La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

mercoledì 29 febbraio 2012

1950

29 febbraio 1792

Biscottini veloci veloci

Un caffé con un'amica. Volevo darle qualcosa di buono, con i prodotti che ho in casa.
Avevo una pasta brisé tonda, l'ho spianata ho inciso con lo stampino due forme diverse: fiori e cuori e li ho riempiti di nutella e di marmellata di pesche con farina di nocciole. Ho saldato con bianco d'uovo e spennellato anche all'esterno cospargendoli di zucchero semolato che ha donato un bel colore ambrato ed aggiunto un po' di dolce alla pasta semplice.

Ecco il risultato!

29 febbraio : anche il secondo mese è da archiviare!

Dopo tanti anni passati in ufficio mi rimane lo spirito ed il modus operandi dell'impiegata. Quindi, la fine mese è sempre un momento di bilanci, di verifiche, di controllo dei "sospesi", per ricalibrare gli obiettivi, riconfermare ciò che si è impostato e ripianificare tutto per introdurre altre urgenze se necessario. E' un chiarirsi le idee, a volte, presa da troppo entusiasmo, metto -per così dire- "troppa carne sul fuoco" e qualche pentola devo spegnerla in corso d'opera per non bruciare tutto ;D .

Stavo dicenco che il secondo mese dell'anno è andato. Una svolta c'è stata : è finita l'angoscia, l'ansia è andata in seconda linea. La mente si è acquietata e sia quel che sia, è  emersa una calma che non mi sarei aspettata in questo frangente, dato che l'indennità di disoccupazione è finita e son solo con la reversibile e qualche debito, mentre il portafoglio a volte sembra abbia la colite ;)

Ma -ripeto- qualcosa è avvenuto, al di sopra di ogni giustificazione: l'ho presa come una sfida con il futuro. Se pensa di atterrarmi si sbaglia di grosso! Mi reputo sufficientemente intelligente sia da saper affrontare le difficoltà che arriveranno, che per  trovare nuove strategie per superare il momento con l'aiuto del mio Angelo, che in tanti dolori e tante prove mi ha sorretto. Non sarei quella che sono, se non avessi imparato a chiamarLo ed ad ascoltarLo :D.

Vedo già qualcuno/a che scuote la testa con il dubbio e la frase "beata te che ci credi". Si, in effetti ho questa fortuna. Ma vi dirò che è una cosa a portata di tutti e che, stranamente, come quasi tutte le esperienze spirituali che ho fatto,  me le hanno insegnate dei laici e non i preti!  Ho l'abitudine di prendere il meglio, da diverse fonti ed elaborarlo per applicarlo nella vita. Tempo fa mi arrivò alle mani un libro sugli Angeli di Giuditta Dembech, tra le tante nozioni, trovai la meditazione che vi do di seguito, per me è stata importante come esperienza e provate anche voi. Si perde tempo in tante cavolate, questa volta provate a fare qualcosa per voi stessi.
Quando siete soli (chiudete il telefonino!) o di notte se vi svegliate mentre tutti dormono, sdraiati mettetevi in una posizione comoda. Concentratevi sul vostro respiro, in modo naturale, senza forzare espirazione o inspirazione. Dopo un paio di minuti iniziate a ripetere il mantra  SO-HAM meglio se lo potete recitare oltre che pensare, e concentratevi su questo, quando sentite di essere rilassati, immaginate di essere su di un prato erboso, in una notte stellata ed osservate il cielo. Scegliete una stella e fatela scendere  in un moto regolare e calmo fino a farla atterrare una decina di metri vicino a voi. La stella è una sfera luminosa, guardate bene dentro c'è una figura, andategli incontro ed abbracciatelo : quello che ne uscirà e vi verrà incontro ad abbracciarvi è il vostro Angelo! Se sentite un sentimento di pace ed estasi, cercate di assaporarlo e farlo durare quanto più possibile. E' un senso di Gioia Assoluta di benessere totale. L'Angelo è uno Spirito di Luce ed è Energia Pura. Non ha corpo, ma noi umani abbiamo bisogno di "rinchiuderlo" in un corpo per comprenderlo meglio e percepirne anche i connotati spirituali. Se riuscite a portare a termine la meditazione ed assaporare la Gioia Assoluta, potrete imparare a percepirlo nella sua vera essenza : sarà come essere abbracciati da una "bolla" enorme d' Energia.

Feci fare anche ai miei bambini questa meditazione, per curiosità.  I bambini si sà sono molto ricettivi senza pregiudizi : quando feci l'esperimento i miei  avevano 10 e 5 anni o giù di lì. Alla fine della meditazione,  quando dissi loro "abbracciate l'Angelo" spalancarono gli occhi ed il volto prima serio e concentrato si rilassò in un sorriso enorme, mentre -come fanno i bambini per l'eccitazione e la contentezza- sussultaro anche con il resto del corpo, talmente incontenibile era il sentimento di felicità che provarono.

E' un bel Dono se lo fate con i vostri bambini, chi li ha piccoli ! Ma fatelo anche a voi stessi.  Ad majora!

P.S. Ricordate che il vostro Angelo interviene ad aiutarvi SOLO SE LO CHIAMATE VOI! Gli Angeli non possono ingerire di loro iniziativa nelle vostre vite!

  


domenica 26 febbraio 2012

Gita domenicale

Di ritorno da una gita il sole mi accoglie e non resisto a fotografare, purtroppo non mi son riuscite  le foto  scattate in controluce ! Ma queste vi danno l'idea della meraviglia di panorama. Adesso, che è passata più d'un ora dal tramonto c'è in corso un temporale!







sabato 25 febbraio 2012

Il vero spot pubblicitario dell'evasione!

Meglio di noi




Per caso in rete ho visto questo video! Dove il legame d'amicizia e di fiducia tra uomo e toro instaurato nella fattoria d'allevamento, dimostra come gli animali siano riconoscenti con chi fa loro del bene.
Al contrario della corrida e della folla che attizza il toro per poter esibire un coraggio ben criticabile, il coraggio vero è instaurare un legame di fiducia con il toro, come il vecchio dimostra, con quel splendido "Vamonos" alla fine, come se invitasse il toro ad andar a brucare qualche prato assolato!

Sono contro la corrida. Ma resto carnivora, anche se spesso la mia mente è in conflitto con lo stomaco!

venerdì 24 febbraio 2012

I veri eroi!

Penso sarete d'accordo con me, quando affermo che i veri eroi sono quelli che i giornali non vanno a cercare, che sanno quello che dicono e che vivono intensamente la loro vita, anche se immobilizzati.

Tra i miei eroi di oggi, questa è la più coraggiosa!







«Sono Marina e dal 2002 vivo grazie a un respiratore
che uso 24 ore su 24. Io non mi muovo, non parlo,
ma grazie al mio pc comunico!
Scrivo libri, articoli, mi occupo di sociale, di politica,
di musica e di molto altro. Insomma: io vivo!»
Una storia di vita, malattia e coraggio, raccontata con una voce speciale: ironica, tagliente, unica.

giovedì 23 febbraio 2012

Perché vi fate soldati di guerre non vostre ?? Imparate a vivere la vostra vita!

Osare ....

Il nostro futuro!

Cercate nuove strade



Cit.: "E proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da unaltra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovrete provare. Ecco, quando leggete per esempio, non considerate soltanto lautore, considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice che molti uomini hanno vita di quieta disperazione.
Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi!
Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno!
Osate cambiare. Cercate nuove strade.

