La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

domenica 22 luglio 2012

Bora oltre i 100 km all'ora!

E' veramente strana questa giornata!  La Bora alla fine ha spazzato via le nubi e reso mite la temperatura, nonostante faccia caldo ed il sole scotti, la calura non viene percepita proprio in virtù delle raffiche che fanno turbinare mulinelli d'aria e vibrano con rumore cupo e basso tra i pertugi degli infissi, che non possono rimaner chiusi (altrimenti si soffoca), ma neppure spalancati (altrimenti sbattono violentemente). Per cui dalle ribalte la Bora entra in casa prepotente ululando.

Stavo ripensando ai lavori muliebri, sulla scia delle bellissime creazioni viste nei siti che ho visitato stamattina. Resto sempre affascinata da tanta bravura, costanza e maestria. Un mestiere imparato da madri, nonne. Ma io in casa avevo una nemesi! Mia madre era la classica donna dalle "mani d'oro". Sapeva fare di tutto: aveva studiato da sarta in un atelier di provincia, presso un sarto da uomo, sapeva ricamare, fare all'uncinetto e faceva maglioni ai ferri. Ne conservo ancora due meravigliosi che aveva fatto per mio fratello ed uno per me, che anche se non mi sta mi ricorda le sue "mani".   Io in compenso ho dovuto arrangiarmi da adulta in tutto, perché   mia madre, vedendo la mia scarsa destrezza, andava su tutte le furie e con uno scatto di rabbia per la mia inettitudine buttava tutto all'aria con la frase " E' meglio che fai altro, questo non è per te!"

Anche a scuola ebbi scarso successo : una volta insegnavano fin dalla prima elementare ricamare, fare all'uncinetto e lavorare ai ferri. In prima presentai un asciugamano con bordura a punto croce che portavo ovunque e che tanti mi aiutarono a completare, compreso mio zio Giuseppe, che di mestiere era muratore ! Poi le presine all'uncinetto prendevano una forma sempre a triangolo isoscele. I maglioni, non se ne parla, mia madre finì una sciarpa per mio conto.
L'ultimo anno trovai la mia strada : IL PUNTO CROCE! Ma mia madre guardò troppo in grande e prese una tovaglia da 12 persone!!!! In un anno scolastico feci poco progresso e sia mamma che zia dovettero supplire alle mie mancanze.

In compenso in terza media presi un bel DIECI in applicazioni tecniche avevo completato una meravigliosa PROLUNGA ELETTRICA!!!! ;D

Fatto sta che dovetti supplire in età adulta alle mie mancanze e con pazienza (poca) e l'aiuto di un'amica, agl'inizi della mia convivenza iniziai un maglione per mio marito.  Dirò che come inizio fu una scelta poco felice : a mia difesa devo dire che in primis, lavoravo a tempo pieno,  e ... last not least, che mio marito aveva 120 cm di torace ed era alto 183 cm!!! Praticamente non aveva una schiena ma una portaerei, quando mi chiedeva di spalmargli l'abbronzante, lo prendevo  ogni volta in giro dicendo  "mi fai sempre lavorare : quanto mi dai a metro quadro?"

Al dunque,  dopo mesi che il pullover non progrediva, lo feci diventare un ... gilet senza maniche!  Così dopo quella esperienza iniziai a fare delle maglie estive per me, perché (senza maniche) erano più veloci e meno grandi! Inoltre dopo il corso di sartoria (un anno circa), iniziai a confezionarmi soprattutto gonne, qualche camicetta semplice, qualche vestito, ricordo un tubino invernale rosso nel 1983 di cui ho le foto con mio figlio al suo primo Natale. Poi arrivò la seconda figlia e smisi completamente, limitandomi a fare orli ai pantaloni e qualche piccola riparazione.
Certo il sogno di riuscire a creare qualcosa di bello resta sempre nel cassetto, ma non ho pazienza (come mia madre) il lavoro deve riuscire subito, altrimenti perdo entusiasmo ed interesse!
In questo periodo però sto ripensando e riconsiderando di poter riprendere. Qualche piccolo progetto nel cassetto sta ancora dormendo! Mi entusiarmerebbe di più dipingere le pareti della mia stanza o dell'andito se solo ne avessi la possibilità senza incorrere a stress muscolare alla cervicale. Ma, staremo a vedere! Vi terrò informati!

8 commenti:

Soffio ha detto...

e il blog che hai creato non é bello???

Renata_ontanoverde ha detto...

Si grazie Soffio : sei un vero gentleman!! ;D

redcats ha detto...

Ricordo come un incubo il punto a croce e l'orlo a giorno delle elementari e poi, peggio che mai, il corredino da neonato della scuola media, di cui forse ho fatto una manica!
E mia madre sapeva fare di tutto, e mi guardava triste e sconsolata...redcats

edvige ha detto...

Renata io al 7 piano i finestroni del terrazzo lato Cava e boschetto le ho dovuto tenere chiuse impossibile aprirle e lato interno corte ovvero verso mare un mulinello ma li le devo tenere aperte un pò le finestre altrimenti soffoco e che casino...uuuuuuuuuu ulula-
Mi sa che domani non si va al mare ciaoooo

Renata_ontanoverde ha detto...

Redcats, pure mia madre era sconsolata ed incazzata... ;)

Edy : caspita! non ti invidio!!!
Effettivamente oggi, niente mare!!!

FrencyMammaStrega ha detto...

Vedi? A me piacciono e riescono, ma -come te- non ho pazienza. E quindi ho interrotto tutto...

...ma il corso di sartoria, quello mi piacerebbe.

Disegno abiti da quando ero ragazzina, quanto mi piacerebbe realizzarne qualcuno...

Miss Pansy ha detto...

Piazzata lì, la riga sulla riuscita della presa elettrica è grandiosa!
Mi sono sbellicata :))

Renata_ontanoverde ha detto...

Frency : il cucito è di soddisfazione! Se prendi il Burda trovi anche le spiegazioni, poi chiedi in giro e vedrai che non è difficile.

Miss Pansy : che devo dire, applicazioni tecniche comprendeva anche piccoli lavoretti per la casa. In quelli ero insuperabile, ma ricamo, maglia ed uncinetto erano un supplizio!
;)