La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

giovedì 4 maggio 2017

Di bucato...


Oggi è un'incombenza veloce: si mette la roba dentro il cestello, si inserisce il detersivo e gli additivi, si programma la lavatrice e dopo aver spinto il bottone ci si dimentica del “bucato”. Una volta era tutta un’altra cosa.

Io ho ricordo di due bucati, quello della nonna in campagna e quello della mamma in città. 

La nonna aveva spazio nel cortile e davanti a casa c’era ogni giorno di bucato uno spiegamento di strumenti pronti per l'uso. Dalla sera di giovedì, che li poneva sotto il portico per ammollo, le tinozze piene venivano nella bella stagione portate sull’aia di venerdì mattina per dare più spazio al movimento ed alla lavorazione.

Nel caso di lenzuola, si stipavano con un determinato criterio –se ben ricordo, ben piegate- e dentro alla fine veniva versata la lisciva, consistente in cenere sciolta nell’acqua calda. La cenere non macchiava il bucato perché veniva messo un panno a protezione, sotto il quale la biancheria si imbibiva di questo liquido detergente filtrato che scioglieva ogni tipo di sporco e macchie. Era peraltro molto corrosivo e ricordo le mani di nonna e delle zie piene di piaghe. 

C’era poi la suddivisione tra bucato colorato che spesso includeva la roba da lavoro e la biancheria in generale: tovaglie, asciugamani e corredo intimo.  

Ricordo le mie donne chine sulla tinozza appoggiate curve sulla tavola, dove fregavano gli indumenti e smacchiavano con vigorose passate di spazzola di saggina dopo averla passata sopra il sapone. I primi tempi, dopo l’esodo, i soldi non erano tanti e si tentava di risparmiare fabbricando il sapone in casa, solo verso la metà degli anni ’60 si iniziò ad usare i saponi e detersivi commerciali.

Non mancava mai la famosa “varecchina” (ipoclorito di sodio) per disinfettare e sbiancare ulteriormente il bucato da  qualche macchia pervicace.  Infine dopo il risciacquo c’era sempre l’immersione dei bianchi nella tinozza dove era stato sciolto il “perlin”… una polverina blu indaco che esaltava maggiormente il bianco.

Il risciacquo non era cosa facile. La nonna portava secchio dopo secchio vicino al canale d’irrigazione, con le acque del Meduna che arrivavano gelide perfino in estate e lì sciacquava tutto per risparmiare i soldi dell’acqua e perché la pozza le dava agio di scuotere i panni e sciacquarli in acqua abbondante e corrente. La ricordo sempre d’inverno che si portava dietro anche la pentola dell’acqua bollente, dove di tanto in tanto immergeva le mani per riscaldarle dal rigore invernale e dal gelo dell’acqua di fiume. Solo verso la metà degli anni ’60 si comprò la lavatrice semi-automatica della Hoover.  Molto laboriosa, ma almeno le toglieva molta fatica e riposava un po’ le mani.



Nella grande vasca rettangolare si mettevano i panni in ammollo e poi a lavare e risciacquare, mentre nel cestello rotondo si centrifugava. Un grandissimo aiuto per tutte le massaie.

Mentre il venerdì era il giorno del bucato, il sabato era quello dello stiro e del rammendo. Ricordo la bisnonna china sulla biancheria che cercava di rammendare con piccoli punti, immancabilmente nella fretta i punti venivano anche grandi e questi erano denominati i “punti del sabato”, locuzione che si usava anche per indicare un lavoro fatto in fretta, perché tutto doveva essere pronto per la domenica giorno di riposo.

A casa nostra in città invece, mamma aveva due tinozze enormi di zinco, che poi furono sostituite con due di moplen (polimero appena inventato nel 1963 dall’ing. Giulio Natta,  premio Nobel per la Chimica) e che noi si chiamava volgarmente “plastica”. I tini di zinco pieni d’acqua erano pesantissimi e solo con quelli di moplen mamma  riusciva a gestire da sola il bucato.

La ricordo di venerdì mattina pronta dopo aver bevuto due moke da tre tazze di caffè, che si immergeva in questo massacrante lavoro: eravamo in cinque, anche se non ci si cambiava spesso come al giorno d’oggi, perché gli abiti erano pochi, le lenzuola e la biancheria erano sempre molto faticose da lavare. Mamma si massacrò fino al 1965 quando la nonna le regalò la lavatrice moderna. Non la semi automatica, ma proprio completamente automatica. Per mia madre fu una liberazione, si sentiva una “signora” a  solo riempire il cestello e farla andare. Rimaneva solo l’immersione dei panni nella soluzione con il “perlin” da fare a mano, in quanto allora le vaschette predisposte non includevano reparti per ammorbidenti o additivi. Restava anche il lavaggio a mano delle maglie di lana che tassativamente non potevano essere lavate in lavatrice, non essendoci programmi speciali, ma lo sforzo era diluito nel tempo.

Terribile specie d'inverno e con la bora, quando l'inceneritore del vicino ospedale spargeva nell'aria i residui della bruciatura lasciando sulla biancheria di mamma una sorta di corpuscoli neri, che si attaccavano sulle fibre e bisognava rilavare tutto! 

I bucati prima dell’avvento della lavatrice, per mamma, erano estenuanti. Con le moke di caffè prendeva anche le “cibalgine” per il mal di testa e la ricordo sempre il sabato con la testa fasciata per attutire il dolore che le prendevano braccia e spalle, con cervicale annessa, infiammate dallo sforzo prolungato, perché il bucato durava dalla mattina le 8.30 fino al primo pomeriggio, in quanto in mezzo c’era da preparare anche il pranzo e venirci prendere all’asilo e successivamente a scuola.

