La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

sabato 30 novembre 2013

30 novembre, Sant'Andrea

Anche Novembre se n'è andato con i suoi compleanni, con la zia volata in Cielo, con incontri speciali, con attese, con speranze, con soddisfazioni e con rimpianti.
 
Novembre è finito ? VIVA DICEMBRE!
 
Da domani inizia Dicembre, un nuovo mese tutto da giocarci. Un mese pieno di feste, per me di burocrazia, di viaggi alla casa di campagna con la caldaia che fa le bizze,  di pensare ai regali, di prepararli in gran segreto, anche se piccoli presenti perché non son tempi di spese... di menù per il pranzo di Natale, che i ragazzi faranno con me. Il menù al solito è quasi da ristorante, ma è un piacere cucinare e gli avanzi andranno distribuiti per essere apprezzati a casa loro. Per il dopo pasto ho già preso una scatola di digestivo :)  
 
Quest'anno più che mai voglio festeggiare il Natale in modo speciale, magari con dei cambiamenti prima della fine dell'anno.
 
Insomma, niente male come programma, ci sarà da correre, ma anche da rilassarci perché Dicembre è proprio il mese in cui si tirano i conti, si aggiusta il tiro e si fanno nuovi propositi per il nuovo anno.
 
Ed allora si va ad incominciar!!!
 
 
 

mercoledì 27 novembre 2013

La luce blu. Dall'ottico...

per rifare gli occhiali e le lenti a contatto per mio figlio, regalo di compleanno, si chiacchera con l'ottico, simpatico ed alla mano, che mi prende cortesemente in giro per la mia solita ansia materna circa i problemi e l'origine dei difetti della vista del mio "bimbo grande". Si parla di genetica, di vecchiaia nel mio caso ;( , si parla di uno studio moderno Giapponese circa l'emissione della luce blu.
 
L'ottico spiega che la luce blu è naturalmente presente nella luce del giorno e ci aiuta a rimanere svegli in quanto attraverso gli occhi inibisce la ghiandola pineale a produrre la melatonina, che regola il ciclo circadiano di sonno-veglia.
 
Ma la luce blu è emessa anche artificialmente  dall’illuminazione a basso consumo energetico, dagli schermi LCD e LED di smartphone, tablet, computer, televisori e dispositivi GPS. E’ conosciuta anche come “Luce Visibile ad Alta Energia”. Con il continuo miglioramento della qualità di questi schermi, aumenta anche l’emissione di luce blu. Quantità eccessive possono avere un effetto negativo e causare affaticamento per gli occhi, con  rossore e irritazione, secchezza degli occhi, visione offuscata, affaticamento, dolore alla schiena, mal di testa.
Ecco perché quando vi fate fare gli occhiali, chiedete il "Blue Control", perché 
- riduce l'affaticamento degli occhi
- annulla l'abbagliamento
- migliora il contrasto.
 
 Potrete proteggere gli occhi vostri e pensate anche ai vostri figli, che non hanno problemi di vista, ma che sono bombardati dalla luce blu sia per l'illuminazione, oltre che dai dispositivi telematici.
 
Meditate gente, meditate!
 

martedì 26 novembre 2013

Par condicio

VLAD 1


 

 

VLAD 2 - LA VENDETTA ;)
 
 
Mentre il Putin ha sostato nella deserta Piazza dell'Unità, battuta dai refoli della Bora con i pennacchi dei bersaglieri strapazzati dai refoli e le falde dei cappotti svolazzanti, il Vlad de noartri era posizionato a distanza di sicurezza nella più riparata Piazza Sant'Antonio ed alle spalle della manifestazione c'era Il Mercatino Francese di Natale : Putin ha incrementato i loro incassi...;) penso siano gli unici che hanno beneficiato dell'incontro.
 

La città è piccola e la gente mormora

Grandi preparativi per l'arrivo di ..... Letta ? Nooo di Putin! Ieri è atterrato a Ronchi (aeroporto di Trieste) un Antonov che portava la sua macchina blindata.
 
La città è stata blindata nella sezione in cui avverrà l'incontro, tagliando il cuore del traffico e mettendo a disagio migliaia di cittadini, perché i negozi della zona sono chiusi per tutta la giornata, negli uffici sono stati consegnati solo 300 pass! Senza contare i frontalieri, che hanno divieto di passaggio anche a piedi!  
 
Perché proprio venire qui a rivoluzionare il traffico, a far setacciare il fondo marino delle rive, far anticipare la partenza di Costa Magica, chiudere vie e dirottare automezzi (ben NOVE linee di autobus varieranno il percorso) per non parlare del traffico, con zone interdette ai mezzi, zone interdette anche ai pedoni e .. tiratori scelti sulle rive.
 
Insomma:  visto che Putin ieri era già a Roma, perché non ne hanno discusso lì di ciò che devono parlare? Sai quanti soldi risparmiati?? In tempi simili di congiuntura tutto concorre.
 
Dicono : ci sarà un ritorno d'immagine per la città. Ma quale???  quella del caos ??  o quella dell'annunciata manifestazione arcigay capitanata da Vladimir Luxuria, aggredita nel 2007 in una piazza di Mosca in una manifestazione "non autorizzata" ??
 