Il tempo ed i cambiamenti!

mercoledì 22 febbraio 2012

Re Carnevale è morto!

Ieri mattina sin dalle 8.30 la polizia urbana ha approntato sul percorso carnascialesco i tutori per impedire le lunghe soste nelle vie principali della città. Alle 14.00 le arterie principali del traffico sono state interdette alle auto e migliaia di cittadini si sono riversati per le strade, alcuni in maschera, sfilando, in un carnevale dimesso, senza carri allegorici, ma con spirito vivo e tanta voglia di dimenticare almeno per qualche giorno i problemi che ci stanno gravando da troppi mesi.
La folla ha fatto ali al corteo ed ha beneficiato di una splendida giornata di sole, che li scaldava fino alle 18.00 quando il Palio è andato al rione di Chiarbola con il tema "Aggiungi un posto a tavola".

Io quest'anno non ho partecipato, la mattina l'ho passata in un centro commerciale a fare incetta di offerte speciali di un noto detersivo che non si cambia con due fustini!  Il commesso del pane,  guardando il carrello   ha commentato : "  voglia di lavare tanto?" - "con il cambio di stagione che si avvicina !" ecco, mi son ammosciata non appena ho realizzato di aver detto una cosa giusta ed incombente !

Ma il Carnevale non ha subito soste: ci sono stati i soliti contusi per tafferugli (tra ubriachi) la notte di sabato grasso con  30 ricoveri per la gran parte minorenni!

Eppure quest'anno il Carnevale ha un sapore un po' amaro rispetto agli altri anni : la SIAE ha messo le mani in tasca delle maschere tassando con i diritti d'autore le musichette che fanno da colonna sonora alle maschere che sfilano! Il comune di Muggia ha sorvegliato per contenere i disordini di Carnevale multando ubriachi che vomitavano, urinavano e per coloro che usavano le bombolette spray (ERA ORA!!!), ha limitato la vendita degli alcolici dopo le 18 anche nei supermercati, locali pubblici, nonchè il divieto ai privati di consumo alcolici per strada!  Per la prima volta non hanno sfilato i carri allegorici!

Insomma un Carnevale in austerity! Ma la gente si è divertita lo stesso e per 7 giorni ha cercato di dimenticare la recessione ed il numero di disoccupati che sta aumentando: siamo ormai in 10.000!
Oggi le ultime manifestazioni : il funerale al Re Carnevale!  Da domani QUARESIMA! Se la facessero anche i nostri politici. Qualcosa si sta muovendo: la Regione cerca di risparmiare sui posteggi, speriamo che taglino anche qualcos'altro!

Buone Ceneri!



martedì 21 febbraio 2012

La Mamma di Garibaldi!

Corre la pubblicità per televisione, mi fa morir dal ridere la Mamma di Garibaldi, con l'attore che ne da un'interpretazione fantastica, sottolineando la sfrontatezza di una donna, che sa di essere madre di un eroe, che lei si permette comunque di strapazzare e riportare alla normalità del presente, anche se sta per fare l'Italia!

L'apice dell'ironia secondo me è la Mamma che telefona a tutte le amiche e chiede : tuo figlio .... ;)
con quell'aria d'indifferente superiorità, sottolinea con un NOOO??? .

Ma chissà com'era in effetti la mamma di Garibaldi ????


In rete ho trovato la seguente descrizione di Rosa Raimondi:  di famiglia benestante, è una donna di bellezza non comune, di costumi semplici e modesti, e di straordinaria pietà. Più del marito comprende l'animo indomito del figlio Giuseppe di cui sentiva maturare, con amore atterrito, la pericolosa grandezza.

Ho tolto i kaptcha!

commentate pure in tranquillità!

lunedì 20 febbraio 2012

La noia del posto fisso


Se Monti ha come punto di riferimento il proprio di lavoro siamo molto mal messi! Nel posto fisso privato questo NON succede!!!!

Nuovi distributori aziendali dal 2020 !


Dopo la riforma pensionistica Monti, sono state sensibilizzate le aziende a fornire nuovi vender,  adeguati all'età del personale in forza lavoro :



Risotto di ripiego

Bora e pioggia mi hanno scoraggiato ad uscire per far la spesa, quindi ho rovistato nella dispensa per metter insieme un piatto soddisfacente e mi sembra di esserci riuscita: giudicate voi.

Risotto salsiccia, funghi porcini e provola affumicata



Ingredienti :
mezzo porro
due salsicce
una confezione di funghi secchi
un cucchiaino di brodo granulare vegetale
400 gr. di riso carnaroli
provola affumicata qb
sale qb

Ho fatto un piccolo soffritto con mezzo porro avanzato in frigo, ho sbriciolato due salsicce dopo averle decongelate, ho ben rosolato il tutto e sfumato con il vino bianco. Poi ho aggiunto il riso,  ho frullato i funghi secchi, messi preventivamente in acqua bollente ed ho tirato il riso con l'acqua filtrata, ho aggiunto mezzo misurino di brodo vegetale granulare. A cottura ultimata ho aggiunto una noce di burro e grattuggiato a julienne un terzo di provola affumicata: metà l'ho amalgamato con il riso e metà l'ho spolverato sui due piatti consumati subito.

Il restante riso è a riposare nel tegame : stasera farò gli arancini per la mia bimba che ritorna dalle serali! 


P.S. Ho preso il riso rimasto ed appallottolato a manciate, passato nella farina, nell'uovo sbattuto e nel pane grattuggiato, fritto per alcuni minuti da ambedue lati (simil supplì). Deliziosi caldi! 

domenica 19 febbraio 2012

Poi dicono che le spose al loro matrimonio piangono...



Li ho visti oggi alla tele e non ho resistito a postarli perché sono esilaranti ;)
Prima lo sposo ha difficoltà ad infilare l'anello alla sposa, lo fa al dito sbagliato (è un classico ;)

Sono molto tesi per la cerimonia, ma il disastro arriva alla fine  quando lo sposo deve  dire ti prendo come mia "lawfully wedded wife"  =  legittima moglie,  prende una papera e dice "waffly" che richiama il waffle, cioè la cialda, e poi  aggiunge ormai scoraggiato dalla topica  ''pancaky''... come dire   "la mia cialdosa e frittellosa sposa'', 
per questo lei fa il gesto del mangiare e inevitabilmente ricomincia a ridere.
Lui aggiunge : "ho avuto sempre paura che questo potesse succedere!"

I due preti sono i genitori degli sposi, quello che si sganascia a sinistra è il padre della sposa,  quello più grosso è il padre dello sposo,  e candidamente  dice: " non vi preoccupate.. è già capitato" .

Poi dicono che ai matrimoni solo si piange ? :D

sabato 18 febbraio 2012

Villa Manin - mostra degli espressionisti

Ottimo pomeriggio passato nella pianura friulana con puntata alla Villa Manin di Passariano, a visitare la mostra degli Espressionisti prima che terminasse.




Carlo Goldoni definì la villa come un soggiorno da Re, fatta costruire da Ludovico I Manin nel Seicento con uno sfarzo enorme. La villa mi ha incantanto più della mostra, per gli stucchi, gli affreschi, i pavimenti, le statue, i soffitti con le travi a vista decorati, i mobili, gli arazzi e gli arredi.

Son riuscita a carpire questa  foto prima di esser fermata dalla guida. Il lampadario di Murano è grandissimo ed in una sala bellissima con soppalco del piano superiore che si intravvede e le pareti in un movimento enorme con stucchi e decori, le luci di vari colori ne fanno un gioiello enorme che stupisce e son rimasta con la bocca spalancata per qualche minuto!


