La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

giovedì 19 marzo 2015

19 marzo - San Giuseppe

Nei social networks ho letto disparati posts e commenti a questa giornata e tanti auguri a tutti i papà. 
Anche a me è venuto il magone, per il mio Papà morto così presto, per il nonno Giuseppe e per il nonno Mario nato in questo giorno nel 1900. 

Ma più che la festa del Papà, il 19 marzo per noi ragazzi era una festa bellissima: un giorno di preziosa vacanza da scuola,  ancora più apprezzata quando anche Papà era di riposo. Quindi si impigriva la mattina a letto,  si faceva il pranzo in fretta perché dopo andavamo dallo zio Giuseppe e dalla zia Maria: per San Giuseppe si faceva sempre una bella passeggiata -tempo permettendo-. Una delle mete preferite era la villa Revoltella, che con la primavera offriva un bellissimo parco ridente e rigoglioso, pieno di fiori nuovi con una bella distesa d'erba verde smeraldo.  Controllavamo subito dov'erano i pavoni. Sotto gli enormi abeti c'erano dei grandi funghi sembravano magici come quelli del brucaliffo. Poi si andava alla fontana davanti alla Chiesa per dare da mangiare ai pesciolini rossi. Ci dirigevamo dopo verso il centro del parco, lasciando alla nostra sinistra la grandissima serra, piena di piante ed alberi di tutto il mondo, poi c'erano i terrari sotto il muro dove dimoravano le pianticelle appena nate, che venivano coltivate per formare l'aiuola con lo stemma di Trieste e la data del giorno. Scendevamo la scalinata dove ci aspettava una grande fontana,  con sopra un enorme Pinocchio che si specchiava dentro l'acqua angosciato per le sue orecchie d'asino. In fondo alla collinetta si trovavano i campi giochi: una pista di pattinaggio, un campo da tennis dismesso, alcune altalene con la fila di bambini che aspettavano il loro turno, la giostra sempre piena, supervisionata da qualche genitore.. A volte ci si sbucciava le ginocchia, ma Mamma prima ci strapazzava un po' per la nostra sconsideratezza a correre in quel modo, poi ci asciugava le lacrime e con un fazzoletto inumidito da saliva dava il primo soccorso pulendo la ferita dalla terra e rimbrottando, che in fondo non era nulla di grave, infatti si riprendeva a correre a giocare, a saltare, a dondolare... di nuovo piangenti quando il sole andando al tramonto ci induceva a rientrare sotto la pressione degli adulti, perché iniziava a fare freddo...    Di  ritorno si passava davanti alla voliera degli uccellini di tante varietà, che nel tepore della primavera scrollavano le loro piume, le pulivano contenti, facevano il bagno nelle ciotole d'acqua, si rincorrevano cantando allegri. Noi bambini restavamo rapiti e curiosi a guardare quella varietà di colori e di canti e constatavamo i nuovi arrivati. 

Alla fine si rientrava a casa degli zii e la zia Maria ci preparava una scodella di latte caldo o di te, con i biscotti pavesini, oppure con una fetta di dolce buonissimo se aveva avuto il tempo di farlo. Ricordo le sue torte meravigliose sempre con la glassa sopra. Divoravamo ogni cosa e ci consolavamo guardando la TV dei ragazzi, che iniziava le prime trasmissioni intorno alle 16.30.

Per tornare a casa e risparmiare sul biglietto dell'autobus si percorreva la strada a piedi visto che era in discesa; se ci lamentavamo per la stanchezza, dato che il traffico era quasi inesistente Papà ci prendeva per mano e iniziava a scendere saltando a balzelloni accellerando il passo, mentre lui cadenzava il ritmo dei balzi con una filastrocca. 

La strada non era tanto lunga, ma a noi bambini sembrava interminabile: quella notte dormivamo come sassi. 

5 commenti:

olgica valtorre ha detto...

Molto bello questo post ,complimenti Renata.Buona serata...

carolina verzeletti ha detto...

Mi piace sempre leggere i ricordi delle persone,come il tuo hanno sempre qualcosa di magico e di genuino,sanno di buono.
Ciao

keypaxx ha detto...

Ricordi toccanti che fanno bene al cuore.
Un sorriso per un sereno inizio di primavera.
^___^

Ale ha detto...

Bellissima Villa Revoltella, portavo sempre mio figlio a giocare. Bello il racconto... Ora le feste non sono più la stessa cosa. Buon w.e. Renata.

Lilli ha detto...

E' bello comunque avere dei bei ricordi sui propri genitori. E' una cosa che a me manca molto