Ma, ogni riguardo all'ospite Putin, dobbiamo accoglierlo come si deve, altrimenti..... se ci tagliasse il gas??? questo inverno farà freddo sul serio!!!
 
 


sabato 23 novembre 2013

Ciao Zia!



Ti ho detto : “Vedrai che la tua sofferenza per la Madonna della salute finirà”  e sono stata buona preveggente. 
Ti ho visto deperire giorno per giorno, accompagnandoti in questa disgrazia che è la vecchiaia che non si regge in piedi, che perde ogni dignità umana per il decadimento fisico. Tu una donna splendida, bellissima, ironica, gentile,  la mia “principessa sul pisello”, perché le cose dovevano andare come volevi tu e con caparbia  e calma determinazione le ottenevi,  ora sei un piccolo corpo piegato dall’artrosi, un uccellino consumato dal tempo.  E’ osceno perdere la propria autonomia ed il controllo del proprio corpo ed essere completamente lucida! 
 
Siamo rimaste le uniche sopravvissute della nostra famiglia. Assieme in questo periodo abbiamo ricordato tante cose. Le nostre belle feste, quando la tavola veniva allungata e c’era ogni ben di Dio; quando piccola dormivo nel lettone con te e zio e per addormentarmi prendevo il lobo del tuo orecchio nella manina sinistra per sentirne il fresco, mentre tenevo il pollice destro in bocca; le giornate d’estate che passavo a casa tua, i panini succulenti che mi facevi appena arrivava il fornaio a casa alle 10 di mattina d’estate; la mia Cresima quando mi hai fatto da madrina; i dolci che mi offrivi con un bicchierino di Amaretto di Saronno quando più grande vi venivo a trovare: ci sedevamo al tavolo da cucina ed io vi raccontavo di quello che facevo e voi ascoltavate attenti e sorridenti, mi facevate sentire “grande”; le mangiate la domenica con la tavola della pasta piena di gnocchi che portavi da casa e di cui mio fratello e mio figlio mangiavano piatti stracolmi; il brasato mitico delle feste, che preparavi con lo zio Gildo e il vostro pacato contrasto su quanto rosmarino ci dovesse andare, perché a te non piaceva, mentre lo zio ne adorava il profumo.
La prossima settimana ti accompagno nel tuo ultimo viaggio e poi riposerai accanto a tuo marito, ai tuoi genitori, alla sorella ed ai tuoi e miei parenti.  Spero che il tuo spirito riposi in pace, dopo tanta pena.

giovedì 21 novembre 2013

Non il solito caffé ?


La Madonna della Salute - 21 novembre

Sotto il palazzo dell’INAIL a Trieste, in via del Teatro Romano, si trova una piccola cappella dove è stata posta la Madonna dei Fiori.

Nel 1830 fu rinvenuto il busto marmoreo del cinquecento, raffigurante la Madonna col Bambino, da un oste chiamato Ferdinando Patarga, detto Fiori. Ripulita dalla terra, la mise nel suo locale vicino al campo di bocce.

La leggenda narra che un giorno un giocatore preso dall’ira per aver mancato il punto, scagliasse la sua boccia contro la Madonna e la colpisse sulla fronte. La fronte della Vergine sanguinò a lungo ed il segno rimane sulla statua ancora oggi a testimonianza del fatto.  L’effige venne presa in consegna dalla Confraternita dei Calafatai che la pose in quella che una volta era la Cappella Conti (antica famiglia Triestina).

Il 15 ottobre 1849 la statua fu portata in processione per impetrare la cessazione di una epidemia di colera ed il 21 novembre fu riportata in processione per grazia ricevuta.

Da allora la statua ha fama di potere taumaturgico.
 
In ricordo del miracolo ogni anno a Trieste il 21 novembre è Festa solenne per la Chiesa e si tengono messe e rosari (come a Venezia) . Nel 2011 il Vescovo ha proclamato la Chiesa di Santa Maria Maggiore, (poco lontano dalla cappella della Madonna dei Fiori), in cui si venera un immagine della Madonna della Salute, Santuario diocesano.
 
 
Dal sito "santi e beati"
Memoria mariana di origine devozionale, si collega a una pia tradizione attestata dal protovangelo di Giacomo. La celebrazione liturgica, che risale al secolo VI in Oriente e al secolo XIV in Occidente, dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni anima che si consacra al Signore. (Mess. Rom.)

Martirologio Romano: Memoria della Presentazione della beata Vergine Maria. Il giorno dopo la dedicazione della basilica di Santa Maria Nuova costruita presso il muro del tempio di Gerusalemme, si celebra la dedicazione che fece di se stessa a Dio fin dall’infanzia colei che, sotto l’azione dello Spirito Santo, della cui grazia era stata riempita già nella sua immacolata concezione, sarebbe poi divenuta la Madre di Dio.
 