La mostra degli Espressionisti era molto ricca e varia. Non conosco nulla di questa corrente artistica, da profana vi posso dire che le pennellate di alcune tele, spesso juta grezza, venivano date con vigorosa forza e colore deciso, spesso scuro. Molti i nudi, malgrado il periodo (inizi del novecento) ma uno strano distacco tra le persone: nessun legame affettivo o di intesa era percepibile.


Anzi, in uno che rappresentava alcuni avventori in un bistrot, le persone  sembravano avulse e con sguardi vacui nei loro pensieri. Strano anche un quadro che raffigurava una etera nuda, che si specchiava, oltre alla sua immagine riflessa, lo specchio rimandava anche la figura di un uomo vestito, eppure, tutti  anche la stessa immagine della ragazza sembravano essere totalmente distaccati quasi  fossero tre persone diverse.


Questo è il quadro che mi è piaciuto di più.Emil Nolde,       Casa di Cacciatori ad Alsen
Dominava nei vari dipinti l'emozione eccessiva delle vigorose pennellate di colore vivace, o il cupo ridondante del nero sottolineato da un freddo giallo che rendeva ancora più profonda l'inquietudine ed il disagio che il pittore voleva comunicare .

Ma più della mostra la Villa mi ha rapito, non riuscivo a staccare da  stucchi e decori, fino a trovare alcuni mosaici in tre stanze quadrate che dovevano essere delle  piccole cappelle con motivi religiosi scarni, ma preziosi.


Il giardino è immenso, con in fondo le scuderie.



qui sopra la targa Villa Manin


A sinistra la porta d'ingresso laterale delle carrozze, ...pardon macchine ;)

Ci sono stata nel 1974 per la festa della squadra di ginnastica della scuola. Ritornarci mi ha dato un'emozione particolare, un tornare in un posto amato... come se ci avessi vissuto in un'altra vita ;D

Il buongiorno si vede dai "balzi" del mattino!

Al mattino il rituale del buongiorno consiste nel lanciare tre bocconcini a Mucia verso la porta di casa, in modo che lei possa balzare verso la "preda" e catturarla prima che vada ad infilarsi sotto il portone! Corse pazze, frenate istantanee, capriole, giravolte, salti in alto, freezing a mezz'aria per poi avventarsi di scatto, balzi in avanti, di lato, zampate a mezz'aria, corse al trotto con il culo basso e quant'altro: tutto in uno spazio di due metri per tre! Il mondo felino è una meravigliosa declinazione al gioco, al piacere di assaporare i momenti di relax fino in fondo, manifestando la propria gioia con un gorgoglio da "mini-diesel".  Il più bel buongiorno che ci sia, dopo il sorriso dei miei figli!

venerdì 17 febbraio 2012

Nati non foste a viver come bruti!

Ho sempre pensato che l'organizzazione permetta di vivere meglio, sono della Vergine, per cui l'ordine ha un senso ben preciso per me, anche se non lo so rispettare! Perché i segni sono sempre doppi : rigido o contrario! Ci sono le Vergini maniacali ma ci sono le Vergini come me, che amano l'ordine ma non vanno in smanie per mantenerlo: ordinate con fantasia! ;D

Die Ordung ist das beste Zierde, recitava la mia prof. di Tedesco: l'ordine è la migliore delle virtù. 

Il mio ordine dura un paio di giorni, poi mi distraggo e divento "creativa", perché mi manca la costanza, sono insofferente alle regole rigide. Mi manca la costanza di applicarmi poco al giorno, ma sempre: concentro invece tutto il lavoro in un giorno e marinando negli altri dietro ad altri pensieri ed incombenze, faticando il doppio e crogiolandomi dentro un senso d'inadeguatezza.

Eppure l'organizzazione aiuta! L'ho imparata dal mio capo: entrava in ufficio si sedeva alla scrivania e metteva in bocca l'immancabile sigaretta infilata in uno dei suoi bocchini, che i denti masticavano, facendola roteare tra i suoi baffoni pepe-sale alla Gengis Khan, gli occhi grigi a fessura dietro gli occhiali per schermarsi dalle volute di fumo, ma anche perché concentrato su quanto pensava, le mani grandi eleganti con un bell'anello stile liberty con il sigillo delle iniziali scrivevano in una calligrafia grande, ordinata e sicura, una lista di cose da fare che venivano depennate dopo essere state svolte. Spesso  dava urgenza ad alcune e quindi le numerava per rispettarne l'ordine d'importanza. Anche nella dettatura per illustrare o sollecitare una decisione al cliente, il capo dettava : "due punti, a capo, trattino", parole che son rimaste nel nostro lessico d'ufficio e che noi, ex colleghe, recitiamo sempre in coro, sbottando  poi in una chiassosa risata!

Eppure il sistema di lavorare che il capo ci ha insegnato è stato per noi, le sue "putele" (ragazze, e tali resteremo anche in avanzata età!),   la nostra strada maestra, talmente intrisa in noi, che ogni cosa nella nostra vita privata viene svolta con metodo ed inesorabilità, come da sua imposizione e volere.

Nel massimo della mia "creatività", mi fermo, mi siedo, stilo l'elenco e poi riparto.  E' stato un modo per incanalare le mie forze nei momenti di maggior problemi, dolore e stanchezza, per questo faccio i pizzini con le liste, ed a volte mi agito se spesso li ignoro e non riesco a rispettarli o ricordarli tutti. Poi riparto da zero ed incanalo le mie attività appar pizzino, fino a che le cose non emergono da sole spontaneamente, senza l'aiuto del sostegno cartaceo, fino alla prossima rottura del filo-conduttore ed   crisi successiva.

E' una questione di metodo. Ma la nostra vita ha una marcia in più se le nostre idee sono chiare, meglio ancora se sono organizzate: quindi nulla quanto stilare una bella lista ci fa prendere coscienza di cosa sia urgente o meno! Allora ho deciso seguo il metodo di organizzarmi la vita! Togliendo!

Un altro concetto per salvarsi la vita è il TOGLIERE! Si avete proprio letto giusto!
Come Mauro Corona (lo scrittore di Erto, vi ricordate la diga del Vajont?) scrive : mentre nella nostra vita quotidiana sulla scia della cultura moderna tendiamo ad ammassare,  la scultura ed il passato ci insegna che per dare vita, bisogna togliere, alleggerire la forma del pezzo che state scolpendo!"   Questa frase sottolinea l'argomento di cui ho parlato alcuni post fa: eliminare per far entrare cose nuove nella nostra vita, cioè "space clearing".  Senza spazio non si ha aria, senza spazio non circola energia, senza organizzazione i progetti restano tali e si perdono, congelati nella memoria.

