londra, e cosa comporti questo con il fatto che attualmente c'è in corso una battaglia economica

DOLLARO USA - EURO

E sono loro che ci giudicano? Da loro dipendono i nostri destini ?

Noi Italiani sappiamo i miracoli economici che siamo in grado di fare,  lo hanno dimostrato decine  di mal governi che da una crisi all'altra siamo riusciti a risorgere dalle ceneri della terra bruciata di un'incapacità abissale dei nostri vertici politici. Sin dal  1964 dopo il boom conosciamo la crisi, ma allora si chiamava "congiuntura".

Considero poi che le compagnie di rating sono tutte americane. Dov'è stato inventato il "mercato carta" cioè le speculazioni finanziarie che non corrispondono ad un impegno di consegna merci, ma su un accordo cartaceo.

Vale a dire : io oggi compro 5 contratti di caffé in borsa a termine per "consegna" Marzo a US 100.00 per unità (di cui in questo momento sborso solo una piccolissima parte a garanzia). A Marzo ho due opzioni:
(a) posso  accettare la consegna di merce e pagare il saldo alla borsa, in questo caso il mio utile sarà alla vendita del prodotto fisico  al valore attuale di mercato (US 150.-) 
oppure
(b) posso rinunciare alla consegna materiale del caffé vendere i 5 contratti, acquisendo la differenza di mercato in questo caso US 50.- (meno la garanzia pagata al momento dell'acquisto originario).
MA qualora a Marzo la quotazione del caffé non sia interessante (alla pari o inferiore al prezzo originario d'acquisto)  e  non voglia  ricevere la consegna del prodotto , faccio il cambio (lo Switch) sulla consegna Maggio 2012 : pagando lo "spread" cioé la differenza tra Marzo e Maggio, sperando che il mercato nei mesi di Aprile e Maggio vada sù.  
Ovviamente questo "gioco" va a gonfiare o sgonfiare il valore di borsa, per la legge della domanda e dell'offerta (con più prodotto il prezzo cala, con meno prodotto il prezzo scende).   Questo "gioco" di borsa è andato per la maggiore negli anni 1975-77 per il caffé quando il Brasile ha avuto le peggiori gelate, grandissime fortune sono state create dalla "carta" in quanto  il prezzo di borsa tra il 1974 ed il 1977 è aumentato del 600%.

Altro punto fondamentale della mia considerazione è il ricordo di un amico del mio capo, che faceva il broker nella borsa a termine di Parigi, confessò che la vendita del caffé fisico, come lo facevamo noi, lui non sarebbe stato capace di farlo. Sarebbe andato in rovina (com'è stato quando ha tentato di entrare nelle contrattazioni del mercato fisico!). 

Operare in Borsa è diverso dal vendere ed acquistare un prodotto fisico e quindi, tornando a Standard & Poor's, Moody's, Fitch Ratings & Co. che sono speculatori del mercato azionario (CARTA!) di NY, mi chiedo come CAZZO pensano di capire l'Italia e la capacità imprenditoriale -politici permettendo- del nostro Paese?

Fare dei preventivi finanziari spesso non porta ad un risultato realistico : come possono  aziende finanziarie (base teorica) fare delle proiezioni su prodotti internazionali di Paesi di cui non conoscono nella verità e capacità sociale, senza contare sulla possibilità di cambiamenti epocali ????

Last not least, come diceva il buon Guglielmo Shakespeare, ULTIMO MA NON PER QUESTO MENO IMPORTANTE: SE SONO AMERICANI in una lotta USA $ / EURO, VOGLIAMO METTERCI LA MANO SUL FUOCO CHE LE LORO VALUTAZIONI SIANO SUPER PARTES ??? Io NO!

Sempre sulla crisi, ieri la mia bancaria mi ha detto " Ma si rende conto ? questa crisi ha livellato Nord-Centro-Sud! Siamo tutti uguali : non c'era riuscito Garibaldi, Vittorio Emanuele II neanche Mazzini e Cavour! Ci voleva la crisi globale per unificare e parificare il nostro Paese!"   Cavoli! Ha ragione!

