La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

mercoledì 18 aprile 2012

Nellabrezza : ecco il racconto dell'esodo.

Al solito non sono concisa, ma vorrei rendere ad onor del vero il clima che queste terre hanno vissuto.

Per capire la portata morale e fisica dell’esodo, bisogna risalire alla fine della I Guerra Mondiale con la definizione dei confini, che determinò l’inglobamento di zone di diversa origine nei paesi vincitori. In vari stati sorse un movimento di omogeinizzazione nazionalista a scapito della minoranza etnica, che doveva adeguarsi o emigrare:  in Francia verso i tedesci dell’Alsazia, in Polonia verso i tedeschi della Slesia, in Grecia verso i Turchi,  in Turchia verso gli Armeni, in Italia Mussolini fece la campagna in grande stile con l’italianizzazione dei barbarismi nella lingua parlata, e nei cognomi stranieri (anche nel doppiaggio certi nomi dei film americani fanno sorridere) la proibizione e la chiusura di scuole di lingua slovena e delle case di cultura slovena, nonché serbo croata nell'Istria di cui 60% della popolazione era Italiana il resto era croata, serba e di altre origini. In Jugoslavia (Regno di Serbia, Croazia e Slovenia)la repressione venne a colpire gli Austriaci al confine della Slovenia, ma anche   le altre etnie croate e slovene, in quando la “Grande” Serbia si considerava leader dominante. Fu così che prima della seconda guerra mondiale la persecuzione serbo-jugoslava verso la popolazione croata, vide una pesante azione dei terroristi croati, (cattolici e fascisti), i famosi e terribili ùstascia, che allestirono campi di concentramento, ben prima di Hitler dove furono internati comunisti, ebrei, zingari e serbi.  Le stime dei decessi di questi campi ùstascia secondo Simon Wiesenthal parla di 500.000 serbi uccisi, 250.000 espulsi, 250.00 convertiti al cattolicesimo in modo forzato e di migliaia di ebrei e zingari uccisi.  Ma il generale Tito comprese che la Jugoslavia nella II guerra mondiale doveva stare unita e fu l’unico esponente militare che riuscì a riunire nelle proprie file croati e serbi, anche se gli attriti tra le due etnie erano proverbiali e dovevano agire separatamente.   I campi di concentramento vennero usati  dopo il ’43   per eliminare anche i soldati italiani reclutati  nei territori occupati e di cui alla fine non sapevano come inquadrare dovendo sbandierare il totalitarismo jugoslavo (capirete il perché leggendo in seguito)  le  loro condizioni alla liberazionone nel 1946 furono orribili, ma sono tutte documentate.  Un conoscente reduce raccontò di secchi pieni di occhi umani strappati ai reclusi e tacque il resto!






Dal 1945 al 1946 ci fu quella che fu chiamata “La Grande Corsa verso Trieste”, i militari di Tito fecero una sanguinosissima campagna, terribili furono gli eccidi. L'italianissima  Zara, la perla dell’Adriatico fu distrutta da 54 bombardamenti (!) ,  i Titini uccisero più di 2000 persone nelle foibe durante la sua conquista, dopo la sconfitta della strenua resistenza della mitica  X Mas. All’occupazione seguirono ulteriori rappreseglie e molta gente fu annegata in mare per accellerare l’eliminazione!  Seguirono le sanguinose conquiste di Pola e Fiume,  e le milizie arrivarono  a conquistare ed occupare una bella fetta di territorio inclusa Trieste, sperando di potersela accaparrare anche dopo la Guerra, inglobando nel proprio nuovo Stato gran parte del ricco territorio della Venezia Giulia sede di numerose attività commerciali che avevano nel porto franco di Trieste potenzialità enormi, (PUNTUALMENTE DISATTESE E REPRESSE DAL GOVERNO ITALIANO che tuttora vuole IGNORARE QUALSIASI SVILUPPO, ANZI LO OSTACOLA!)  I Titini non si risparmiarono nulla in quanto crudeltà incluse impalamenti di persone, torture e sevizie inenarrabili,  fino alla morte di migliaia di uomini, ma soprattutto anche di DONNE E BAMBINI e venne da loro stessi documentata!
Fatto sta che  gli alleati arrivarono in regione, entrarono in Gorizia con la legione dei nord-africani seminando terrore anche nella popolazione inerme  con saccheggi, ma soprattutto   un numero impressionante di stupri proprio come si ricorda nella Ciociara! Agl’Inglesi non importava un fico secco della popolazione, mandavano i magrebbini d’avanguardia, basta andare avanti.
Nella contesa delle nazioni, fu creata la linea Morgan,  oltre la quale gli alleati chiesero a Tito di retrocedere, facendo restare l'enclave di Pola (in basso nella penisola Istriana) quale territorio Italiano, perdendo definitivamente Fiume e Zara.
Ma il Generale voleva a tutti costi la parte più ricca quella costiera dell’Istria a ricompensa di Trieste perduta.     Nacque il Territorio Libero di Trieste, fu delineata una zona A, sotto dominio degli alleati ed una zona B, sotto il dominio dei titini. Gorizia venne divisa in due : storica, la casa il cui WC fu murato e rimase nella zona jugoslava. La leggenda narra che il proprietario evacuasse in un giornale e buttasse il tutto oltre il muro! L’involto veniva ributtato nella parte italiana, i locali in un umorismo arguto dissero : non per le deiezioni ma per  la propaganda politica del giornale in cui erano contenute!