Quindi pensateci bene, bisogna usare una buona strategia:

1) RACCOGLIERE TUTTE LE IDEE, personalemente da quando ho smesso di lavorare ho il terrore di dimenticare tutto! Mi riempio le tasche di pizzini  di carta scritti in qualsiasi posto dove un'idea mi passi per la mente, per raccogliere tutto, che sia stupido od importante non ha rilevanza, essenziale è che tutto venga raccolto e poi sistemo i pizzini in una pinza da ufficio, fino a che non riporto le annotazioni sulla lista di pertinenza
2) ELABORARE : con un buon caffé e la penna in mano controllo i pizzini e li sistemo in obiettivi immediati, settimanali e mensili, vi appongo infine un asterisco a quelli che reputo più importanti e ci faccio vicino qualche nota particolare se mi viene un'idea risolutiva che mi piace. Di solito le liste stesse possono essere quelle basilari : lavoro, casa, io, famiglia,  fare e comprare, ma anche.
3) PIANIFICARE,  nel mio scadenziario scrivo gli appuntamenti inderogabili della giornata, perché temo di dimenticarli, spesso cambio tabella di marcia anche all'ultimo minuto, 
oltre alla piccola lista di cose da fare, così  depenno quanto evaso, riportando sul giorno successivo quanto non son riuscita a fare,
4) AGIRE : se mi guardo indietro considero che di cose ne riesco a fare anche tante, e posso essere solo che soddisfatta, ma  l'insuccesso o meglio il senso d'inadeguatezza è una questione mentale  dovuta al fatto di mancare nell' agire, per TROPPA ASPETTATIVA.


Una volta al giorno resettare i propri obiettivi della giornata, una volta la settimana analizzare quanto fatto e preparare la lista per quella successiva, una volta al mese, verificare quanto fatto per l'obiettivo mensile, considerare quanto si poteva fare meglio o meno, riaggiustando il tiro per il mese successivo, ma tenendo conto dell'obiettivo annuale. 

Quindi il segreto dicono sia "UN COMPITO ALLA VOLTA" senza divagare, senza distrazione, perché pensare sempre al MULTITASKING come noi donne siamo abituate, nei progetti spesso è deleterio! Da uno a tre obiettivi al giorno, da uno a tre obiettivi la settimana, da uno a tre obiettivi al mese, un obiettivo grande l'anno!

Un compito alla volta da iniziare e finire, perché iniziare tanti progetti e lasciarli in sospeso, fa sentire falliti: portarne in porto uno alla volta, induce un entusiasmo ed una forza migliori! Quindi!

Ad majora!





mercoledì 15 febbraio 2012

Ieri ho affrontato l'esterno dopo la breve ma tosta influenza: ho ancora le ossa rotte, ma ho potuto assaporare l'aria frizzante e svolgere alcune mansioni che avevo in mente, poi  interrotta da un nuovo impegno ho dimenticato ed archiviato per il momento metà delle commissioni del mio pizzino quotidiano, ma ne ho svolte 4 che non erano previste : un curriculum extra consegnato, un colloquio con il caf, un colloquio con un conoscente (politico locale), il recupero di un pacco con un nuovo appuntamento di studio!

Tutto sommato una giornata positiva!

Continuo ancora a programmare le mie giornate, ma spesso mi capita di constatare la mia incapacità ad espletare tutti i compiti che mi ero prefissata: mentre una volta avevo un alibi eccezionale (stavo lavorando) ora questo non regge più e mi sento assalire da una sensazione d'inadeguatezza. Ma essendo ottimista, alla fine mi fermo e mando tutto a fanculo!


Dopo tanti anni a far battaglia per inquadrare ed incanalare in modo costruttivo palinsesti diversi che non scontentassero nessuno: marito, figli, genitori, amiche; battagliando con famiglia, lavoro, casa, orari prestabiliti, festività comandate con il doppio del lavoro perché bisogna far festa (!?), giorni di riposo lavorati allo spasimo, perché negli altri lavoro: penso di aver già dato, mi rilasso, se fumassi ancora, mi accenderei una sigaretta, ma ho smesso  !


Sento che devo prender le cose con un certo distacco, le recriminazioni stanno a zero: fare un lungo elenco a volte snerva e mette solo ansia. Penso che il non riuscire a svolger tutto il prefissato voglia in fin dei conti dire che la programmazione ha un difetto di base.

Forse non sono io a dover essere messa in discussione, ma anche il metodo di programmazione! 

Quindi? Punto ed a capo! Un giorno alla volta !

 

San Valentino

Ieri sera mio figlio è venuto a salutarmi prima di uscire:
* barba appena fatta,
* scatola rossa di cioccolatini a forma di cuore,
* mazzo di rose rosse con una rosa bianca al centro,
* prenotazione per due in un ottimo ristorante di pesce,
* un allure di felicità che come una nuvola lo accompagnava e rendeva il suo passo più leggero e lieto.


Ah l'Amour toujour l'Amour!

martedì 14 febbraio 2012

Un po' per celia, un po' per non morir...

Dopo l’ennesima riunione della UE, alcuni presidenti decidono di passare a visitare il Museo del Louvre per "alleviare" lo stress.
Si fermano in meditazione davanti al quadro di Adamo ed Eva nel Paradiso.
Esordisce Angela Merkel: Guardate la perfezione dei corpi: lei alta e snella con un corpo atletico, i muscoli ben fatti... Gli stereotipi sono necessariamente tedeschi.
Sarkozy risponde immediatamente: Assolutamente no! E’ evidente che l’erotismo che si può vedere in entrambe le figure..., lei così femminile..., lui così aitante...., sanno che presto arriverà la tentazione... Possono essere solo francesi.
Muovendo negativamente il capo, Gordon Brown afferma: Of course not! Guardate attentamente… la serenità dei loro visi, la delicatezza della posa, la sobrietà del gesto ... Possono essere solo inglesi.
Dopo alcuni secondi di ulteriore contemplazione, Monti esclama:
NON SONO D’ACCORDO!!!
Guardate bene:
non hanno vestiti,
non hanno scarpe,
non hanno casa,
hanno solo una mela da mangiare,
non protestano
e pensano pure di stare in paradiso!!! ...
Non ho alcun dubbio, SONO ITALIANI!!!!!
------------------------------------
La nuova vicina di casa bussa alla mia porta.
Le apro e rimango senza fiato!
Decisamente sorpreso per la sua straordinaria bellezza.
Quasi balbettando le dico: "cosa posso fare per te?"
Lei mi risponde: "Senti, sono appena arrivata in città, ho voglia di
divertirmi, ubriacarmi e scopare tutta la notte...tu sei occupato stasera?".
"Certo che NO!".
"Allora, per favore, mi tieni il cane fino a domani?
-------------------------------------------------------------------------
L'altra mattina alle 7.30 hanno suonato alla porta. Con un occhio chiuso e
uno aperto sono andato ad aprire.
Era mia suocera, che mi fa:
"Posso restare qui una settimana?"
"Certo" .... e ho chiuso la porta.

-------------------------------------------------------------------------

Due amiche al telefono:
"Finalmente, dopo tre anni che stiamo insieme, Massimo mi ha parlato di
matrimonio!"
"Davvero? E che cosa ti ha detto?"
"Che sua moglie si chiama Angela e hanno quattro figli."

