La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

domenica 29 gennaio 2012

Ancora Aïvanhov

Avrete certamente notato che quando siete tristi o scoraggiati, il fatto di pensare a una persona che amate o ammirate vi dà conforto. Come mai? Perché le immagini che abbiamo nella mente o nel cuore non rimangono inattive; quelle immagini possiedono una vita e dei poteri, sono come trasformatori, come fonti di energia.
Un'immagine può portarvi alla rovina e un'immagine può salvarvi; un'immagine può intossicarvi e un'immagine può agire come antidoto. Ogni immagine è legata a un'idea, e quando vi concentrate su un'immagine, questa agisce su di voi, pone il suo sigillo su di voi. Non trascurate mai quel lavoro interiore tanto benefico che potete fare con le immagini."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Questa considerazione spiega l'uso di immagini sacre e di "santini", ma anche dà una serie di spiegazioni circa tutto ciò che la nostra mente recepisce nelle immagini che i nostri occhi vedono.

La vista è il senso che dobbiamo costantemente accompagnare con continue domande della nostra mente per verificare ciò che vediamo e quale effetto abbia su di noi.
In primis le immagini che captiamo sono elaborate dal nostro subconscio, che sappiamo supinamente accetta ed invia all'archivio immagini ciò che percepisce. Si sà che quando un'immagine diventa quotidiana, questa diventa un'abitudine, sia positiva che negativa: dobbiamo stare molto attenti affinché questa supina elaborazione non produca effetti nocivi. Perché, se cassiamo "QUALIASI" immagine, sia che rappresenti una   scena idilliaca della vita (un fiore, un tramonto, ecc) oppure una scena normale di famiglia (un bambino, una donna, un uomo ecc.) che una scena raccapricciante di violenza o peggio, evoca in noi una reazione autonoma. Mentre le prime sono ricreative, ci fanno sorridere, ci allietano, le scene di violenza propinate sotto i nostri occhi costantemente innescano un sistema di autodifesa della nostra mente, con il quale il cervello cerca di "allentare" i sentimenti di paura e di dolore, vale a dire lo stress che esse evocano, fino ad indurci  -a lungo andare- ad ignorarle per autodifesa e considerarle come "normalità". Ecco perché la nostra coscienza spesso, pur vedendo ingiustizie e pur conoscendo il grado di violenza, di cattiveria e di dolore che alcune rappresentano, tende ad ignorarle, perché non raccontano nulla di nuovo e la mente le evita per sopravvivere nel suo equilibrio.
Forse Soffio potrebbe spiegarlo meglio di me!

Il potere delle  immagini più che nella religione, nell'arte ecc.  è meglio spiegato nella radionica. Pensateci bene il potere delle immagini è parallelo ed equivalente ad  un odore, ad un suono. Pensate quindi agli effetti devastanti di un suono acutissimo e continuo che può portare   alla pazzia, all'odore che se buono ci solleva l'animo, ma quando siamo costretti a vivere in un'atmosfera malsana avvelena il nostro corpo fino alla morte. Questo è lampante nell'avvelenamento da ossido di carbonio nel sonno: similmente se la nostra mente "dorme" mentre gli occhi raccolgo le immagini il nostro cervello subisce danni irreparabili. Alla stessa stregua -sia pur non demonizzando all'eccesso ed a priori (!) ma cum grano sali-  consideriamo sempre ciò che stiamo guardando e cerchiamo di  elaborare consapevolmente ed impariamo ad essere selettivi! Spesso ci costringiamo a sorbirci spettacoli ed immagini per la pigrizia di cambiare canale, per l'indolenza a cercarne di migliori, mentre ciò che guardiano CI PROGRAMMA INESORABILMENTE. E questo risultato lo vediamo spesso nei bambini e nell'uso smodato di videogiochi trucidi, dove perdere una vita, significa ritornare in vita riprendendo a giovare fino a che le hai perse tutte, ma per gli umani in realtà la vita è UNA! Ma questo apre ad un discorso molto più ampio.

Chiedevi sempre il PERCHE', sorvegliate le vostre reazioni e cercate la fonte di eventuali disagi: SAPPIATE USARE LA LIBERTA' che ci è stata data di DIRE DI NO a programmazioni subliminali, di cui  non ci rendiamo più conto di quanto siano subliminali, considerandole ormai, purtroppo, parte integrante della nostra quotidianità.

Per un futuro migliore: LA SCELTA TOCCA A NOI! Ad majora!

2 commenti:

Maude Chardin ha detto...

Non ho trovato il fogliettino di Osho :-(
Buona domenica Renata

Soffio ha detto...

segnalo la nascita di civettacanterina@blogspot.com