La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 27 dicembre 2011

Il calendario

Alla deposizione del divino imperatore  Haile Selassie I d'Etiopia, avvenuta nel 1974, il nuovo regime militare realizzò che il commercio era la chiave per incrementare l'economia del Paese e come tutti i Paesi Africani avevano fatto più di 10 anni prima, dopo aver scosso il giogo dei colonialisti, inviarono emissari commerciali nel mondo per promuovere i prodotti Etiopici. 
Per il caffé fu creata una sorta di cooperativa, l'Ethiopian Coffee Board, che raccoglie tuttora il caffé prodotto nelle varie regioni del Paese per selezionarlo eliminando ulteriormente difetti di lavorazione, classificandolo per provenienza, qualità e grado (grandezza dei chicchi) per poi venderlo agli esportatori autorizzati, che lo commercializzano verso l'estero. I maggiori clienti di questa origine sono gli Emirati Arabi: alcune qualità eccelse non vedono mai il mercato, sono direttamente acquistate dai vicini di casa a prezzi folli. 
Un delegato dell' Ethiopian Coffee Board in giro per l'Europa arrivò anche nel nostro ufficio alla fine degli anni '70 a promuovere vendite di questo preziosissimo caffé.
Il caffé in questo meraviglioso quanto atavico Paese cresce nella foresta primordiale, di cui avete qui sotto un'immagine d'archivio della mia ex ditta. E' un caffé ad alta acidità, che si equilibria al sapore amaro in un gusto pieno che riempie e quasi sazia, permane in bocca un forte aroma fiorito.


Hatu Araya, l'ufficiale emissario dell'Ethiopian Coffee Board si chiamava così, e lo posso scrivere perchè non c'è più, poverino, era un omino smilzo, di bassa statura, con la pelle scura, vestiva un paio di pantaloni di velluto ed una maglia di lana grezza pelosa e spessa, coloratissima, per l'epoca con colori inusitati per un uomo: dominavano le sfumature naturali della terra nei disegni del davanti, l'ocra il rosa antico, il giallo pallido ed il giallo ocra, oltre che un verde scurissimo di base nel resto del dietro.  

Ci portò in regalo un calendario e per la prima volta venni a contatto con una realtà diversa dalla nostra. Il calendario copto, che continua a seguire l'antico calendario alessandrino,  inizia con la data del 29 o 30 agosto del calendario giuliano, che in realtà corrisponde all'11 settembre (vi ricorda qualcosa?) del calendario gregoriano (nostro attuale). Consta di 12 mesi da 30 giorni e gli ultimi 5 o 6 giorni (qualora l'anno sia bisestile) sono i cosidetti giorni epagomeni. Rimasi di stucco quando lessi la traduzione di un giorno segnato in colore rosso che non riconoscevo per un' analoga festività nel nostro calendario, perchè era la Vittoria di Adua, quella contro gli Italiani! Anche l'orario Etiopico è diverso dal nostro. Il computo delle ore inizia dall'alba, ecco perchè Hatu Araya disse di chiamarlo alle 4.00  e che alle 7.00 fino alle 9.00 era a pranzo!


Sapere che il venerdì mussulmano è festivo, che al tramonto del venerdì gli Ebrei smettono di lavorare fino a tutto il sabato, che il Natale Cattolico non coincide con quello Ortodosso, erano nozioni che già conoscevo. Ma una cosa è sapere, l'altra è viverle, seguendole da vicino, segnandole sullo scadenziario!   Quella fu la seconda volta in cui mi confrontai con un calendario ed una civiltà diversa dalla nostra. La prima fu alle festività Ebraiche, da osservare per poter contattare il nostro maggior cliente Viennese. Negli anni '90 arrivò il primo cliente Egiziano ed iniziammo a seguire il Ramadan sul nostro scadenziario per poter fare gli auguri alla fine, per la grande Festa che segue per ben tre giorni. Poi arrivò il calendario Indiano, con le sue festività particolari, che festeggia tuttora divinità antiche che nel mondo occidentale sono legate alla leggenda, più che alla realtà di quel popolo.