------------------------------------------------------------------------

Dopo più di mezzo secolo di vita matrimoniale, lui muore.
Qualche anno dopo, anche Lei sale in cielo...
Lì ritrova suo marito e corre verso di lui gridando :
"Amoreeeeee, che bello ritrovarti !!!!!!"
Lui secco:
"Non rompere Monica, il prete era stato chiaro: "finché morte non vi separi
!!! "

-------------------------------------------------------------------------

Il marito entra con molta cautela nel letto e sussurra appassionatamente
all'orecchio di sua moglie........
Sono senza mutande...
E la moglie gli risponde:
Domani te ne lavo un paio.
-------------------------------------------------------------------------
Un signore di 80 anni va a fare il suo controllo annuale dal dottore, che
gli chiede come si sente.
"Non sono mai stato meglio in vita mia." risponde il vecchio.
"Ho appena sposato una ragazza di diciotto anni. E' già incinta e tra poco
sarò padre. Cosa ne pensa?"
Il dottore pensa un momento e dice:
"Le voglio raccontare una storia. Ho conosciuto un tale che era un
cacciatore accanito. Non aveva mai mancato una stagione di caccia. Ma un
giorno uscì di casa precipitosamente e prese l'ombrello al posto del fucile.
Quando fu nel bosco, improvvisamente un orso si precipitò verso di lui.
Prese l'ombrello, lo strinse con forza e lo puntò verso l'orso.
E sapete cosa successe?"
"No."Rispose il vecchio.
Il dottore continuò: "L'orso cadde morto davanti a lui!"
"E' impossibile!" gridò il vecchio. "Qualcun altro deve aver sparato al
posto suo!"
"E' esattamente quello che sto cercando di spiegarle!" rispose il medico.

-------------------------------------------------------------------------

.........e per finire..........

Citazione dell'anno, che si commenta da sola, del medico brasiliano Drauzio
Varella:
" Nel mondo d'oggi spendiamo 5 volte di più per i medicinali che aiutano
l'impotenza dei maschi e di silicone per le donne, che non per investire
sulla guarigione dell'Alzheimer; di conseguenza in futuro avremo donne
vecchie con le tette grosse e uomini vecchi con il pisello duro... però
nessuno di loro riuscirà a ricordare a cosa servono".

lunedì 13 febbraio 2012

Una domenica da archiviare in fretta!



Nulla di grave, un malessere passeggero che mi ha provato non poco e son dovuta restare a letto per 36 ore distrutta, ma ora sto molto meglio! Una giornata per riprendermi e domani lancia in resta, su il cimiero ed al trotto a svolgere le mie commissioni!

Buona settimana a tutti.

P.S. Sanremo : sta per iniziare ed io ne ho già pieni i corbelli, anche se Morandi mi è sempre piaciuto: era il nostro beniamino, perché cantava la realtà dei ragazzi semplici di una volta ed anche temi difficili come questo....


sabato 11 febbraio 2012

El porco de Sant'Antonio (Abate)

Le cronache narrano che a Muggia, un paesino vicino a Trieste, poco distante dal confine con la Slovenia Istriana, per il periodo di Carnevale, festa molto sentita in questo paese, era in vigore fin dai tempi antichi  "L'ASTA DEL PORCO DI S. ANTONIO" . A Muggia c'era una chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate (ora demolita), che come saprete è il protettore dei malati appunto del "Fuoco di Sant'Antonio",  (herpes zoster) e degli animali domestici. Il suo campanaro  acquistava il 6 dicembre un porcellino al quale veniva mozzata un'orecchia e bipartita l'altra a titolo di riconoscimento. Munito d'una campanella al collo il maialetto girava libero per le contrade della cittadina, affettuosamente protetto dal popolo che a turno provvedeva a nutrirlo. Ma di Carnevale, al giovedì grasso,  veniva ucciso e le sue carni  messe all'asta sulla piazza principale. Il ricavato della vendita  veniva impiegato per acquistare i ceri da donare a Sant'Antonio.

Che barbara usanza vi verrà da dire ?  ma cosa c'entra il maiale davanti a Sant'Antonio nelle sue rappresentazioni?

Dovete sapere che  Sant'Antonio l'eremita, nato in Egitto, si ritirò in eremitaggio nel deserto della Tebaide e del Mar Rosso,  resta famoso  con le tentazioni che il diavolo gli mandava (come fuoco ardente). Ma nonostante tutto nel suo isolamento spesso riceveva la visita dei popolani che gli chiedevano consiglio ed aiuto. Anche l'imperatore Costantino e suo figlio si recarono a rendergli omaggio e  Sant'Atanasio chiese il suo aiuto per esortare i cristiani a restare fedeli al Consiglio di Nicea. Il popolo distrusse le rovine dove viveva per farlo uscire dal suo isolamento ed allora egli operò miracoli e guarigioni. Dopo di chè si ritirò di nuovo e morì ultracentenario.

Nel 561 fu scoperto il suo sepolcro e le reliquie cominciarono un pellegrinaggio nel tempo, da Alessandria a Costantinopoli, fino in Francia nell’XI secolo a Motte-Saint-Didier, dove fu costruita una chiesa in suo onore.   In questa chiesa arrivavano folle di malati, soprattutto di ergotismo canceroso, causato dall’avvelenamento di un fungo presente nella segala (segala cornuta), usata per fare il pane.
Il morbo era conosciuto sin dall’antichità come ‘ignis sacer’ per il bruciore che provocava; per ospitare tutti gli ammalati che giungevano, si costruì un ospedale e una Confraternita di religiosi, l’antico Ordine ospedaliero degli ‘Antoniani’; il villaggio prese il nome di Saint-Antoine di Viennois. Il Papa accordò ai frati  il privilegio di allevare maiali per uso proprio e a spese della comunità, per cui i porcellini potevano circolare liberamente fra cortili e strade, nessuno li toccava se portavano una campanella di riconoscimento.
Il loro grasso veniva usato per curare l’ergotismo, che venne chiamato “il male di s. Antonio” e poi “fuoco di s. Antonio” (herpes zoster); per questo nella religiosità popolare, il maiale cominciò ad essere associato al grande eremita egiziano, poi fu considerato il santo patrono dei maiali e per estensione di tutti gli animali domestici e della stalla.


Ricordo ancora il porcellino davanti a Sant'Antonio nel quadretto appeso nella stalla di mio nonno e dei miei zii,   sopra la porta d'entrata. Da piccola mi avevano insegnato che prima di entrare nella stalla di qualcuno, specie la prima volta, era buona educazione che mi fermassi sulla porta e che dicessi con reverenza la formula abituale " Buona Fortuna" alla quale il proprietario rispondeva sempre sorridendo "che Dio daghi" (che Dio ti ascolti!), solo allora potevo sentirmi autorizzata ad entrare!



giovedì 9 febbraio 2012

Bunker Roy ed il Barefoot College


Per chi non conosce la lingua inglese, riassumo brevemente il succo della presentazione.

Dopo aver concluso la sua istruzione in uno dei più esclusivi college Indiani, Bunker Roy decise di fondare un College per i poveri dove gli insegnanti imparassero dagli alunni e viceversa. Il suo sogno era di utilizzare le conoscenze tradizionali piuttosto che la "conoscenza imparata sui libri"  

Quindi le materie che si studiano in questo College sono basilari sistemi di vita per sfruttare il proprio territorio per creare un benessere ecosostenibile, sopperendo alle prime necessità della popolazione.   La gioventù rurale selezionata dalla comunità vive in maniera spartana e segue le regole del Grande Mahatma Ghandi, nutrendosi a malapena di un pasto al giorno, studiando per terra, dormendo per terra, per ricevere la formazione a Barefoot College. Anche i bambini partecipano alla scuola, nel turno notturno, perché di giorno devono accudire agli animali delle loro famiglie. Per insegnare ai più giovani la democrazia, Roy ha istituito ogni 4 anni un'elezione democratica, dove tutti i bambini scelgono il primo ministro, che ha il suo gabinetto di ministri al seguito e svolgono la loro funzione con serietà e convinzione.  