Crema chantilly veloce veloce


Amalgamate 3 cucchiai e mezzo di farina (colmi), 3 cucchiai e mezzo di zucchero, un pizzico di sale e 4 tuorli con un po’ di latte freddo fino a che non diventi tutto una crema, a questo punto incorporate pian piano 750 ml di latte caldo, mettete la crema sul fuoco e portate a bollore, quindi spegnete il fuoco e spalmate la superfice della crema con del burro affinché non si asciughi e formi la pellicina. Quando la crema si è raffreddata incorporate 250 ml di panna montata.
Veloce-veloce ed ottima come ripieno per bignè !

martedì 19 novembre 2013

Dubbi su come spiegare la nascita dei bebé ??? Guardate queste foto molto originali!!!

 
 






La Forza

Viviamo un momento cupo. Tutto concorre alla nostra destabilizzazione, soprattutto il lavaggio del cervello con cui i media, esperti in terrorismo informativo,  mettono l’accento sulla catastroficità della situazione, togliendoci la Speranza di recuperare un equilibrio, una serenità, un benessere, togliendoci la possibilità di CAMBIARE, di evolvere in modo costruttivo alle contingenze per superare il momento critico.
La crisi è mondiale, il benessere NON FA notizia: disastri, terremoti, guerre, delitti, pestilenze, meteo e politica fanno notizie. E su questo insistono in modo ossessivo, come se al mondo non ci fossero mai stati prima, disastri, terremoti, guerre, delitti, pestilenze, cicloni e tifoni, allagamenti e politici teste di ca@@o.
I corsi e ricorsi storici li abbiamo studiati a scuola con Giambattista Vico e  Benedetto Croce. Certo è la volta che tocca a noi viverli, ma il Sole sorge sempre ogni mattina anche dietro alle nuvole, quindi andiamo, bisogna reagire ed andare avanti.
E’ chiaro che non possiamo negare la crisi, MA abbiamo un cervello e delle capacità esponenziali di recupero, specie noi Italiani, che quando ci hanno chiesto sacrifici li abbiamo fatti e siamo risorti ciclicamente, NONOSTANTE  i politici incapaci che ci ritroviamo.
ORA dobbiamo imparare ad OPPORRE a questo trend terrorista una lucida strategia di risorgimento attingendo alla nostra Forza Interiore.
Che cos’è la Forza ?
Nei Tarocchi, il percorso iniziatico inizia con il Bagatto o Mago, il semplice creare. La Forza è l’undicesima carta: inizia il secondo ciclo di Tarocchi. Solo chi ha accettato (nell’accezione di PRENDER ATTO ) il proprio destino e ha accettato di agire su di esso, può ottenere questa forza che si dispiega su ogni piano: spirituale, fisico, psichico; a questo punto si ottiene la capacità di intervenire nella realtà modificandola secondo il volere.
Nei Tarocchi la Forza è rappresentata da una Donna che con il sorriso apre le fauci di un leone senza sforzo e la fiera viene rappresentata già docile. La Forza ha saputo vincere i suoi istinti –rappresentati dal leone- senza distruggerli attingendo da essi una certa energia. La donna ed il leone sono fusi in un equilibrio che dobbiamo recuperare se vogliamo superare il momento.
Ricordatevi che il Pensiero è Energia, che l’Energia è Potere.  Abbiate sempre presente il Pensiero Positivo che riuscirete a superare la crisi, che siete in grado di trasformare i problemi in soluzioni anche con i pochi mezzi a vostra disposizione, che nonostante il clima vi serve poco sforzo per superare il momento, perché la Forza inesauribile, vitale e risolutiva è in VOI! Dovete solo lasciarvi andare ad essa affinché possano affiorare le soluzioni adatte al vostro bisogno.
Come? Ponetevi le domande giuste quando sentite le notizie con cui vi bombardano!  Rifiutatevi di abbracciare luoghi comuni distruttivi. Focalizzate su cosa avete in mano, cosa potete fare concretamente, sappiate gestire la vostra Forza  e continuate la vostra vita nella certezza delle vostre capacità.  Cercate qualsiasi cosa che vi possa aiutare a centrarvi ed a radicarvi al presente. Camminate nel verde, sappiate rigenerarvi a contatto con la Natura, abbracciate un albero ed andate con fiducia incontro al domani, vivendo le debolezze dell’oggi nella certezza della vostra capacità della grande Forza che è in tutti noi ed a cui sappiamo attingere nei momenti di difficoltà e disperazione. Ma fatelo con Amore, per voi, per la vostra Famiglia, per un futuro migliore.
 

 

 
Spiegazione della XI carta: La Forza.

 

