La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

sabato 31 marzo 2012

Grattini


Mucia : " Siiii proprio lì mi prude, continua così !!!! ron ron ron ron ron ron ron "

Ogni volta che mio figlio passa, va a "salutare" Mucia e la coccola un  po'.
Lei impazzisce quanto lui la gratta sotto le ascelle !!!!

Buon compleanno Nonna M.




Un po' troppo ridondante di fragole, ma senza era un po' povera! Devo imparare a glassare perché la panna è difficilissima da lavorare!

Buon Compleanno Nonna M (la seconda moglie di mio padre e amata nonna e tata dei miei bambini) !

Stella di ... Pasqua ???


L'ho acquistata nel dicembre 2005  era piccola e molto più costosa di quelle al mercato, ma era per sostenere la SLA ed inaugurare il primo Natale nella casa nuova, pensai che l'acquisto fosse di buon augurio! La poto ogni giugno e lei ricresce rinvigorita, il caldo del termosifone sotto il balcone mantiene la temperatura regolare, ma riceve il fresco degli spifferi dagli infissi : cresce ed a Natale ha una chioma ragguardevole, che solo a fine marzo, verso Pasqua, mette le brattee rosse e le foglie si colorano di rosso.
Che sia una Stella di Pasqua ??? ;)

Dalla concezione alla nascita!







da fonte ignota
Le visionarie anatomie di Alexander Tsiaras
Da venticinque anni, assistito dai ragazzi di bottega all’Anatomical Travelogue di New York, Alexander Tsiaras rappresenta il corpo umano usando le ultime ricerche in biologia e le ultime tecniche per ottenere immagini: ultrasuoni, risonanza magnetica nucleare, tomografia a emissione di positroni, l’intera panoplia dei sistemi diagnostici non invasivi. Crea anche gli algoritmi con i quali i suoi computer ruotano le immagini e ce le fanno vedere come se potessimo muoverci nello spazio che le circonda. I suoi strumenti sono matematici come quelli costruiti da Antonio Criminisi in questi giorni per restituirci i paesaggi di Marte a partire dai bit digitali inviati dalle sonde. Ma a Tsiaras non basta porgere uno specchio high-tech a un mondo che altrimenti ci rimarrebbe invisibile. Con sfondi, colori, disposizioni evoca un giudizio e un piacere estetico. La sua nuova lezione di anatomia ha alle spalle quella del dottor Nicolaes Tulp vista da Rembrandt e secoli di storia dell’arte.


Per chi volesse approfondire : http://www.anatomicaltravel.com/

martedì 27 marzo 2012

Mi è capitata una cosa strana...

ve la devo raccontare perché mi son venuti i brividi ed un magone infinito e devo sfogarmi!

Mio marito aveva un paio di buoni amici, superstiti di quella che era una numerosa compagnia di lavoro. L'amianto ha mietuto vittime e del suo turno di lavoro (6 persone)  l'unico superstite, che sta lottando contro la leucemia falciforme (!!!) è lui : S. l'amico serio, quello fidato.

Erano buoni amici perché oltre a lavorare, divertirsi, si aiutavano quando qualcuno aveva bisogno di risolvere qualche problema di lavoretti in casa. Mio marito ed S. avevano due "specializzazioni diverse" ed era naturale chiamare l'amico esperto a dare una mano al bisogno.

Da un po' di tempo dovrei far fare un lavoro di poco conto in casa, che io non riesco a risolvere e stavo considerando se chiamare un operaio estraneo o  chiamare  S.  , ma è passato un anno dalla morte di mio marito e non l'ho mai chiamato per sapere come sta! Né lui ha contattato me prima. Allora decido di rimandare, anche se considero che il problema non si può ignorare a lungo, e quindi  dopo Pasqua dovrò risolverlo.

Ieri mi telefona mia cognata, anche lei ha un problema urgente, che S. potrebbe risolvere!
Considero che sarebbe meglio provare a chiamarlo, ma prima vedo se mio figlio riesce a risolverlo per non chiamare l'amico inutilmente.

Fatto sta che stavo giocando a Freecell al PC ieri  pomeriggio quando ricevo una chiamata : è lui S!

Renata : ah? lo sai che ti pensavo in questi giorni?? mi hai "sentito" ??
S.:  No, ti telefono perché ho sognato Paolo !

La cosa mi sconvolge, mi fa ancora accaponare la pelle e mentre parlavo con lui mi è salito un magone terribile, come raramente ho provato in quest'anno e ciò mi scuote non poco. Ma continuo più serenamente possibile la breve chiaccherata e lui mi rimanda a fine settimana perché nei prossimi giorni è impegnatissimo!

Quando chiudo e per parecchie ore ancora una ridda d'emozioni mi pervade. Io sogno continuamente mio marito, ma anche mio padre,mio fratello ed altri componenti la famiglia, che non ci sono più. La cosa non mi sconvolge più di tanto, mi sveglio con ricordi annebbiati, solo una lieve malinconia, ma cerco sempre di scacciare la tristezza dalla mia mente. Avanti, c'è da fare, ci sono i figli! Devo andare avanti!!!!

Ma quando S. mi ha detto di aver telefonato perché ha sognato Paolo l'ondata d'emozione è stata quasi incontenibile! Ho avuto la sensazione come se mio marito si "occupasse" ancora di noi ed avvisasse l'amico che abbiamo bisogno del suo aiuto, dato che lui non può farlo di persona.... forse sarà una coincidenza, forse è solo una mia idea.

Mah.....chi lo sà? Io resto sempre con un sano dubbio!


lunedì 26 marzo 2012

Ultima settimana di marzo! Come passa presto il tempo: già tre mesi son passati dall'inizio dell'anno! Ma son contenta, finalmente la bella stagione sta arrivando: l'aria è tiepida, perfino il vento lo è.  L'ora legale è uno degli appuntamenti che bramo nell'anno, mi aiuta a superare i momenti "bui": la luce del sole al mattino ed il tramonto che tarda ad arrivare la sera mi regalano una serenità impagabile!

Ho bisogno di leggerezza: devo liberarmi da troppe pastoie che il passato si è divertito a disseminare nei miei schemi mentali. Vivere in leggerezza dovrebbe essere facile, eppure, per chi ha vissuto tutta la vita ad ostacoli fin da bambina, non è facile: quando arriva un momento di serenità mi coglie un senso di disagio, perché non ci sono abituata e mi sento in colpa per le oggettive prospettive attuali di vita a vivere momenti di leggerezza.

