La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

sabato 16 gennaio 2010

Vaffanfulo Giacobbo e la tua trasmissione del cavolo.

Mi piaceva agli inizi, ma ultimamente è diventato stucchevole e paradossale! Recentemente mi sono fermata a guardare parte di un servizio sul 2012, perché mi ha stupito il tono meno catastrofico del programma su questa data e dato che proprio nel 2012 ho il traguardo fine mutuo casa, mi è rimasto particolarmente in mente.
Sarà che ho mangiato pesante ieri sera, ma stamattina mi son svegliata col mal di testa e con un incubo da sindrome del 2012! Saranno state le immagini impressionanti del terremoto di Haiti, i ricordi che si incrociano, ma il sogno era catastrofico a dir poco, pieno di angoscia e di gente morta. No non morivano sotto i miei occhi, ma ero circondata da gente che è morta e che nel sogno erano vivi, per cui mi chiedevo "oh, ma come fa questo ad essere con me?".
Li rivedevo nella loro fragilità degli ultimi tempi e la mia sindrome da crocerossina prevaleva e come da vivi li avevo sorretti, cercavo di continuare ad infondere in loro la mia sicurezza, con la mia organizzazione anche nel sogno, mentre pareti e soffitti marcivano imbibiti d'acqua che non riuscivo a capire da dove uscisse perché il cielo era limpido ed era troppa per le tubature nei muri, fatto sta che sembrava minacciassero di crollarci sulla testa , mentre nel cielo azzurro alcune formazioni di strane nuvole disegnavano volute mai viste in uno sviluppo continuo e celere.

Le 5.45 : già lo so che per tagliar corto all'angoscia devo alzarmi. La prima sosta al buio, per non svegliare chi dorme, è verso la finestra aperta (senza imposte): ho rivolto gli occhi al cielo ed ho ammirato dopo tante notti Cassiopea, che mi ammiccava dall'alto : "mangia mangia merla!" sembrava mi dicesse beffarda!

Ho cercato in internet, con una connessione di merda (devo avere problemi di linea o di modem) la sua storia ed ho scoperto che era la madre di Andromeda, la bella fanciulla legata allo scoglio vittima sacrificale del mostro marino ucciso da Perseo.

Si perché dovete sapere che Cassiopea, regina etiope, moglie di Cefeo, era talmente orgogliosa della sua bellezza e di quella della figlia, da vantarsi tanto, che finì per sfidare perfino le Nereidi e la stessa Era (Giunone). E voi ricordate che caratterino avevano le dee: alle mortali che le sfidavano toccavano punizioni terribili. Infatti per lavare l'onta della dea Nettuno mandò un mostro marino sulle coste del regno di Cassiopea a seminare morte e desolazione. Il re disperato chiese come potesse liberare il suo popolo da un simile flagello : offrire al mostro la vita di Andromeda. Perseo libera la fanciulla ed uccide il mostro, ma Cassiopea per punizione della sua temeraria vanità viene incatenata al suo trono e imprigionata nella volta celeste, tramutata in costellazione proprio vicino a quella di Balena, che dovrebbe nell'immaginario degli antichi astronomi rappresentare il mostro inviato a punizione della sua sfrontatezza. Per dare maggior forza alla gravità del peccato di Cassiopea, gli antichi la rappresentarono con la testa capovolta.

E' una costellazione che resta visibile tutto l'anno opposta all'Orsa Maggiore ed è facilissima da individuare per la forma a W messa per verticale.
Conosco poche costellazioni a parte Cassiopea, l'Orsa Maggiore, e la mitica Orsa Minore con la stella Polare, individuo quella dello Scorpione, facile da riconoscere per la famosa Cintura d'Orione, che grazie a Laurenti sappiamo faccia rima con …. e la Costellazione del Sagittario per la parte che rappresenta l'arco con la freccia.

Fuori la Bora sta ululando… questo inverno non la sopporto: mi da ai nervi il solo pensiero di uscire! Dall'agitarsi dei rami e dallo sventolio di una bandiera che vedo dalla finestra deve essere anche molto forte. In compenso il cielo è terso, mi ha permesso di rivedere le stelle.

4 commenti:

Giusy ha detto...

I sogni catastrofici capitano: sono la somma di tanti eventi del periodo, mettiamoci pure un po' di fragilità del momento, e la frittata è fatta.

Bella la storia di Cassiopea, non la conoscevo (o non me la ricordavo, che poi all'atto finale delle cose il risultato è uguale).

A te dà fastidio la bora, a me è sufficiente un minimo di vento per mandarmi in tilt!

Buona domenica cara Renata, spero continui meglio di come è iniziata!

Giusy ha detto...

Ovviamente intendevo il fine settimana....

Anonimo ha detto...

Ciao, ieri ho visto il film 2012. Quando le scene catastrofiche sono esagerate non fanno più neanche paura!
In compenso un'amica astrologa dice che il vero 2012 sarà in realtà il 2010, mentre la data del 21/12/2012 sarà solo la conclusione di un ciclo. Annammo bbène!!!
Forse è meglio che attrezzi in qualche modo la stalletta a 1600 metri di altezza... Ma devo metterci una pannello solare o un generatore a gasolio? Beh, dipende dal cataclisma... Uhm, dato che siamo vicini a un ruscello forse è meglio un mulino ad acqua...
Beh insomma speriamo che tutti questi auspici negativi siano almeno da stimolo per usare buon senso a tutti i livelli.
Grazie per il buon anno, e beata te che a Trieste vedi il cielo stellato e non la nebbia padana.
Buona notte!!!
Filorosso

Renata_ontanoverde ha detto...

@ Giusy : anche a me piace la mitologia e le storie in generale!
Fine settimana con mal di testa osceno, ma non mi lamento è stato comunque produttivo!

@ Filorosso : piacere di rileggerti dopo tanto tempo!
Anche se qualcosa potrebbe accadere è inutile terrorirzzare le folle. Ed è proprio questo che stanno facendo anche i giornalisti alla minima emergenza: TUTTE le catastrofi conseguenti ai fenomeni atmosferici sono dovuti all'incuria ed alla stupidità umana, che non lavora più per prevenirle. Non è il Cielo da temere, ma la nostra incuria!