Intanto leggo che una società che produce occhiali a Belluno, ha raggiunto un accordo particolare, che segna un precedente nel mondo del lavoro ed auspico sia imitato. Con i propri dipendenti ha raggiunto un'accordo, sottoscritto anche dai sindacati (miracolo!!) con due giornate (dico DUE!) di consultazione: l'amministraziona ha proposto agli operai  di effettuare dei turni diversi di produzione : invece di lavorare dalle 8 alle 17, un gruppo di operai ha  scelto di lavorare dalle 5.00 alle 13.00 ed altri dalle 12 alle 20.30! mentre quelli che impacchettano mantengono il vecchio orario. Questo è l'unico sistema per superare assieme una crisi con la consegna di prodotto con un giorno di anticipo! In questo modo la società garantisce una distribuzione con orario dalle 5 alle 20! Quindi si può fare ! Marchionne sei avvisato, se non riesci a gestire un accordo simile che faccia rilanciare il marchio FIAT sei proprio out!

Ci penso, penso all'attuale situazione del Paese e so che ce la possiamo fare, ma di base spero che la gente non si faccia suggestionare dal terrorismo giornalistico-mediatico, con questi ratings delle società nominate più sopra, che proprio mi stanno rompendo l'anima!

Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte ??? l'Italia chiamò: SI!

Perché come disse l'Uomo: qui si fa l'Italia o si muore... di fame!

lunedì 16 gennaio 2012

P.S.

Ancora una considerazione sul tempo e la produttività.
Quando si lavora a tempo pieno, si fantastica sempre su cosa potrei fare se rimanessi a casa.
Oppure quando smetto di lavorare mi dedicherò ed avrò tempo per tutti i miei  hobbies.

Nulla di così sbagliato!

Mentre si lavora si tiene un ritmo scandito dagli spostamenti, dalla piccola spesa che bisogna fare giornalmente, dall'organizzazione di pagamenti a scadenze fisse ecc. Tutto è molto concitato e spesso si sta con l'orologio alla mano, magari con tanta fretta ed ansia perché abbiamo preso un 'ora di permesso per la visita medica o altro impegno improrogabile.

Questa "fretta", questo "ritmo frenetico" quando si sta a casa SPARISCE: siamo padroni di più tempo.
Per chi come me ha vissuto un'intera vita a lavorare a tempo pieno 8-10 ore (!!) nel settore privato, con il fiato del proprio titolare  sul collo, TUTTO (?) questo tempo che vi "avanza" diventa un tempo "enorme". In realtà quando ci si adatta alla nuova dimensione, le cose vengono diluite. Ci si rende conto che alle volte si facevano più cose quando si lavorava che ora che stiamo a casa. Ecco, che personalmente sale l'ansia da perdita di tempo e quindi senso di colpa per sciupare ciò che prima consideravo un bene preziosissimo.

Tutti mi dicono che in quest'anno ho fatto tantissimo e se mi guardo indietro lo riconosco, ma... resto sempre con il punto di domanda: avrei potuto fare di più?  La risposta IN QUESTO MOMENTO : è NO! Non ero pronta, venivo fuori da una crisi pazzesca. Perdere due identità quella di lavoratrice e di moglie nel giro di un mese è una batosta incredibile che fa vacillare qualsiasi equilibrio.
Quindi tutto ciò che ho fatto, va bene così, devo accettarlo.
Al caso, aggiustare il tiro e programmare meglio il mio futuro!

Sempre quindi, AD MAJORA! 

domenica 15 gennaio 2012

Breve riflessione : giusto o sbagliato?

Ieri stavo considerando quanto tempo io impieghi in questi giorni di solitudine (dato che i ragazzi sono in vacanza) davanti al computer ed alla tele, sprecando il mio tempo a giocare a spider, freecell, solitario e tentare d'imparare a giocar scacchi (che nessuno me l'ha mai insegnato) o a rilassarmi davanti a qualche serial stupido.

Pensavo a quanti libri a quante altre cose più "utili" avrei potuto fare per impiegare il mio tempo in modo più produttivo. Ma sembra che alle volte la mia mente abbia voglia di perdersi, di non pensare. Riesco a leggere molto poco, ho come un rifiuto per finire qualsiasi libro: ne ho iniziati tanti e finito neanche uno!

Poi tra un telefilm alla tele per perder tempo e le partite di spider, mi son resa conto che la mente vaga e pensa: il viaggio "continua". Ho compreso che "questo" è importante: il viaggio, essere consapevoli che comunque anche quando meno te l'aspetti può capitare l'illuminazione su questo o quell'altro problema e così è stato.