Che difficile vivere, da una parte le aspettative, dall'altra le aspirazioni, al centro la dura realtà, la voglia di lasciarsi tutto indietro, lo scalpitare per non poter fare nulla  per cambiare la propria posizione in quanto - per l'ennesima volta, ironia della vita- i cambiamenti che auspicherei coinvolgono terze persone che bloccano le mie scelte!

Rimango bloccata su tutti i fronti ed in realtà l'unica cosa che posso fare è di andare avanti alla meno peggio, aspettando che gli eventi maturino e mi portino un po' di tranquillità.

Non dura minga, non può durare!


sabato 24 marzo 2012

Sulla vivisezione e sul manzo di Kobe!

Non si può fare di un erba un fascio e tacere tutto il resto!

Se la vivisezione esasperata è da condannare in quanto spesso capriccio di menti malate: perché non ha alcun  scopo terapeutico impiantare ad un cane una quinta zampa o una seconda testa, dall'altra dobbiamo tanti traguardi della medicina a quelle povere cavie che hanno sofferto per farci stare bene.

Condanno a priori questo sistema,  ma non nego il beneficio che l'umanità intera ha avuto dagli esperimenti di laboratorio.

Inutile scorticare con creme abrasive la pelle di un coniglietto per testare l'effetto di una crema puramente cosmetica ?  Più che protestare, bisogna agire : non comperare i prodotti che si sa siano testati su animali. Anche se sorge il dubbio che gente senza scrupoli possa dichiarare il falso!

Certo il camion con i bellissimi e carinissimi beagle fa insorgere all'unisono e gridare peste e corna ai seviziatori davanti a quei poveri ed inermi musetti, ma dimentichiato tutto  il resto ????

Per allenare i medici ad alcune operazioni vengono usati dei maiali.  Degli stessi vengono usati parti di organi e tessuti per il trapianto in umani, in quanto compatibili con il nostro organismo!!!! Nessuno si preoccupa del maiale ucciso: forse che se fosse stato un delizioso cucciolo il suo sacrificio avrebbe avuto un maggior impatto sulla nostra mente?

Il mio gruppo sanguigno è lo "Zero", la tipologia del "cacciatore", io amo la carne, non riesco a prender in considerazione di diventare vegetariana: patirei parecchio al pensiero di non poterne mangiare più e questo cozza molto con il mio buonismo, perché mi rendo benissimo conto che
* i polli, sono animali territoriali e di classe, con gerarchie ben prestabilite ed i "vecchi" sono violenti con gli esemplari più giovani, diventando al limite crudeli e quando uno è troppo debole gli altri capi lo prendono di mira: l'ho visto accadere nel cortile di mia nonna! So perfettamente che negli allevamenti vengono tagliati loro i becchi per impedire che si feriscano, spesso a morte; che vengono ammazzati con sistemi barbari e dolorosissimi. So perfettamente che le norme igieniche degli allevamenti fanno crepare un animale sano in pochi giorni, per questo sono pieni di medicine e vaccini !
* i vitelli, vengono bombardati da antibiotici e ormoni della crescita per rendere la loro carne più bianca e tenera,
* mucche e tori, maiali : vengono cresciuti in ambienti ristretti, non vedono pascoli, la pulizia di questi posti spesso è nauseante! Anche se questo è un allevamento molto più accettabile al confronto di quello dei polli, che vivono segregati, anche per questi  medicinali in dosi massicce vengono impiegati per riequilibrare la salute del bestiame.
Un capitolo a parte va dedicato all'alimentazione di questi animali, che se per i polli e per i maiali, onnivori per eccellenza, potremmo sorvolare, per i vegetariani (mucche ecc.) non siamo in grado di sapere che genere di porcherie e spazzature vengono loro propinate e c'è voluto il Morbo di Creutzfeldt-Jacob, per portare a galla la putrida realtà.
Che genere di carne stiamo mangiando ??? Che diritto abbiamo di allevare animali innocenti in tale modo?? Perché dare loro quantità abnormi di medicinali solo perché ci limitiamo a mangiare  una minima parte dell'animale e la domanda dei tagli più richiesti obbligano i  produttori all'intensificazione degli allevamenti con le conseguenze di cui sopra?
Ora veniamo alla loro morte. Gli animali "percepiscono" il momento fatidico. Io che ho vissuto in campagna posso dirvi, che quando un animale lasciava la stalla, il suo sguardo era di terrore e nella mente elementare degli animali era ben registrato quando una mucca veniva portata alla fecondazione oppure al macello: la differenza si sentiva nei muggiti degli animali che restavano nella stalla.
I maiali poi hanno un grido lacerante quando percepiscono il loro momento.
Sono anche loro esseri viventi. Alla fine una scarica enorme di adrenalina percorre il loro corpo e noi ce la mangiamo tutta !!!! Ben lo sanno i giapponesi che si son inventati il piatto con il manzo di Kobe: gli animali vengono ubriacati con il saké  e vengono massaggiati in modo che i loro muscoli non si irrigidiscano, solo dopo vengono uccisi, limitando in questo modo che l'animale possa secernere dosi eccessive di adrenalina.
E questo forse non è un aspetto molto simile alla violenza e crudeltà della vivisezione?

Eppure nonostante tutto, sebbene conosca il loro calvario, resto carnivora. Non basta preferire gli allevamenti migliori, perché non sono alla portata di tutti, ma si percepisce immediatamente la differenza dell'allevamento di un animale dalla bontà della sua carne. Purtroppo sempre di esseri viventi si tratta, di amati ed adorati animali con cui giocavo e familiarizzavo da bambina!

Allora, cara Ieira, per tutte queste ragioni non ho unito la mia voce alle altre, pur condividendole al tuo post sulla vivisezione : avrei dovuto scrivere un commento kilometrico e non mi è parso il caso. 

Solo quando diventerò vegetariana potrò scagliare la prima pietra. Resto contro la vivisezione esasperata ovviamente, ma come la mettiamo con la sperimentazione di farmaci ? Usiamo cavie umane? Chi? E' giusto poi pagare gente sana che ha bisogno di soldi per farsi avvelenare con medicinali in via sperimentale, come ad esempio succede in certi Paesi civilissimi ???

L'argomento penso sia talmente grande, da considerarlo fuori dalla mia portata.





venerdì 23 marzo 2012

Allergeni : pelo di gatto ???

Sul parametro di guardia livello critico, ma non allarmante di 38, il pelo di gatto si è assestato nel mio test a 31 ! Acciderbolina! Ancora azzurro : innocuo; ma caspita vicino alla zona giallina, neh?