Lo stiro non era tutto rose e fiori i primi tempi esistevano due tipi di ferro, uno grande a carbone  piuttosto macchinoso, con la stiratura molto difficile perché era facile sporcare di carbone la roba e se era biancheria, ciò vanificava il duro lavoro di bucato.



Più maneggevoli invece i ferri piccoli e massicci di ferro, di cui si teneva due pezzi: uno lo si metteva a scaldare, l’altro lo si usava e si scambiavano quando si raffreddavano.


Questo che vedete è arrugginito, ma in realtà era di facile manutenzione con la lana d’acciaio da cucina si passavano e luccicavano.

Poi è arrivato il ferro da stiro elettrico, che aveva una resistenza interna fatta di piccole “avemarie” di ceramica ed una foglia di mica come conduttore. Era di facile manutenzione perché ricordo che nonno e  papà li sistemavano spesso.


Mamma usava i ferri da stiro piccoli di ferro i primi tempi, perché essendo sarta aveva bisogno di maggior peso per appiattire le cuciture di vestiti, cappotti ecc. Successivamente la nonna le regalò il ferro elettrico che costò una cifra in quanto era professionale e durò un sacco di tempo. 

Impensabile tutto ciò per le  generazioni moderne. Penso sempre con enorme riconoscenza all’inventore delle lavatrici perché ha distrutto una schiavitù immane per le donne ed è forse da annoverare tra le nostre maggiori conquiste. E che dire dei ferri da stiro di famiglia che hanno il vapore, una volta mera esclusiva delle "Puliture" (Lavanderie) dove si portava anche a "sfumare" le stoffe prima di confezionarle (si stiravano con il ferro a vapore) o a smacchiare capi delicati a secco. 

Attualmente si possono trovare lavatrici molto sofisticate, con un sacco di programmi per il tipo di bucato, la natura dell'indumento, le funzioni particolari, con l'oblò grande ed anche uno piccolo incorporato per inserire durante il lavaggio gli ultimi pezzi dimenticati e che quando finisce il suo lavoro ti avvisa con un'accattivante musichetta.  E che dire delle asciugatrici che hanno il pregio di evitare l'83% della stiratura ed ultimamente è previsto l'arrivo di un altro attrezzo magico : 




Tutta un'altra vita! 


sabato 22 aprile 2017

fine Aprile

Tutti parlano dei tempi freddi per la stagione: i contadini fanno i falò per riscaldare l'aria vicino alle viti in fiore. Tutto sta spuntando, ma la "brusa", il ghiaccio mattutino è in agguato e sembra che i Santi del Iazo siano stati anticipati, invece del 5 maggio, son venuti fuori per Pasqua.
E quest'anno avevamo da festeggiare perché anche per gli ortodossi, a Trieste, nella comunità dei Serbi, Russi, Lituani, Ucraini ecc. e dei Greci ricorreva la loro Pasqua. 


Invece il freddo ci ha colti di sorpresa. Le rondini non si sono viste, salvo qualche sparuta coppia. I passerotti e le cince cercano i grumi di grasso e semi che la gente mette sul balcone. 



Ed io mi son trovata in una mattina freddissima, quando la Bora tagliava l'aria, ad aspettare e mi son beccata raffreddore e mal di gola. 



Pazienza, se è il dazio da pagare per una buona stagione che arrivi. E comunque anche il fermarmi a casa mi fa pensare e ripensare alle cose che ho in piedi. 



Domani è San Giorgio: mi son sposata e mi son trovata casa in questo giorno, volevo far qualcosa di speciale, invece è meglio che non vado ad attaccar malanni a qualcuno :D 



Penserò a mio marito, che ormai manca da sei anni. Alla mangiata di pesce fatta in quel giorno... rimasta negli annali della famiglia. Mentre il tempo passa e ci invita a creare nuovi ricordi, a lasciare quanto di triste alle spalle, perché il passato è Passato. 



Buon San Giorgio. 





I popoli Rom e Serbi festeggiano San Giorgio il 6  maggio, perché nella tradizione usano ancora il vecchio calendario gregoriano. Ed è la festa della rinascita e della Primavera quando tutto e tutti si scrollano di dosso torpori e blocchi dell'inverno per rinascere con la Natura nel suo verde brillante e nella luce del Sole. 


sabato 25 marzo 2017

L'ora legale

Che l'ora legale porti un certo scombussolamento è innegabile, che tutti si lamentino, dormiremo un'ora di meno, è una scemata, perché ti alzi un'ora dopo! 
Eh, si, siamo arrivati all'ora legale, sembra ieri che allestivamo l'albero di Natale e stanotte si spostano le lancette dell'orologio: sta iniziando il viaggio verso la bella stagione. 
Come al solito, "non vedevo l'ora"  ... ho fatto la battuta... :D  perché la bella stagione ci porta fuori dal freddo, che mi pesa parecchio, ci porta le rondini, che amo svisceratamente per l'allegria di vivere che hanno, ci aiuta ad asciugare i panni, che d'inverno con le basse temperature è uno stillicidio. Insomma migliora il tenore della nostra vita, si tira tardi volentieri perché il corpo apprezza l'aria tiepida ed ha poca voglia di tornare a casa. 
Leggo che in parecchi posti piove ed il tempo è cupo, per fortuna qui a Trieste i giorni uggiosi si alternano equilibratamente al sole ed a metà giornata la temperatura sale fino a 20°.  
Buona Primavera a tutti! :D


