La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)
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domenica 29 aprile 2012

Gita in Slovenia

Con la mia amica M. sono andata a fare una gita al suo paese d'origine Jursče tra Postumia (Postojna)  e Villa del Nevoso (Ilirska Bistrica).

Ciò che amo della Slovenia è il verde: ricca di vegetazione, anche le colline sono a bosco, solo le valli sono a prato e questa domenica tutti i prati erano ricoperti da un tappeto di tarassaco in fiore. Ogni scorcio sembrava una magnifica cartolina, qua e là completata da qualche piccolo branco di mucche o pecore al pascolo e qualche cavallo che pigro brucava l'erba. Il mio cuore è "naufragato" in tutto quel verde e giallo e non ho resistito a fermare la macchina sul ciglio della strada e fare questa foto, che rende solo in parte il "largo respiro" di questi prati.

Arrivati in paese, dopo le visite di rito,  abbiamo colto l'occasione per andare nel bosco a fare una passeggiata, peccato che ero in ansia perché è zona di zecche e quindi nonostante lo spray anti-deterrente ho camminato con cautela solo per i sentieri segnati e mi son fermata a fare queste foto.






L'incanto del bosco -qui siamo a quota 900 m. sopra il livello del mare- è fantastico, ti sembra che tra quegli alberi si nasconda qualche gnomo. La sera si anima di vita con l'uscita dei cervi e caprioli, con le scorribande dei cinghiali ed ogni tanto, ma raramente, un orso taglia la strada a qualche turista che si addentra troppo nella boscaglia! 

Ma i re sono gli alberi, li guardo e sono ipnotizzata dalla loro altezza! Sono tanti, ma  i miei preferiti sono gli  enormi e severi   pini, che dominano sopra tutti e quando cammini per il sottobosco un intenso odore di resina sale dal tappeto erboso misto ad aghi di pino che trattengono il profumo e ti sembra di camminare  in un mondo fantastico. Lo stormire delle fronde alla brezza del giorno poi, ti fa tendere l'orecchio: abbiamo detto le stesse parole nello stesso momento, io e la mia amica : "ascolta... la voce del bosco"... ci siamo guardate ed abbiamo riso allegre.


Ora sono stanca morta! Ma fra poco vado a letto, devo recuperare le forze, approfitto visto che sono sola a cena e non ho voglia di mangiare! Buona serata a voi! 

 

venerdì 20 aprile 2012

La situazione

....che vado ad incontrare in questi tempi è sconfortante. 
Quando "a c c e n n o" nel discorso a qualcuno la mia condizione (disoccupata e vedova) vedo la contrazione sul volto della persona, quasi uno spasmo doloroso di empatia, che manda in sovraccarico la mia interlocutrice. Mi spiace vedere tale reazione, vorrei evitarla e cerco di non "scaricare" ma informare brevemente, perché spesso tale reazione indica che la persona   ha vissuto od ha sperimentato almeno in parte delle perdite ed ha un sussulto a rivivere il momento, oppure per via del momento critico che viviamo, ha raccolto già tante testimonianze simili che la sua anima è pronta a collassare. 

Nonostante tutto vedo altre realtà anche peggiori delle mie e torna a galla il mio positivismo, ma permane un senso d'insicurezza, di dubbi continui! 

Andare avanti è difficile. La ricerca di un riempitivo per sostenermi finanziariamente fino al percepimento della pensione è poi logorante: vuoi per il periodo di crisi che stiamo vivendo, vuoi per la fragilità che le mie recenti "perdite" mi hanno causato. 

Ho paura di sbattere la testa qua e là perdendo energia e discernimento, senza concludere molto, anzi perdendo pezzi per strada. Anche se poi raddrizzo le spalle ed alzo il capo e parto di nuovo in quarta! 

Egregio Dott. Monti se solo ripete ancora una volta "Il posto fisso che noia" vengo a sputarle in faccia di persona, personalmente! 

Perfino il prete domenica dal pulpito si è sfogato nell'omelia, dichiarando la sua perplessità ed impotenza! Ha detto : "raccolgo sempre più testimonianze di persone disperate, oggi un padre di famiglia 60enne ha pianto davanti a me perché è stato licenziato e si è visto prolungare il diritto alla pensione di  6 anni con una famiglia a suo completo carico ed ovviamente non trovando lavoro! Come posso predicargli di gioire della Pasqua se le prospettive per il suo futuro sono queste??" 

Don Gnocchi diceva "Coraggio!" perché è l'unica nostra arma in questo momento. 
Certo c'è chi il coraggio non se lo sa dare come dice il Manzoni, ma almeno cerchiamo di darlo in solidarietà: una buona parola vale molto e costa poco! 

Buon week-end a tutti! 





martedì 27 marzo 2012

Mi è capitata una cosa strana...

ve la devo raccontare perché mi son venuti i brividi ed un magone infinito e devo sfogarmi!

Mio marito aveva un paio di buoni amici, superstiti di quella che era una numerosa compagnia di lavoro. L'amianto ha mietuto vittime e del suo turno di lavoro (6 persone)  l'unico superstite, che sta lottando contro la leucemia falciforme (!!!) è lui : S. l'amico serio, quello fidato.

Erano buoni amici perché oltre a lavorare, divertirsi, si aiutavano quando qualcuno aveva bisogno di risolvere qualche problema di lavoretti in casa. Mio marito ed S. avevano due "specializzazioni diverse" ed era naturale chiamare l'amico esperto a dare una mano al bisogno.

Da un po' di tempo dovrei far fare un lavoro di poco conto in casa, che io non riesco a risolvere e stavo considerando se chiamare un operaio estraneo o  chiamare  S.  , ma è passato un anno dalla morte di mio marito e non l'ho mai chiamato per sapere come sta! Né lui ha contattato me prima. Allora decido di rimandare, anche se considero che il problema non si può ignorare a lungo, e quindi  dopo Pasqua dovrò risolverlo.

Ieri mi telefona mia cognata, anche lei ha un problema urgente, che S. potrebbe risolvere!
Considero che sarebbe meglio provare a chiamarlo, ma prima vedo se mio figlio riesce a risolverlo per non chiamare l'amico inutilmente.

Fatto sta che stavo giocando a Freecell al PC ieri  pomeriggio quando ricevo una chiamata : è lui S!

Renata : ah? lo sai che ti pensavo in questi giorni?? mi hai "sentito" ??
S.:  No, ti telefono perché ho sognato Paolo !

La cosa mi sconvolge, mi fa ancora accaponare la pelle e mentre parlavo con lui mi è salito un magone terribile, come raramente ho provato in quest'anno e ciò mi scuote non poco. Ma continuo più serenamente possibile la breve chiaccherata e lui mi rimanda a fine settimana perché nei prossimi giorni è impegnatissimo!

Quando chiudo e per parecchie ore ancora una ridda d'emozioni mi pervade. Io sogno continuamente mio marito, ma anche mio padre,mio fratello ed altri componenti la famiglia, che non ci sono più. La cosa non mi sconvolge più di tanto, mi sveglio con ricordi annebbiati, solo una lieve malinconia, ma cerco sempre di scacciare la tristezza dalla mia mente. Avanti, c'è da fare, ci sono i figli! Devo andare avanti!!!!