Dove si vada non ha importanza, può essere una méta vicina o lontanissima, ma la tua mente ti segue, le tue sensazioni, i tuoi pensieri e mi son resa conto che è uno spreco negarsi qualcosa di piacevole, se sentiamo che è il momento di fare quella data cosa.
Ho incontrato una persona che non vedevo da tempo e che mi ha detto:  "goditi il tuo tempo"!  

Imparare ad accettare i tempi morti, dopo tanti anni di lavoro in cui, essendo nel privato, avevo l'ossessione del "fare", ora mi trovo al contrario ad avere talmene tanto tempo libero da non saper come impiegarlo in qualcosa che mi piaccia!   

Mentre prima la mia vita procedeva su di un binario prefissato ed alquanto fitto d'impegni, ora devo imparare che riposare e cazzeggiare sono alternative proficue quanto lavorare e che non devo sentirmi in colpa se ho tanto tempo e se quel tempo a volte lo spreco, invece di fare quella data faccenda che dovrebbe essere fatta!

Quando, come me, si ha tanto tempo e nessun obbligo  d'orario, a meno che non sia alienante bisogna seguire l'occupazione che  il nostro istinto ci fa scegliere al momento, perchè come diceva Qoelet,

Per ogni cosa c’è il suo momento,
il suo tempo per ogni faccenda sotto il sole (Qo 3,1)
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8).

sabato 14 gennaio 2012

In giro con il pollaio ...


il Sole rosso ci ha salutato al tramonto, mentre scorazzavamo per la bassa Friulana. L'atmosfera era magica e la campagna quieta mi ha rilassato. Sono pronta per " il dolce naufragar in questo mare" di rilassatezza, per un po' di giorni mi prendo una vacanza dalla mia mente, anche se le mani continueranno a lavorare a qualcosa, ma nulla di preordinato: si va a "braccio"!
Buon week-end!

venerdì 13 gennaio 2012

La notte scivola via..

...finalmente, dopo due caffé. Sono al computer: alcune partite a spider, un telefilm in streaming, perché finalmente possa accettare il giorno e riconoscerlo guardando la sua luce e sciogliermi in essa in una trafila di azioni che mi portino alla sera, ad un'altra notte, ad un altro giorno. Ancora non ho pensato a come farlo passare questo nuovo giorno: dopo tanto elucubrare questa settimana e riordinare senza ordine (che buffa beffa!),  i progetti sono velati da una voglia di lasciarsi andare a non far nulla, far passare il tempo in qualcosa di poco produttivo, per riprender le forze, per allontanarsi dalla tensione.
Ieri parlavo con la mia amica Irina di questo riordino inconcludente, perchè sono tante le cose da riordinare che non ho il senso della misura e ad un certo punto arrivo ad una tale stanchezza che non riesco a tenere il ritmo e per sistemare al meglio mi tocca raffazzonare in attesa di un altro riordino da rimandare a tempi migliori, dopo aver studiato un assetto migliore. 
Irina mi ha detto " Visualizza il risultato! vedrai che il conscio ti porterà la soluzione e sarai più costruttiva".  Mi dice che da ragazza, quando voleva farsi un abito, di getto pensava al modello, prendeva una stoffa adatta, tagliava approssimativamente usando  un indumento che le andava bene come cartamodello e cuciva immediatamente: nel giro di tre ore il vestito era finito. Ma sorride e conferma: "Non lo saprei più fare: quella volta ero spensierata, non davo valore a quella stoffa, davo poco peso alla possibilità di rovinarla (cosa che non succedeva mai) e così mi buttavo e di getto terminavo in poche ore il lavoro, quasi in trance. Ora troppi fattori frenerebbero quel mio stesso istinto, avrei mille problemi e mille paure!". 
Ecco : è proprio questo il punto, i mille problemi e le mille paure di sprecare qualcosa, che sia un giorno, che sia un occasione, che sia un'iniziativa, che passo a centomila vagli e boccio irrimediabilmente!  Nell'ansia di definire, di risolvere, di andare avanti, spesso si resta immobili.  Allora sento che è il caso di prender le distanze da questa insicurezza e vivere il giorno in leggerezza. Chissà,  forse conviene anche a me tirar fuori una stoffa e cucirmi un vestito ;) sia quel che sia!