mercoledì 15 marzo 2017

Primavera è alle porte

La primavera mi incanta sempre. Il mio spirito rinasce con la luce del giorno che si protrae per più ore. Amo alzarmi che albeggia, mentre solo un paio di mesi prima alla stessa ora era buio pesto e freddo, tanto freddo. 
L'aria più mite, i tramonti infuocati, le giornate di sole che ci danno un assaggio del tepore che arriverà, mi mettono allegria ed allora ho voglia di fare, di riordinare la mente e la casa, di pulire, di togliere orpelli ormai inutili e fare posto al nuovo. 
Fuori della porta ho appeso il cuore primaverile ed ho riposto il cestino con il pino ed il vischio dell'inverno. Domenica con San Giuseppe si farà festa e le famiglie usciranno per locali e per gite felici di stare assieme. 
Ancora poco ed in Aprile s'inizia ad andare al bagno, che qua da noi significa andare al mare a prender il sole e mettere i piedi nell'acqua salata. Speriamo che riaprano presto la Lanterna, il famoso stabilimento familiarmente denominato El Pedocin. 

mercoledì 4 gennaio 2017

Niki e Puffi

Questa è la storia di Niki e Puffi. 
Niki, lui, un setter inglese, molto melanconico, un po' malconcio, quasi cieco. 
Puffi, lei, una bastardina tra il bassotto e giù di lì, molto allegra, un botolo gioioso, con tanti padroni morti alle spalle. Poi è venuta in città e la sua vita è cambiata. Ha trovato nuovi umani ed l' amico Niki con cui giocare. 
Lei mossa da una fame atavica per un passato di badanti della sua umana che la trascuravano. Finalmente nella casa di Niki ha trovato il paradiso con i suoi umani. 
Lui seguiva il suo odore quando erano in strada perché non ci vedeva più. Lei divorava le sue crocchette e quelle di Niki, Niki la guardava e poi mugolava agli umani denunciando il mal tolto. Era arrivata al punto che si portava in bocca le crocchette dal salone alla camera da letto per masticarle senza farsi sentire dagli umani, che la rimproveravano per la sua voracità.
Lei lo leccava quando lui stava male e col muso lo incoraggiava ad alzarsi. Lei  protestava a vivo abbaio quando lui le montava sopra le zampe perché non la vedeva. 
Poi hanno cambiato casa. Sono stati separati. 
Una grave malattia ha minato Niki, che stava molto male. 
Puffi ha iniziato ad avere problemi di cuore. 
Ieri lei ha avuto un inferto alle 17.20 e lui è morto alle 17.30. 
Ora sono nel paradiso dei cani che sgranocchiano ossa che ormai non ce la facevano più a mangiare. Ma di sicuro so, che Puffi soffierà da sotto il naso a Niki quelli più gustosi, come faceva quando erano qui sulla Terra e vivevano assieme ai loro umani. 


lunedì 26 dicembre 2016

Santo Stefano!

Finalmente è passato Natale! Tiro un respiro di sollievo ed anche le somme.  Tutto sommato è andata moooolto bene! :D 


Nonostante una seccante infreddatura con tosse quasi convulsa in alcuni momenti della giornata, le feste sono trascorse tra incombenze e letizia.



Da una parte mio figlio e mia figlia a rincorrere operai, idraulici, mobilieri e serramentisti per finire il piccolo appartamento dove mia figlia sperava di trasferirsi proprio per Natale, ma pazienza...     ormai i lavori sono agli sgoccioli, ma spesso le rifiniture sono quelle che vanno per le lunghe.



Dall'altra io, sommersa tra i pacchi del trasloco di mia figlia, il dog-sitteraggio di Puffi la sua cagnolina, i vari regali da fare, le commissioni da portare a termine. 



Mi sono rifiutata quest'anno di cucinare io per le feste ed ho preteso, peraltro ben accolta, che i miei figli mi portassero fuori a pranzo per Natale. Ma siamo arrivati tardi: nel nostro locale preferito era tutto esaurito. Abbiamo optato per il cenone della Vigilia. 



Tirati a lustro, perfino io ho messo il tailleur elegante con la camicetta con gli strass che con il mio cappello ci facevo la mia figura. Dopo aver dissipato un nuvolone di malumore di mia figlia, che la sua natura di Drago fa scaturire ad ogni minima contrarietà, finalmente abbiamo assaporato in allegria dei buoni piatti di pesce.  



Il giorno di Natale nel pomeriggio per far riprender le forze alla nonna (83enne che fa la chemio), ci siamo riuniti a casa mia per  scartare i regali. 



Mio figlio in gran segretezza ha occultato in casa mia un mobiletto Ikea per la nonna, che ha assemblato in poco tempo alla Vigilia, ed io l'ho mimetizzato incartandolo ed addossandoci e posandovi sopra tutti i regali. Nel corso della festa ci siamo avvicendati per l'apertura dei pacchi e le esclamazioni compiaciute sono fiorite! Alla fine rimasto il pacco gigante, lo abbiamo fatto scartare alla nonna che si è emozionata vedendo soddisfatto il suo desiderio che stava diventando per lei un vero cruccio, dato che non ne aveva trovati che le piacessero. Non vi dico la fatica di mio figlio 2 ore ad assemblarlo in officina e poi la fatica a portarlo in spalla da solo pesante com'è.  



Nella festicciola abbiamo gustato un ottimo Pandoro, di una pasticceria artigianale di amici, una vera delizia! Bagnato questa volta dal mio limoncello!  Vi do la ricetta perché è delizioso, mio figlio l'ha avuta da un Napoletano verace, quando ha chiuso la sua pizzeria per pensionamento. 