Ma quando S. mi ha detto di aver telefonato perché ha sognato Paolo l'ondata d'emozione è stata quasi incontenibile! Ho avuto la sensazione come se mio marito si "occupasse" ancora di noi ed avvisasse l'amico che abbiamo bisogno del suo aiuto, dato che lui non può farlo di persona.... forse sarà una coincidenza, forse è solo una mia idea.

Mah.....chi lo sà? Io resto sempre con un sano dubbio!


domenica 4 marzo 2012

Mi son beccata il mal di gola!

Cavoli! Al solito in marzo ho l'abituale "frutto di stagione". Sarà l'impazienza al sole che inizia a scaldare, sarà che l'altro giorno di mattina presto ho dimenticato la sciarpa ed ho sentito freddo sul collo mentre camminavo a far commissioni in centro! Non mi son abbottonata, perché ho pensato "Ma siamo in marzo!! cosa vuoi che sia un fil di aria sul collo ...." le ultime parole famose.  Quando perdo la voce,  i miei figli mi guardano, dopo essersi rassicurati sul come sto, incominciano a sorridere tra i baffi, poi incrociando le dita verso di me esclamano "vattene ! libera il corpo di mia madre" ... tse! spiritosi !!!!!

Ancora non ho perso la voce, è bassa moooolto sensuale: orpo, con le hot line potrei integrare la reversibile ;)  chissà che cifre!!!!

Intanto il sole splende!  Un'altra giornata lungo la quale fare liste, depennare, fare conti, progettare! Non mi riesce molto facile, anzi! ultimamente proprio non ci sto con la testa, porto avanti le cose improrogabili, ma cerco scuse di ogni genere per poltrire, per "marinare" i miei compiti!
Uso sempre l'agenda per scrivere quanto faccio nella giornata e fermare i ricordi: sembra che la mia mente viva in uno "stand-by" continuo. Così non può andare avanti! Odio la sensazione che la vita mi scivoli addosso.

Come dicevo lo scorso anno, la perdita d'identità di moglie e d'impiegata-braccio destro del capo vissute per tanti anni destabilizza. Essere madre di due figli maggiorenni, non riempie: ormai devono camminare con le lore gambe e pensare con la propria testa, fare le loro scelte e sbagliare per imparare.
Io posso solo dare qualche suggerimento e SOLO se richiesto! Certo quando vedo un atteggiamento che non riescono a cambiare, li sollecito a trovare una soluzione, ma inutile ingerire di più sarebbe più dannoso che fattivo.

Ora l'unica mia occupazione è la sopravvivenza.  I rifiuti mi hanno resa insicura, perché il mercato del lavoro  non mi vuole in quanto TROPPO specializzata, TROPPO vecchia,  l'INPS non mi da la pensione (nonostante i 37 anni di contributi!!!) perchè TROPPO giovane: se non trovo lavoro che mi permetta di pagare i contributi mancanti (4 anni) devo attendere il 2022 (66 anni)! La nuova insicurezza mi paralizza: resto nel dubbio di cosa sia meglio fare,  vagando in un limbo, nel quale cerco di dare un senso alla mia vita tenendomi occupata, ma visto che mancano i mezzi per progetti a lungo termine, mi sento come diceva il Divin Poeta, "come tra color che son sospesi!"  Nonostante il mio ottimismo e la mia voglia di lottare a volte mi sento in trappola.  Ho l'ansia di non saper riconoscere la soluzione giusta, di perdere la mia "ultima" occasione e mi arrabatto mentalmente, mentre il tempo scivola via e lascia dentro me un vuoto incredibile, nel quale devo sforzarmi continuamente a reagire senza una méta precisa.

Sarà che non son abituata ad avere tanto tempo libero, invece di impiegarlo per i miei hobby riesco a vivere con un ritmo molto lento, concludendo ben poco, di quanto -quando lavoravo- pensavo di riuscire a fare ... quando finalmente non lavorerò più.

Che beffarda è la vita!

Mi rendo conto che devo rompere uno schema che per oltre trentacinque anni mi ha tenuta occupata e mi ha dato un senso o meglio, una destinazione!

Dato che viste le cose dal di fuori a mente "fredda" si colgono situazioni e soluzione che sfuggono all'interessato, SOLLECITO I VOSTRI CONSIGLI : care Amiche e cari Amici se vi va, datemi i vostri pareri e suggerimenti, ne sarei ben lieta. Chissà che non arrivi l'ispirazione giusta ? ;D




mercoledì 22 febbraio 2012

Re Carnevale è morto!

Ieri mattina sin dalle 8.30 la polizia urbana ha approntato sul percorso carnascialesco i tutori per impedire le lunghe soste nelle vie principali della città. Alle 14.00 le arterie principali del traffico sono state interdette alle auto e migliaia di cittadini si sono riversati per le strade, alcuni in maschera, sfilando, in un carnevale dimesso, senza carri allegorici, ma con spirito vivo e tanta voglia di dimenticare almeno per qualche giorno i problemi che ci stanno gravando da troppi mesi.
La folla ha fatto ali al corteo ed ha beneficiato di una splendida giornata di sole, che li scaldava fino alle 18.00 quando il Palio è andato al rione di Chiarbola con il tema "Aggiungi un posto a tavola".

Io quest'anno non ho partecipato, la mattina l'ho passata in un centro commerciale a fare incetta di offerte speciali di un noto detersivo che non si cambia con due fustini!  Il commesso del pane,  guardando il carrello   ha commentato : "  voglia di lavare tanto?" - "con il cambio di stagione che si avvicina !" ecco, mi son ammosciata non appena ho realizzato di aver detto una cosa giusta ed incombente !

Ma il Carnevale non ha subito soste: ci sono stati i soliti contusi per tafferugli (tra ubriachi) la notte di sabato grasso con  30 ricoveri per la gran parte minorenni!

Eppure quest'anno il Carnevale ha un sapore un po' amaro rispetto agli altri anni : la SIAE ha messo le mani in tasca delle maschere tassando con i diritti d'autore le musichette che fanno da colonna sonora alle maschere che sfilano! Il comune di Muggia ha sorvegliato per contenere i disordini di Carnevale multando ubriachi che vomitavano, urinavano e per coloro che usavano le bombolette spray (ERA ORA!!!), ha limitato la vendita degli alcolici dopo le 18 anche nei supermercati, locali pubblici, nonchè il divieto ai privati di consumo alcolici per strada!  Per la prima volta non hanno sfilato i carri allegorici!

Insomma un Carnevale in austerity! Ma la gente si è divertita lo stesso e per 7 giorni ha cercato di dimenticare la recessione ed il numero di disoccupati che sta aumentando: siamo ormai in 10.000!
Oggi le ultime manifestazioni : il funerale al Re Carnevale!  Da domani QUARESIMA! Se la facessero anche i nostri politici. Qualcosa si sta muovendo: la Regione cerca di risparmiare sui posteggi, speriamo che taglino anche qualcos'altro!

Buone Ceneri!



sabato 18 febbraio 2012

Villa Manin - mostra degli espressionisti

Ottimo pomeriggio passato nella pianura friulana con puntata alla Villa Manin di Passariano, a visitare la mostra degli Espressionisti prima che terminasse.




Carlo Goldoni definì la villa come un soggiorno da Re, fatta costruire da Ludovico I Manin nel Seicento con uno sfarzo enorme. La villa mi ha incantanto più della mostra, per gli stucchi, gli affreschi, i pavimenti, le statue, i soffitti con le travi a vista decorati, i mobili, gli arazzi e gli arredi.

