La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

sabato 28 gennaio 2012

Bilancio sulla bilancia


Prima di partire, mi son messa a fare il punto della situazione : siamo agli sgoccioli del primo mese dell’anno, per non deprimermi ho fatto una lista di cose positive ed una di cose negative. Per fortuna le prime sono il doppio di quelle negative per numero, ma queste ultime sono toste e mi son depressa non poco!

Se, da un certo punto di vista, mi adatto al momento ed,  anche se fisicamente ho poco del giunco, come tale mi piego per superare il refolo degli eventi per poi rialzarmi, sono ad un punto in cui mi sento stanca di questo mondo d’incertezze, di dolore e di speranze che si allontanano. Come faceva dire Quino a Mafalda è il misticismo da fine mese: quando i soldi scarseggiano, la provvisorietà e la difficoltà vengono a galla trascinando ed evocando fantasmi di incertezze ed insicurezze e l’umore tende a incupirsi. Allora vengo a patti con la mia coscienza, sfodero piani per recuperare il mio equilibrio e quando sembra che ce l’ho fatta, regredisco: cosa che puntualmente mi porta ad un paio di giorni di destabilizzazione, come Lucy van Pelt mi piazzo due giorni davanti alla tele o davanti al computer, facendo lo stretto necessario e riposando. Dopo di ché, recuperata la  forza fisica, riparto, lancia in resta su il cimiero, come il prode cavaliero, riprendendo le mansioni quotidiane e magari con un nuovo progetto.

Il primo anello debole della mia vita è l’alimentazione: usata come  rifiugio alle delusioni.Mentre prima della data spartiacque 1995 (giorno del mio ricovero per un collasso) ad ogni abbuffata seguiva un periodo di disintossicazione e di riequilibrio, che grazie all’età con un metabolismo ottimale funzionava a meraviglia e mi manteneva in una buona taglia 48,  ora che abbuffate non faccio più, non sono costretta a periodi di disintossicazione ma continuo a  mangiar male, sebbene non eccessivamente, quel tanto da ingrassare solo nei periodi di crisi : praticamente prendo quei benedetti due kili l’anno e, causa metabolismo rallentato (menopausa, anzi monapausa, come dice una mia amica), dal ‘95 ad oggi   mi son creata una corazza di 22 kili di surplus, che hanno trasformato il sovrappeso  in obesità allo stato iniziale,   rendendomi sempre più difficile il ritorno alla forma, perché mi piace cucinare, perché amo mangiare, perché devo cucinare per mia figlia e perché caspio anche a questo devo rinunciare??? Anche se so perfettamente che non è una rinuncia a vita, ma si tratta di trovare il giusto equilibrio.

I sacrifici dietologici sono i più difficili a farsi.  La negazione del cibo ADESSO indica uno sforzo, anzi l’ ENNESIMO sforzo tale  che la mano corra alle golosità disponibili per compensare. Hai voglia a svuotare frigo e dispensa! Se li riduco al “deserto dei tartari” entro in depressione da vuoto!

Spesso è l’abitudine bastarda a farmi riempire il piatto, favorita da una vita  familiare precedente, abituata ad  usare le terrine al posto dei piatti per porzioni di pasta adeguate per gli appetiti dei ragazzi e di mio marito, il che mi ha fatto seguire a ruota ed a consumare una quantità maggiore per non scartare, per non buttare perché il giorno dopo “non è più fresco e perde sapore”.  Un’insalata è dietetica, ma se ci metti dentro un pomodoro intero, un cetriolo intero ed un cespo di lattuga   e condisci per  bene, magari con una scatoletta di tonno o un petto di pollo, mangiando il tutto con due fette di pane, vi assicuro che sommano una botta di calorie, poi finisco con una mela o mezzo kilo di albicocche o fragole o tre etti di fichi.  Il senso della misura mi manca quando si tratta di porzioni!

Nel contempo fino ad ora son riuscita ad evitare di superare il blocco dei 97 kg.   Ma questo sembra insufficiente a farmi decidere di dimagrire con metodo e con consapevolezza del beneficio per la mia salute.   Ho avuto da novembre un rifiuto totale ad ogni riguardo circa i condimenti e mi ritrovo in condizioni poco ottimali. Ogni volta che mi guardo allo specchio, perché recentemente mi son pure gonfiata, ritrovo una sconosciuta: una balena che non riconosco, quasi quasi mi do del Lei! Mi sento a disagio in questo corpo, che tendo ad “ignorare” dato che riesco a mimetizzare per l’altezza che mi leva due buone taglie anche tre,  anche  le commesse, specie in inverno mi passano abiti di taglia  50 mentre vesto la 56 e strabuzzano gli occhi quando le correggo con uno stupito “NOOOOOOO, non è possibile! Ma è sicura ?? “

Quali le soluzioni? Le solite :

1)      esercizio fisico,  ultimamente ho preso a fare cyclette,  che cerco di fare con costanza,  ma speriamo…

2)      massaggi,  che faccio settimanalmente, ma inutili ai fini del dimagrimento, in quanto deficito totalmente di

3)      volontà ad iniziare un’educazione all’alimentazione, che mi porti al benessere in primis ed al dimagrimento, come dicono i medici, per seconda intenzione.