CREMA DI LIMONCELLO della PIZZERIA O' VESUVIO 


3 limoni non trattati, solo la buccia, 
1 l. di alcol Buongusto 95°
2 l. di latte parzialmente scremato a lunga conservazione
1 bacca di vaniglia o vanillina (a piacere) 
1,5 kg. di zucchero semolato (o 2 kg. se usate quello di canna) 

Mettete solo le  bucce dei limoni non trattati a macerare nell'alcol per 3-5 gg.  scuotendo la bottiglia un paio di volte al giorno. 
Quando è maturata l'infusione prima di assemblare i due liquidi, scaldate sul fuoco (io nel Bimby) il latte e scioglietevi dentro lo zucchero e aggiungete la vaniglia, SENZA farlo bollire.  
Quando lo zucchero è sciolto, lasciatelo raffreddare. 
Solo quando il latte è freddo aggiungete l'alcol, mescolate ben bene ed imbottigliate filtrando il liquido. Vi risulteranno 3,5 l. di limoncello. 
Conservate le bottiglie nel freezer (io -21°) Il liquido non gela perché c'è tanto alcol. 

A tutti Buone Feste! 


giovedì 22 dicembre 2016

Buon Natale

Eccoci ! Natale è alle porte, l'atmosfera è satura della febbrile rincorsa della gente ai regali, alla preparazione di una festa, che è stata snaturata dalla commercializzazione, di cui però la nostra famiglia ha bisogno: un momento di respiro, di allegria, il bisogno di lasciare almeno per un giorno il mondo fuori dalla nostra porta per immergerci nella famiglia. Che importa se qualche parente sarà molesto, se qualche nonna tirerà fuori la solita manfrina, se ci saranno frizioni. Davanti al panettone o al pandora si posa la spada e si impugna la forchetta e si fanno scivolare i pensieri negativi, assaporando un'oasi di cui abbiamo bisogno e che troppo spesso lo stress della vita ci impedisce di apprezzare. 
Si cerca di viverla al meglio questa Festa, magari riunendo famiglie lontane, riunendosi dopo lunghe assenze. 

Quest'anno HO deciso che non cucino, che i miei figli mi portino a pranzo fuori, mangeremo del buon pesce e non ci sarà per me la solita maratona ai fornelli, né piatti da lavare alla fine. Ci sarà solo la carta dei regali che scarteremo da riciclare o buttare. 

Quest'anno è stato stancante, son successe tante cose ma siamo "cresciuti" tutti. Nonostante le difficoltà ce la siamo cavata e di questo ringraziamo il Cielo clemente! 

Vi auguro un Buon Natale! State bene in famiglia, fatevi tante risate, che ringiovaniscono e fanno bene al cuore! Soprattutto ricordatevi di dire Ti Amo a chi vi sta vicino! 

Auguri!!! 

domenica 27 novembre 2016

Tempo d'Avvento

Insomma, 5 settimane e l'anno è finito! Che barba però, sempre a misurare il tempo: prima non si vede l'ora che passi, che arrivi il traguardo che con ansia aspettiamo, poi ci si volta indietro, quasi in crisi, e si guarda smarriti... il tempo è andato e restiamo comunque delusi, al di là di ogni realizzazione avuta!  Tipico dell'animo umano. Siamo talmente insicuri da non riuscire a dare un significato soddisfacente al tempo, se non abbiamo raggiunto il traguardo sperato e comunque, a volte, questo ci sembra svilito da come ce lo aspettavamo... ma come? tutto qui??? E ci si arrabatta a pensare come avremmo dovuto operare per migliorarlo oltre le nostre aspettative.

Di solito Dicembre è la resa dei conti, sia finanziari che di vita. Tralasciando le dolenti note dei conti da pagare a fine anno, passiamo al bilancio di vita. Cosa siamo riusciti a portare a compimento, cosa resta in sospeso, perché nonostante siamo riusciti a fare tanto, rimane in bocca l'amaro dell'insoddisfazione. 

Sarà che ci programmano per il fallimento? Quanto i media ci lavano il cervello dandoci dei stereotipi fasulli di perfezione da raggiungere, mentre la realtà è così misera e  ben al di sotto delle aspettative? 

Nel mio 2016 ho portato a termine alcuni grossi cambiamenti. Uno ancora in atto, ma sempre motivo di progressi e quindi mi dichiaro soddisfatta, anche se il transitorio non è mai tranquillo, ma crea ansia e quindi fino al traguardo sto "come color che son sospesi". 

Ottimismooooo!  

Deve essere la nostra parola chiave!  Chi vede la vita con ottimismo ha la strada più lieve del cupo misogino pessimista! Che diamine, già la vita è dura, a che serve complicarcela?

Resta comunque la spada di Damocle di chi, al di fuori della nostra responsabilità, ha una grossa parte nella nostra vita: i politici. 

Su questo argomento dovremmo aggiornarci per San Nicolò, sperando che il santo dei Marinai ci preservi dal "naufragio politico". Che illumini gli Italiani ad una scelta coerente... e speriamo che Dio ce la mandi buona qualsiasi risultato venga raggiunto. Perché comunque vada saremo sempre solo ed esclusivamente nelle LORO mani. 

