La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 30 ottobre 2012

30 ottobre 1974

Il 30 ottobre di 38 anni fa, all'età di appena 42 anni, moriva mia madre dopo un anno di sofferenza e tre mesi di consunzione per un carcinoma al cervello. Era una donna splendida, aveva imparato il mestiere di sarta, sapeva suonare il pianoforte e l'organo, ma aveva dovuto cancellare il sogno di diventare concertista perché la nonna non volle rinunciare ad averla vicina. Leggeva avidamente di tutto e con mio padre costituì la nostra eredità libraria. Seppe lottare per i figli come una leonessa. Era umorale, imprevedibile, ma capace di tanta dolcezza. Aveva le mani d'oro. Qualsiasi cosa si metteva in testa di fare riusciva sempre uno splendore. Devo a lei il mio individualismo, la mia manualità, la mia diversità di non-allineamento al costume imperante ed ai luoghi comuni (che le costò 15 giorni di prigionia, per non essere iscritta al fronte della gioventù comunista a 17 anni, perché li considerava dei zotici privi d'ideali, marionette nelle mani del partito, che aveva seminato nella zona terrori, soprusi, vendette, torture e riempito foibe!). E' sua  la mia caparbietà ad affrontare qualsiasi impegno preso; la fedeltà , la carità, la solidarietà.  Nonostante tutto però aveva una certa fragilità che riaffiorava di tanto in tanto e la segnava, probabilmente retaggio della prigionia come lo fu il carcinoma che si sviluppo più tardi probabilmente da una degenerazione per aver sbattuto violentemente la testa sul pavimento durante gli interrogatori. Ma è da allora che iniziò ad avere fortissimi mali di testa, che poi sfociarono nella malattia.
 Difficoltà ne ebbe tante, ma riuscì a combattere indomita fino alla fine, che non riusciva ad accettare. 
Di lei conservo ancora tanti cari ricordi. Quando la mattina nel silenzio della casa voltava la moka napoletana ed aspettava che il caffé scendesse leggendo una rivista od un libro. Mentre lavava il bucato, nei primi anni dopo l'esodo, usando i tini pesanti di zinco e la spossatezza ed il mal di testa che ne conseguiva il giorno dopo. Oppure la ricordo mentre spolverava  cantando a mezza voce le arie dell'opera che suonavano alla radio dalle 9 alle 9:30; quando curva sulle stoffe cuciva fino a notte tarda per completare un capo da consegnare l'indomani, spostando con la punta del piede la manopola della grande radio Telefunken ai suoi piedi per cambiare stazione.  Le maglie che sferruzzava davanti alla televisione perché non sapeva stare con le mani in mano!

Io la ricordo così : giovane donna in un campo di margherite e papaveri in fiore!
 

19 commenti:

nellabrezza ha detto...

Che mamma !! Determinata forte tenace !!! si vede nello sguardo tutto ciò che hai detto di lei !!... la caparbietà di portare a termine ogni impegno preso... mi piace molto ! E' una bella eredità.

leggerevolare ha detto...

bellissima foto e davvero complimenti... una grande donna.
Nella sua forza ho riconosciuto molto della mia mamma... anche lei mi manca da morire!! Un abbraccio

Antonella ha detto...

Queste sono le donne italiane, quelle vere! Mi hai fatta piangere Renata, un abbraccio.
Antonella

Linda ha detto...

Non so che dire, di fronte ad un ritratto così. Rimango ammirata, come davanti ad un'opera d'arte. E in silenzio.


Un abbraccio.

slog ha detto...

Vi assomigliate molto nei lineamenti, gli occhi mi paiono proprio gli stessi.
Anche oggi ci doni una chicca preziosissima e ti abbraccio forte.
Grazie Renata, bacio

Shunrei ha detto...

Bellissimo post.
Grazie per aver condiviso questi ricordi!

Maude ha detto...

Che bel post Renata. Non so che altro aggiungere.

margherita ha detto...

Era davvero bella, dentro e fuori.
Un post delicato e nostalgico, devi essere davvero orgogliosa di una mamma così!

Renata_ontanoverde ha detto...

grazie a tutte voi!

Saray ha detto...

Molto bello il post sulla tua cara mamma, un ricordo dolcissimo. Molto ben spiegato anche lo spaccato dei momenti che ha vissuto Trieste in quegli anni. Ti abbraccio cara :)

Renata_ontanoverde ha detto...

Grazie Saray!

FrencyMammaStrega ha detto...

Penso che non esistano le parole adatte a descrivere le emozioni che hai regalato.
Solo GRAZIE!

redcats ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Renata_ontanoverde ha detto...

Grazie Frency!

Si, Redcats, hai ragione ;) modestamente.
Mi dispiace di aver inavvertitamente cancellato il tuo gradito commento ;(

momma ha detto...

Che bel post, Renata, e che persona straordinaria tua madre!

katherine ha detto...

Una mamma così è quella il cui ricordo ti darà sempre la forza di combattere le avversità, di rialzarti dopo ogni caduta, perchè lei avrebbe saputo farlo e sarebbe tanto orgogliosa di vedere come affronta la vita sua figlia.
Hai avuto una splendida mamma e sicuramente tu sei altrettanto splendida. Buon sangue non mente!

Renata_ontanoverde ha detto...

edvige ha detto...

Un abbraccio.

Renata_ontanoverde ha detto...

Un abbraccio a te, cara Edy!