Ma continuo la promiscuità con Mucia nonostante tutto, perché reputo che sia la   panacea per la mia anima. Da quando sono a casa Mucia ha con me un rapporto simbiotico, anche se a volte penso di esserci per "aprirle le scatolette". Poi lei si ritira a riposare, ovviamente sulla mia parte del lettone, che copro con la sua copertina!

Di notte però ha imparato a dormire verso la testata del letto, le sposto la copertina  creando una cuccia tra il mio cuscino e l'altro spostandolo verso il comodino. Una volta dormiva a ridosso delle mie ginocchia, ma le ho fatto capire spostandola che era troppo pesante, nella notte per lasciarla nella posizione, mentre mi spostavo, rischiavo un insulto alla mia sciatica!

Ha capito qual'è il suo posto e, con varie cadenze nella notte, perché ama fare qualche passeggiatina per sgranchirsi le zampe e rispondere alle esigenze della "carne" (pappa e pipì),  si sistema dapprima  in posizione face-to-face, ma spesso mi sveglio trovandomi praticamente con  il suo sedere in faccia ed ogni tanto sento una zampetta che mi cerca e si posa sulla spalla, guardandomi come reagisco e con un piccolo "meu" di richiesta "posso" ? 

Me la ricordo quando appena arrivata, grande pochi centimetri, si arrotolava sulla mia spalla o si adagiava a mo' di sciarpa sul mio collo: qualche volta cerca di riprendere le posizioni del passato, con effetti disastrosi per la mia periartrite scapolo-omerale e soffocandomi nel sonno. Ma per fortuna ha capito che "nun è cosa"  e si accontenta di restarmi accanto!
MIA !!!!

giovedì 22 marzo 2012

ANALISI DI INTOLLERANZE ALIMENTARI

Ho usufruito di uno sconto speciale approfittando di fare l'analisi per le intolleranze alimentari, temendo di soffrirne di qualcuna, volendo calibrare la mia alimentazione per meglio dimagrire.



I parametri sono semplici, zona verde: tutto a posto, zona giallina : borderline, zona arancione : alimento pericoloso.



I miei dubbi sono stati dissipati, quel che temevo non è, ma ci sono conferme che ovviamente mi aspettato, anche se -PER FORTUNA- prettamente nella zona giallina di  borderline/cautela:  per il  cacao, il caffé, i miei unici vizi ed il cui consumo dovrò contenere; ma risultato insospettato è stato riscontrato un borderline di tolleranza nel parmigiano, pecorino e mandorle, con un picco massimo delle nocciole! Le mie adorate nocciole, frutti dei miei bei alberelli in campagna, sublimi in un gelato al gusto bacio, formidabile complemento della cioccolata nella crema (nutella) e del cioccolato (bacio, ma anche nocciolato, ecc.).



Per il resto la dottoressa si è complimentata con me, per la risposta bilanciata delle mie analisi.
Da una parte sono contenta, ovviamente un bel sollievo anche se dovrò fare questi piccoli sacrifici.
Ma si sà la virtù sta nel moderarsi.



Va da se, che questo risultato ha dimostrato una volta di più che i problemi che ho, a prescindere da quanto sopra, sono da considerarsi reazioni allo stress! 


Ho finito di leggere il libro "Voglio arrivarci viva", di Marina Garaventa la Principessa sul Pisello.  Il suo avatar è proprio questo, perché fin da bambina le condizioni precarie la davano per spacciata, eppure la caparbietà di nonni e genitori ha fatto si che sopravvivesse nonostante il parere negativo dei medici. Dal 2002 vive paralizzata, tracheotomizzata legata ad un respiratore automatico, compendio di patologie rare, vive nella sua stanza attrezzatissima, dove  il suo corpo viene accudito con cura ed amore, mentre la sua mente lucida, vivida, ironica e tagliente, vive e spazia nell'etere, partecipa attivamente con articoli sui giornali, due libri, interviste, partecipa perfino ad una campagna politica nel comprensorio di Savignone, suo paese natale, che l'ha già vista in ben due legislazioni assessore alla cultura, ma che non riesce ad accettare la sua immobilità e le preferisce un candidato di bell'aspetto, giovane e sano!

La sua scrittura è elegante, mai noiosa, i suoi pensieri sono profondi, la trattazione dell'argomento lucida e viva, mai pietosa, sempre ironica e battagliera.

Ho pianto, ho riso, è aumentata e confermata l'ammirazione per la capacità di questa donna di trasformare l'immobilità e la malattia come un campo di battaglia sul quale non  ci viene risparmiato nulla. L'intelligenza, l'ironia, ma anche la fermezza e la determinazione a superare ciò che la gente comune giudica  la fine di una "vita", per lei è il presupposto per cambiare modalità d' azione o meglio di non azione, in cui la mente ha il grande gioco di mantenerla viva.  Eppure sempre consapevole che la battaglia non è mai finita e che non bisogna mai abbassare la guardia!
Ho estrapolato questo stralcio dalle sue ultime pagine, che meglio la rappresentano:
""E' inutile sprecare parole per dire che non siamo mai soli, la verità è che, in certi momenti, la salvezza è dentro di noi, solo dentro di noi, e se non la troviamo lì, nessuno potrà mai darcela.... il mio cervello ha sempre ritenuto la vita, nonostante tutto, degna di essere vissuta e soprattutto degna di essere combattuta come un nemico valoroso, al quale non ci si deve, né ci si può mai arrendere....
il destino ha sempre l'ultima parola: la morte è sempre lì, pronta a ghermirci quando la vita le farà un segno convenzionale, ma almeno bisogna vender cara la pelle!!""
(Marina Garaventa)

mercoledì 21 marzo 2012

Lezione nr. 4 Verbo essere

                                                                        GLABOL    BITI  +
                                                                     (Forma affermativa)
                                                                              SEDANJIK
                                                                             (Presente)

JAZ                           SEM                                      io sono
TI /VI                        SI                                          tu / Tu sei
ON/ONA/ONO       JE                                          lui/lei/esso e'
MIDVA / MIDVE    SVA                                       noi due (m/f) siamo
VIDVA / VIDVE      STA                                        voi due (m/f) siete
ONADVA / ONIDVE / ONIDVE     STA               loro due (m/f) – essi (2) sono
MI / ME                  SMO                                     noi (m/f) siamo               
VI / VE                    STE                                        voi (m/f) siete
ONI / ONE / ONA  SO                                         essi (m/f/n) sono
                                                                                      ovvero ;D
                                              

martedì 20 marzo 2012

Equinozio di Primavera

Ecco dalle 05:15 di questo  20/03/12 siamo entrati nella Primavera astronomica: FINALMENTE E' ARRIVATA!