Buona Vita, ma soprattutto Buon Avvento a chi crede e chi non ci crede, fa lo stesso: siamo tutti uguali sotto il sole!  


venerdì 18 novembre 2016

Venerdì di pioggia

Ogni mattina esco con i miei figli ed andiamo a bere un caffè al nostro bar preferito, così di fretta, poi li accompagno alla macchina,  si parla un paio di minuti, a volte di più a volte di meno, secondo il tempo a disposizione e poi li saluto con un bacio e loro se ne vanno a lavorare.
La mia giornata inizia presto. Mi lavo, poi inizio a preparare: colazione per me e mia figlia, pranzo per mio figlio, per la nostra cagnolina e poi mi vesto e scendiamo. Tutti in macchina alla volta del bar. Per cui dopo che i miei figli partono io finalmente mi rilasso. Torno al bar, mi siedo al mio tavolino, ormai "mio" per usucapione, visto che mi ci seggo ogni giorno lavorativo e vado in quel locale dal 1974... mi siedo ed aspetto la mia amica, con cui scambiare un po' di chiacchiere prima che anche lei vada a lavorare. E sono le 8:30. 
La mia vita si dipana in questa routine mattutina, che mi vede poi fare commissioni, fare la spesa, andare per uffici quando serve... insomma... continuare la mia vita da pensionata. 
Le ore, i giorni, le stagioni ed anche gli anni si dipanano in una matassa ora quieta, ora aggrovigliata, con gioia o con ansia, a volte con dolore: è la vita...
A volte mi guardo indietro, forse troppo spesso. Ripenso, come sarebbe andata, se avessi agito diversamente? La domanda sembra inutile, in realtà non lo faccio per rimpiangere occasioni perdute, ma per capire dove ho sbagliato e come posso utilizzare l'informazione per il futuro e se posso guarire ferite ancora aperte. Da questa analisi parte una trasformazione vitale : il CAMBIAMENTO! Necessario, a volte straziante, a volte entusiasmante... l'importante è capirlo, abbracciarlo e perfezionare il tiro fino a che non si centra il bersaglio. 
In questo periodo il cambiamento è molto pesante. Direi un periodo difficile, ma non il peggiore, anzi. Tra alti e bassi sono tante le cose che ho capito, che son riuscita a trasformare, che ho portato a termine. In altre ancora mi arrovello, ma pazienza... un po' alla volta... 
Ed ogni tanto una pausa,  non esco la mattina con i miei figli, resto ad impigrire a casa e quale occasione migliore di una giornata di pioggia per  riprender fiato,   assaporare la sosta prima di riprendere l'azione.  Buona vita a tutti :D 

lunedì 31 ottobre 2016

E' da tanto..

.....che non scrivo.

In questo periodo  sono succeduti molti avvenimenti che mi hanno riempito la vita e portato via il pensiero. 

E così un altro mese è trascorso, abbiamo chiuso con l'ora legale, stiamo apprezzando le ultime giornate di sole dell'Estate di San Martino e già si pensa che presto bisogna fare la lista dei regali per Natale.

Intanto si pensa ai propri morti, perché per noi Italiani è il tempo dell'anima, non abbiamo bisogno di  esorcizzare la morte con la festa di Halloween, noi la morte la viviamo in modo diverso. I morti riposano e non vengono dall'oltre tomba a spaventarci, ma ci proteggono e ci accompagnano, fino a quando i nostri passi non diventano più sicuri.

Come ogni anno la ricorrenza vede un fiume enorme di fiori, il pellegrinaggio ai cimiteri di gente che al cimitero non ci penserà più che fra un anno. Tutti a sentenziare che la gente adempie ad una formalità più che rinnovare il rito della rimembranza, rispondendo con un'ondata di consumismo inutile.

Ma, sapete, secondo me,  va bene anche così! Non è detto che tutti debbano tenere in ordine le tombe dei propri morti per ricordarli.  Molti non ce la fanno psicologicamente e posso capirli. Non si tratta di mancanza di rispetto o di affetto, spesso si tratta di un blocco, a voler dimenticare una perdita che fa troppo male o non voler riconoscere la perdita. 

Nel giorno dei morti di 42 anni fa abbiamo sepolto mia madre. Aveva 42 anni, io ne avevo 19. Per soddisfare un suo desiderio le mettevamo sempre dei fiori freschi sulla tomba andando in cimitero ogni secondo giorno, per 10 anni. Poi fu traslata in un altra città dove abitavano i suoi genitori e da allora le nostre visite diradarono per ovvi motivi. Accudire la tomba di mia madre nei 10 anni era il mantenere un legame con lei, ma soprattutto un "obbedire" alla sua volontà di avere sempre fiori freschi sulla sua tomba, anche uno solo. 

Mio marito è deceduto 5 anni fa, eppure se vado da lui un paio di volte l'anno  è tanto. Quando vado lì non riesco a capacitarmi che lui non ci sia più. La mia mente non vuole accettare la sua dipartita, anche se fisicamente non è più nella mia vita, lo sogno spesso, durante i primi anni era come se la nostra vita coniugale continuasse nel sogno. Ed i sogni talmente vividi da sembrare una vita parallela.  Ed andare al cimitero era sancire l'ineluttabilità del distacco della morte. 

In realtà non ho ancora accettato di riconoscere di aver seppellito mio marito: quello che giace lì sono le  ossa di un uomo trasformato dal dolore e dalla malattia, menomato nella mente dal panico, dai farmaci, dai danni di un leggero ictus. La sua anima ed il suo spirito sono svaniti a poco a poco, mangiati dalla sofferenza. Solo la sua ombra arrancava e lottava con la forza di un leone indomito contro la malattia.  Non ho mai accettato ciò che era diventato e la morte che per lui è stata una liberazione, per me è stata la fine di una battaglia. 

Quanto è effimera la nostra vita. Prima siamo parte di una realtà fisica, poi più nulla... restiamo e viviamo solo nei ricordi, non c'è vita nelle loro tombe, c'è il deposito di un'enorme sofferenza che i morti hanno patito. Ma la loro anima è vicina a noi, la possiamo percepire, il ricordo, non la tomba, li lega a noi...

E come  recita la poesia...


La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.



martedì 6 settembre 2016

Settembre

Ecco, è iniziato! Ed ha portato un'aria nuova!