Quando sono confusa, mi rendo conto che non combino nulla se continuo a scervellarmi per trovare la soluzione ottimale: non esiste! Permane un senso d' insoddisfazione, di perdita di tempo e nonostante abbia tutto il tempo che voglio a mia disposizione, mi sembra sempre che sia una spreco incommensurabile! Invece no! Domani è un altro giorno e se trovassi un'altra occupazione tutto potrebbe essere rimestato e riprogrammato. Ma sembra che la mia mente voglia che le mie azioni siano tutte immediate, perfette e vincenti, ma non è così che funziona. Arrendermi a questo, mi logora. Poi mi fermo, mi rilasso, faccio un bel respiro e ricomincio.
Al mio fianco qualcuno dorme con gusto e continua a dormire quando la mia mano lenta l'accarezza, ma è pronta a sollevare il capo e muovere le orecchie per captare nel modo migliore il suono diverso che interrompe il monotono abituale rumore di sottofondo. Devo seguire il suo esempio: no problems, take it easy dicono gli inglesi  e così dovrebbero essere le nostre vite, senza elucubrare sui problemi, rendere più facile la nostra vita per risolverli. 

Ad majora, naturalmente!


giovedì 12 gennaio 2012

Proprio non avevo capito!

Quando ho vuotato la stanza di mia figlia e la stanza nel mezzo per far spazio sia alla pitturazione, che alla venuta delle librerie, ho posizionato tutto in borse della spesa in camera mia. Fatto sta che Mucia guardava allibita e non riusciva a capire cosa facessi. Fatto sta che non c'era rimasto gran spazio per camminare e  la mia camera sembrava una bolgia.
Mucia ha cercato di venire in contatto con quel mucchio di roba per farlo sloggiare con le sue potenti zampettate, mollando sberle a destra ed a manca e cercando di farsi le unghie sopra qualche contenitore: ma le cose non si volevano spostare. La parte giorno era libera anzi, liberissima, per cui nulla era cambiato  dove Mucia ha la sua cuccia. Eppure da quel giorno, di notte Mucia ha presidiato il mio letto dormendomi accanto e pensavo mostrasse ansia per se stessa in quel trambusto e cercasse la mia rassicurazione! Invece no! Mi stava PROTEGGENDO da quell'ammasso di roba estranea pronta a menar gli artigli se mi avesse minacciata, dormendomi attaccata a francobollo! Difatti non appena ho liberato la mia stanza, Mucia è tornata a dormire nella sua cuccia in corridoio! Oggi doppia razione di coccole e grattatine alla mia miciona!!!



Pensiero del giorno

"Il passato vi è sfuggito e l’avvenire non è ancora vostro. Solo il presente vi appartiene, ed è fra le vostre mani come una materia prima da modellare. In quel presente, avete a
disposizione un minuto, un’ora, una giornata… Quel minuto, quell'ora e quella giornata vi appartengono: sforzatevi quindi di viverli nella chiarezza. Quando avrete liberato lo spazio fra voi e il mondo divino, potrete affermare che anche l’avvenire vi appartiene.
Il vostro avvenire è la gioia, la luce! E non lasciatevi influenzare da coloro che predicono solo difficoltà e disgrazie, poiché questi non sanno cosa sia realmente l'avvenire né come
crearlo. I mali rappresentano il passato, non l’avvenire. Per presentarsi, l’avvenire – ossia il vostro vero avvenire di figli e figlie di Dio – attende che il passato sia cancellato.
Questo però non significa che l’avvenire non sia già in cammino. In realtà, l'avvenire è vivo, esiste già: lo state creando voi stessi. "
Omraam Mikhaël Aïvanhov

mercoledì 11 gennaio 2012

Crostata vista alla TV

Che c'azzecca ? direte .. la TV è quella locale triestina quindi voi difficilmente la vedete e mi è sembrata una golosità infinita da dover condividere.

Più che darvi la ricetta vi racconto la farcia!

Sulla base di pasta frolla con cui foderate lo stampo, lasciando un bordo bello alto di 2-3 cm, ponete
* marmellata di ciliegie o altro frutto che vi piace, io per le ciliegie vado matta!
* sopra sbriciolate degli amaretti, il quantitativo a vostro piacere,
* sopra ancora disponete in bell'ordine a raggiera due mele tagliate a fettine,
* coprite tutto con due uova intere sbattute  fino ad amalgamarle con con 4 cucchiai di zucchero ed un goccio generoso di panna liquida,  fate attenzione nel cospargerlo sulla crostata, che il liquido si assesti in modo uniforme.

Il cuoco ha dato come indicazione d'infornare a 220° per 15 minuti, ma penso che dobbiate regolarvi a seconda della resa del vostro forno.