Son riuscita a carpire questa  foto prima di esser fermata dalla guida. Il lampadario di Murano è grandissimo ed in una sala bellissima con soppalco del piano superiore che si intravvede e le pareti in un movimento enorme con stucchi e decori, le luci di vari colori ne fanno un gioiello enorme che stupisce e son rimasta con la bocca spalancata per qualche minuto!


La mostra degli Espressionisti era molto ricca e varia. Non conosco nulla di questa corrente artistica, da profana vi posso dire che le pennellate di alcune tele, spesso juta grezza, venivano date con vigorosa forza e colore deciso, spesso scuro. Molti i nudi, malgrado il periodo (inizi del novecento) ma uno strano distacco tra le persone: nessun legame affettivo o di intesa era percepibile.


Anzi, in uno che rappresentava alcuni avventori in un bistrot, le persone  sembravano avulse e con sguardi vacui nei loro pensieri. Strano anche un quadro che raffigurava una etera nuda, che si specchiava, oltre alla sua immagine riflessa, lo specchio rimandava anche la figura di un uomo vestito, eppure, tutti  anche la stessa immagine della ragazza sembravano essere totalmente distaccati quasi  fossero tre persone diverse.


Questo è il quadro che mi è piaciuto di più.Emil Nolde,       Casa di Cacciatori ad Alsen
Dominava nei vari dipinti l'emozione eccessiva delle vigorose pennellate di colore vivace, o il cupo ridondante del nero sottolineato da un freddo giallo che rendeva ancora più profonda l'inquietudine ed il disagio che il pittore voleva comunicare .

Ma più della mostra la Villa mi ha rapito, non riuscivo a staccare da  stucchi e decori, fino a trovare alcuni mosaici in tre stanze quadrate che dovevano essere delle  piccole cappelle con motivi religiosi scarni, ma preziosi.


Il giardino è immenso, con in fondo le scuderie.



qui sopra la targa Villa Manin


A sinistra la porta d'ingresso laterale delle carrozze, ...pardon macchine ;)

Ci sono stata nel 1974 per la festa della squadra di ginnastica della scuola. Ritornarci mi ha dato un'emozione particolare, un tornare in un posto amato... come se ci avessi vissuto in un'altra vita ;D

mercoledì 15 febbraio 2012

Ieri ho affrontato l'esterno dopo la breve ma tosta influenza: ho ancora le ossa rotte, ma ho potuto assaporare l'aria frizzante e svolgere alcune mansioni che avevo in mente, poi  interrotta da un nuovo impegno ho dimenticato ed archiviato per il momento metà delle commissioni del mio pizzino quotidiano, ma ne ho svolte 4 che non erano previste : un curriculum extra consegnato, un colloquio con il caf, un colloquio con un conoscente (politico locale), il recupero di un pacco con un nuovo appuntamento di studio!

Tutto sommato una giornata positiva!

Continuo ancora a programmare le mie giornate, ma spesso mi capita di constatare la mia incapacità ad espletare tutti i compiti che mi ero prefissata: mentre una volta avevo un alibi eccezionale (stavo lavorando) ora questo non regge più e mi sento assalire da una sensazione d'inadeguatezza. Ma essendo ottimista, alla fine mi fermo e mando tutto a fanculo!


Dopo tanti anni a far battaglia per inquadrare ed incanalare in modo costruttivo palinsesti diversi che non scontentassero nessuno: marito, figli, genitori, amiche; battagliando con famiglia, lavoro, casa, orari prestabiliti, festività comandate con il doppio del lavoro perché bisogna far festa (!?), giorni di riposo lavorati allo spasimo, perché negli altri lavoro: penso di aver già dato, mi rilasso, se fumassi ancora, mi accenderei una sigaretta, ma ho smesso  !


Sento che devo prender le cose con un certo distacco, le recriminazioni stanno a zero: fare un lungo elenco a volte snerva e mette solo ansia. Penso che il non riuscire a svolger tutto il prefissato voglia in fin dei conti dire che la programmazione ha un difetto di base.

Forse non sono io a dover essere messa in discussione, ma anche il metodo di programmazione! 

Quindi? Punto ed a capo! Un giorno alla volta !

 

San Valentino

Ieri sera mio figlio è venuto a salutarmi prima di uscire:
* barba appena fatta,
* scatola rossa di cioccolatini a forma di cuore,
* mazzo di rose rosse con una rosa bianca al centro,
* prenotazione per due in un ottimo ristorante di pesce,
* un allure di felicità che come una nuvola lo accompagnava e rendeva il suo passo più leggero e lieto.


Ah l'Amour toujour l'Amour!

lunedì 13 febbraio 2012

Una domenica da archiviare in fretta!



Nulla di grave, un malessere passeggero che mi ha provato non poco e son dovuta restare a letto per 36 ore distrutta, ma ora sto molto meglio! Una giornata per riprendermi e domani lancia in resta, su il cimiero ed al trotto a svolgere le mie commissioni!

Buona settimana a tutti.

P.S. Sanremo : sta per iniziare ed io ne ho già pieni i corbelli, anche se Morandi mi è sempre piaciuto: era il nostro beniamino, perché cantava la realtà dei ragazzi semplici di una volta ed anche temi difficili come questo....


giovedì 9 febbraio 2012

Bunker Roy ed il Barefoot College


Per chi non conosce la lingua inglese, riassumo brevemente il succo della presentazione.

Dopo aver concluso la sua istruzione in uno dei più esclusivi college Indiani, Bunker Roy decise di fondare un College per i poveri dove gli insegnanti imparassero dagli alunni e viceversa. Il suo sogno era di utilizzare le conoscenze tradizionali piuttosto che la "conoscenza imparata sui libri"  

Quindi le materie che si studiano in questo College sono basilari sistemi di vita per sfruttare il proprio territorio per creare un benessere ecosostenibile, sopperendo alle prime necessità della popolazione.   La gioventù rurale selezionata dalla comunità vive in maniera spartana e segue le regole del Grande Mahatma Ghandi, nutrendosi a malapena di un pasto al giorno, studiando per terra, dormendo per terra, per ricevere la formazione a Barefoot College. Anche i bambini partecipano alla scuola, nel turno notturno, perché di giorno devono accudire agli animali delle loro famiglie. Per insegnare ai più giovani la democrazia, Roy ha istituito ogni 4 anni un'elezione democratica, dove tutti i bambini scelgono il primo ministro, che ha il suo gabinetto di ministri al seguito e svolgono la loro funzione con serietà e convinzione.  

Con un quasi architetto, che nell'occasione non si mise in "cattedra" ma collaborò alla costruzione degli edifici seguendo le indicazioni dei vecchi del villaggio per costruire il Barefoot College, in cui  Bunker Roy ha stabilito una comunità attiva.  Il Barefoot College ha formato più di 3 milioni di persone per posti di lavoro nel mondo moderno, in edifici costruiti in modo rudimentale, con pavimenti di terra battuta e senza sedie.

La regione che aveva scelto era brulla e tutti lo avevano deriso circa le sue pretese di far crescere la vegetazione: lui prese un anziano del luogo e  chiese al vecchio cosa può crescere in questo luogo? La vegetazione che vedete è cresciuta secondo le indicazioni del saggio.  Il College ha un eco-sistema di raccoglimento delle acque piovane che non si asciuga mai. Inoltre è alimentato totalmente dai pannelli a luce solare.