Quando nel 1946 il trattato di pace di Parigi fu firmato, le truppe Titine lasciarono Trieste, due ali di folla scortarono  l’uscita  degli invasori e durante il tragitto le  loro divise marron divennero  bianche di sputi che la popolazione lanciava loro addosso!  
A quel punto Tito giocò il tutto e per tutto,  voleva che la zona B restasse per diritto di etnia alla Jugoslavia, nonostante l'evidenza precitata del censimento fatto ai primi del secolo. Egli favorì l’integrazione di serbi e croati nelle zone dell’Istria facendoli migrare, proibì la lingua italiana ed il suo studio nella zona, represse ogni rivolta o sentore di rivolta. Terrorizzò la popolazione italiana dominandola acciochè non sventasse il suo bluff. Vennero indette manifestazioni di massa alla visita delle autorità alleate per dimostrare la preponderanza jugoslava, rosicchiando ulteriori territori ad est. Tutte le imprese commerciali vennero requisite come indennizzo di guerra ed i proprietari, come mio padre dovettero  cedere gratis la proprietà delle proprie imprese, lavorando per mantenerle in attività ma come “stipendiati” con una misera paga per conto del governo jugoslavo. Oltre alla repressione  culturale, continuò la repressione fisica delle foibe,  e tutti ebbero il terrore di parlare anche con i vicini di casa per non incorrere nella delazione. Le milizie titine irrompevano nelle abitazioni civili, requisivano quanto potevano portare via, rompevano ciò che andava loro a genio o non potevano trasportare. Nonno, già malato di cuore, morì a 53 anni, dopo aver subito soprusi ed incursioni nel nostro oleificio e nel nostro mulino da parte dei dominatori titini che requisivano farina e olio  e rompevano orci, squarciavano sacchi di farina, secondo il loro umore.   I contadini nell’allevare e coltivare dovevano vender tutto a loro, ricevendo un quarto del valore di quanto prodotto e chi protestava sapeva che poteva passare per le armi!   
Fu così che dalla fine della guerra molta gente temendo per la propria vita e volendo un futuro migliore per i propri figli,  decise di emigrare nella Zona A, abbandonando case e terre che vennero requisite dai Titini. La diaspora continuò fino intorno al 1957, in Istria quelli che non se la sentivano di andare allo sbaraglio  lasciando case ed averi pur dovendo sopportare il regime ed i nullatenenti, che in cambio dell'occupazione di case e campi abbandonati, erano lieti di dichiararsi “comunisti”, facendo buon viso alla dominazione jugoslava.
Era chiaro che nonostante l’evidenza storica, la politica di Tito nella zona B ebbe successo, in quanto  la NATO aveva tutta la convenienza a  favorire Tito, affinché facesse da cuscinetto politico verso lo spauracchio dell’ Unione Sovietica ed in tale posizione il governo jugoslavo rimase fino all’ultimo per poter rimanere indipendente  vedendo il Generale diventare leader della coalizione dei Paesi Non Allineati!  E con il trattato di Osimo, cassate il termine, l'Italia vendette il nostro "c_lo" in cambio di indennizzi da fame, rispetto a ciò che è stato lasciato!