La   nonna  dei miei figli (83 primavere) ha avuto un piccolo intervento che ha superato bene, tornando a casa il giorno dopo!!! Continua a bisticciare bonariamente con la sorella, che l'assilla amorosamente per assisterla, mentre lei chatta con la nipote in vacanza in Romania, reclamando la foto della statua del conte Vlad.  Ha chattato anche con il nipote ed i suoi compagni di viaggio quando in agosto hanno fatto un tour di capitali dell'Est. Emozionata ad essere inclusa, leggendo con simpatia i commenti di tutti (anche i compagni di mio figlio hanno voluto partecipare alla nostra chat!!)  e postando risposte argute e secche. Deve ancora prender maggior dimestichezza con gli smile, ma per il resto gestisce il suo smartphone come una ragazzina.

Fra poco il mio compleanno, inizia un nuovo anno per me, questo è stato parecchio faticoso e i prossimi mesi, fino a Natale lo saranno ancora. Ma sto arricchendo la lista dei miei progetti! 

Vi terrò al corrente man mano che raggiungo i miei nuovi target!! 
Buona vita a tutti!
  

Per le amiche maestre :D


martedì 16 agosto 2016

Considerazioni di metà agosto


Eccomi, seduta al pc dopo essermi bevuta il mio splendido caffé, canide fedele ai miei piedi che si agita nel sonno, mentre io getto uno sguardo sul nuovo giorno d'internet e pigramente spendo le prime ore del giorno a giocare a burraco on line.
L'aria è piacevolmente calda, ma non soffocante ed il sole splende. Purtroppo niente bagni di mare, sono in castigo per antibiotico ancora una settimana :D 
Ma l'umore è buono: il cielo è libero da voli, è stato triste veder partire le rondini già ai primi del mese. I gabbiani tacciono : hanno finito di gracchiare la loro territorialità dopo l'alba. La vita riprende...  
Penso sempre al 15 agosto come lo spartiacque dell'anno. Si stanno per raccogliere gli ultimi giorni di un'estate caotica, a volte faticosamente calda. Ritornano i pensieri quotidiani con le scadenze, il bisogno di fare, ancora un poco si può rimandare qualsiasi iniziativa che non sia urgente all'inizio di settembre, quando per me inizia il vero nuovo anno. 
Quanto in embrione dalla prima metà del 2016 bisogna portarlo avanti nella seconda, oppure in questi ultimi giorni d'agosto si possono ideare nuove strategie. 
Ancora si vive con una certa calma, alcuni perfino pensando alle ferie non ancora fatte, ma programmate per settembre e la città ha un traffico ridotto di macchine, i turisti ancora numerosi rappresentano un piacevole intermezzo di curiosità per la loro variegata natura, i vuccumpra ritardano la loro uscita e le prime ore a passeggiare per le strade diventa finalmente piacevole senza essere fermati ad ogni angolo, si vive in una dimensione dimenticata. 
Ecco, la fine di agosto vorrei portare avanti il clearing spaces, iniziato tante volte e mai portato a termine... chissà se ci riuscirò? Ve lo saprò dire ai primi di settembre. 


lunedì 1 agosto 2016

E' sempre una bella sorpresa...

Dal 2006 quando ho iniziato la mia avventura su Splinder ho conosciuto, tramite i loro blogs, varie persone e con alcuni ho intrattenuto anche una bella corrispondenza, poi con FB  il contatto è stato quotidiano.

E' venuta a trovarmi Eleonora Regolini, dinamica ed infaticabile turista appassionata di trekking. 



Poi è arrivata Margherita Meneghini, durante un'assenza del marito, è venuta a vedere la Barcolana ed abbiamo fatto un full immersion di ciacole. Eccola tra le orchidee d'Olanda.




Per il Color Run dello scorso anno mi hanno fatto visita Marino Magnani e la simpatica consorte Carla Bergamini. Lui Podista da Marte, corre per beneficenza, instancabile maratoneta, mentre la moglie gli fa da supporter. 


L'ultima coppia del web  è arrivata la scorsa settimana: sono venuti per una breve vacanza Carlo Volebele Vay e la sua inseparabile moglie, Morena, che lui spesso definisce la sua Elfa e questo sottolinea quanto lei sia speciale per lui. Eccomi a sinistra (non amo farmi fotografare) ma per il brindisi ricordo del nostro incontro l'ho fatto volentieri! 



A presto Amici miei!!! 




martedì 12 luglio 2016

Luglio

Ecco, il tempo fugge, è un luogo comune lo so, ma tornando al mio blog, talmente trascurato, constato che sono più di due mesi che non scrivo. 
Ho fatto tante cose in questo periodo, inutile tediarvi qui. 
Le rondini oggi hanno fatto tantissimi voli di mattina presto, poi le ultime hanno volteggiato fino alle 10.00 ma poi si sono rintanate nei loro nidi, fa troppo caldo. Già penso amaramente che a fine mese inizieranno ad andarsene, con mio gran rammarico: le loro strida mi mettono buonumore e seguo i loro interminabili caroselli nell'aria del cortile con le puntate di una coppia sopra la mia finestra del cucinino dove in un pertugio ogni anno vengono a figliare. 
E' un miracolo per me che le amo particolarmente e che cammino spesso con il naso in su quando le sento e non mi stanco mai di guardarle, mi mettono allegria e gioia di vivere.