In questo escursus vi ho portato a questi ultimi giorni dell'anno, che possiamo considerare equivalenti agli epagomeni, dove gli antichi regolavano le cose in sospeso per poter iniziare il nuovo anno sotto auspici più fausti, eliminando vecchie contese e pagando i debiti. Ecco perchè li ho sempre considerati un limbo: erano il periodo in cui quando lavoravo mi prendevo le ferie, perchè il Natale è Natale posso accettarlo come viene viene, ma la fine dell'anno devo guardarmi attorno: fermarmi per capire cosa devo chiudere, cosa devo continuare e cosa devo iniziare.

Stanotte ho fatto un sogno, un terapeuta mi diceva "Perché si ostina a vivere nel passato!"
Ragionandoci sopra da sveglia ho avuto la conferma che sono totalmente ancorata al passato e guardo talmente tanto indietro, che ho perso l'entusiasmo di proiettarmi nel futuro. Anche se sto lavorando per sistemare le cose che ho in sospeso, rifiuto mentalmente di organizzare il futuro, spesso perdendo tempo prezioso.

Ho già sul tavolo il calendario del 2012 aperto sulla prima settimana, quello dell'anno in corso è stato eliminato: ma mancano ancora 5 giorni alla fine! 5 importantissimi e vitali giorni, in cui posso fare ciò che devo per gettare le basi di un lavoro da proseguire per i prossimi mesi. Far trascorrere il tempo, come ho fatto in questi mesi, lavorando a spizzichi e bocconi, è un sistema accettabile per un anno sabbatico! Ora andiam ad incominciare. E come sempre AD MAJORA!





8 commenti:

lellinaB ha detto...

Cara Renata, anzitutto tantissimi auguri sinceri per un nuovo anno in cui tu possa veramente trovare la gioia di vivere ogni giorno la prospettiva di avere davanti giornate sempre migliori.
Poi...sai, tutti noi siamo legati al passato per svariati motivi, belli e brutti...
Quindi, su, cara amica: vivi questi giorni del 2011 con serenità e fai qualche bel sogno per il 2012 che sta arrivando! Un abbraccio stretto.
Graziella

Renata_ontanoverde ha detto...

Grazie Lellina bellissimo augurio, spero si avveri!

Maude Chardin ha detto...

Cara Renata a volte il passato è talmente ingombrante che è poprio difficile lasciarselo alle spalle, ti capisco.
Un caro saluto

Gloria Fiorani ha detto...

Renata cara, il passato è una risorsa preziosa e anche se a volte fa male, è sempre bello sapere che ci ha lasciato bei ricordi che ci accompagneranno sempre. Ti auguro che il 2012 ti porti tutta la serenità per godere appieno di quei ricordi e allo stesso tempo per vivere i bei momenti che verranno. Un abbraccio, Gloria

Renata_ontanoverde ha detto...

Maude è come se cercassi continuamente una sicurezza ed una conferma, incapace di sganciarmi dagli schemi che appartengono al passato. Sia pure ricchi di significato, la mia vita ora è cambiata e non posso continuare a vivere camminando guardandomi continuamente alle spalle. Devo rassegnarmi all'evidenza del presente, per poter costruire un nuovo futuro, anche quello di oggi e domani, già dopodomani è un utopia!

Grazie Gloria! E' proprio ciò che devo fare, attingere dal passato ma prendendo la debita distanza per potermi proiettare nel futuro.

Avedon ha detto...

Ti capisco: succede spesso anche a me di vivere e rivivere continuamente certi episodi del passato senza riuscire a staccarmene...
Però ad ogni fine anno prometto a me stessa di cambiare qualcosa, a volte solo una piccola cosa e... di solito ci riesco. A volte ci dimentichiamo che per andare avanti bisogna cominciare un piccolo passo alla volta. A volte vorremmo in pochi istanti trovarci miglia e miglia lontano da ciò che ci ha fatto soffrire. Il primo dell'anno è una data come un'altra, ma per molti è simbolo di cambiamento, del "voltare pagina". E allora... ben venga il cambiamento: andiamo avanti!
Ti abbraccio
Lilli

Gloria Fiorani ha detto...

Renata, ma il nuovo template è meraviglioso! :) Prima era simpatico, adesso è... come dire, si vede che è "casa" tua. Un abbraccio! Gloria

Renata_ontanoverde ha detto...

@ Avedon, un abbraccio e tanti auguri!

@ Gloria : grazie, lo avevo già scelto, ma non avevo calibrato bene i colori dei post, ora ho trovato l'armonia giusta! un abbraccio a te ! e tanti auguri!