Fu così che carovane di carri e di genti, caricate con povere cose che era PERMESSO dalle autorità TItine di portare con se, lasciò la zona B per restare Italiana, per mantenere la propria libertà, per garantire ai figli un futuro migliore, tenendo in tasca la chiave di casa, che non avrebbero potuto mai più usare e che molti gettarono in mare, ricominciando con disperazione da zero.
Questo fu l’esodo. Così oltre  270.000 Istriani di origine Italiana emigrò.  Grandi lavoratori si sono distinti in tutto il mondo,  non era gente affamata quella che emigrò:  i furlani che ci accolsero ironicamente ci criticavano considerandoci  “troppo pasciuti per essere vittime!!!” tacciandoci con l’etichetta di fascisti! Perché quelli che uscirono dall’Istria non erano  i morti di fame, era una popolazione attiva,  imprenditori, gente di cultura, ma anche pescatori, contadini, allevatori di una terra e di un mare generosi con chi lavorava sodo!  Per noi il Comunismo era sinonimo di   “foibe”, irruzioni, torture, sevizie, dominazione, fame, morte:  non era il Comunismo che gli Italiani conoscevano,  come nell’Emilia Romagna , ad esempio , che si affermava quale  lotta di classe!  Era terrore allo stato puro!
L’accesso ai confini era tassativamente chiuso, chi lo passava doveva ottenere un permesso speciale e subire una perquisizione fisica, con la requisizione di ogni genere importato o esportato. Per mantenere il numero di "popolazione" e diritto all'acquisizione definitiva del territorio zona B i titini cercavano di dissuadere l'esodo e l'emigrazione. I flussi della diaspora avvennero in date prestabilite.
Mio fratello nel 1953 ad un anno ebbe un eczema molto violento e doloroso, la cura che i medici locali gli davano era talmente forte che appena mamma lo spalmava piangeva a dirotto e faceva pipì per il dolore quanto inadeguata. Ogni volta che sudava era colto da prurito e iniziava a grattarsi fino a sangue, piangendo quando veniva pulito. Mia madre chiese per mesi ripetutamente di poter venire a Trieste, sede di un ospedale infantile per curarlo adeguatamente. Fatto sta che non le accordavano il visto per paura che fosse un pretesto per “scappare”.
Alla fine esausta prese mio fratello e lo portò davanti al commissario di zona Titino in Comune e glielo lasciò sul tavolo dicendo : io non ce la faccio più a sentirlo urlare, a fargli del male con questi rimedi,  fatelo voi se lo potete sopportare e minacciò di abbandonarlo lì seduta stante. Il medico della milizia lo visitò e finalmente fu concesso il visto a loro, con l’avviso che qualsiasi “fuga illegale” avrebbe avuto ritorsioni sulla famiglia di mamma!
Dopo la definizione dei confini la gente iniziò a ritornare per brevi visite nelle terre d'origine a trovare tombe e i pochi familiari rimasti. La mia famiglia era quasi tutta emigrata, ma ogni tanto si andava a trovare un cugino ed a portare i fiori per i morti sulla tomba di famiglia. Era tale il clima in casa mia  in quelle occasioni, che ogni volta che si passava la dogana l'ansia ed il terrore dei miei genitori era palpabile come una pesante cortina di piombo. 
Solo dopo Schengen alla fine degli anni '90 i confini con la Slovenia sono stati aperti e mi trovo a mio agio in una terra che comunque non era nostra. La nostra casa è in territorio Croato e sono anni che non ci vado!