Il progetto più prestigioso è  quello  di coivolgere le donne, le "nonne" : nel filmato chiede, qual'è il mezzo per diffondere più rapidamente ed in modo esteso una tecnologia ? Televisione? no,  Telegrafo? no, Telefono? no, Tell to a woman : DILLO AD UNA DONNA.  Nel loro senso pratico le donne hanno la capacità di assorbire informazioni e tradurle in FATTI, tanto che non solo il villaggio è dotato d'illuminazione con lampade costruite dalle donne, alimentate dai pannelli, ma esse hanno creato un sistema sofisticato di specchi solari, che farebbero invidia ad Archimede, per cucinare i pasti di migliaia di persone!

Bunker Roy ha esportato la sua idea, prima in Afganistan chiamando le donne ad imparare dalle donne di Barefoot come costruire un sistema di elettricità solare e diventare ingenieri solari nella realtà illuminando i loro villaggi.  Spesso le donne erano frenate dagli uomini, in quanto i mariti erano restii a lasciare che le loro mogli si trasferissero per l'istruzioni al Barefoot College, quindi anche loro furono ospitati. Ma solo le donne furono addestrate, perchè si sà -di Bunker Roy- le donne sono più intelligenti !

In 6 mesi di training le donne continuavano a parlare a gesti, anche perchè di nazionalità diverse, non riuscivano a comunicare per diversità di lingua, ma il linguaggio del corpo ha permesso a loro di imparare e portare nei loro paesi di origine la loro esperienza, illuminando i loro villaggi  con impianti solari e creando nuovi centri di addestramento.

Nella Sierra Leone, riuscì a vincere l'ostruzionismo di un marito, che la donna anzi la "nonna" che voleva istruire seguiva supinamente:  riuscì a far addestrare la donna e dice di lei, che era partita come "nonna" ed era tornata trasformata in una "tigre". Di ritorno parlando con lei le chiese dove fosse il marito, lei gli rispose : oh lì da qualche parte, non importa! 

Il filmato finisce con la massima  : Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono.   Poi vinci. (Mahatma Gandhi)

lunedì 6 febbraio 2012

Triestini, gente geneticamente modificata! Versione invernale

La mia amica Perennemente Sloggata asserisce da buona Trentina, che i Triestini sono geneticamente modificati! Devo darle pienamente ragione e lo si evince dal seguente filmato.

Domenica 5 febbraio (ieri) la Bora ha avuto un momento di calo, soffiava sempre vento, come si sente dalle riprese, ma essendoci il sole, ai Triestini non è parso vero di poter accedere ad una delle passeggiate che più amiamo : il Molo Audace! Con quello spettacolo poi, così particolare ed inconsueto! Ovviamente tutto ciò che è straordinario a noi Triestini piace documentarlo e molti temerari si sono avventurati sul molo anche con la Bora in piena!!!!

Quella che vedete NON è NEVE ! ma ACQUA DI MARE ghiacciata dai refoli che hanno costruito nei giorni scorsi degli arabeschi a rilievo sul selciato, murando con spesso ghiaccio la parte a favore del vento!  Naturalmente mettete pure in conto che anche il vento "debole" era attorto ai 50 km/h e che oltre tutto lo spazio non è molto grande e le camminate sono state fatte a bordo molo con rischio di scivolare e  volare in acqua con -5° di temperatura esterna!

El Triestin che no perdi mai morbin ! Il Triestino che non perde mai la sua vena scherzosa, trova anche in queste occasioni estreme modo di divertirsi, come recita il vecchio detto "se no i xe mati, no li volemo" : se non sono matti non li vogliamo. Ma dato che Heinrich Heine disse, chi non fu mai matto, non può essere savio, dobbiamo considerare l'accezione con il solito "grano salis".

Il nostro motto "viva la! e po' bon, che la vadi ben o che la vadi mal, sempre alegri mai passion, viva là e po' bon"   nella buona e nella cattiva sorte, rimaniamo allegri mai tristi, che nella vita, quel arriva, arriva... ;) ci accompagna e ci aiuta non poco!

Non riesco a trovare, ma spero di postare presto la foto dell'arrampicata alla cascata del torrente Rosandra, nella valle omonima, che ieri è stata presa d'assalto dai soliti patiti dell'arrampicata.






Rettifica !

Dopo la mattinata con una brezza da NE, nel pomeriggio di domenica  il vento è cambiato in direzione ENE : BORA!
I refoli hanno iniziato di nuovo a "ululare" da ieri sera con una certa forza, anche se inferiore ai giorni precedenti. Comunque è tutto uno spifferare, sbattere, muggire ... non so che verbo usare per il rumore del vento negli interstizi esterni che provoca quel rumore vibrante ed intenso che prende allo stomaco, nel caso della Bora con note basse e non si limita al sibilo.
Questi giorni sembra di essere in guerra! Tra poco uscirò con i  miei figli per il solito caffé e qualche commissione necessaria in centro città, ma non vedo l'ora di ritornare a casetta mia!

Insomma DUE PAAAAAALLEEEEEE!     Ribadisco : W L'ESTATE!  

domenica 5 febbraio 2012

Bollettino dal fronte orientale ; D

Finalmente la Bora (almeno per il momento) è cessata: spira sempre un vento da NE di 40 km/h, mentre la Bora è ENE (un vento di Greco). Stendhal diceva Fa bora due volte alla settimana e cinque volte vento forte. Dico vento forte quando si è costantemente occupati a tenere stretto il cappello e bora quando si ha paura di rompersi un braccio. 
Finalmente i termosifoni sono caldi, ma non ustionanti.
Finalmente per strada c'è silenzio e non si sente più vibrare e sbattere dai refoli.
Finalmente cerco di riprendermi una stabilità che nei giorni scorsi faticavo a raccogliere.
Bevo il mio amato caffé e mi rilasso!

Chiudo l'argomento Bora con uno stralcio letterario da "Il ritorno del padre",  di Giani  (si con una sola N!) Stuparich, che descrive la Bora e da cui capirete il perché i Triestini la amano.
"
(...) Bisogna vederla nascere. Qualche anno fa, di febbraio, ebbi l'occasione d'assistere alla sua venuta. L'aria era annebbiata e sonnolenta; dalla riva, dove mi trovavo, la città sembrava vecchia sotto un velo uniforme di stanchezza; i moli, piú che protendersi decisi nel mare, sembravano emergere fiacchi e galleggiar su di esso come degli zatteroni sul punto di sfasciarsi; la collina era grigia ed opaca.
Improvvisamente l'orlo della collina cominciò a rischiararsi; la tenda nebbiosa là sopra si sollevava, si slabbrava, mostrando una striscia di ceruleo intenso, come l'apertura d'un mondo rinnovato. Non capivo da principio; ma poi quando vidi la nebbia sopra la città addensarsi, rotolare e sparire, quando vidi il mare pulirsi e sentii fremere intorno a me l'aria, giungendomi alla pelle un piacevole frizzio e alle nari un fresco e leggero odore di sassi e di pini, allora capii che cos'era. Nasceva la bora. Si profilava sul ciglio dei colli e poi d'un balzo era giú, sulla città e sul mare. Le case acquistavano corpo, si tergevano, s'avvicinavano; i moli liberavano le loro sagome forti e squadrate dal velo tenero della nebbia; nei bacini l'acqua del mare prendeva colore e moto. Una freschezza, un ringiovanimento da per tutto. (...)

