La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

lunedì 31 ottobre 2016

E' da tanto..

.....che non scrivo.

In questo periodo  sono succeduti molti avvenimenti che mi hanno riempito la vita e portato via il pensiero. 

E così un altro mese è trascorso, abbiamo chiuso con l'ora legale, stiamo apprezzando le ultime giornate di sole dell'Estate di San Martino e già si pensa che presto bisogna fare la lista dei regali per Natale.

Intanto si pensa ai propri morti, perché per noi Italiani è il tempo dell'anima, non abbiamo bisogno di  esorcizzare la morte con la festa di Halloween, noi la morte la viviamo in modo diverso. I morti riposano e non vengono dall'oltre tomba a spaventarci, ma ci proteggono e ci accompagnano, fino a quando i nostri passi non diventano più sicuri.

Come ogni anno la ricorrenza vede un fiume enorme di fiori, il pellegrinaggio ai cimiteri di gente che al cimitero non ci penserà più che fra un anno. Tutti a sentenziare che la gente adempie ad una formalità più che rinnovare il rito della rimembranza, rispondendo con un'ondata di consumismo inutile.

Ma, sapete, secondo me,  va bene anche così! Non è detto che tutti debbano tenere in ordine le tombe dei propri morti per ricordarli.  Molti non ce la fanno psicologicamente e posso capirli. Non si tratta di mancanza di rispetto o di affetto, spesso si tratta di un blocco, a voler dimenticare una perdita che fa troppo male o non voler riconoscere la perdita. 

Nel giorno dei morti di 42 anni fa abbiamo sepolto mia madre. Aveva 42 anni, io ne avevo 19. Per soddisfare un suo desiderio le mettevamo sempre dei fiori freschi sulla tomba andando in cimitero ogni secondo giorno, per 10 anni. Poi fu traslata in un altra città dove abitavano i suoi genitori e da allora le nostre visite diradarono per ovvi motivi. Accudire la tomba di mia madre nei 10 anni era il mantenere un legame con lei, ma soprattutto un "obbedire" alla sua volontà di avere sempre fiori freschi sulla sua tomba, anche uno solo. 

Mio marito è deceduto 5 anni fa, eppure se vado da lui un paio di volte l'anno  è tanto. Quando vado lì non riesco a capacitarmi che lui non ci sia più. La mia mente non vuole accettare la sua dipartita, anche se fisicamente non è più nella mia vita, lo sogno spesso, durante i primi anni era come se la nostra vita coniugale continuasse nel sogno. Ed i sogni talmente vividi da sembrare una vita parallela.  Ed andare al cimitero era sancire l'ineluttabilità del distacco della morte. 

In realtà non ho ancora accettato di riconoscere di aver seppellito mio marito: quello che giace lì sono le  ossa di un uomo trasformato dal dolore e dalla malattia, menomato nella mente dal panico, dai farmaci, dai danni di un leggero ictus. La sua anima ed il suo spirito sono svaniti a poco a poco, mangiati dalla sofferenza. Solo la sua ombra arrancava e lottava con la forza di un leone indomito contro la malattia.  Non ho mai accettato ciò che era diventato e la morte che per lui è stata una liberazione, per me è stata la fine di una battaglia. 

Quanto è effimera la nostra vita. Prima siamo parte di una realtà fisica, poi più nulla... restiamo e viviamo solo nei ricordi, non c'è vita nelle loro tombe, c'è il deposito di un'enorme sofferenza che i morti hanno patito. Ma la loro anima è vicina a noi, la possiamo percepire, il ricordo, non la tomba, li lega a noi...

E come  recita la poesia...


La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.



15 commenti:

nelgiardinodirosita ha detto...

Un ricordo ai nostri cari.

Fiordistella ha detto...

Grande Renata! E' un bellissimo post, frutto dell'intelligenza e del cuore :-)

carmen ha detto...

Ciao Renata, il tuo post è molto toccante e mi ha fatto riflettere ...io non vado spesso al cimitero, ma ricordo i miei cari ogni momento, loro sono sempre con me nel mio cuore...un affettuoso abbraccio!
Carmen

Renata_ontanoverde ha detto...