Secondo le antiche tradizioni celtiche è il giorno di Ostara, (o stella d' Est -Venere-)  la dea della fertilità   rappresentata con testa di LEPRE che deponeva l'uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell'anno e che ai giorni nostri è diventata il coniglio pasquale. Se vi ricordate la lepre era considerata un animale importante in antichità: gli aruspici leggevano nelle sue interiora il futuro. Ma appartiene anche ad altre tradizioni, come quella  cinese, indiana ed africana, che vedono l'immagine della lepre impressa nella Luna.

E davvero c'è nell'aria una rinascita e non solo per l'equinozio, ma per l'aria più mite, che di mattina da alcuni giorni si è attestata intorno ai 10° per salire durante la giornata a livelli di Primavera inoltrata. Farà sicuramente ancora freddo, ma la risalita delle temperature sarà più rapida.

Oggi è il secondo giorno di pioggia, almeno qui a Trieste: ci voleva! Perché in tutta la regione c'è una siccità tremenda: qui è da prima di Natale che non piove e non è caduta la neve, come invece ha fatto in diverse zone d'Italia!

Esiste una credenza, non so se ne ho già parlato, c'è una tradizione popolare che dice  che nei 12 giorni precedenti il Natale, vale a dire dal giorno di Santa Lucia, 13 dicembre, alla Vigilia compresa, si possono fare le previsioni atmosferiche dei 12 mesi del nuovo anno, a seconda del tempo atmosferico che arriva in questo lasso di tempo. Il 16 dicembre, corrispondente ad Aprile 2012, pioveva e spero proprio che la previsione si avveri! Staremo a vedere ! 

Festeggiate il giorno: non per la ricorrenza in se, ma per segnare nella vostra mente l'inizio di un periodo nuovo con qualcosa di nuovo!  Curate le vostre piante, sfoltendo e seminando se avete un terrazzo od un giardino: è il momento propizio!

Buona Primavera a tutti!


Pensiero del giorno martedi 20 marzo 2012.
"La mattina, uscendo da casa per assistere al sorgere del sole (NdR ma anche quando andate a lavorare ) , provate già a pensare che state andando ad incontrare un essere vivo, come viva è anche tutta la natura intorno a voi: gli uccelli, gli animali, gli alberi, i fiori… Sì, perché la vita è l’intero Universo, e questo è popolato anche di un’infinità di creature invisibili ma reali. Perciò, rivolgete loro un saluto: dite a tutte quelle creature che siete  loro riconoscenti per la limpidezza del mattino e per tutte le esistenze che si stanno risvegliando.
In quell'organismo vivente e cosciente che è la Natura, e al quale noi tutti apparteniamo, sappiate anche che esiste una moltitudine di entità pronte a contribuire all’evoluzione dell’umanità. La terra, l’acqua, l’aria, il fuoco e le entità che li abitano hanno giurato dinanzi all’Eterno di aiutare tutti coloro che lavorano per diventare creature di pace, di armonia e di bellezza. Allora, chiedete loro di  venire a partecipare all’avvento del Regno di Dio sulla terra: un giorno, miliardi di spiriti si metteranno in cammino per lavorare sui cuori e sui cervelli umani, e il Cielo riconoscerà in voi un
costruttore della nuova vita, una sorgente, un figlio, una figlia di Dio. "
Omraam Mikhaël Aïvanhov

PS. Nota di Renata :che crediate o meno, non importa, il pensiero positivo è quello che conta: come vi ponete verso il vostro prossimo e verso l'Universo, così trovate nuova accoglienza !



lunedì 19 marzo 2012

Geri's Game



Guardatelo,  la mimica è quella che vale!

San Giuseppe

Mio nonno, classe 1909  si chiamava Giuseppe, ma tutti lo chiamavano col diminutivo di Bepi.  Nel 1918 perse la madre e la sorella di Spagnola, il padre si risposò con la cognata, anch'ella rimasta vedova con una figlia e così formarono un'unica famiglia ed ebbero altri due figli maschi.

Nato in campagna, Nonno Bepi crebbe come contadino, ma le sue aspirazioni erano d'imparare un mestiere, infatti si mise al servizio di suo nonno, fabbro ferraio, che una volta, almeno in campagna, era un mestiere apprezzato: i fabbri ferrai si occupavano della costruzione dei carri ed in particolare curavano tutte le parti in ferro dei carri di legno. Ma si sà che con l'avvento della meccanizzazione i carri incominciarono a costruirli di ferro, le ruote di gomma non ebbero più bisogno del fabbro ed il mestiere andò in disuso.

Quando era piccolo, dato che l'altro suo nonno era Maestro e dirigeva la Banda del paese ed in casa si faceva musica, a Nonno Bepi fu imposto d'imparare a suonare uno strumento. Non so come la scelta cadde sul clarinetto. La cosa gli servì da giovanotto : suonare la domenica e durante le feste di paese divenne una fonte di guadagno per le piccole spese.

Ma la cosa gli fu utile anche da militare (a Milano), per la sua costituzione robusta nel 1929 lo presero tra i Bersaglieri e visto che sapeva suonare bene lo misero nella fanfara. Dovete sapere che allora i Bersaglieri erano un corpo scelto, che si allenavano con acrobazie. Anche per andare al rancio mettevano i soldati alla prova. C'erano delle corde con cui si accedeva al piano superiore della mensa:  chi era svelto e forte di braccia e ce la faceva, saliva per primo e riusciva a prendersi dal calderone di pasta con la salsa un piatto condito, mentre chi arrivava dopo quando aprivano le porte trovava solo pasta scondita. Nonno fece un patto con un compaesano: lui si arrampicava con la fune per prendere la pasta con la salsa per il suo amico, mentre per se prendeva quella scondita che restava in fondo, perché nonno Bepi non amava il pomodoro. In cambio il compaesano gli allungava qualche sigaretta.

Tornato da militare si sposò ebbe mia madre ed un figlio maschio che purtroppo  morì a due anni.  

Dopo la liberazione del territorio Istriano da parte degli alleati,  Tito ed i suoi soldati fecero molti soprusi: entravano nelle case requisivano ciò che gradiva loro, agli allevatori che volevano vendere qualche capo di bestiame  liquidavano un terzo del valore ed il resto dei soldi lo tenevano per loro e lo stesso accadeva con i raccolti: i contadini non potevano tenere tutto per sé o venderlo indipendentemente. Di questi soprusi  mio nonno fu sazio ben presto e si trasferì  a Trieste con la nonna. Lui lavorava come operaio nelle cave di pietra di Sistiana, la nonna come aiuto cuoca in un buffet.  Nonno riuscì a far  sposare mamma facendosi pestare il mignolo con una mazza da un suo amico. Per incassare i soldi dell'assicurazione continuò per giorni a mettersi l'acido cloridrico sulla ferita perché suppurasse. Così mamma ebbe il corredo, il pranzo di nozze e concorse per il viaggio (i miei andarono a Roma).