Vi cito anche la biografia dell'autore, perchè è stato uno dei più illustri cittadini di Trieste e merita di spendere un paio di minuti per conoscerlo un po'.

Nasce a Trieste da madre triestina (Gisella Gentilli) e padre dell'isola di Lussino (Marco Stuparich). Frequenta l' Universitò di Praga, ma dopo un anno con altri intellettuali triestini, tra cui Scipio Slataper, va all'Università di Firenze dove si laurea in letteratura italiana con una tesi su Niccolò Machiavelli.  Nel 1915 è volontario nella I Guerra Mondiale con il grado di sottotenente dei granatieri di Sardegna sempre assieme con il fratello Carlo e l'amico Scipio Slataper.  Combatte sul Carso viene ferito due volte, prigioniero è internato in 5 campi di concentramento austriaci.  Medaglia d'oro al valore militare. Nel 1918 ritorna a Trieste e sposa Elody Oblath. Insegna italiano al liceo Dante Alighieri dal 1921 al 1941. Rifiuta la tessera del partito fascista  e non prende parte ad alcuna manifestazione. Nel 1944 viene internato  a seguito di una delazione, assieme alla moglie ed alla madre nella Risiera di San Sabba (unico campo di sterminio nazista su suolo italiano -purtroppo-) ma viene rilasciato per intervento del vescovo Antonio Santin e del prefetto di Trieste. Nella Resistenza Italiana fa farte del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 1946 fonda il Circolo della Cultura e delle Arti.  Nel dopoguerra alterna la professione di giornalista (La Stampa, Torino 1931-1955; il Tempo, Roma 1054-1960) a quella di scrittore impegnandosi politicamente sia in conferenze e dibattiti, che a presentazione e convegni letterari in onore a scrittori celebri per impegno politico e civile, tra questi i suoi amici di sempre : Umberto Saba, Virgilio Giotti, Biagio Marin, Piero Calamandrei, Guglielmo Reiss Romoli. Muore a Roma il 7 aprile 1961.
Riposa al cimitero di Trieste sepolto con il fratello Carlo in una tomba sovrastata da  semplici, scarni, ma possenti monoliti di pietra carsica.

Delle sue opere  L'Isola, portata in televisione da Pino Passalacqua  nel 1979, viene considerato da molti critici come le più belle pagine del Novecento ed anche il suo capolavoro. Ma quella che ha avuto maggior diffusione, essendo testo adottato nelle scuole dal 1977, è    "Un anno di scuola"  (1929)  trasposta in film per la tv dal regista triestino Giraldi , di cui passo un breve frammento.

sabato 4 febbraio 2012

La Bora

Colgo il suggerimento di Perennemente Sloggata, dato che il vecchio splinder ha inghiottito il mio post sulla Bora, lo posso riproporre anche a beneficio dei nuovi amici!

La leggenda narra che Bora era una bellissima semidea. Viveva in una grotta sul Carso. D'inverno vi si chiudeva e svernava, ma in Primavera usciva dal suo rifugio : aveva il compito di riportare la vita con il suo lieve e tiepido venticello ovunque andasse, tanto che la Natura si svegliava al suo passaggio rifiorendo.

Nel suo percorrere la zona  anno dopo anno, si innamorò di Tanaris, il dio del Bosco che aveva la sua "casa" nell'albero più vecchio e forte del Carso. I due erano felici ed all'inizio dell'inverno Bora con riluttanza si ritirò nella sua grotta, promettendo a Tanaris  di ritornare in Primavera. Ma quell'Inverno fu molto duro e freddo, gli uomini si spinsero verso il Bosco ed iniziarono a tagliare gli alberi per sopravvivere alla rigidità dell'atmosfera per scaldarsi, sfamarsi, ma soprattutto per costruire dei ripari contro le intemperie.

Anche il grande vecchio albero fu tagliato:  gli umani posero ai suoi piedi le offerte al dio che lo occupava, chiedendogli di "uscire" dall'albero prima di tagliarlo ed a malincuore Tanaris fu costretto a lasciare per sempre il suo regno.

Venne la Primavera ed impaziente Bora uscì dalla sua caverna, ma quando arrivò all'albero di Tanaris e lo vide tagliato con le offerte sulle radici,  la dea impazzì dal dolore: iniziò a vagare rabbiosamente sul Carso, disperatamente cercando tracce dell'amato e quando comprese che non lo avrebbe visto mai più, il dolore si trasformò in rabbia furiosa tale che il venticello divenne una bufera di vento come non se ne erano mai viste!

Pazza dal dolore lanciò una maledizione agli uomini, li avrebbe tormentati per sempre avrebbe vendicato in eterno l'esilio del suo amato ed incominciò a sferzare rabbiosamente le costruzioni degli umani fino ad abbatterle. Per lei non ci fu più pace, iniziò a soffiare ed a tratti andava a rifugiarsi nella grotta per   riprendere le forze, ma quando ne usciva si scagliava di nuovo contro case degli uomini, che per tener testa alla Bora iniziarono a costruire mura di pietra  sviluppando quella che è conosciuta come Trieste ed i centri abitati del Carso. Ma  Bora ancora oggi colpisce con violenza fino a che, insinuandosi con violenza in piccoli pertugi, sconquassa e sgretola anno dopo anno indebolendo anche le più forti costruzioni.



Nella realtà scientifica la Bora è un flusso di aria fredda con uno spessore di "sole poche" centinaia di metri (440-800). Sopra di essa il cielo può essere sereno e allora si ha la «bora chiara» o«anticiclonica», se invece è sovrastata da formazioni nuvolose sciroccali si ha la bora con cielo coperto, cioè «bora scura» o «ciclonica», perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico.  Il vento   scende dagli Urali si ingrossa nella Vallata della Sava di Lubiana e di Zagabria  ed attraversa i valichi situati fra le Alpi Giulie Orientali e i monti Kapela e Velebit della Croazia. Il Monte Nevoso che incontra a livello di   Postumia, detta la Porta della Bora, scinde la Bora in due flussi, uno si rovescia su Trieste e nel suo golfo, dove al largo perde la sua potenza e raggiunge Chioggia e Venezia  con un terzo di forza rispetto a quella di Trieste, l'altro flusso si proietta verso Fiume ed il Quarnaro. E' un vento discontinuo , con forza variabile che tocca punte molto forti dette "refolo" . I record di questi anni sono stati di 152 km/h il 10/03/2010, anche se lo stesso giorno è stata registrata anche una raffica a 188 da strumenti non a norma WMO del Nautico di Trieste. Sempre in marzo, ma nel 2011 le raffiche hanno raggiunto i 173 km/h. Il record però è del lontano 1954 dove l'Istituto Talassofrafico misurò 171 km/h prima che la forza del vento spaccasse l'anemometro. In alcune località della Slovenia e della Dalmazia dicono abbia superato i 220/250 km/h. La bora dura solo un numero di giorni dispari, mai pari! Verso mezzogiorno si acquieta, ma è solo una breve illusione, riprende nel primo pomeriggio ed i Triestini dicono che la Bora va "a pranzo".