La Forza è raffigurata, nei tarocchi di Marsiglia, da un personaggio femminile che, a prima vista, sembra domare, con dolcezza e senza apparente sforzo fisico, un leone trattenendolo per le fauci.
Tuttavia, il leone sembra non porre resistenza, ma essere addomesticato; ciò significa che la Forza ha saputo vincere i suoi istinti, rappresentati dal leone, senza distruggerli, e da essi ha attinto una certa energia. Tale energia pulsionale viene canalizzata dalla donna per mezzo della sua coscienza, non a caso le braccia sono gialle. La Forza apre, quindi, la strada alle energie inconsce e permette l'emergere di una nuova coscienza che passa attraverso il rapporto con le forze istintive.
Questo Arcano ci insegna che la parte animale, istintiva e pulsionale di noi stessi non può venire trascurata. Per questa ragione, i sei denti aguzzi del leone si ripetono nelle sei punte rosse del cappello: la natura intellettuale ascolta la voce dell'animale, e l'animale ascolta l'influenza del mentale. Non ha senso soffocare l'energia dell'animale che è in noi, quando la si può giustamente incanalare e sublimare per utilizzarne l'immenso potenziale. Così fa l'alchimista che, ben lontano dal distruggere la materia vile, grezza, la purifica fino a trasformarla in oro. Alla stessa maniera, la forza bruta del leone, distruttiva e divoratrice finché lasciata a se stessa, diviene, se correttamente captata e domata, un prezioso strumento di evoluzione.
Il cappello della Forza ha la forma del simbolo dell'infinito come il cappello del Bagatto ad indicare che tra i due c'è un'analogia. Tuttavia, il cappello della Forza è coronato da una piccola corona rossa e vi predomina il colore giallo, colore della Coscienza. La coroncina rossa indica che la Forza ha dominato gli elementi ed è investita di un potere attivo, che come Bagatto non aveva ancora: qui ci sono dieci carte in più e cioè il Bagatto, divenuto Forza, ha subito 10 trasformazioni ed è arrivato allo stadio in cui può padroneggiare la materia bruta.
La Forza è cosciente dalla testa ai piedi, anche il suolo è di colore giallo. Si può vedere in essa la potenza stessa della Coscienza in quanto punto di unione tra l'alto e il basso, tra l'energia spirituale e l'energia istintiva.
La veste della donna è blu, con un manto rosso fuoco dal quale escono le maniche chiuse da un alto polsino giallo che ricorda le strisce di cuoio che i lottatori si stringono intorno ai polsi.
Il piede nudo della donna fuoriesce dalla veste, appoggiato al suolo per mezzo di un sandalo sottile. Questo piede nudo ci ricorda il personaggio del VI Arcano, l'Innamorato, con la differenza che qui all'innocenza del VI si aggiunge la tranquilla fiducia in se stessi dell’ XI per cui si va al combattimento con i piedi nudi, scoperti. L'unghia dell'alluce, come quella del pollice, sono dipinte di rosso. Va ricordato che l'unghia, nel corpo umano, simboleggia l'eternità in quanto continua a crescere anche dopo la morte. La vitalità eccezionale de La Forza si manifesta nel colore rosso delle sue unghie.
Le vesti sontuose confermano la regalità già indicata dalla corona. La Forza ricorda la Grande Dea mediterranea, adorata a Creta come Signora dei leoni e rappresentata su sigilli, vasi e in statuette come una donna dalla larga gonna, il seno scoperto, che tiene due serpenti stretti nelle mani e con due leoni rampanti ai lati.

lunedì 18 novembre 2013

Hot Stone Massage


Si, lo so, son tempi cupi, ma dato che non ho vizi, né lussi, tutta casa, Mucia e figli, ogni tanto mi regalo una coccola, anche perché la mia estetista ha prezzi –come si usava dire una volta- “popolari” ;D. Un bel massaggio me lo concedo. Ed oggi ho provato per la prima volta il famoso HOT STONE MASSAGE!

La mia estetista ha le mani d’amianto, perché non usa nemmeno i guanti ed all’inizio le pietre sono ustionanti. Dapprima sui chackra posiziona le pietre su un asciugamano, perché sono troppo roventi, ma il calore oltrepassa la stoffa, mentre lei procede al massaggio con olio di mandorle riscaldato e pietre caldissime. E' stupefacente come da ustionante , quando il chackra o il muscolo ha "recepito" il messaggio del calore, la pietra si "raffredda" in pochi minuti, mentre nelle parti "intasate" d'energia il raffreddamento è molto più lento. Quando la pietra viene posta sul "terzo occhio" in prima battuta è insopportabile, ma bastano 30 secondi che la si sopporta e 5 minuti perché si raffreddi!!!
Inutile dire che è stata un’ora estasiante e sono ancora inebriata, cammino a 30 cm da terra, mi sento … rinata, in pace con me stessa e tutte le cellule del mio corpo vibrano rivitalizzate e felici!

Commento da leggere con voce da Luciana Littizzetto  : E’ STATA UNA FIGAAAAATA  PAZZZESCA!

Anzitutto dovete sapere che ci sono due tipi di massaggio con le pietre:  “Hot Stone Therapy” fatto con pietre di basalto levigate, una piacevolezza da sentire nelle mani e sul corpo, riscaldate opportunamente. Oppure "Cool Stone Therapy" per il massaggio a freddo  dove si usano vari tipi di pietre marmoree e cristalli. Quest’ultimo tipo è  ideale per gli sportivi e per tonificare.  Oltre che per il massaggio le pietre sono usate appoggiandole in punti energetici del corpo (i chakra della tradizione indiana) o alternate sui muscoli, fredde e calde, a seconda del disturbo nella medicina Ayurvedica.  

Riporto dal sito i benefici e vi raccomando di farvelo regalare o accantonate per farne almeno uno al mese!!!

