La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

domenica 7 ottobre 2012

Tutto perfetto!

Colgo lo spunto dal commento al mio precedente post di Soffio " belle immagini, ma si può anche agire con grande semplicità e spartana preparazione", di fronte al  mio racconto della preparazione alla serata con le amiche a casa mia.
 
Se da una parte considero le amiche persone intime, con le quali ho condiviso tanta parte della mia vita, in quanto ex-colleghe : una la conosco dal 1975, un'altra dal 1988, ecc. la conseguenza logica dovrebbe essere la disinvoltura nell'accoglierle in casa mia.
 
Si da una parte è vero, dall'altra, non avendo mai avuto un'abitudine al ricevere più persone, in quanto mio marito in casa sua era un vero orso e non amava accogliere, ma l'incontro con gli amici era sempre esterno, ne ho ricavato un'enorme insicurezza: penso di non esserne capace.
 
Eppure ricordo sempre l'accoglienza del mio compare a tirar fuori dal frigo carciofini selvatici sott'olio e formaggio grana con una fetta di pane e capocollo al peperoncino e di come le serate scivolavano via con fiumi di parole: come intende Soffio la convivialità. Basta poco tra amici, che ce vò?!
 
Ma, nella mente femminile, caro Soffio, tu ben sai che ogni situazione semplice viene resa complicata proprio come ho detto prima, da aspettative, voglia di apparire, voglia di render cosa gradita, stupire, perché TUTTO è corollario all'incontro. Noi donne siamo capaci di truccarci perfettamente e studiare come vestirci per ogni occasione, mettendoci un impegno  sia che ci troviamo ad una cena tra amiche, che se dobbiamo andare alla prima della Scala: perché questo è il nostro modo di essere, complicate!
 
Alla fine della cena guardando ai resti ho pensato: ho preparato troppe cose! La prossima volta devo calibrare meglio le porzioni e le portate.   Certo nulla viene sprecato perché si consuma in seguito, ma il tempo perso nei preparativi poteva essere ridimensionato, usato per altro. 
 
Ecco, penso che questa sia la chiave di lettura di tutti i nostri sbagli, le nostre ansie, i nostri timori, messi in evidenza da Soffio con il suo commento:  ho considerato quanto l'aspettativa, la disistima e l'insicurezza in me stessa abbia inciso e stia incidendo non solo in un semplice ricevere le amiche per una serata in allegria, quanto per TUTTO quello che faccio nella vita.
 
Perché ogni cosa anche la più semplice deve essere vagliata e considerata a 360°, perché nella mente si fanno largo centomila domande sul come potrebbe andare, mentre confusione ed ansia rendono insicuri e mettono a repentaglio la riuscita di un semplice incontro o di una semplice commissione.
 
La domanda che dovrei pormi in realtà è molto semplice : CHE COSA VOGLIO IO IN QUESTO FRANGENTE ? Considerare poi le soluzioni, scartare quelle insensate e procedere con calma verso l'obiettivo dovrebbe essere sufficientemente produttivo ed efficace.
 
Perché rincorrendo assurdamente il criterio di perfezione (che non è di questo mondo) si accendono illusioni e si perde di vista il vero SIGNIFICATO delle occasioni e della vita : IL DIVERTIMENTO!
 
Chi fa con amore il proprio lavoro, si diverte! Chi accudisce con amore la propria famiglia, si diverte! Chi riceve gli amici con semplicità, si diverte! Anche nello sforzo e nella fatica ci si può divertire, perché il fine ultimo di questi è rivolto alla riuscita di un'impresa, della felicità dei nostri cari, dell'allegria dei nostri ospiti! 
 
In fin dei conti la chiave di lettura di questa perfezione è la semplicità: una dimensione che spesso dimentichiamo, soprattutto noi, della società del benessere, degli optional di lusso! Dimentichiamo che si può essere felice senza orpelli se guardiamo bene in fondo a noi stessi!!
 
Perché se attendessimo che tutto sia "perfetto" le cose non accadrebbero mai: quante cose vengono rimandate e di conseguenza quante occasioni perdute? Eppure è la nostra società che impone una falsa "perfezione" che ci condiziona costringendoci a sopravvivere, fino a perdere di vista il vero scopo, il fine ultimo :  semplicemente VIVERE!






9 commenti:

Linda ha detto...

Riflessioni giustissime Renata, ma anche la preparazione all'evento, semplice che possa essere, ha un suo perché; avere un obiettivo da raggiungere e metterci impegno, passione, ricerca di "perfezione" dà un senso al nostro tempo precedente. La dedizione, affinché qualcosa riesca bene, dà una soddisfazione interiore che poche cose sanno dare, anche quando nessuno se ne accorge o ci gratifica. Non è per il raggiungimento della perfezione in sé o solo per fare bella figura che si prepara una cena splendida per le propre amiche, ma per il desiderio interiore di dare il meglio, di fare il massimo (anche per amore, affetto, perché no?), anche del tempo, del proprio tempo. Sentire di aver fatto il massimo non ha prezzo, credo, anche quando i risultati non sono quelli sperati. E' una sensazione dolcissima prepararsi ad un evento con impegno, anche solo per ricevere delle amiche.

Un bacio, carissima.

Renata_ontanoverde ha detto...

Eppure Linda, il troppo impegno e l'ansia rischiano di rovinare gran parte dell'incontro.
Quindi... bisogna saper dosare le cose e dare a loro la giusta collocazione.
Preparazione si, ma con calma.

Soffio ha detto...

Cara amica, nei tuoi scritti si sente una persona che ha voglia di piacere e di accogliere al meglio. Intanto però ricorda uno slogan "L'ottimo é nemico del bene". Può essere piacevole essere accolti con una tavola meravigliosamente imbandita, purché non sia formale e dietro si senta il cuore. Ma anche un pezzo di carta gialla con sopra una fetta di salame e formaggio va bene. Pensa a fare ciò CHE TI FA BENE

Renata_ontanoverde ha detto...

Grazie Soffio per il tuo commento: al solito chiaro ed esaustivo, hai fatto affiorare il problema. Non so più che cosa voglio e cosa mi fa star bene.

Anonimo ha detto...

ancora una volta mi hai letto nel pensiero,potrei metterci la mia firma nei tuoi ultimi post
stessa insicurezza,stesse incertezze, poca fiducia in se'
penso sia il retaggio delle nostre vite ed esperienze cosi' simili per non dire identiche.
ti ho scritto
in verita' volevo dirti che mucia e' super bellissima
asaf

Renata_ontanoverde ha detto...

Mucia è sempre super bellissima è il mio soggetto fotografico preferito! si vede ??? ;)

Saray ha detto...

Si penso che la perfezione è nemica dell'amicizia e della convivialità. Molto meglio una simpatica e ruspante semplicità. Buonanotte :)

redcats ha detto...

Linda ha ragione, penso proprio che sia così, magari poi è l'ansia eccessiva che può rovinare la gioia del ricevere . redcats

Renata_ontanoverde ha detto...

No Redcats, la gioia di ricevere quando le amiche arrivano riesco ad apprezzarla anche se nei giorni prima i dubbi che mi assalgono che mi snervano mi riducono a polpette, perché è solo da due anni che ricevo a casa ed organizzo il pranzo. Il massimo che facevo era l'invito ad una riunione Tupperware o Stanhome. Prima pranzi o cene li facevo solo con i parenti stretti!