La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

mercoledì 18 marzo 2015

A Trieste... come si dice e cosa si fa...



da Tiziana Zuppi... cito : 

A Trieste...
A Trieste per dire mi dispiace si dice “volentieri…”
A Trieste se vuoi bere un caffè devi conoscere il suo vocabolario: nero, goccia, capo, capo in b, deca, …A Trieste si va in spiaggia separati (Alla Lanterna): donne con le donne, uomini con gli uomini.
A Trieste chi attraversa sulle strisce passa sempre per primo.
A Trieste ci sono più di otto diverse religioni che si rispettano e non fanno guerre.
A Trieste c’è davanti il mare.
A Trieste “si va al bagno“, ma non come in Italia.
A Trieste la corrente elettrica si divide ancora in 220 o 125.
A Trieste i "pedoci" = pidocchi (le cozze  n.d.t. ) si possono mangiare
A Trieste c’è la più alta concentrazione di scienziati e scrittori da tutto il mondo, ma nessuno lo sa.
A Trieste la follia è stata dichiarata normalità.
A Trieste il danno è diventato “esistenziale”.
A Trieste quando tira il vento, mettono le corde per tenersi.
A Trieste se vedi un uomo malvestito può sempre essere un milionario.
A Trieste la bandiera tricolore sventola a tutte le feste comandate.
A Trieste si va in Slovenia per fare benzina.
A Trieste non si dice terrone bensì  "  'talian  ".
A Trieste quando compri casa non devi andare al Catasto, ma al Tavolare di Maria Teresa d’Austria.
A Trieste si parla come si mangia: il primo è sloveno, il secondo austriaco, il vino italiano o triestino. Qualcuno, di nascosto, beve e parla in friulano.
A Trieste quando ci si tuffa in acqua vince chi fa più spruzzi.
A Trieste i “pastini” non sono piccoli pasti e i “trombini” non sono piccole trombe.
A Trieste non si chienono 100 grammi o un etto, ma "10 deca".
A Trieste i cartelli stradali sono scritti in italiano, ma i valori interni parlano tutte le lingue.
A Trieste c’è la scuola interpreti più famosa d’Italia: ci sarà un motivo.
A Trieste i giovani sono i muli e le mule.
A Trieste le acciughe si chiamano sardoni e i "sardoni" si buttano alle mule ... (come si pescano seppie con pezzetti di acciughe, così i "muli pescano le mule").
A Trieste il "mato” era un tizio “normale” già prima di Basaglia.
A Trieste “l’atomica” non è una bomba e nessuno la teme ( n.d.t. pentola a pressione).
A Trieste i guai “ xe longhi ”
A Trieste, quando si parla in italiano, si parla in “lingua“.
A Trieste jota non è solo una lettera dell'alfabeto.

4 commenti:

olgica valtorre ha detto...

Bel post Renata!Buon pomeriggio...

Ale ha detto...

Forte Renata, mi sono tanto divertita.... bellissimo, dove lo hai trovato che lo rubo!!!! Buona giornata senza trombini, ma col sol.

Renata_ontanoverde ha detto...

l'ho presa da FB... non so, fai un copia incolla Ale... Grazie Olgica...

Ale ha detto...

Si grazie Renata. Buona giornata.