Praticamente galleggio nelle endorfine che il cibo scatena nel mio corpo, specie ultimamente, indulgendo nei salumi, nel pane e nella cioccolata, favorita dal fatto che a Natale mi hanno regalato una confezione di praline da 888 grammi!!!! Di cui son rimaste solo una decina di pezzi perché non mi piace il gusto del ripieno. Last not least (ultimo, ma non meno importante) ho vinto una putizza (pan dolce con ripieno di cioccolata, noci, pinoli ed uvette) al lotto della latteria sotto casa, che a mia figlia non piace! Sempre pezzi di cioccolata sulla mia via anzi sul mio punto “vita”!

La teoria sul dimagrimento la conosco perfettamente, sono dimagrita già tre volte in vita mia anche più di 10-15 kg specie dopo le gravidanze; due anni fa ho seguito per un periodo una dieta con una dietologa, ma per ovvi problemi ho smesso il controllo ed ho ripreso per le problematiche di famiglia a mangiare senza stare attenta.  Fatto sta che son punto ed a capo.

Il cibo è il nostro carburante, come mangiamo così lavorano i nostri organi e varia la secrezione ormonale del nostro cervello, che lavora sull’umore con le endorfine, la serotonina, ecc. Il cibo è la nostra medicina, attraverso il cibo raggiungiamo il nostro equilibrio e possiamo curare i nostri mali, come recita l’ayurveda.

Son cose che so perfettamente, ma non riesco a mettere in pratica che per brevissimi tempi.  Ultimamente sto recuperando un po’ di cura per il corpo, anche spronata dalla mia massaggiatrice, ma sento tutto come un peso e mi giustifico con ogni batosta esterna sulla mia routine per continuare nella mia autogratificiazione culinaria e nel trascurarmi. Io, speriamo che me la cavo….

Come cantava Snoopy : It’s a long way to Tipperary!

4 commenti:

Gloria Fiorani ha detto...

Guarda, io da anni combatto con un'obesità grave e ti posso dire che è durissima... ma non è soltanto colpa della mia golosità, ho problemi di tiroide e insulinoresistenza ma con le giuste cure ho perso ben 24 kg in un anno: yuppi!!!! ;) Capisco benissimo, quindi, che tu abbia difficoltà a rinunciare al piacere del cibo... Magari però fatti un regalo, quando hai tempo, vai a camminare più spesso: sai bene quanto rilassante sia e quanto bene faccia! ;)

Shunrei ha detto...

L'unica volta che sono riuscita a dimagrire (quei 10-12 kg) è stato in un modo che non consiglierei a nessuno: stress per il lavoro che facevo a quel tempo. Lo stress mi dava insonnia, non riposando ero sempre stanca, talmente stanca che mi andò via l'appetito... come è risaputo a "stomaco vuoto" non si dorme, di lì l'insonnia... un circolo vizioso, insomma.
Mo' quei kg li ho ripigliati con la gravidanza (in tutto col pancione ne avevo presi 13... ma almeno 8 son rimasti lì)... e con i ritmi scombinati e i pasti sconclusionati di questo periodo (più le feste, che ci han messo il carico), quegli 8 saran diventati anche 10.
Che dirti... dovrei mettermi in riga pure io, ma si va anche a momenti: ho un debole per il cioccolato come te, e c'è da dire che a volte un pezzetto o un cioccolatino è più cibo per l'anima che per il palato.
Io mi son ripromessa di pensarci più avanti (la speranza è che quando l'Aquilina inizierà a camminare e io a correrle dietro, il consumo di calorie aumenterà di quel po'... :P), ma a te faccio un in bocca al lupo di trovare il giusto metodo per toglierti crucci e chili di dosso, magari riuscendo lo stesso a toglierti uno sfizio ogni tanto!

Renata_ontanoverde ha detto...

Gloria : bravissima ! il tuo problema è metabolico per problemi agli organi, il mio è anche un problema d'età oltre che psicologico, ma io spero di farcela!

Quando sono sotto stress mia cara Shunrei, mangio a ripetizione! Crepi il lupo.. povero lupo...;)

Gloria Fiorani ha detto...

Ma sì che ce la farai! Tu sì che sei bravissima, davvero. Ad majora! ;)