Con un quasi architetto, che nell'occasione non si mise in "cattedra" ma collaborò alla costruzione degli edifici seguendo le indicazioni dei vecchi del villaggio per costruire il Barefoot College, in cui  Bunker Roy ha stabilito una comunità attiva.  Il Barefoot College ha formato più di 3 milioni di persone per posti di lavoro nel mondo moderno, in edifici costruiti in modo rudimentale, con pavimenti di terra battuta e senza sedie.

La regione che aveva scelto era brulla e tutti lo avevano deriso circa le sue pretese di far crescere la vegetazione: lui prese un anziano del luogo e  chiese al vecchio cosa può crescere in questo luogo? La vegetazione che vedete è cresciuta secondo le indicazioni del saggio.  Il College ha un eco-sistema di raccoglimento delle acque piovane che non si asciuga mai. Inoltre è alimentato totalmente dai pannelli a luce solare.

Il progetto più prestigioso è  quello  di coivolgere le donne, le "nonne" : nel filmato chiede, qual'è il mezzo per diffondere più rapidamente ed in modo esteso una tecnologia ? Televisione? no,  Telegrafo? no, Telefono? no, Tell to a woman : DILLO AD UNA DONNA.  Nel loro senso pratico le donne hanno la capacità di assorbire informazioni e tradurle in FATTI, tanto che non solo il villaggio è dotato d'illuminazione con lampade costruite dalle donne, alimentate dai pannelli, ma esse hanno creato un sistema sofisticato di specchi solari, che farebbero invidia ad Archimede, per cucinare i pasti di migliaia di persone!

Bunker Roy ha esportato la sua idea, prima in Afganistan chiamando le donne ad imparare dalle donne di Barefoot come costruire un sistema di elettricità solare e diventare ingenieri solari nella realtà illuminando i loro villaggi.  Spesso le donne erano frenate dagli uomini, in quanto i mariti erano restii a lasciare che le loro mogli si trasferissero per l'istruzioni al Barefoot College, quindi anche loro furono ospitati. Ma solo le donne furono addestrate, perchè si sà -di Bunker Roy- le donne sono più intelligenti !

In 6 mesi di training le donne continuavano a parlare a gesti, anche perchè di nazionalità diverse, non riuscivano a comunicare per diversità di lingua, ma il linguaggio del corpo ha permesso a loro di imparare e portare nei loro paesi di origine la loro esperienza, illuminando i loro villaggi  con impianti solari e creando nuovi centri di addestramento.

Nella Sierra Leone, riuscì a vincere l'ostruzionismo di un marito, che la donna anzi la "nonna" che voleva istruire seguiva supinamente:  riuscì a far addestrare la donna e dice di lei, che era partita come "nonna" ed era tornata trasformata in una "tigre". Di ritorno parlando con lei le chiese dove fosse il marito, lei gli rispose : oh lì da qualche parte, non importa! 

Il filmato finisce con la massima  : Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.   Poi vinci. (Mahatma Gandhi)

Val Rosandra corsi dei torrenti e cascata ghiacciata


foto prese da Forum Trieste

TIR rovesciato dalla Bora il 7 febbraio


foto prese da internet

martedì 7 febbraio 2012

Bora e neve.. . yuhhhuuuuuuuuu




dal Forum Trieste-Molo Audace.

Torta Paradiso di Maria Callas

Mentre fuori l'inverno sembra essere finalmente arrivato e sperando che finisca presto, guardo la tele. Ieri sera mi son appuntata alcune ricette e son davvero interessanti.

Il programma era quello di Benedetta Parodi è un po' leziosa, legnosa  e con il suo modo d'esprimersi impeccabilmente impostato, a volte può dare ai nervi, ma ci sono dei momenti in cui si salva.  Ma mi son obbligata ad ascoltarla ed a volte ho preso spunto.  Ho provato alcune sue ricette, perché mi piace come le propone nei tempi della TV.

Ieri sera ho visto la ricetta della Torta Paradiso che -tra l'altro- la Parodi stessa ha reperito on line come ricetta della famosa Maria Callas, e ho preso appunti, con il seguente risultato!


Vi passo la ricetta e ringrazio Cristina Parodi perché il risultato è splendido!
Ingredienti
300 gr. burro fuso
3 uova intere più 3 tuorli
300 gr. di zucchero
200 gr. fecola
100 gr. farina 00 
una bustina di lievito in polvere
vaniglia
scorza di limone
sale (una presa)

Lavorate il burro fuso ben freddo con le uova fino a montarle a spuma, aggiungere lo zucchero e mescolare ben bene, di seguito le farine con la bustina di polvere e gli aromi fino a che sia tutto ben amalgamato. Dato che mi sembrava troppo consistente ho aggiunto un po' di latte, che non ha compromesso il risultato.
Ho versato il composto nello stampo a cerniera (24cm) foderato da carta forno che -su suggerimento di Benedetta Parodi- lascia quei solchi laterali casuali e naturali che danno una specie di decoro e mi garba.
Nel forno a 180° per 40 min. circa.

Servite con zucchero a velo spolverato, la mia era ancora calda per cui ho evitato.
Potete farcirla a piacere o lasciarla così, tanto la torta, per gli ingredienti che ha, è ricchissima di per sé!

P.S. L'ho assaggiata : E' SUPERBAMENTE BUONISSIMISSIMA!

Elettricità statica

Tutti sapete cos'è l'elettricità statica, ma chi di voi oltre ad esser colpito dalla famosa "scossa" l'ha vista ???????? IO e MUCIA SI!

Sono le 5.30 circa, sto cercando di rilassarmi per smaltire un feroce mal di testa che non mi dà tregua, sento il letto vibrare, emergo dal torpore del sonno, espandendo la mia percezione e mi rendo conto che è Mucia : si starà leccando? No! Sta dando vigorose zampate alla copertina di pile su cui dorme accanto al mio cuscino.

Zampate ne ha date in passato alle coperte, quando ancora usavo solo il piumino, ma a ragione :  qualche piuma impertinente le pungeva le terga ! Si voltava di scatto ed appioppava a gran forza zampate di rabbia per rimettere  al suo posto l'impertinente! Per questo ora uso una coperta sopra il piumino, per evitarle sgradevoli sorprese!

Oggi non riuscivo a capire: il pile è morbido! Ho cercato due volte di spostare la coperta stendendola con la mano  pensando che Mucia facesse guerra con il grumo, ma appena toglievo la mano, lei  riprendeva a zampettare con astio la copertina. Fatto sta, che mi alzo sul gomito per capire meglio, dato che dalle fessure delle persiane entra in stanza una flebile luce del lampione della strada e TOH???   Sia alle zampate di Mucia, che al mio semplice muovere la coperta  si scatenano due piccole S C I N T I L L E uguali e contrarie !!! La coperta aveva preso vita propria ! Le scariche deboli si accendevano al minimo movimento, dandomi una sensazione di disagio che credo abbia preso anche Mucia. Ho tolto la coperta mandando via Mucia e nel farlo la coperta ha reagito con il "suono" caratteristico ed un continuum di scintille! Ho svegliato mia figlia e le ho fatto vedere la coperta che presa per un capo sembrava vibrare tutta e luccicava di scintille : so per certo che non ha capito granché e mi avrà mandato ... a quel paese, ma per me era un'esperienza da vivere perché era la prima volta in vita mia che vedevo  TUTTA la coperta totalmente elettrica!