Da www.hotstonemassage.it/Benefici hot stone massage

Nella sfera fisica, si otterranno i seguenti benefici:

  • 1. Sciogliere la rigidezza dei muscoli
  • 2. Alleviare la tensione di tutta la colonna vertebrale
  • 3. Decongestionare i depositi linfatici e migliorare la ritenzione dei liquidi
  • 4. Migliorare la circolazione arteriosa
  • 5. Sbloccare gli scambi metabolici all’interno dell’organismo
  • 6. Disintossicare l’organismo
  • 7. Migliorare la mobilità delle articolazioni
  • 8. Rilassare i tessuti molli
  • 9. Migliorare il ritorno venoso
  • 10. Levigare accuratamente la pelle
  • 11. Smaltire lo stress
  • 12. Creare calore diffuso in tutto il corpo.


Nella sfera spirituale si otterranno i seguenti benefici:

  • 1. Una generale sensazione di benessere
  • 2. Un profondo relax mentale
  • 3. La coscienza della propria unità corporea
  • 4. L`aumento della sensibilità e della capacità di percepire il mondo e le persone attorno a noi
  • 5. La piacevole sensazione di riappropriarsi nel proprio corpo (che quotidianamente “dimentichiamo seduto” da qualche parte!)


domenica 17 novembre 2013

I Canali Alfa e le corna di Mosé

Secondo la medicina cinese nel corpo dell'uomo il Qi  (l’energia) scorre incessantemente attraverso linee di scorrimento invisibili, i meridiani, che presiedono alla circolazione dell'energia nel corpo umano. Vi sono 12 meridiani principali (jingmai), 8 meridiani curiosi (qijingmai), 15 meridiani longitudinali (bieluomai), 12 meridiani trasversali (luomai), 12 meridiani distinti (jingbiemai), 12 meridiani tendino-muscolari (jingjinmai) e 12 zone cutanee (pibu). I meridiani costituiscono e garantiscono l'unione uomo - cosmo.
Attraverso vari esercizi si può agire su tutti  per ristabilire l’equilibrio e la salute, perché stress e fatica portano a far ristagnare in alcuni punti l’energia e si ha come un ingorgo.
Uno degli esercizi più semplici per portare l’equilibrio nel nostro corpo è quello del SORRISO INTERIORE. Le labbra posizionate nel sorriso producono un elisir di lunga vita, una secrezione dolce che nutre tutto il corpo. Le labbra nel sorriso   aprono i canali Alfa, che sono situati sotto la pianta dei piedi, salgono lungo gli arti inferiori, percorrono il tronco e fuoriescono dal capo.
Insomma quelle che sembrano essere le corna di Mosè non sono altro che i Canali Alfa, che permettono all’energia della Terra di congiungersi a quella del Cielo.  
Atteggiare le labbra nel sorriso  influisce sui chackra,  mettendo in movimento un’energia di alta qualità che porta un abbondante flusso energetico, che va ad irrorare tutti gli organi e ghiandole interni, riattiva la ghiandola del timo e ne potenzia l’attività.
Secondo i filosofi Cinesi, sorridere a se stessi è come bearsi d’amore e l’amore può guarire e ringiovanire. Infatti quando siamo arrabbiati e tristi o sotto stress, gli organi producono una secrezione acida che provoca il blocco dei canali energetici, pervadendo tutto il corpo e causando vari disturbi. Il sorriso fa rilassare gli organi, li fa diventare più morbidi ed efficienti.
Disponetevi davanti allo specchio e posizionate le labbra nel sorriso, quindi sorridete, le labbra poste leggermente all’insù, senza forzare (come la Gioconda di Leonardo), in modo molto rilassato e naturale. Dopo un po’ gli occhi diventeranno brillanti, noterete una luce diversa, assieme ad una sensazione di calore nella zona del timo, questo significa che è avvenuta la congiunzione e l’energia circola liberamente nel vostro corpo.

Provare per credere!
 
 

Torta al cacao con crema burro e uova della mamma

C’era una torta molto buona che preparava la mamma, era una festa quando la faceva: l’impasto era morbidissimo, ma il cacao e la crema la rendevano molto sostanziosa.

Ma era squisita! Ho ritrovato la ricetta sulla scatola del Paneangeli da cui mia madre l’aveva presa ed ho riproposto ai miei figli la torta solo con la panna  “Meglio della Sacher mamma.”   Ieri ho preparato la torta alla ragazza di mio figlio, ma invece della panna l'ho farcita con la crema al burro e uova che faceva la mia mamma. Ed ho avuto successo!  Peccato non mi sia venuto in mente di fotografarla! Ma ve la propongo perché  è talmente facile.  
Ingredienti

Per la torta :
5 uova ; 200 g. Zucchero ;  Sale q.b.; 125 g. Farina bianca ; 125 g. Frumina ; 30 g. Cacao amaro
1 bustina di lievito; 125 g. Burro

Per la crema  :
150 g. Zucchero a velo;  250 g. Burro a tempertura ambiente ; 4 tuorli

Sbattere a schiuma i tuorli con 5 cucchiai di acqua bollente, quando sono ben gonfi aggiungete gradatamente 150 g di zucchero  ed il sale.  A parte montate gli albumi a neve con il restante (50 g) zucchero ed incorporateli ai tuorli sbattuti, setacciate la farina mescolata con la frumina ed il cacao e per ultimo il lievito, incorporando delicatamente il tutto, aggiungendo a piccole dosi il burro liquefatto tiepido. Potete a discrezione aggiungere anche un po' di latte  per rendere l'impasto morbido.
Abbiate l’accortezza di mescolare per amalgamare le farine con il mestolo sbattendo da sotto in su per non smontare l’impasto. Alla fine versatelo  in uno stampo apribile (od in uno chiuso con la carta forno) e cuocere a 180°-200° per 35-40 m. a seconda del forno che avete.
Già così con solo zucchero a velo cosparso sopra sarebbe deliziosa, servirlo con panna vicino è una favola, per il contrasto tra il greve del cacao e la leggerezza della panna. Ma io volevo farla proprio ricca, come la mia mamma.