In seguito i nonni si stabilirono con i fratelli  del nonno nel Pordenonese dove fu affidato loro casa e terreno con mutuo agevolato, fino a che la casa non fu pronta i nonni lavorarono a Trieste solo nel 1957 si stabilirono in campagna. Da allora furono sempre prodighi d'aiuto per mamma.

Io devo a Nonno Bepi la mia istruzione. Un vicino di casa aveva due figlie una rimase a casa: non le piaceva studiare, ma l'altra invece aveva continuato e frequentato ragioneria tra l'anno 1960 e 1965. Suo padre ne parlava con orgoglio e la ragazza trovò lavoro presso la Zanussi!   Nonno Bepi fu incantato dalla capacità e volontà della ragazza e decise che anch'io avrei dovuto studiare! Mentre mio padre lavorava come operaio la mamma cercava di arrotondare il bilancio con lavori da sarta, la vita in quegli anni era molto dura con due figli da far studiare,  quando fu il momento mamma disse a nonno che preferiva imparassi un mestiere per guadagnare subito.  Nonno invece si impose e disse : "La manterrò io agli studi! Ma lei deve studiare prendere il diploma di ragioniera e trovarsi un lavoro che le dia l'indipendenza, non voglio che sia succube di un marito!"

Negli anni '60 fu preso da un forte eczema, che lo piagava in tutto il corpo, lo ricordo che per il dolore camminava disperato nei campi a volte piangendo sconsolato per non aver prospettive di guarigione e maledicendo il destino:  solo con il cortisone alla fine degli anni '60 si riprese.

Quando passavo le vacanze estive in campagna, seguivo il Nonno come un'ombra. Egli mi insegnò a guidare il trattore nelle stradine di campagna quando avevo 11 anni, mentre nonna correva urlando "'ste atenti" (state attenti) per l'aia agitando la mano  come a dire (aspetta che vi prendo voi due)!
A 13 anni mi diede la falciatrice e sorrideva alle piroette che facevo fare alla macchina!  Mi faceva collaborare come fossi un ragazzo e spesso quando c'era la pioggia ci sedevamo sotto il portico al riparo a guardare l'acqua che scendeva ed il movimento delle nuvole : a volte scuoteva la testa quando cadeva la grandine e diceva "povere le mie fadighe! (fatiche)".

Curava tutta la campagna come fosse un giardino, teneva pulita la stalla e strigliava le mucche ed i tori con cura e dedizione, in modo che fossero puliti ed asciutti. 

Si addolciva con sua figlia e con noi nipoti. Niente di svenevole: la sua carezza era ruvida, tra il serio ed il faceto, ma sempre piena di tenerezza. Quando gli parlavamo ci ascoltava, ci faceva ragionare con grande umiltà e calma ci spiega il perché e la ragione di fare le cose come diceva lui, perché imparassimo dove stavamo sbagliando, ma senza mai mettersi in cattedra, non riusciva ad arrabbiarsi con noi, anche se quando combinavamo qualche marachella tentava la voce grossa, aveva sempre mezzo sorriso sulle labbra che sfociava in una risata a scoprire qualche malefatta, anche perché io e mio fratello eravamo molto seri come bambini. A prescindere dalla volta in cui volli tentare di cavalcare un vitello,  emula di Tex Willer, ed ebbi la fortuna di esser disarcionata e scaraventata nella mangiatoia, anziché tra le sue zampe!

Mentre in famiglia ero sempre l'ultima ruota del carro, le maggiori attenzioni erano per mio fratello, in quanto maschio, anche per la sua infanzia tormentata di bambino asmatico, io con il nonno ero considerata e valutata alla stessa stregua di mio fratello. Tutto quel che riuscivo a fare con successo era da lui valutato e giudicato senza remore o discriminazioni.

Penso che non gli devo solo la mia istruzione, ma quel fare indomito e la determinazione da Bersagliere che mio nonno mise sempre in tutta la sua vita, perché si sà :  "Bersagliere a 18 anni, Bersagliere tutta la vita" .

 

sabato 17 marzo 2012

Lesson Nr. 3 two pencils are on the table!

Ecco come ho tradotto la frase NA MIZI STA DVA SVINČNIKA!  

Infatti alla terza lezione di Sloveno questa era la frase da completare con il verbo essere (sta).

Dato che ho perso ben due lavori per il fatto di non conoscere questa lingua, mi son decisa a misurarmi con lo Sloveno, per verificare se riesco ad impararlo e capire se ho speranza di includerlo nel mio CV.

E' dura, perché la grammatica è purtroppo alquanto complessa, (come d'altra parte lo è quella italiana e latina)   perché oltre al singolare e plurale, ha anche il duale! I casi sono tre: maschile, femminile e neutro. Sei sono le declinazioni, con desinenze diverse per i tre casi e ci sono alcune consonanti che accentate cambiano suono.

La pronuncia di alcune parole è uno scioglilingua  pensate che c'è una parola incredibile  fatta tutta di consonanti  (perchè la j per gli Sloveni è una consonante e non una vocale)  : ČMRLJ , che significa Calabrone e meno male che la  c  iniziale con l'accento è dolce come la nostra c di ciliegia  per cui da la rincorsa alla lingua per riuscire a formulare il resto delle consonanti, perchè la J non si legge a fine parola

Visto che sono la più "vecchia" tra gli studenti, quasi tutti universitari o sulla trentina, mi son fatta un punto d'onore e  mi son messa d'impegno: sto  studiando di sera ripetendo ed esercitandomi, per non far la figura della vecchia babbiona rincitrullita! Spesso sproloquio in un simil Sloveno: mi fermo, riprovo, sillabo, mi correggo, insomma, caspiterina che difficile.

Siamo in una decina di persone, il maestro è giovane, timidissimo, ma bravo e fa interagire tutti durate tutta la lezione  di due ore ogni settimana: ogni volta  con grande stupore constato che il tempo è volato in un lampo.

Io.... speriamo, che me la cavo! ;P

CAPITOLO NR. 7 : FARE!

Dopo aver tanto ponderato con i primi sei capitoli della mia meditazione blogghistica, ho convenuto che, come dice l'aforisma dello scrittore scozzese A. Cronin : La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra starda, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi.