Rosita... un ricordo ed un sospiro.
Lella grazie... :D
Carmen... sempre nel nostro cuore e nella nostra mente!

katherine ha detto...

Quel che tu dici su tuo marito io l'ho provato per mia madre. Otto anni trascorsi insieme, tutto il giorno, senza che lei mi riconoscesse, ne' mi parlasse o mi ascoltasse. Non era la madre affettuosa che conoscevo, non era la persona dalle mani d'oro che sapeva produrre qualsiasi cosa, non era la persona che amava chiacchierare, cantare, che era socievole con tutti. Era una sorta di fantasma che camminava tutto il giorno alla ricerca di una meta inesistente, senza curarsi di nessun altro. Per me è morta due volte e ancora non riesco ad accettare quegli otto anni fatti di niente, in cui eravamo tanto lontane pur se vicine.A volte torna a trovarmi nei sogni, ma è sempre malata...chissà, forse un giorno ritroverò la donna che era e mi parlerà di nuovo nei sogni.
Buona festa dei Santi!

Antonella S. ha detto...

No, non abbiamo bisogno di orride feste per esorcizzare la paura, così come non abbiamo bisogno di tombe per ricordare che abbiamo amato...anche se penso che dedicare ai nostri morti un giorno all'anno, onorarli con candele e fiori in fondo sia bello e importante.
Grazie di averci parlato in questo modo di quello che hai provato dopo la morte di tuo marito, sono pensieri belli e intimi che forse non è facile esprimere a parole.
Un abbraccio.
Antonella

redcats ha detto...

Ciao Renata, ogni tanto il blog resuscita!!!
Per me i nostri cari sono vicini e presenti, il cimitero non mi dice granchè e ci vado per dovere sociale una volta l'anno.
Forse sbaglio, ma sono molto pragmatista.
Un abbraccio forte

margherita ha detto...

Mi fa sempre piacere leggerti, nelle tue parole traspare un sentimento profondo e sincero.
I nostri cari per fortuna restano sempre nel nostro cuore!

Renata_ontanoverde ha detto...

Katherine, l'ho visto cosa succede: una madre che non riconosceva il figlio, si vedeva la disperazione di lui e l'anima in pena della madre che non riusciva a spiegarsi e cercava qualcosa che non ricordava.
Ti scriverò in privato.
Antonella : Grazie, mia cara... con il percorso che ho fatto, riesco a dare voce alle mie emozioni e spero che chi le legge possa riconoscere le proprie. Chi ne viene fuori riconquista la vita.
Maria Grazia : ognuno deve fare ciò che si sente di fare o di dover fare...
Margherita, un bell'abbraccio. :D

Ale ha detto...

Ciao Renata, oggi è il giorno dei defunti... , come hai scritto tu, non serve andare una volta all'anno a mettere due fiori su una tomba.
Non sapevo che avevi perso la mamma più o meno come me, nel 1977 avevo 17 anni e lei 39. Non sono riuscita ad andare al funerale, e non riesco nemmeno ad andarli a trovare al cimitero. Sono dentro di me e questo mi basta. Poi ognuno ha le proprie idee...
Un abbraccio Renata cara. A presto.

nonno enio ha detto...

bellissimo post cara Renata che fa riflettere.... fino alle lacrime. Anch'io come te, vivendo distante da dove hanno seppellito mio padre lo ricordo spesso nelle mie preghiere e ho pochissime occasioni di recarmi sulla sua tomba.

Renata_ontanoverde ha detto...

A presto Ale..
Nonno Ennio, un abbraccio

leggerevolare ha detto...

bel pensiero... la penso come te. Ciao

Mammamiao ha detto...

Mia cara, ti abbraccio forte! Anche io sono lontana dal blog, ma appena posso faccio un saltino nel tuo e ... Il mio cuore ti è vicino. Grazie per aver condiviso questi sentimenti così privati e preziosi.

Alidada ha detto...

un abbraccio a te mia cara