Ho lasciato ammorbidire il burro ed ho aggiunto 75 g di zucchero per montarlo a crema, tenendo la ciotola in un’altra più grande dove avevo messo acqua calda. Poi ho sbattuto i 4 tuori con i restanti 75 g di zucchero fino a farli diventare una crema spumosa ed ho assemblato alla crema di burro.  Ho spalmato parte della crema dentro la torta ed il resto l’ho disteso su tutta la torta. Poi ho decorato con ciuffetti di panna ed ho messo un po’ di amarene Fabbri sui ciuffi di panna.    UNA LIBIDINE!!!!
Buon appetito! Pardon, .... buona digestione !
 
 (foto presa dal web)

martedì 12 novembre 2013

Buon ventodì



Ogni volta che c'è Bora, mi viene in mente questo spezzone di cartone animato.
Ogni volta che c'è Bora, ricordo la difficoltà di mia figlia bambina a camminare sulla salita contro vento, quando c'erano i refoli, procedeva a ritroso nonostante lo zaino sulle spalle: dovevamo sempre tenerla per mano. Tanto che l'abbiamo soprannominata Pimpi... ;) 
Oggi la Bora mi ha portato questi ricordi, anche se ora la mia Pimpi svetta e resiste e non ha più bisogno di essere tenuta per mano contro i refoli.


sabato 9 novembre 2013

Tempo di compleanni


Nell’anno il periodo che mal sopporto è l’inverno, ma gli ultimi due mesi di calendario sono ancora ancora sopportabili: Dicembre per San Nicolò ed il Natale e Novembre che né è il preludio  oltre che il mese dei compleanni di  mio marito e di mio figlio (primogenito)  rispettivamente  il 6 e l’8 novembre.

Mi ricordo ancora quando incinta mio marito mi disse “Il più bel regalo che mi puoi fare, è partorire il bambino il giorno del mio compleanno”. La natura mi ha fatto partorire due giorni dopo.  Ma in un certo senso ho accontentato mio marito, perché mio figlio è “quasi” la sua fotocopia: hanno lo stesso segno lo Scorpione, lo stesso ascendente il Capricorno, anche nell’oroscopo cinese ambedue sono nati nell’anno del Cinghiale, avendo 36 anni di differenza, 3 cicli interi. Un po’ del mio carattere ha smussato alcune spigolosità e puntigli di mio marito, mio figlio ha meno malizia (ma questo è un fattore che cresce con l’età), ha la sua stessa sensibilità e capacità di trattare tutti con tatto e cortesia, oltre che educazione, sa scherzare senza offendere, aiuta chi ne ha bisogno, è un gran lavoratore, fin troppo perfezionista, è protettivo con chi ama. Fisicamente sono diversi, mio figlio biondo con gli occhi azzurri, più alto di mio marito, seguendo la fisicità dei maschi della famiglia di mio nonno e di mio suocero, (vicino agli zii ed ai cugini sembrano tutti figli della “stessa madre”), mentre mio marito  seguiva i tratti  della famiglia di mia suocera (capelli ed occhi scuri, alto si, ma non altissimo).

Dal 2004, dopo il lavoro, mio figlio passava nel bar sottocasa a bere una birra con il padre, che gongolava davanti agli amici di averlo accanto a se, parlando del più e del meno, come uno di loro! Negli anni di malattia di mio marito, mio figlio sostava a casa nostra (al II piano) prima di andare al IV piano dove sta ancora, e parlava con il padre :  chiedeva consigli  di lavoro, ma anche di vita,  si prendevano bonariamente in giro, scherzavano.  E’ proprio questa l’eredità migliore di mio marito : trattare i figli dai 18 anni in su come esseri indipendenti pensanti e responsabili, da saper consigliare, ma senza ingerire. Dar loro la responsabilità delle loro azioni, di fare i loro sbagli, stando loro vicino, senza imporre nulla ed essere pronti al caso a dare una mano in modo costruttivo, ovvero senza agire al loro posto, frenando la propria ansia e la propria aspettativa, dando mezzi e consigli perché si tirino fuori da soli dall'impiccio.  Certo, io , in quanto mamma, rompo un po’ di più le scatole, ma comprendo quando è il momento di fare un passo indietro e lasciarli andare.

E la tradizione continua, ancora mio figlio si ferma da me al II piano, prima di tornare a casa e l’appuntamento serale,   come quello del caffè al bar la mattina, sono diventati punti fermi e preziosissimi, fino a che questa routine per ovvi motivi di vita, non cambierà, ma intanto ci arricchiscono entrambi.