Come la definì Peter Handke la Bora è Un unico sibilo gelido là sull'altopiano, che ti priva d'ogni profumo  e non ti fa più vedere né sentire. (...)

Quando stavo in collina dovevo legare lo stendibiancheria con due corde ben strette ai capi dell'attrezzo : la Bora a volte allentava le corde ed, avendo come "unico gioco" la possibilità di scendere a terra, lo stendibiancheria si chiudeva a terra. Fu il primo consiglio che mi dette la vicina di casa, memore del volo che il suo primo stendibiancheria aveva fatto dal terrazzo! Le piante dovevano essere tutte poste a terra al riparo. Avevo anche un armadio di ferro alto due metri   fissato alla parete del terrazzo con varie viti, nel corso degli anni la Bora creava un vortice tale che faceva vibrare la porta tanto che la serratura si era piegata e nei giorni di maggior forza, i refoli riuscivano ad aprire la porta, tanto che dovetti mettere un fermo davanti alla porta che non si aprisse. Tutto doveva essere ancorato!

La Bora oggi ha squarciato una torretta del posto di blocco sul confine Rabuiese che è stato chiuso,  ed all'Ospedale di Cattinara (una delle colline su cui poggia la città) cadono mattoni, un pezzo di controsoffitto è caduto nella zona triage del pronto soccorso ed i corridoi si sono trasformati in gallerie del vento facendo collassare alcune vetrate. Altri infissi hanno ceduto e la torre medica in alcuni reparti aveva la temperatura di 15° : l'ospedale è ricorso all'acquisto di coperte e stufette elettriche insufficienti per garantire lo standard di calore abituale. Andare a trovare i malati diventa un'impresa, il pericolo oltre ai crolli è dato dalla traiettoria che i detriti possono prendere colpendo i passanti!

A casa per mantenere la temperatura di 19° abitualmente i termosifoni sono tiepidi, in questi giorni sono bollenti!

Nonostante tutto i Triestini amano la Bora : qui la neve non attacca con la Bora, in compenso i refoli fanno disastri!  A prescindere dall'inverno la Bora porta i suoi vantaggi: tiene lontano le nuvole e spazza il cielo anche dallo smog e lo fa risplendere di un azzurro indimenticabile.  D'estate la Bora è un sollievo e soprattutto controlla il tasso di umidità, che senza di essa diventa intollerabile sia con la bella che con la cattiva stagione!


 











Febbraio: buon ventodì !

Sembra debba essere un mese freddo! Da domenica 29 gennaio abbiamo la Bora: sette giorni ininterrotti, con martedì ha iniziato a superare i 100 km/ora, con punte durante la settimana di 130: vale a dire come una macchina in autostrada. L'attrito che gli esseri umani possono opporre al refolo è dato  solamente dal peso, dalla postura e dall'equilibrio della persona: ieri tre donne sono volate per terra!  Strage di motorini : tutti a terra se non sono rivolti nel senso della Bora, solo in questo caso tagliano il vento e restano in piedi! Giovedì i refoli hanno scoperchiato il tetto di un palazzo dell'ottocento sulle rive, come potete vedere dalla foto.


Il traffico è stato deviato da una delle arterie più transitate: il tratto abitualmente percorso in 7 minuti, lo abbiamo fatto in 50 minuti!  I vigili del fuoco hanno avuto il consueto superlavoro per mettere in sicurezza tetti, tegole imposte e quant'altro sia pericolante.

Una spruzzata di neve il 1° di febbraio, giusto per non farci mancare nulla,  ma  non ha attaccato che a piccoli sprazzi, per cui il traffico è rimasto regolare: per noi il pericolo è il gelo sull'altopiano e per le salite in quanto Trieste si sviluppa sui colli.
Stanotte la Bora si è rinforzata: a tratti Mucia solleva di scatto la testa all'erta per i rumori inconsueti e prepotenti che provengono dalla strada, per capire cosa stia succedendo. Mi resta attaccata a francobollo: un meraviglioso francobollo.

Il termometro alla mia finestra misura  -7° vale a dire che si percepiscono in realtà  -16°!

Oggi il Sindaco ha chiuso le scuole ed invitato la popolazione a restare a casa, non a causa neve, ma a causa Bora e previsione neve: infatti sta cadendo un leggero nevischio misto a micro pioggia, che ha formato ai bordi delle case piccole croste di ghiaccio.
La Bora è talmente forte che spazzola i tetti e la neve resta solo negli anfratti interni delle tegole. Ogni tanto dall'esterno penetrano in casa, assieme agli spifferi prepotenti, anche il miagolio di qualche micio innamorato, che il gelo non raffredda ed il pigolare di qualche uccellino! Mi si stringe il cuore a pensarli senza riparo, ma Madre Natura deve fare il suo corso!
Penso all'estate! Ai bagni di sole, ai bagni in mare, a togliermi tanti strati di lana. A quando finalmente la mattina alle 5.30 quando mi alzo ci sarà già luce e non buio pesto come adesso! Cerco di farmene una ragione : ogni stagione ha il suo perché, comunque questa considerazione non mi consola, resto inquieta, forse di base per il periodo che trascina troppi ricordi dolorosi.

La Bora forte mi fa tornare alla mente il ricordi di quanto abitavamo in cima ad una collina in un quartiere di Trieste vicino all'Università dove i refoli erano feroci, tanto che dovevo tenere ben stretta la mia bambina, piccola ed esile, che malgrado lo zaino veniva spostata dalla Bora e camminava con molta difficoltà: è da allora che l'abbiamo soprannominata "Pimpi"!




Quasi, quasi mi faccio un altro caffé ! ; D 
Buon week-end a tutti !! 

giovedì 2 febbraio 2012

Un anno fa



Fra poche ore, appena entrati nel 3° giorno di febbraio, sarà un anno da quando ci hai lasciato. Tu che avevi un carcinoma alla gola sei morto proprio il giorno di San Biagio, protettore della Gola! Un'ennesima ironia della sorte, che non ti ha mai piegato!

La mia vita, in quest'anno,  è volata via tra alti e bassi, vittore e sconfitte, conquiste ed intoppi, ma sempre confortata dal sostegno dei nostri ragazzi. Tante volte vado considerando il nostro passato, la nostra complicità malgrado le difficoltà, gli scherzi, il gioco, l'ironia, i momenti sereni e quelli brutti, penso a quanto posso averti ferito, quanto tu mi abbia ferito, ma anche a quanto ci siamo amati, quanto abbiamo amato i nostri figli e come abbiamo sempre lottato uniti contro ogni avversità e gustato i momenti sereni assieme,  comunque. 


Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
vienimi a prendere
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.


martedì 31 gennaio 2012

Don Antonio Dessanti, il prete dei poveri (Buie d'Istria 1921 - Trieste 2012)

Don Antonio Dessanti l'ho conosciuto ancora ragazzina, quando faceva il professore di Religione del biennio di Ragioneria. La sua visione ed il suo Amore verso Dio scendeva su di noi attraverso le sue parole  romantiche, che non capivamo perché erano di un mistico. Tale era il suo candore e la pazienza con cui rintuzzava, con un rimprovero mesto, solo quando proprio quegli adolescenti sessantottini esageravano nel fargli  il verso,  che nel giornalino della scuola lo definirono " l'altra faccia del peccato!"