E' un effetto  della Bora, che con lo sfregamento del pelo di Mucia sul pile, il suo calore  ha caricato elettrostaticamente la coperta!  Ora Mucia dorme sulla flanella, si sta riprendendo dalla dura battaglia ;D  la foto è sfocata, ma la sua espressione è veramente cicciola!



lunedì 6 febbraio 2012

Triestini, gente geneticamente modificata! Versione invernale

La mia amica Perennemente Sloggata asserisce da buona Trentina, che i Triestini sono geneticamente modificati! Devo darle pienamente ragione e lo si evince dal seguente filmato.

Domenica 5 febbraio (ieri) la Bora ha avuto un momento di calo, soffiava sempre vento, come si sente dalle riprese, ma essendoci il sole, ai Triestini non è parso vero di poter accedere ad una delle passeggiate che più amiamo : il Molo Audace! Con quello spettacolo poi, così particolare ed inconsueto! Ovviamente tutto ciò che è straordinario a noi Triestini piace documentarlo e molti temerari si sono avventurati sul molo anche con la Bora in piena!!!!

Quella che vedete NON è NEVE ! ma ACQUA DI MARE ghiacciata dai refoli che hanno costruito nei giorni scorsi degli arabeschi a rilievo sul selciato, murando con spesso ghiaccio la parte a favore del vento!  Naturalmente mettete pure in conto che anche il vento "debole" era attorto ai 50 km/h e che oltre tutto lo spazio non è molto grande e le camminate sono state fatte a bordo molo con rischio di scivolare e  volare in acqua con -5° di temperatura esterna!

El Triestin che no perdi mai morbin ! Il Triestino che non perde mai la sua vena scherzosa, trova anche in queste occasioni estreme modo di divertirsi, come recita il vecchio detto "se no i xe mati, no li volemo" : se non sono matti non li vogliamo. Ma dato che Heinrich Heine disse, chi non fu mai matto, non può essere savio, dobbiamo considerare l'accezione con il solito "grano salis".

Il nostro motto "viva la! e po' bon, che la vadi ben o che la vadi mal, sempre alegri mai passion, viva là e po' bon"   nella buona e nella cattiva sorte, rimaniamo allegri mai tristi, che nella vita, quel arriva, arriva... ;) ci accompagna e ci aiuta non poco!

Non riesco a trovare, ma spero di postare presto la foto dell'arrampicata alla cascata del torrente Rosandra, nella valle omonima, che ieri è stata presa d'assalto dai soliti patiti dell'arrampicata.






Rettifica !

Dopo la mattinata con una brezza da NE, nel pomeriggio di domenica  il vento è cambiato in direzione ENE : BORA!
I refoli hanno iniziato di nuovo a "ululare" da ieri sera con una certa forza, anche se inferiore ai giorni precedenti. Comunque è tutto uno spifferare, sbattere, muggire ... non so che verbo usare per il rumore del vento negli interstizi esterni che provoca quel rumore vibrante ed intenso che prende allo stomaco, nel caso della Bora con note basse e non si limita al sibilo.
Questi giorni sembra di essere in guerra! Tra poco uscirò con i  miei figli per il solito caffé e qualche commissione necessaria in centro città, ma non vedo l'ora di ritornare a casetta mia!

Insomma DUE PAAAAAALLEEEEEE!     Ribadisco : W L'ESTATE!  

domenica 5 febbraio 2012

Bollettino dal fronte orientale ; D

Finalmente la Bora (almeno per il momento) è cessata: spira sempre un vento da NE di 40 km/h, mentre la Bora è ENE (un vento di Greco). Stendhal diceva Fa bora due volte alla settimana e cinque volte vento forte. Dico vento forte quando si è costantemente occupati a tenere stretto il cappello e bora quando si ha paura di rompersi un braccio. 
Finalmente i termosifoni sono caldi, ma non ustionanti.
Finalmente per strada c'è silenzio e non si sente più vibrare e sbattere dai refoli.
Finalmente cerco di riprendermi una stabilità che nei giorni scorsi faticavo a raccogliere.
Bevo il mio amato caffé e mi rilasso!

Chiudo l'argomento Bora con uno stralcio letterario da "Il ritorno del padre",  di Giani  (si con una sola N!) Stuparich, che descrive la Bora e da cui capirete il perché i Triestini la amano.
"
(...) Bisogna vederla nascere. Qualche anno fa, di febbraio, ebbi l'occasione d'assistere alla sua venuta. L'aria era annebbiata e sonnolenta; dalla riva, dove mi trovavo, la città sembrava vecchia sotto un velo uniforme di stanchezza; i moli, piú che protendersi decisi nel mare, sembravano emergere fiacchi e galleggiar su di esso come degli zatteroni sul punto di sfasciarsi; la collina era grigia ed opaca.
Improvvisamente l'orlo della collina cominciò a rischiararsi; la tenda nebbiosa là sopra si sollevava, si slabbrava, mostrando una striscia di ceruleo intenso, come l'apertura d'un mondo rinnovato. Non capivo da principio; ma poi quando vidi la nebbia sopra la città addensarsi, rotolare e sparire, quando vidi il mare pulirsi e sentii fremere intorno a me l'aria, giungendomi alla pelle un piacevole frizzio e alle nari un fresco e leggero odore di sassi e di pini, allora capii che cos'era. Nasceva la bora. Si profilava sul ciglio dei colli e poi d'un balzo era giú, sulla città e sul mare. Le case acquistavano corpo, si tergevano, s'avvicinavano; i moli liberavano le loro sagome forti e squadrate dal velo tenero della nebbia; nei bacini l'acqua del mare prendeva colore e moto. Una freschezza, un ringiovanimento da per tutto. (...)

Vi cito anche la biografia dell'autore, perchè è stato uno dei più illustri cittadini di Trieste e merita di spendere un paio di minuti per conoscerlo un po'.

Nasce a Trieste da madre triestina (Gisella Gentilli) e padre dell'isola di Lussino (Marco Stuparich). Frequenta l' Universitò di Praga, ma dopo un anno con altri intellettuali triestini, tra cui Scipio Slataper, va all'Università di Firenze dove si laurea in letteratura italiana con una tesi su Niccolò Machiavelli.  Nel 1915 è volontario nella I Guerra Mondiale con il grado di sottotenente dei granatieri di Sardegna sempre assieme con il fratello Carlo e l'amico Scipio Slataper.  Combatte sul Carso viene ferito due volte, prigioniero è internato in 5 campi di concentramento austriaci.  Medaglia d'oro al valore militare. Nel 1918 ritorna a Trieste e sposa Elody Oblath. Insegna italiano al liceo Dante Alighieri dal 1921 al 1941. Rifiuta la tessera del partito fascista  e non prende parte ad alcuna manifestazione. Nel 1944 viene internato  a seguito di una delazione, assieme alla moglie ed alla madre nella Risiera di San Sabba (unico campo di sterminio nazista su suolo italiano -purtroppo-) ma viene rilasciato per intervento del vescovo Antonio Santin e del prefetto di Trieste. Nella Resistenza Italiana fa farte del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 1946 fonda il Circolo della Cultura e delle Arti.  Nel dopoguerra alterna la professione di giornalista (La Stampa, Torino 1931-1955; il Tempo, Roma 1054-1960) a quella di scrittore impegnandosi politicamente sia in conferenze e dibattiti, che a presentazione e convegni letterari in onore a scrittori celebri per impegno politico e civile, tra questi i suoi amici di sempre : Umberto Saba, Virgilio Giotti, Biagio Marin, Piero Calamandrei, Guglielmo Reiss Romoli. Muore a Roma il 7 aprile 1961.
Riposa al cimitero di Trieste sepolto con il fratello Carlo in una tomba sovrastata da  semplici, scarni, ma possenti monoliti di pietra carsica.