Varie proposte stanno avanzando anche se il timore di fallire mi pone nell'indecisione: sono io a dover scegliere ? ma le idee non sono chiare, il destino non è ancora ben delineato. Necessito ulteriori input! Che fare ? Altre volte mi son trovata in simili condizioni ed ho chiesto che la soluzione semplicemente "arrivasse". Mi son dimenticata che puntualmente arrivava! Quindi perché tanto elucubrare, perché seguire tante smanie e tanti dubbi ?
Allora, ho incominciato a spazzare via le nuvole dell'incertezza e dell'ansia e con cuore fermo, ho raccolto la mia anima e vado  avanti!




Climbing up on Solsbury Hill
I could see the city light
Wind was blowing, time stood still
Eagle flew out of the night
He was something to observe
Came in close, I heard a voice
Standing stretching every nerve
I had to listen had no choice
I did not believe the information
Just had to trust imagination
My heart was going boom boom, boom
"Son," he said, "Grab your things, I've come to take you home"
To keeping silence I resigned
My friends would think I was a nut
Turning water into wine
Open doors would soon be shut
So I went from day to day
Tho' my life was in a rut
'Till I thought of what I'd say
Which connection I should cut
I was feeling part of the scenery
I walked right out of the machinery
My heart was going boom boom boom
"Hey," he said, "grab your things, I've come to take you home"
Yeah back home
When illusion spin her net
I'm never where I want to be
And liberty she pirouette
When I think that I am free
Watched by empty silhouettes
Who close their eyes, but still can see
No one taught them etiquette
I will show another me
Today I don't need a replacement
I'll tell them what the smile on my face meant
My heart was going boom boom boom
"Hey," I said, "You can keep my things, they've come to take me home"
Salendo sulla Collina di Solsbury
Ho potuto vedere le luci della città
Il vento soffiava ed il tempo si fermò
L’aquila volò fuori dalla notte
Lui era qualcosa da osservare,
venne più vicino, ho sentito una voce
ogni nervo si tese
ho dovuto ascoltare non avevo alternative
Non credevo a quello che sentivo,
dovetti solo credere a ciò che veniva detto
il mio cuore si mise a battere, boom, boom,boom
“Figlio” egli disse “prendi le tue cose, sono venuto per portarti a casa”
Per mantenere il silenzio mi sono dimesso
I miei amici avrebbero pensato che io sia pazzo
Trasformare l’acqua in vino,
porte aperte si sarebbero presto chiuse
Così ho vissuto giorno dopo giorno,
sebbene la mia vita fosse una rovina
Fino a che pensai a ciò che avrei detto
Quale legame avrei dovuto tagliare
Mi sentivo parte dello scenario
Ero uscito dall’ingranaggio
il mio cuore si mise a battere, boom, boom,boom
“Figlio” egli disse “prendi le tue cose, sono venuto per portarti a casa”  Si, a casa!
Quando l’illusione tende la sua rete,
non sono mai dove avrei voluto essere
e la libertà fa una piroetta
quando penso di averla raggiunta
guardato da sagome vuote
che hanno chiuso i loro occhi, ma ancora possono vedere, nessuno ha insegnato loro l’etichetta,
mostrerò loro un altro me
Oggi non ho bisogno di una scusa,
Dirò loro la ragione del sorriso sul mio viso,
il mio cuore si mise a battere, boom, boom,boom
“Ehi ”dissi “puoi tenere le mie cose, sono venuti  per portarmi a casa”

venerdì 16 marzo 2012

Una settimana a Primavera

Sono le 5:30 sebbene inizi appena albeggiare arrivano da fuori diversi richiami: la cornacchia, i merli che fanno il loro concerto al Sole perché si levi, i gabbiani che alti in cielo freccie argentee volano pigramente sopra la zona chiamandosi a raccolta prima dell'alba.

A proposito di uccelli, per chi è nuovo racconto la storia di Rosandra.

C'era una volta il regno degli uccelli. Il Re Corvo e sua moglie la Regina con il loro stuolo di sudditi vivevano una vita tranquilla. Ma un giorno gli sparvieri, i guardiani del regno, furono attiratti dal pianto di un bimbo e seguendolo trovarono una cesta con dentro un neonato. Si stupirono  in quanto l'abitato umano era molto distante dalla zona e non sapendo cosa fare, portarono il cesto in volo fino alla corte. La Regina che non aveva eredi, alla vista di quella bambina bellissima chiese al Re di tenerla presso di lei. Il Re acconsentì, ma fino a che non fossero stati trovati i genitori. 
Le ricerche iniziarono, intanto la bimba, chiamata Rosandra per lo splendido incarnato, crebbe. Nonostante le ricerche fossero state spinte ben oltre i confini del regno i sudditi riportarono al Re Corvo la notizia che in nessuna casa sembrava mancasse una bimba: nessuno la piangeva, nessuno la cercava.
La Regina trepidante chiese al marito di concederle di vivere a corte e dopo tante insistenze egli acconsentì.
Rosandra crebbe spensierata e quando iniziò a formulare qualche parola ebbe il gufo come maestro, mentre l'usignolo le insegnava a cantare, correva spensierata per i prati ed i boschi del Regno. Ma ad un tratto diventò triste. 
Il Re e la Regina impensieriti non comprendendone la ragione nonostante avessero indagato tra tutti i sudditi, decisero di chiedere direttamente a Rosandra cosa non andasse. La bambina rispose : "sono triste perché non posso volare" e si mise a piangere.
Fu chiamata la Fata del Bosco e la Regina espose la questione, chiedendo se ci fosse una soluzione.
La Fata ci pensò su un bel po', alla fine sorrise e spiegò ai sovrani che se tutti gli uccelli avessero sacrificato un po' del loro piumaggio per regalarlo a Rosandra, lei avrebbe intessuto con le piume un mantello magico che indossato avrebbe fatto volare la bambina.
Tutti i sudditi risposero gioiosi all'appello dei sovrani e la valle davanti alla reggia si riempì di piume variopinte. La Fata iniziò a tessere il mantello, per tre giorni e tre notti. Poi lo pose sopra le spalle di Rosandra e con una magia lo fece aderire come una seconda pelle a tutto il corpo. Il risultato fu splendido tale era la varietà e la bellezza delle piume, che gli amici le avevano donato!
La bambina timorosa iniziò a librarsi, mentre il gufo le dava le prime istruzioni di volo, poi pian piano Rosandra iniziò a sfrecciare con le rondini, ad inseguire i gabbiani tanto in alto, a salutare l'aquila sul cocuzzolo della rupe, finalmente felice, giocava nel cielo con i suoi amici ed era tanto temeraria che si spinse oltre il Regno, nel territorio degli umani per vedere i suoi simili e purtroppo fu vista ed ammirata anche da loro.
La notizia di un uccello straordinario, dal piumaggio bizzarro quanto unico, si diffuse ed arrivò fino alle orecchie del Principe Nero, che si gloriava di possedere i trofei degli animali più particolari e rari. A sentir decantare questa nuova creatura si mise a caccia con i suoi sgherri, addentrandosi sempre di più nel Regno degli Uccelli, ma  Rosandra allertata dai guardiani si tenne ben nascosta. Intanto però, per sfogare la sua frustrazione il Principe Nero iniziò a trucidare tutti gli uccelli che vedeva per ingannare il tempo, facendo una strage inaudita.
Rosandra si sentì responsabile della morte di tanti suoi amici di gioco e di vita e decise di andare dal Principe Nero per chiedergli di smettere la strage. Con la morte nel cuore il Re e la Regina la salutarono per l'ultima volta e Rosandra spiccò il volo ormai invisibile ai loro occhi pieni di lacrime e superò il folto della foresta arrivando all'accampamento del Principe Nero. Appena questi la vide da lontano, non le permise nemmeno di avvicinarsi e parlare, tirò fuori arco e freccie e la uccise in volo!
Al suo grido di dolore  la Fata del Bosco accorse, mentre il sangue di Rosandra si spargeva per la valle fino a che il suo corpo senza vita cadde poco lontano dal Principe. La Fata del Bosco impietosita dal sacrificio di Rosandra eresse un muro imprigionando gli umani facendo loro perdere la via, si dice che morirono di stenti girando a vuoto. Mentre sulla sommità del muro di roccia le gocce di sangue di Rosandra si trasformarono in rose fiorite, nonostante fosse inverno.
La Fata prese il corpo della giovane   riportandolo al Re Corvo ed alla Regina, che la seppellirono ai piedi dell'albero più vecchio con tutti gli onori e sopra potete ancora oggi trovare delle magnifiche rose. Ancora oggi  si chiama la Valle delle Rose d'Inverno.