Dal '74 lavorando vicino alla piccola chiesa della Beata Vergine del Rosario, dove viene custodita un'edicola con l'immagine della Madonna della Salute, ogni tanto passavo ed entravo per accendere una candela, dall'83 soprattutto per i miei figli. Alla Madonna della Salute chiesi che nascessero sani con la promessa di portare una loro foto a testimonianza, e così fu che consegnai al sacerdote di allora le foto dei miei figli. Negli anni l'edicola si è riempita di foto di diverse persone diventando un'abitudine per chi raccomanda i propri cari!



Questa Chiesa è particolare in quanto  unica Cappella Civica della Città  nel Centro con poco più di 500 fedeli.  Costruita nel 1600 per rito cattolito, per più di un secolo dal 1700 al 1800 fu per volere dell'Imperatore Alberto d'Asburgo dedicata al rito evangelico: ne resta la testimonianza della targa a memoria dell'editto e della consacrazione alla Santa Trinità con il Simbolo  del Triangolo con l'occhio di Dio, propio sopra il portone.
Solo nel 1900 ritornò al rito Cattolico con la restaurazione ad opera della congregazione della Beata Vergine del Rosario che edificò una nuova porzione. La Chiesa da quando la frequentavo all'inizio languiva, poi il vescovo nel 1992 l' affidò all'amico Don Antonio Dessanti. Oltre alle opere di assistenza egli arricchì la vita pastorale dei fedeli con concerti, incontri di dialogo e catechesi.

Quando una sera dopo il lavoro, entrando per la solita candela, mi fermai ad ascoltare un po' della Messa  rimasi stupita dal modo di officiare del sacerdote.  In primis la messa di Don Antonio durava UN ORA E MEZZA, per prassi! Il suo era un dialogare spiegando durante la celebrazione il significato delle letture ricavandone un momento di riflessione per la quotidianità SCEVRA DA QUALSIASI GIUDIZIO O REPRIMENDA. Quando la Curia indiva le raccolte di denaro Don Antonio assicurava : " Se potete, date, ma ricordatevi che se non  potete anche donare  una preghiera, detta con il cuore, è preziosa più di un offerta materiale".

Dal 1992 la   porta della Chiesa era sempre aperta, anche durante le ore di pranzo, come passavo io, passavano gli impiegati della zona e non solo i fedeli della zona.   Anche la canonica era méta dei senza tetto che trovavano sempre un piatto di pasta, magari condita solo con poco olio e formaggio con un bicchier di vino, che lui preparava subito ed offriva al suo ospite, infilandogli in tasca dieci euro per aiutarlo per un paio di giorni: nessuno partiva a mani vuote, perché tutte le risorse della Chiesa, andavano a chi ne aveva bisogno ed a lui chiedeva aiuto, senza distinzione di origine, di culto e di estrazione sociale. Don Antonio si rammaricava per quelli che nel bisogno non avevano il coraggio di chiedere e che lui cercava di assistere come meglio poteva. Era Don Antonio che di notte, anche con il freddo e la pioggia, usciva per le strade a salutare e portare conforto ai barboni, alle prostitute ed a chiunque lo fermasse per strada.  
Mise una cassetta per eventuali richieste anonime, tutte venivano lette e se c'era da aiutare qualcuno attivava i suoi fedeli e collaboratori perchè le urgenze fossero subito risolte.
Quando confessava chiedeva di fissare un'appuntamento per prepararsi anche lui raccomandandosi al Signore di poter aiutare al meglio chi gli confidava pene e peccati. Aveva sempre una parola di conforto e negli ultimi tempi scambiare con lui poche parole e pregare un'Ave Maria  davanti all'altare mi sollevava non poco durante il calvario di mio marito! A lui ho fatto benedire gli anelli per il 25esimo anniversario di nozze ed ora li porto tutti e due, il mio e quello di mio marito!
Alla fine di ogni messa  si avvicinava alla porta e salutava tutti con una stretta di mano ed una parola sincera, perchè conosceva tutti e ricordava tutto di tutti. 

Nel 2009 lo insignirono del Sigillo Trecentesco della Città come cittadino benemerito, lo vedete mentre ci si nasconde dietro nella foto. L'Unione degli Istriani nel 2011 gli consegnarono il premio "Histria terra".   Dal 2009 date le condizioni cagionevoli di salute (negli ultimi tempi si aiutava spesso ad officiare la messa seduto su di una sedia) fu ricoverato presso una casa di riposo dove continuava a rispondere a coloro che lo cercavano per avere una parola di conforto e di speranza. 





















Ansia!

Sei e un quarto di mattina, mi ritrovo in pigiama e vestaglia, bevo il caffé e  parlo con la gatta che vaga inquieta ed affamata di bocconcini ed ogni tanto, querula, miagola un mam-mau perentorio per ottenerli. Alla mia replica "basta, sei un'ingorda!" lei modula un mao che suona come un secco No! 

Mi scoccia ammetterlo, porca paletta! ma mi rendo conto che sto invecchiando!

Una notte di sonno non mi ha restituito la forma e porto su di me i postumi dello sforzo fatto negli ultimi due giorni. Un viaggio andata ritorno di complessive 3-4 ore di macchina, tre appuntamenti concentrati nel mattino per problemi amministrativi, l'ansia di chiedermi nell'attesa che esito avranno gli incontri  e se sarò in grado di risolverli in così poco tempo.

Infine  i figli che  mi tampinano con sms ansiosi circa  il peggiorare delle condizioni atmosferiche ed il mio conseguente stupore:
Telefonata di Figlia : Mamma guarda che qui c'è sole, ma fa solo un 1° e la Bora è molto forte quindi l'indice di calore è -4° VESTITI BENE ! che non prendi un malanno quando torni !!!!!!
Sms Figlio : Mamma, torna un po' prima, che qui sono 0° e su per il Carso (dove passa la super strada) ghiaccerà in serata!
Mia risposta " sto partendo (15.00) comunque faccio la costiera (sopra il mare)"
Risposta Figlio " come preferisci (a lui la costiera fa impressione per il pericolo caduta massi ;) solo fa in modo di esser qui prima del tramonto."

Leggo e strabuzzo gli occhi : i figli fanno le veci dei miei genitori ? succede sempre quando mi "avventuro" per qualche tempo lontano da loro, anche se per un breve viaggio come questa volta. Da una parte hanno assunto un ruolo protettivo da quando mio marito è morto.  Dall'altra si stringono a me quasi unica superstite, con la moglie di mio padre, di una famiglia numerosa che li ha sostenuti e protetti fin dalla loro nascita. 

Ma torniamo al mio invecchiamento ! L'ansia e la stanchezza di vivere (dopo tanto soffrire) che scaturisce durante le difficoltà schizza nell'immediato alle stelle per poi pian piano diradarsi quando mi fermo a ragionare, io stessa meravigliata dalla mia iper reazione!  E' indice d'invecchiamento quella di considerare con maggior ansia sia il piccolo problema che quelli maggiori. Ma la vita è così : un continuum di problematiche, inutile agitarsi troppo.

Alla fine mi rendo conto che tutto, cum grano sali e soprattutto a mente fredda, chiedendo aiuto, può essere risolto in breve tempo!  Come nel mio ultimo viaggio : son bastate due ore e mezza di colloqui con le persone giuste, che le cose si son risolte. Ma l'attesa mi ha creato tre giorni d'ansia!