Delle sue opere  L'Isola, portata in televisione da Pino Passalacqua  nel 1979, viene considerato da molti critici come le più belle pagine del Novecento ed anche il suo capolavoro. Ma quella che ha avuto maggior diffusione, essendo testo adottato nelle scuole dal 1977, è    "Un anno di scuola"  (1929)  trasposta in film per la tv dal regista triestino Giraldi , di cui passo un breve frammento.

sabato 4 febbraio 2012

La Bora

Colgo il suggerimento di Perennemente Sloggata, dato che il vecchio splinder ha inghiottito il mio post sulla Bora, lo posso riproporre anche a beneficio dei nuovi amici!

La leggenda narra che Bora era una bellissima semidea. Viveva in una grotta sul Carso. D'inverno vi si chiudeva e svernava, ma in Primavera usciva dal suo rifugio : aveva il compito di riportare la vita con il suo lieve e tiepido venticello ovunque andasse, tanto che la Natura si svegliava al suo passaggio rifiorendo.

Nel suo percorrere la zona  anno dopo anno, si innamorò di Tanaris, il dio del Bosco che aveva la sua "casa" nell'albero più vecchio e forte del Carso. I due erano felici ed all'inizio dell'inverno Bora con riluttanza si ritirò nella sua grotta, promettendo a Tanaris  di ritornare in Primavera. Ma quell'Inverno fu molto duro e freddo, gli uomini si spinsero verso il Bosco ed iniziarono a tagliare gli alberi per sopravvivere alla rigidità dell'atmosfera per scaldarsi, sfamarsi, ma soprattutto per costruire dei ripari contro le intemperie.

Anche il grande vecchio albero fu tagliato:  gli umani posero ai suoi piedi le offerte al dio che lo occupava, chiedendogli di "uscire" dall'albero prima di tagliarlo ed a malincuore Tanaris fu costretto a lasciare per sempre il suo regno.

Venne la Primavera ed impaziente Bora uscì dalla sua caverna, ma quando arrivò all'albero di Tanaris e lo vide tagliato con le offerte sulle radici,  la dea impazzì dal dolore: iniziò a vagare rabbiosamente sul Carso, disperatamente cercando tracce dell'amato e quando comprese che non lo avrebbe visto mai più, il dolore si trasformò in rabbia furiosa tale che il venticello divenne una bufera di vento come non se ne erano mai viste!

Pazza dal dolore lanciò una maledizione agli uomini, li avrebbe tormentati per sempre avrebbe vendicato in eterno l'esilio del suo amato ed incominciò a sferzare rabbiosamente le costruzioni degli umani fino ad abbatterle. Per lei non ci fu più pace, iniziò a soffiare ed a tratti andava a rifugiarsi nella grotta per   riprendere le forze, ma quando ne usciva si scagliava di nuovo contro case degli uomini, che per tener testa alla Bora iniziarono a costruire mura di pietra  sviluppando quella che è conosciuta come Trieste ed i centri abitati del Carso. Ma  Bora ancora oggi colpisce con violenza fino a che, insinuandosi con violenza in piccoli pertugi, sconquassa e sgretola anno dopo anno indebolendo anche le più forti costruzioni.



Nella realtà scientifica la Bora è un flusso di aria fredda con uno spessore di "sole poche" centinaia di metri (440-800). Sopra di essa il cielo può essere sereno e allora si ha la «bora chiara» o«anticiclonica», se invece è sovrastata da formazioni nuvolose sciroccali si ha la bora con cielo coperto, cioè «bora scura» o «ciclonica», perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico.  Il vento   scende dagli Urali si ingrossa nella Vallata della Sava di Lubiana e di Zagabria  ed attraversa i valichi situati fra le Alpi Giulie Orientali e i monti Kapela e Velebit della Croazia. Il Monte Nevoso che incontra a livello di   Postumia, detta la Porta della Bora, scinde la Bora in due flussi, uno si rovescia su Trieste e nel suo golfo, dove al largo perde la sua potenza e raggiunge Chioggia e Venezia  con un terzo di forza rispetto a quella di Trieste, l'altro flusso si proietta verso Fiume ed il Quarnaro. E' un vento discontinuo , con forza variabile che tocca punte molto forti dette "refolo" . I record di questi anni sono stati di 152 km/h il 10/03/2010, anche se lo stesso giorno è stata registrata anche una raffica a 188 da strumenti non a norma WMO del Nautico di Trieste. Sempre in marzo, ma nel 2011 le raffiche hanno raggiunto i 173 km/h. Il record però è del lontano 1954 dove l'Istituto Talassofrafico misurò 171 km/h prima che la forza del vento spaccasse l'anemometro. In alcune località della Slovenia e della Dalmazia dicono abbia superato i 220/250 km/h. La bora dura solo un numero di giorni dispari, mai pari! Verso mezzogiorno si acquieta, ma è solo una breve illusione, riprende nel primo pomeriggio ed i Triestini dicono che la Bora va "a pranzo".

Come la definì Peter Handke la Bora è Un unico sibilo gelido là sull'altopiano, che ti priva d'ogni profumo  e non ti fa più vedere né sentire. (...)

Quando stavo in collina dovevo legare lo stendibiancheria con due corde ben strette ai capi dell'attrezzo : la Bora a volte allentava le corde ed, avendo come "unico gioco" la possibilità di scendere a terra, lo stendibiancheria si chiudeva a terra. Fu il primo consiglio che mi dette la vicina di casa, memore del volo che il suo primo stendibiancheria aveva fatto dal terrazzo! Le piante dovevano essere tutte poste a terra al riparo. Avevo anche un armadio di ferro alto due metri   fissato alla parete del terrazzo con varie viti, nel corso degli anni la Bora creava un vortice tale che faceva vibrare la porta tanto che la serratura si era piegata e nei giorni di maggior forza, i refoli riuscivano ad aprire la porta, tanto che dovetti mettere un fermo davanti alla porta che non si aprisse. Tutto doveva essere ancorato!

La Bora oggi ha squarciato una torretta del posto di blocco sul confine Rabuiese che è stato chiuso,  ed all'Ospedale di Cattinara (una delle colline su cui poggia la città) cadono mattoni, un pezzo di controsoffitto è caduto nella zona triage del pronto soccorso ed i corridoi si sono trasformati in gallerie del vento facendo collassare alcune vetrate. Altri infissi hanno ceduto e la torre medica in alcuni reparti aveva la temperatura di 15° : l'ospedale è ricorso all'acquisto di coperte e stufette elettriche insufficienti per garantire lo standard di calore abituale. Andare a trovare i malati diventa un'impresa, il pericolo oltre ai crolli è dato dalla traiettoria che i detriti possono prendere colpendo i passanti!

A casa per mantenere la temperatura di 19° abitualmente i termosifoni sono tiepidi, in questi giorni sono bollenti!

Nonostante tutto i Triestini amano la Bora : qui la neve non attacca con la Bora, in compenso i refoli fanno disastri!  A prescindere dall'inverno la Bora porta i suoi vantaggi: tiene lontano le nuvole e spazza il cielo anche dallo smog e lo fa risplendere di un azzurro indimenticabile.  D'estate la Bora è un sollievo e soprattutto controlla il tasso di umidità, che senza di essa diventa intollerabile sia con la bella che con la cattiva stagione!