La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 19 gennaio 2010

Coraggio

Quando ci si guarda dentro a volte si scoprono fragilità che non vorremmo avere, difetti che detestiamo negli altri e facciamo finta non ci appartengano. Invece guardarsi dentro è uno degli esercizi che dovremmo sempre fare, senza o con poche soste. E' ciò che abbiamo dentro di noi che determina il nostro destino: il nostro bagaglio di paure, di ansie, di allegria, di sarcasmo, di dolore, di amore, di noia, di gioia, di voglia di fare, di ozio, di sete di conoscenza, di serenità, di paura, di coraggio, di vigliaccheria, di menefreghismo, di empatia, di solidarietà, di cinismo, di misantropia, di autolesionismo. Fino a che non impareremo a giostrare positivamente i nostri sentimenti per aumentare le nostre chances e per affrontare al meglio le problematiche la vita ci pone di fronte, fino a che non veglieremo su di esse e cercheremo di bilanciarle in modo da restare in un corretto equilibrio, la nostra vita sarà come un'orchestra che ogni tanto "stecca", a volte una minima nota, ma spesso ci troviamo in un mondo stonato. Inutilmente cerchiamo fuori di noi: è nella nostra anima che dobbiamo guardare ed il disagio di trovarsi di fronte alle nostre mancanze ci fa allontanare lo sguardo e cercare negli altri o in altre cose la forza per affrontare il nostro più intimo mondo, ma a volte questo atteggiamento ci offre il destro per mentire a noi stessi e rifuggire dal nostro "centro", incolpando il mondo, la società, gli eventi o chi ci sta attorno per le nostre mancanze, per i nostri sbagli.

Ognuno ha dentro di se la soluzione giusta, ognuno può attingere al proprio profondo essere alla sapienza più pura, ma abbiamo paura di quanto questa possa farci male, farci soffrire di ulteriori privazioni, allora ecco che la ignoriamo, perdendoci dietro a chimere, astrologi, maghi, fattucchiere, gossip, shopping, consigli delle amiche, vuoto vagabondare intorno ad un mondo, che si apre a noi splendido nella sua magnifica varietà ma di cui non riusciamo ad afferrare l'anima perchè siamo lontani dalla "nostra".

La prima volta che ho affrontato la meditazione di vivation allo specchio, guardavo me stessa con stupore, mentre respiravo, perchè sin dall'inizio vi leggevo dentro un'immagine strana: ero io riflessa, lo sapevo bene, ma curiosamente "mi guardavo in cagnesco", incapace di celare il mio timore alla "persona" che vedevo riflessa. Mi stupivo chiedendomi: "ma sono io, eppure perchè guardo me stessa, quasi con preoccupazione, con le ciglia agrottate, come se un timore latente di "cosa possa succedere, di cosa lo specchio possa rimandarmi" affiorasse palese?


Solo alla fine della seduta quando la respirazione aveva sciolto tutti i blocchi interni, le sopracciglie si rilassavano e finalmente la bocca sorrideva allo specchio e la serenità tornava dentro di me.


Cerchiamo di difenderci dagli altri, eppure spesso non sappiamo che prima di tutto dobbiamo imparare a difenderci da noi stessi: solo allora sapremo come affrontare il mondo!


Un abbraccio a voi!

1 commento:

Marinz ha detto...

Hai ragione!
Dovremmo sempre partire da noi stessi per vincere le paure e superare le fragilità della nostra vita e nella vita a rapporto con gli altri.
A volte è così difficile però incamminarsi ed esplorare il nostro io che anche mettersi davanti allo specchio ci pare un'impresa insuperabile.

Un sorriso :)