E' sempre la fede, in se stessi e nelle proprie capacità, ma anche la Fede se siete credenti, che ci aiuta a superare qualsiasi ostacolo. Essere fiduciosi che la soluzione arrivi, è un dato di fatto : per la legge d'attrazione concretizza l'appianamento del problema. L'ansia è il nostro nemico, il sentimento che   tiene in ostaggio la nostra mente e ci paralizza, scuotendo il nostro equilibrio!

Considero quindi, che devo imparare a gestire  l'ansia perchè  ultimamente mi coglie e crea per una buona giornata, ed a volte anche più, uno scompiglio che mi agita e che può essere risolto magari proprio con il bigliettino di Osho! Quindi ora vedo il perché dell'occasione del precedente post,  venuto a fagliolo anche se l'ho scritto per altri!

Ricordo   che mio padre ripeteva in caso di confusione una frase, sentita spesso da bambino, avendo vicino a casa il locale di famiglia con il campo di bocce,   gridata a gran voce da qualche giocatore che perentoriamente intimava " BALE  FERME!" con cui invocavano fermando il gioco, il tempo necessario per misurare le distanze ed approntarsi studiando la successiva mossa vincente !

Ragiono quindi sul futuro e spero di ricordare che al prossimo problema devo gridare a me stessa BALE FERME e tirare fuori il pizzino di Osho   !  ;D

Ad majora.

domenica 29 gennaio 2012

Ancora Aïvanhov

Avrete certamente notato che quando siete tristi o scoraggiati, il fatto di pensare a una persona che amate o ammirate vi dà conforto. Come mai? Perché le immagini che abbiamo nella mente o nel cuore non rimangono inattive; quelle immagini possiedono una vita e dei poteri, sono come trasformatori, come fonti di energia.
Un'immagine può portarvi alla rovina e un'immagine può salvarvi; un'immagine può intossicarvi e un'immagine può agire come antidoto. Ogni immagine è legata a un'idea, e quando vi concentrate su un'immagine, questa agisce su di voi, pone il suo sigillo su di voi. Non trascurate mai quel lavoro interiore tanto benefico che potete fare con le immagini."
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Questa considerazione spiega l'uso di immagini sacre e di "santini", ma anche dà una serie di spiegazioni circa tutto ciò che la nostra mente recepisce nelle immagini che i nostri occhi vedono.

La vista è il senso che dobbiamo costantemente accompagnare con continue domande della nostra mente per verificare ciò che vediamo e quale effetto abbia su di noi.
In primis le immagini che captiamo sono elaborate dal nostro subconscio, che sappiamo supinamente accetta ed invia all'archivio immagini ciò che percepisce. Si sà che quando un'immagine diventa quotidiana, questa diventa un'abitudine, sia positiva che negativa: dobbiamo stare molto attenti affinché questa supina elaborazione non produca effetti nocivi. Perché, se cassiamo "QUALIASI" immagine, sia che rappresenti una   scena idilliaca della vita (un fiore, un tramonto, ecc) oppure una scena normale di famiglia (un bambino, una donna, un uomo ecc.) che una scena raccapricciante di violenza o peggio, evoca in noi una reazione autonoma. Mentre le prime sono ricreative, ci fanno sorridere, ci allietano, le scene di violenza propinate sotto i nostri occhi costantemente innescano un sistema di autodifesa della nostra mente, con il quale il cervello cerca di "allentare" i sentimenti di paura e di dolore, vale a dire lo stress che esse evocano, fino ad indurci  -a lungo andare- ad ignorarle per autodifesa e considerarle come "normalità". Ecco perché la nostra coscienza spesso, pur vedendo ingiustizie e pur conoscendo il grado di violenza, di cattiveria e di dolore che alcune rappresentano, tende ad ignorarle, perché non raccontano nulla di nuovo e la mente le evita per sopravvivere nel suo equilibrio.
Forse Soffio potrebbe spiegarlo meglio di me!

Il potere delle  immagini più che nella religione, nell'arte ecc.  è meglio spiegato nella radionica. Pensateci bene il potere delle immagini è parallelo ed equivalente ad  un odore, ad un suono. Pensate quindi agli effetti devastanti di un suono acutissimo e continuo che può portare   alla pazzia, all'odore che se buono ci solleva l'animo, ma quando siamo costretti a vivere in un'atmosfera malsana avvelena il nostro corpo fino alla morte. Questo è lampante nell'avvelenamento da ossido di carbonio nel sonno: similmente se la nostra mente "dorme" mentre gli occhi raccolgo le immagini il nostro cervello subisce danni irreparabili. Alla stessa stregua -sia pur non demonizzando all'eccesso ed a priori (!) ma cum grano sali-  consideriamo sempre ciò che stiamo guardando e cerchiamo di  elaborare consapevolmente ed impariamo ad essere selettivi! Spesso ci costringiamo a sorbirci spettacoli ed immagini per la pigrizia di cambiare canale, per l'indolenza a cercarne di migliori, mentre ciò che guardiano CI PROGRAMMA INESORABILMENTE. E questo risultato lo vediamo spesso nei bambini e nell'uso smodato di videogiochi trucidi, dove perdere una vita, significa ritornare in vita riprendendo a giovare fino a che le hai perse tutte, ma per gli umani in realtà la vita è UNA! Ma questo apre ad un discorso molto più ampio.

Chiedevi sempre il PERCHE', sorvegliate le vostre reazioni e cercate la fonte di eventuali disagi: SAPPIATE USARE LA LIBERTA' che ci è stata data di DIRE DI NO a programmazioni subliminali, di cui  non ci rendiamo più conto di quanto siano subliminali, considerandole ormai, purtroppo, parte integrante della nostra quotidianità.

Per un futuro migliore: LA SCELTA TOCCA A NOI! Ad majora!

sabato 28 gennaio 2012

Una bella storia !

Me l'ha mandata una mia amica per e-mail e voglio proporvela perché é carina e leggera nella sua semplicità, come tutta l'opera di Coelho.

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto chiese: ‘Stai scrivendo una storia su di noi? E’ per caso una storia su di me?’.
La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: ‘In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia, piu’ importante delle parole, e’  la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande’.
Il bimbo osservo’ la matita, incuriosito, e non vide niente  di speciale.
‘Ma e’ identica a tutta le matite che ho visto in vita   mia!’.
‘Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono  cinque qualita’ in essa, che se tu riuscirai a mantenere, faranno di te un  uomo in pace col mondo.
Prima qualita’: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. Questa mano noi la chiamiamo Dio, e Lui ti dovra’ sempre indirizzare verso la Sua volonta’.
Seconda qualita’: di quando in quando io devo interrompere       cio’ che sto scrivendo, e usare il temperino. Questo fa si’ che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sara’ piu’ affilata. Pertanto, sappi  sopportare un po’ di dolore, perche’ cio’ ti rendera’ una persona  migliore.
Terza qualita’: la matita ci permette sempre si usare una       gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che  abbiamo fatto non e’ necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale  per mantenerci sulla retta via.
Quarta qualita’: cio’ che e’ davvero importante nella matita       non e’ il legno o la forma esteriore, ma la grafite che e’ all’interno. Dunque, fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
Infine, la quinta qualita’ della matita: lascia sempre un       segno. Ugualmente, sappi che tutto cio’ che farai nella vita lascera’ tracce, e cerca di essere conscio di ogni singola       azione’.
Paolo Coelho