venerdì 27 maggio 2016

Maggio

Anche Maggio sta finendo: i mesi quest'anno volano. In un altalena di avvenimenti che si susseguono incessantemente, ma anche di problemi che devono maturare per poter essere risolti. 
In questa situazione a volte mi fermo e cerco di fare il punto della situazione, perché ho la sensazione di perdermi qualcosa. Cerco sempre di assaporare quanto di buono arriva e di staccarmi dalle cose negative lasciandole andare... A volte ci riesco, a volte no.
C'è ancora tanta confusione, ma pian piano i traguardi vengono raggiunti, mordere il freno serve a poco. Inutile sbraitare, sbuffare o arrabattarsi per accelerare il tutto: non serve mica. Tutto arriva solo a tempo debito: né un minuto prima, né un minuto dopo! 
Langsam und sichern! come dicono i Tedeschi: piano e bene/sicuri!!! 
E meno male che ogni tanto arriva il sole, guardo il cielo ed il mare, il verde degli alberi ed i voli delle rondini e tutto questo mi riempie il cuore e spazza via dalla mente per un po' di ragnatele!  
Ad majora!! Buona vita!

sabato 23 aprile 2016

23 aprile 1983


Come oggi era una giornata nuvolosa, piovve perfino un po' durante la messa. Poi le foto in Villa Ellerman ed il pranzo alla Boutique del Pesce, non ho mai mangiato tanto e così bene in tutto il resto della mia vita. 
Siamo scesi così assieme a braccetto per 27 anni, tu con l'immancabile sigaretta in mano e lo sguardo sornione, io con il sorriso. Son passati altri 6 anni che non ci sei più e le scale le scendo assieme ai nostri figli, spesso parlando di te, di come ci manchi.  

Ieri ed Oggi

Ve l'ho detto gli ultimi due mesi sono stati pesanti. Tutti hanno problemi e quando si accumula si ha una battuta d'arresto che ci fa dubitare delle nostre capacità. 
Ieri me lo diceva la mia seconda mamma, che di nome fa Mina, nostra roccia e nostro esempio: “”Renata hai troppa paura ed ansia per te e per gli altri “”” (NdR forse perché me ne son successe di tutti i colori?) ma lei continua imperterrita…””” Renata devi farti meno preoccupazioni e buttarti! Se ti fai troppi pensieri la mente ti blocca e fallisci!!! AGIRE bisogna… vedrai che alla fine meno ci pensi, più la cosa riesce!!!!!” 
Sono sicura che sia così, perché mi sto bloccando occasioni da anni, con il pensiero di rendermi disponibile. Pure mia figlia mi ha sgridato: “” basta dire, FAI, fissa l’appuntamento, se poi arriva un contrattempo, lo disdici, ma così rischi di rimandarlo troppo e di non farlo mai “” .
Sono le mie donne di famiglia la mia forza, in un momento in cui mi sento debole e provata, mi mostrano la via per difendermi e per reagire. Noi ci aggrappiamo alle nostre aspettative, alla nostra ansia ed alla fine ci “”programmiamo” al fallimento… se come gli Spartani buttiamo senza pensarci su troppo la spada nelle linee nemiche e poi l'andiamo a riprendere per salvarci la vita, non c’è spazio per ripensamenti, elucubrazioni mentali ed incertezze. Meno tragicamente basta pensare positivo! La convinzione di farcela è una pozione magica ben più straordinaria di tutti i Maghi d’Oz ed anche se sbagliamo, da ogni fallimento ci possiamo rialzare e ripartire con l’esperienza arricchita di maggior informazioni. Quindi  a volte sembra una prova indicibile qualsiasi ostacolo o situazione che incontriamo, ma alla fine  con coraggio siamo capaci di superare tutto!
SI — PUO’ — FARE !!!ed allora facciamolo!!! Ogni cambiamento fa paura, ma con la magia che abbiamo dentro di noi, siamo in grado di sconfiggere tutte le streghe del Nord!!!

giovedì 21 aprile 2016

Il tempo passa

Marzo ed Aprile sono stati due mesi molto pieni. Tanti avvenimenti, notizie che sembrano colpirti come un macigno...  come disse il poeta "fatica di Sìsifo" : è la vita, ma "che importa se i cardi graffiano le mani.." la vita continua e bisogna andare avanti. 

La più bella notizia è che le rondini son tornate e che gli uccellini cantano alleviando il cammino ed il cuore ritorna a cantare con loro!


venerdì 12 febbraio 2016

Renato Bialetti, l'omino con i baffi!

E' venuto a mancare Renato Bialetti, l'uomo che ha portato l'azienda di famiglia fondata dal padre, disegnatore della famosa Moka, dell'omino coi baffi, a livelli internazionali.

Imprenditore coraggioso, ha fatto conoscere al mondo un'icona Italiana, che ha trovato posto non solo nel museo MoMa di New York, ma anche a Milano nella Triennale design Museum.

Raccontava sempre aneddoti di cui la sua vita avventurosa era ricca. Quello più famoso l'incontro con Onassis.


L'ha raccontato lui stesso nel 2013 in occasione dell'80° compleanno della Moka :  «Mi trovavo in albergo con clienti francesi e allora la caffettiera per loro era quasi una novità. Erano perplessi e dubbiosi e temevo di non riuscire a concludere la vendita. In quel momento passò fianco a noi Aristotele Onassis: andava in bagno; presi il coraggio a due mani e lo seguii. Dissi: “Sono un giovane imprenditore italiano, mi dia una mano, lei che ha cominciato dal nulla come me. Quando rientra nella hall dica che usa una mia caffettiera; mi serve per fare colpo su questi riottosi clienti. Tornai, convinto e rassegnato che Onassis avrebbe tirato dritto. Invece avvenne il miracolo. Onassis, fingendo di vedermi all’ultimo istante, tornò indietro, mi diede una pacca sulle spalle e disse: Renato, come va? Ma sai che non ho mai bevuto un caffè buono come quella della tua caffettiera? Sì, andò proprio così».



martedì 2 febbraio 2016

di già?