Servite con una spruzzatina di zucchero a velo. Se volete fare bella figura con ospiti, "sporcate" :P artisticamente il piattino con il cioccolato o con zabaione o servite con panna montata.

martedì 10 gennaio 2012

Lungomare

Dopo 4 giorni di reclusione in cui ho spostato mobili, dipinto la stanza di mia figlia, pulito ed atteso fiduciosa gli gnomi dell'Ik-a con le mie sospirate librerie, ho deciso che oggi non avevo più scuse e dato che il sole splendeva alto e c'erano 11° ho preso d'istinto la porta e sono andata a fare una bella camminata.

Sono andata a Barcola, dove si snoda il lungomare fino a Miramare, ma mi sono fermata prima, all'altezza della Marinella: un bellissimo ristorante, dove si mangia buon pesce.

Dovete sapere che dal porticciolo di Barcola parte la camminata della Pineta, davanti un pavimento di san pietrini, a destra la pineta che ripara i bagnanti dal sole.






Dentro però c'è spazio anche per i giochi dei bambini con piccoli campetti di basket recintati, oltre che scivoli e gimcane, oltre che delle capanne ecologiche per un piccolo ristoro.

 


I Triestini d'estate  coprono il selciato con i loro asciugamani e brandine, alcuni posizionano una brandina dentro la pineta ed intanto scendono in acqua superando gli scogli che portano fino al mare.
Recentemente per agevolare i bagnanti il Comune ha posizionato delle scale che facilitano la discesa.



A metà Pineta c'è uno spiazzo grande con una fontana rotonda con giochi d'acqua e di luce, che a periodi viene aperta e di sera è molto suggestiva. Davanti alla fontana fronte mare il monumento al nuotatore di Ugo Carà  :



Le lastre in pietra carsica imitano le onde e la fluidità del corpo si fonde con le chiome dei pini marittimi.

Alla fine della Pineta c'è un'altra statua, qui la potete intravvedere sull'orizzonte,  quella della "Mula de Trieste" che sul muretto dell'imbarcadero si riavvia con un gesto usuale e femminile i capelli.


Dopo i pattìni c'è il vecchio bagno Cedas, una volta protetto da un muro, che negli anni sessanta fu abbattuto.



Andando avanti si arriva ai Topolini come potete vedere c'è gente che prende il sole: ho visto un paio di gambe nude che uscivano dal muretto di uno spogliatoio, appoggiata sopra la testa di quella che doveva essere una donna una pelliccia di visone selvaggio! Ma ho visto anche 4 signore che giocavano a carte. Alcune donne, che passavano la pausa pranzo al riparo della murata prendendo il sole ed ascoltando musica o leggendo da uno di quei moderni aggeggi elettronici per la lettura dei libri. Ho visto un ragazzo in un angolo prendere al riparo dell'aria il sole a torso nudo disteso su di una brandina, mentre la gente sul lungo mare e lungo la strada passeggia incurante. Ognuno si fa i fatti propri. Come dice la mia amica "Perennemente Sloggata" dice che il Triestino è "geneticamente modificato", perchè è un patito del sole e del mare. I Triestini cercano il sole come le lucertole e pervicaci si distendono con tutte le temperature: sia quelle gelide invernali che quelle torride a 40° all'ombra di piena estate!
Come potete vedere dalla ringhiera sopra i Topolini ci sono delle terrazze, che hanno restaurato molto bene, eccone qui sotto una.

Questo è il posto preferito dei giovani, che non si mescolano con il resto dei bagnanti, nella struttura sottostante ed orlano con i loro asciugamani come un ricamo arcobaleno. La struttura verde dopo i bottini è un chiosco in stile, se ne trovano lungo tutta la strada.

Alla fine dei Topolini c'è un piccolo porticciolo con una boa di segnalazione.



Vicino ho trovato questa bitta, che è stata simpaticamente disegnata e qui mi son fermata. Ci sono arrivata in mezz'ora di buon passo, le foto le ho fatte quasi in corsa. Ho guardato l'orologio più volte, qualcosa mi spingeva a tornare presto, non volevo stare tanto, mi son costretta a forza a continuare per quella mezz'ora. Mi son detta che avrei dovuto camminare di più, ma sembrava che la prolungata reclusione mi avesse tolto la capacità di godere di questo meraviglioso mare. E con questa visione negli occhi e nella mente sono tornata a casa!