Ieri mio figlio ha compiuto 30 anni. Lui si sente “vecchio”, ha un’ombra di nostalgia, perché ora la spensieratezza dei vent’anni svanisce. Lo considera un traguardo di cambiamento e ne sente il peso e la responsabilità.  Io ancora non riesco a capacitarmi che siano passati tanti anni, il passato sembra un sogno, vissuto con velocità.  Ci penso e non mi sembra vero, ma quando guardo i miei figli ho la prova della realtà. 
 

martedì 5 novembre 2013

Da Lucca

di ritorno dalla Fiera del Fumetto i miei figli, che hanno trascorso con i rispettivi compagni un paio di giorni, mi hanno portato tre doni strepitosi!!!


1)  la T-shirt con il motto della Famiglia Stark, "Winter is coming". Chi seguiva il telefilm del Trono di Spade lo ricorderà.

 
2) poi mia figlia non solo mi ha preso ben DUE libri di Simon Tofield,
 
 
 
ma ha fatto anche due ore di fila per farmeli autografare con dedica! 
 

 
 
Ha detto che Simon Tofield ha sorriso quando lei gli ha spiegato che Renata è la sua mamma, e Mucia la mia gatta!!!!  La gente in fila era tutta gattofila e si faceva firmare anche la vignetta che più rappresentava il loro gatto!!!  

Li sto leggendo e se i piccoli filmati su you-tube sono deliziosi, i libri sono il compendio enciclopedico delle bizze, dei lazzi, dei difetti e delle virtù dei gatti: il loro carattere vignetta per vignetta viene sviscerato profondamente, che neanche Konrad Lorenz !!!

Buonumore assicurato, mi ci voleva proprio!!!!   Una risata dietro l'altra!!!

domenica 3 novembre 2013

I primi di Novembre

Questi giorni di festa mi hanno fatto riandare al passato quando si arrivava in campagna dai nonni il pomeriggio del 31 ottobre. Avendo come Santo Patrono San Giusto, che celebriamo il 3 Novembre, all’epoca il 1° ed il 2 Novembre festività per gli eventi religiosi ed il 4 Novembre come festa dell’ Unità e delle Forze Armate, per noi di Trieste era un ponte magnifico, in qualche anno benedetto dal cadere di una domenica, prima o dopo, allungando la nostra vacanza.
 
Trovavamo la casa della nonna tirata a lucido, dopo le fatiche della vendemmia e del travaso del vino nuovo nelle botti a maturare. Era ancora da ultimare la raccolta del mais, ma il nonno e la nonna nelle giornate di sole spigolavano con lentezza, aspettando il tempo di chiamare la trebbiatrice.
 
Questi giorni d’inizi Novembre erano una piacevole pausa, per loro contadini e per noi ragazzi.
 
Nella cucina linda di nonna sulla madia c’erano sempre, dal 1° al 4 novembre, tre bicchieri pieni d’acqua, ognuno aveva uno stoppino che galleggiava e si accendeva, alimentato dall’olio in superfice. La nonna di tanto in tanto raccimava l’olio, cambiava il lucignolo e lo accendeva con un fiammifero, quelli lunghi di legno che noi chiamiamo “spetime un poco” (aspettami un po’) in quanto dalla scintilla dello sfregamento sulla strisciolina di carta vetrata alla presa fuoco dello zolfanello ci voleva un buon secondo di tempo.
 
La nonna aveva ripreso a cucinare sulla stufa a legna da cucina, togliendo l’umidità alle giornate in casa e sfornava il pane croccante fuori e morbido dentro che profumava tutta l'aria fuori e dentro casa.  Che delizia ottenere una fetta fumante e mangiarla, magari con una fetta di salame o prosciutto di casa. I pranzi e le cene erano generose ed il profumo ed il gusto del pollo e patate al forno era delizioso. Per la prima volta nella stagione la nonna faceva il baccalà mantecato con tanta pazienza: dapprima lo faceva pestare dal nonno con il retro della testa della scure per rompere le fibre, poi lo bolliva per ore, dopo lo scolava ed immediatamente mondava di brandelli di carne dalle spine per tirarle via più agevolmente, altrimenti si incollavano alla polpa. Alla fine poneva il tutto in una pentola alta, aggiungeva olio ed aromi ed iniziava la grande fatica di mescolarlo sbattendo finchè i pezzi di carne non diventavano una crema, aggiungendo ogni tanto olio quanto la carne assorbiva, di tanto in tanto poneva  la pentola a scaldare sul lato più esterno della piastra della stufa per facilitare lo sfaldamento delle fibre. Alla fine veniva mangiato così come crema oppure con un'aggiunta di latte accompagnato da una gustosissima polenta fumante, tagliata con il filo da cucire. Ed era una delizia !  Un altro rito era quello del pane fresco pucciato nel vino rosso, dove era stato aggiunto un generoso cucchiaio di zucchero : era il dessert di fine pranzo di noi ragazzi. Mamma brontolava per il troppo vino che ci davano, ma i nonni ribattevano: "tanto dopo vanno a dormire e poi fa sangue" e rinforzavano con un “Che i ciapi un poco de color!” (che prendano un po’ di colore) : in effetti eravamo smunti all’arrivo perché in città non avevamo modo di fare attività all’aperto, mentre in campagna stavamo all’aperto più che potevamo e rientravamo solo per fame e sonno.  Alle volte se le sere erano particolarmente rigide la nonna faceva il vin brulé : poneva sul fuoco una pentolina con vino rosso, ci aggiungeva zucchero e cannella, chiodo di garofano e poi faceva bollire ed alla fine dava fuoco all'alcol.
 