mercoledì 14 marzo 2012

CAPITOLO NR. 6 - DARE UN SENSO!


Chi ha lavorato per tutta la sua vita a tempo pieno, comprenderà come sia difficile instaurare una nuova routine, quando l'imprinting    relegava TUTTE le cose ai giorni "liberi". In realtà allora il rimandare aveva una giustificazione : il poco tempo. Ma avere troppo tempo genera  l'ansia da spreco. Nel vuoto d'identità tendo a rimandare,  perché mi rendo conto che gli "oggetti" del mio fare (lavoro / marito) non esistono più, ce ne vuole prima di tornare al presente ed impegnare la mia mente in modo costruttivo.

Se da un certo punto di vista mentale il non aver scadenze orarie rigide ha rotto lo schema da grande stress del passato, dato che i figli sono totalmente autonomi, d'altro canto questo "vuoto" attuale  genera un'insicurezza che mi porta ad evadere con tutti i mezzi nell'indecisione della "miglior scelta" da fare: faccio liste che ignoro o eludo puntualmente, salvo a fare "lo stretto indispensabile", perchè tutto mi crea stress ed ansia e mi sono resa conto che nel naufragare mentalmente in uno stand-by d'attesa soffro di meno, perché non realizzo il mio senso d'inadeguatezza o l'impossibilità di fare quello che vorrei perché ci sono delle pastoie burocratiche che hanno un iter ben preciso e quindi devo ancora attendere e non si sa fino a quando. 

Per ora mi sono posta l'obiettivo di FARE UNA COSA AL GIORNO, lavorando per il mio futuro, per dare senso alla mia "attesa" che gli eventi maturino, in quanto non dipendono dalla mia azione, ma da quella di terze parti. L'attesa è dura, il quotidiano manca di serenità e tutto perde di senso, salvo quello di RESISTERE ed ANDARE AVANTI!

martedì 13 marzo 2012

INTERMEZZO : Vivation ®

Rispondo a Ieira per la disciplina che fino ad oggi mi ha "salvato", ma che ultimamente non riesco a mettere in opera, come non riesco a meditare, anche se ho sostituito ad essa la meditazione al computer : lo scopo fondamentale di questo blog, appunto!



Vivation ® è l'elaborazione di Jim Leonard   di una tecnica yoga antichissima il Mahamudra o respiro dell'illuminazione.  Dove illuminazione non è intesa ai livelli eccelsi dei massimi guru e per la vita, ma PER UN SOLO MOMENTO e semplicemente aiuta  il corpo a risolvere blocchi mentali, problemi fisici, traumi nascosti. 



Il perché questa tecnica funzioni è geniale : E' TOTALMENTE FISICA! La MENTE NON INTERVIENE!  Si deve "arrendere" alle sensazioni che il respiro fa affiorare e deve seguirle SENZA intervenire. 

In cosa consiste.

RESPIRO CIRCOLARE : usate solo il naso o solo la bocca, preferibilmente quest'ultima, più ampia è la respirazione migliore è il risultato, ma ci arriverete per gradi: abbiate pazienza.
Le modalità sono 3, i respiri naturali che tutti sperimentano quotidianamente:
* lenta e profonda, come i sospiri davanti ad un bel tramonto o quando dormite a bocca aperta ;)
* veloce e profonda, come sotto sforzo quando portiamo le borse piene della spesa,
* veloce e superficiale (a cagnolino) usata da bambini ed animali istintivamente per liberarsi da una forte emozione, che sia paura o frustrazione.
Inspirazione forzata, espirazione normale: mai forzata, altrimenti andate in iperventilazione. Immaginate di avere una candela accesa davanti alla bocca e che non dovete spegnerla.
Attenzione ! se le prime volte  iperventilate, perché forzate l'espirazione, ve ne accorgerete subito, perché la testa incomincerà a girarvi. NO PROBLEMS: riprendete a respirare normalmente e vedrete che la sensazione sparisce.
Potreste sperimentare anche la sensazione di "tetania" : un irrigidimento degli arti, con le dita contratte. E' anche questo il segnale che non state respirando nella maniera giusta, ma dopo un paio di sedute, impossessandovi del ritmo non succederà più. Anche per la tetania, se proprio non ce la fate a portare a termine la sessione (20 minuti circa), smettete e rilassatevi: potrete riprendere quando vi sentite di continuare.

RILASSAMENTO COMPLETO : le prime volte ci distendevamo con la luce degli occhi che ci abbagliava. Perché Vivation ® aiuta a superare tutto, tale è la focalizzazione nelle tue sensazioni, che se porti la respirazione al disagio che stai vivendo riesci a neutralizzarlo!!!!  Ovviamente potete e dovete farlo nel migliore dei modi, quindi se vi va di farlo a luce soffusa o spenta, fatelo!