Questo è stato il nostro esodo: io sono nata 11 giorni dopo e mamma mi raccontava di come era talmente depressa e prostrata in quei giorni d'attesa di aver avuto più di una volta l'impulso al suicidio, ma solo il pensiero di abbandonare mio fratello di 5 anni la bloccò. Il resto, la dura china d'inserimento in una società che già provata dagli stenti della guerra ci vedeva "stranieri/mangia pane" nella nostra stessa patria è un altro doloroso capitolo



9 commenti:

perennemente sloggata ha detto...

preziosissimo il tuo contributo.
conoscevo solo la storia dell'alto adige, altra terra bastonata ma forse non così tanto come gli ex territori italiani.

nellabrezza ha detto...

accidenti, me l'aspettavo più corto.. ci metterò un pò a leggermelo tutto e capirlo.. tra le altre cose ho una cara amica slovena anche lei, che abita a trieste, docente di lingua italiana...ed anche nelle sue parole e nei suoi ricordi c'è la tristezza di qualcosa che io non conosco e di cui stranamente in tanti anni di amicizia non abbiamo mai parlato. intanto grazie e me lo leggo un pò a puntate, la mia memoria non è più ottima come unavolta.

nellabrezza ha detto...

interessantissimo. no, non sapevo nulla, nè sui libri di storia c'è spiegato un tubo...e tuttavia ascoltare la storia dalle persone che l'hanno vissuta sulla loro pelle è del tutto diverso.
tutti i territori di confine contesi sono fonte di conflitti infiniti, che per le popolazioni sono fonte di dolore e maltrattamenti e povertà. una campagna dura quellaistriana, se ben ricordo, ma tuttavia così tanto amata. questo secolo inoltre è stato lo scenario, in europa, di una infinità di guerre e lutti, per tantissime persone, oltrechè un massacro di milioni di persone.

nellabrezza ha detto...

interessantissimo. no, non sapevo nulla, nè sui libri di storia c'è spiegato un tubo...e tuttavia ascoltare la storia dalle persone che l'hanno vissuta sulla loro pelle è del tutto diverso.
tutti i territori di confine contesi sono fonte di conflitti infiniti, che per le popolazioni sono fonte di dolore e maltrattamenti e povertà. una campagna dura quellaistriana, se ben ricordo, ma tuttavia così tanto amata. questo secolo inoltre è stato lo scenario, in europa, di una infinità di guerre e lutti, per tantissime persone, oltrechè un massacro di milioni di persone.

Shunrei ha detto...

Ripromettendomi di recuperare i tuoi ultimi post (che da GoogleReader vedo ce ne son parecchi che non vedo l'ora di gustarmi, ma... son 10 giorni che il PC lo vedo di sfuggita T__T), volevo dirti che se passi da me c'è una cosina da ritirare...

esprit74follet ha detto...

scusa per l'off topic, ma passa da me, una piccola sopresa ti aspetta

Renata_ontanoverde ha detto...

Perenne : Grazie! non conosco la storia dell'Alto Adige, non posso far paragoni.

Nellabrezza : mi scuso, non ho il dono della sintesi e se lo abbreviavo si perdeva la globalità che ha concorso ad inasprire la situazione.

Shunrei ! arrivo!

esprit74follet : arrivo !

Shunrei ha detto...

Come avrai intuito dalla "pioggia" di commenti, oggi mi sono presa un po' di tempo per leggere quello che mi sono "persa" negli ultimi giorni.
E' una storia molto interessante e, come ha scritto anche Nellabrezza, assolutamente trascurata (come molte altre, purtroppo) sui libri di scuola. Cosa che trovo a dir poco vergognosa... poco meno vergognosa soltanto di quello che è successo in quegli anni.
Dopo le sofferenze e le difficoltà della guerra appena finita, dover sopportare cose del genere per anni e anni quando solo "poco più in là" la gente stava invece tornando finalmente alla vita normale deve essere stato durissimo... ancor di più per l'indifferenza generale.
Quello che mi addolora, è che situazioni del genere esistono tuttora ma al solito... "non ne sa niente nessuno".

nellabrezza ha detto...

m'è capitato tra le mani una rivista di viaggi del 2009, dove c'era un articolo su Pola e Alida Valli, che era proprio di lì...in questo articolo viene citata anche Anna Maria Mori che ha scritto il libro Nata in Italia, sull'esodo. La conosci? Cercherò in biblioteca, per approfondimento..