Siamo in Febbraio??!! Gennaio è volato, con i pochissimi giorni di freddo, ma niente di tale solo intorno allo 0° e neanche una settimana! 

Oggi è la Candelora. Il detto popolare recita "se la vien con piova e vento, de l'inverno semo drento, se la vien con sol e Bora de l'inverno semo fora". Anche se vi confesso che sono diversi i pareri che sia il contrario :D ma va bene così, aspettiamo quel che il Ciel ci manda! 

La vicina cittadina di Muggia. con una tradizione secolare asseverata che fa del Carnevale una vera e propria industria, da 63 anni ormai efficientemente organizzato,  è in pieno fermento e con Giovedì entra nel pieno dei festeggiamenti. Qualche maschera inizia già a farsi vedere, anche se il tempo non invita alla sfilata, ma per noi è una tradizione e lo si fa con qualsiasi tempo. Ho visto ragazzi camminare nudi con costumi da cavernicoli con temperature artiche, pieni di grappa ovviamente...

Quando lavoravo  martedì grasso avevamo mezza giornata di permesso ed il giorno dopo si riprendeva il servizio alle 10.00! 

Il Triestino ama il Carnevale e tutti faranno festa con la gran sfilata di domenica a Muggia con i carri delle varie compagnie (Trottola, Bulli e Pupe, Brivido, Ongia, Bellezze Naturali, Brivido, Mandrioi, Lampo, La Bora) con 4000 persone coinvolte nell'allestimento e nella rappresentazione, 2500 maschere e 30.000 persone affluite nel borgo l'anno scorso, mentre il Palio dei Rioni di Trieste avrà la sfilata martedì 9 febbraio. Ambedue le manifestazioni avranno il loro vincitore con tanto di trofeo. Per non dimenticare il Carnevale Carsico, dove le compagnie dei vari Paesetti si sfideranno per il trofeo annuale. 

Un momento di spensieratezza prima della Quaresima. Un inizio in allegria di un mese breve, ma sempre tosto.  Buon Carnevale!!!!




venerdì 29 gennaio 2016

Chiusura centro al traffico per problemi polveri

Renata : per cortesia un informazione ho una macchina vecchia, durante la chiusura al traffico posso transitare sulle rive??? 
Polizia urbana : che macchina ha ? 
Renata : del 1993 ...
Polizia urbana : quindi prima dell' EURO 4 
Renata : direi... probabilmente una EURO ZERO ZERO.... :D 
Polizia urbana : D si, si, comunque sulle rive si può transitare...

domenica 24 gennaio 2016

Family Day

Ieri sera sono rimasta basita. A fine messa il prete ha esortato chi può a partecipare a ROMA  al Family Day per affermare e reiterare che la Famiglia è formata da padre e madre e non da due persone dello stesso sesso. Ma quello che mi ha indignato è che se una coppia avesse voluto, ma non potuto finanziariamente recarsi a Roma, li ha esortati a rivolgersi a lui ed i soldi si sarebbero TROVATI!!!!! 

Come? Siamo nella crisi, diciamolo pure a parole crude, nella merda e questo finanzia o meglio FA finanziare il turismo del Family Day a Roma?????????????  invece di destinare questi fondi ad opere più costruttive di bene per persone indigenti nella parrocchia??? Solo per fare numero??? 

Per quanto cattolica ed osservante, vivo - come tutte le persone "vere - i miei dilemmi di fronte a certe posizioni della Chiesa.

Probabilmente sono un'eretica : D visto che ammetto l'esistenza di omosessuali, che considero persone molto più sensibili di molti etero, per il loro difficile percorso di vita. E penso che due persone dello stesso sesso possano allevare, spesso in modo migliore di una coppia etero, un bambino. Penso che questo bambino NON sia destinato ad essere a sua volta omosessuale per emulazione. Ovviamente le difficoltà sono enormi perché i preconcetti della società sono inveterati e mettono in difficoltà queste coppie ed i loro figli. 

Ma il fondamento di una religione come della famiglia e la felicità di un bambino sta nell'Amore e nell'essere amati e rispettati e nell'essere educati ad amare, indistintamente dal sesso, religione o colore della pelle.  

Sull'omosessualità ne sappiamo ancora talmente poco... eppure siamo sempre con la pietra in mano pronti a scagliarla? 

Ma uno spiraglio -personalmente- l'ho visto nel discorso di Papa Francesco ha detto che le unioni di fatto non devono essere "confuse" con la "Famiglia".   La Chiesa afferma che nella Bibbia non troviamo coppie omosessuali. Ma da Papa Francesco non ho sentito parole di biasimo per coppie omosessuali che vogliono dare Amore vero e quindi "sacro" e la gioia della Famiglia ad un bambino, che sia loro o che sia adottato. 




mercoledì 30 dicembre 2015

Trieste

Si lo so, sarete stanchi di leggere le mie lodi a Trieste... ma ecco come la descrivono i Francesi per la Guida Michelin!!! Un bel filmato per chiudere in bellezza il 2015!

lunedì 28 dicembre 2015

La fine si avvicina: bilancio di un anno



E' arrivata anche la fine di quest'anno. E' stato molto intenso, ma anche molto veloce. Tante cose sono accadute: siamo scivolati, ci siamo rialzati, ci sono stati distacchi dolorosi, prove di tutti i generi e crescite meravigliose, speranze che ci portiamo in quello prossimo. Abbiamo imparato ad essere resilienti e non vediamo l'ora che il 2015 se ne vada... ed in fretta! 

Auguro a tutti voi i migliori auguri per un Buon 2016!

Ad majora!