CONSAPEVOLEZZA NEI DETTAGLI : la mente NON RAGIONA, MA supinamente segue le sensazione del corpo e si focalizza nella parte dove sente una sensazione preponderante(formicolio o tensione o dolore). A questo punto si porta il respiro in quel punto e si respira attraverso quella sensazione fino a che non si ha l'integrazione.

INTEGRAZIONE NELL'ESTASI : nel focalizzarsi sulla sensazione più forte, dapprima si amplifica il disagio poi come per magia questo si dissolve. Ed è questa l'integrazione.
Il bello è che NON SAI ciò che hai integrato! Ma te ne rendi conti quando riesci a fare cose che prima non riuscivi, a farti rispettare da chi prima non lo faceva, dalla sicurezza che acquisisci nel rapportarti con eventi, cose e persone!
Alla fine  della sessione si giunge all' Estasi. Alcuni raggiungono il massimo dell'Estasi cioè al Nirvana , ma la gran parte specie le prime sedute raggiunge solo  una grande pace interiore : vi pare poco ????

LO STAI FACENDO PERFETTAMENTE : per fare Vivation ® occorre la disponibilità di esserci, vivere il momento, bello o brutto, non importa come, ma BASTA VIVERLO, ESSERE DISPOSTI A FARE QUALCOSA PER SE STESSI! Se lo fai bene o se lo fai male (a prescindere dall'iperventilazione o dalla tetania, che comunque si risolvono con la  pratica alle prime due sedute) l'importante che tu sia presente! E se la mente "scappa", basta che tu ti riprenda e converga l'attenzione sulle sensazioni del corpo e sulla respirazione.


PERCHE' FUNZIONA
Anzitutto perché essendo un processo FISICO, va a risolvere il problema più "urgente" sia fisico che emotivo, indipendentemene dalla nostra mente e volontà eludendo le pastoie delle aspettative !!!!! che si sà sono alquanto deleterie per il buon fine!
Perché è portatile : potrete farlo in qualsiasi posto, se lo fate col naso, nessuno se ne accorgerà, ANZI chi vi vedrà penserà che siete concentrato ed attento!
Perché essendo portatile lo potete fare quando ne avete bisogno! Nei momenti di urgenza, qualsiasi!
Prima di un esame, sotto stress per superare un'emozione e non aggredire il nostro interlocutore, per evitare di insultare il nostro capufficio, per recuperare il nostro equilibrio, per superare un dolore fisico (in questo caso, attenzione, dapprima starete ancora più male, ma alla fine il dolore si scioglierà come neve al sole).

REAZIONI : mentre state respirando, oltre a sensazioni fisiche muscolari (formicolio, fitte, dolore ecc.) potrete ANCHE (ma non è detto sia sempre così!) avere reazioni come
"sbadigliare" (fuga),
"ruttare" (state digerendo una situazione o qualcuno che vi sta sullo stomaco),
"piangere" o "ridere" che sono le facce della stessa medaglia. Ricordo una persona con molti problemi che veniva per sfogare la propria disperazione, perché voleva piangere ma nel suo privato e pubblico non se lo permetteva, desiderava ardentemente che Vivation liberasse le sue lacrime : invece il suo corpo rispose nel modo più bizzarro,  incominciò a ridere a crepapelle !!!
" battere i denti" (paura della morte),
Ma la reazione più esilarante l'ha avuta una donna, che poi è diventata mia amica.
Iniziò la sessione mentre aveva un attacco di colite, in mezz'ora prima della seduta andò due volte al bagno, poi, quando iniziammo Vivation distese, prese a sbattere le gambe come fanno i bambini che non voglio stare fermi distesi e dormire, avete presente il battere ritmico alzando le ginocchia?? e ..iniziò una serie di peti, per la quale reggemmo un bel po' ed alla fine la seduta terminò per tutte con una ridarella generale!
La mia amica però si alzò guarita:   il volto disteso, gli spasmi cessati, sembrava un'altra!
SEMPRE cercate di focalizzarvi sulla respirazione per superare la reazione che state vivendo e riportarvi in equilibrio, cercate sempre di portare la vostra reazione in una dimensione normale, arginandola, non gridate anche se vi sentite di gridare: non è questo il contesto e la reazione corretta!  La rabbia o il dolore vengono "integrati" in altro modo! meno aggressivo e destabilizzante! TUTTO DEVE TENDERE AL MANTENERE UN EQUILIBRIO: respirate sulla reazione per ristabilire la condizione di tranquillità!


I MODI DI FARE VIVATION ® Ricordatevi che è una cosa naturale e come tale DEVE essere gestita! COMUNQUE LO FAI, LO FAI BENE! Fatela come vi sentite di poterla fare!
Si può fare a casa propria seduti in una posizione comoda per mantenerla durante la tutta la sessione, ma ci si può anche sdraiare.  Per strada   :  camminando concentratevi sulla respirazione. La nostra Viver (insegnante) diede il compito ad una ragazza che aveva difficoltà a lavorare con il pubblico ed era commessa (!) di andare a lavorare a piedi (30 minuti) e di respirare con la modalità Vivation ® per tutta la strada! La ragazza risolse la sua timidezza!

Ma l'importante è che lo facciate! Potete farlo solo al bisogno (se vi pestate il ditone mentre andate al bagno di notte) e vi aiuterà a dissolvere il dolore al momento, ma per avere benefici più "profondi" dovreste farlo almeno per 20 minuti a scadenze regolari (una volta la settimana).

Ci sono altri sistemi per farlo : occhi negli occhi tra amici o partner, in acqua calda per risolvere  schemi legati alla nascita, in acqua fredda per risolvere i problemi con la morte ed aumentare la propria determinazione al fare. Ma questi ultimi due devono essere effettuati tassativamente solo con l'assistenza del Viver, in quanto necessitano di adeguata preparazione.

Sul sito http://www.vivation.it/index.html troverete altre delucidazioni, anche se quanto sopra riassume la disciplina.


NB : Imparate Vivation ® e fatelo le prime volte SOLO sotto supervisione di un Viver professionista, perché la nosta psiche può essere un vaso di Pandora e non è gestibile da soli !  Come detto, bastano un paio di lezioni per padroneggiare il sistema base e progredire da soli, quindi siate consci dell'investimento che andate a fare (se potete) rinunciate a qualcos'altro, ma concedetevi il lusso di STARE MEGLIO! Saranno i soldi meglio spesi della vostra vita!