Di sera si stava tutti accanto al fuoco. Il nonno metteva la panna del latte appena munto in una bottiglia di vetro con un tappo di sughero ed iniziava a sbatterla ritmicamente, il lavoro anche qui era di pazienza e di fatica, la nonna ed il nonno si passavano a turno la bottiglia per agitarla fino a che non si coagulavano i "gnocchetti di burro" : erano squisiti.
L'ultima cerimonia era quella della borsa d'acqua calda.
 
 
 
La cucina a legna era come questa. La foto presa in internet è di una stufa molto vecchia e malandata, immaginatela lucida nelle cromature e ben pulita. Gli sportelli di sinistra sono del forno sopra e dello scaldavivande sotto. A destra il primo è lo sportello della legna, il secondo è lo sfiato per dare aria ed il terzo in fondo era la raccolta delle ceneri. Sopra a sinistra era dotata anche di una caldaia d'acqua che il fuoco scaldava e che la nonna travasava nelle borse d'acqua calda con un mestolo, le placcava per far uscire il vapore e poi ce le passava.
 
Il 1° ed il 2 ci si alzava per tempo ed alle 10 preparati di tutto punto si andava in compagnia dei ragazzi dei vicini in paese alla Messa, che iniziava alle 10.30 e durava quasi fino a mezzogiorno, perché cantata ed il parroco aggiungeva uno stuolo di chierichetti di cui un paio aveva l'onere più che l'onore di portare l'ombrello processionale coprendogli la testa durante tutto il rito. La cosa più che sacralità, dava alla messa un che di grottesco : i chierichetti annaspavano sotto il peso e la fatica di seguire il sacerdote, che durante la messa li redarguiva e li strattonava perché si mettessero nella giusta posizione.
 
 
Al ritorno si pranzava e dopo eravamo liberi di scorazzare dove volevamo con l’unica raccomandazione “ ste ‘tenti” (state attenti!). A cosa? ai falchi che piombavano sulle galline, per i serpenti non era più stagione, ai cani randagi (tirategli pietre o portatevi un bastone - erano le raccomandazioni alla difesa), oppure agli zingari (corè a casa - correte a casa). Ma a parte i cani (di qualche casa un po' distante) che ci correvano dietro quando andavamo in bici, nella mia vita in campagna ho avuto la fortuna di non incontrare tali pericoli. Noi correvamo per i campi con il nostro cane, dividendo con lui le nostre merende, giocando a nascondino, oppure seguivamo il nonno che bruciava le stoppie dei canali ed i bordi dei campi. Un’usanza che non si fa più, almeno da noi. Un paio d'ore stavamo dallo zio Dino che ci raccontava alcuni suoi scherzi ai danni e beffa di qualche ingenuo vicino, lui ci insegnava a giocare a carte e ci raccoglieva sotto il suo portico incalzando ora uno ora l’altro, suggerendo ed ammonendo, infervorandosi e ridacchiando di gusto, quando vinceva, facendo sobbalzare la pancia prominente, con uno sguardo tra il divertito ed il furbo degli occhi socchiusi per ripararsi dall’immancabile sigaretta che teneva in bocca, ritornava sempre “bambino” anche lui con noi. Qualche volta ci portava in cucina, tagliava a metà delle patate ci metteva sale sopra la parte della polpa e le metteva in forno. Quando le tirava fuori erano morbide con la buccia fina che si staccava facilmente e sopra il sale aveva fatto una crosticina deliziosa, che mangiavamo con gusto.  Oppure si andava a far visita allo zio Gildo, che elargiva una succulenta merenda di prosciutto fatto in casa.
 
Non avevamo videogiochi, non c'era ancora la televisione, non c'era il computer eppure ci divertivamo da matti ed alla fine eravamo soddisfatti ed esausti.
 
Al 4 di pomeriggio il nonno ci accompagnava alla stazione delle corriere della vicina città con il carro e l’asino nei primi anni ed in seguito con il carro ed il trattore: per noi era una gran festa, sedevamo sui bordi tenendo nelle manine il carro forte forte, alla raccomandazione “tignive duro” (tenetevi forte). Eravamo felici per il tempo trascorso in libertà ma anche perché tornavamo a casa con qualche soldo che i nonni e gli zii allungavano dopo ogni visita, che il più delle volte andavano a coprire una necessità rimandata da tempo.

venerdì 1 novembre 2013

Quanto dura una regina ?


To be or not to be ! Essere o non essere.

United Kingdom 1 - U.S.A.   12  
              Queen Elisabeth II         vs.   Obama
                                                   Bush Jr
                                                  Clinton
                                                    Bush Sr.
                                                 Carter
                                                   Reagan
                                              Ford
                                                Nixon
                                                                           (  Johnson, non incontrato)
                                                     Kennedy
                                                         Eisenhower
                                                   Truman