La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

venerdì 7 dicembre 2012

La quiete dopo la tempesta ?

Dopo un periodo piuttosto travagliato, con decisioni da prendere molto importanti, crisi emotive ed esistenziali a cui è succeduta la più ovvia e ragionata azione, solo ora  riesco a parlarne.
 
Dopo un paio di settimane d'assestamento, mi ritrovo in una condizione di stallo emotivo.
 
Nella mia routine quotidiana di uscite e di appuntamenti, sia per gl'impegni familiari, che per il lavoro d'incaricata Stanhome, la mia vita continua, anzi vede un impegno in più giornaliero. Ora è cambiata la modulazione degli eventi della mia giornata.
 
Quando sono a casa, pur essendo nel caos, per quanto tenga pulito, non riesco a sistemare poco o nulla. Faccio lo stretto necessario e qualcosina-ina-ina-ina in più al giorno, ma ancora non vedo un senso d'ordine, sono ancora "stretta" tra le cose, che mi soffocano, ma da cui non riesco a staccarmi ed a cui   non riesco a dare una collocazione decisiva. Urge fare "space clearing", ma data l'età non riesco ad avere una continuità mentale al riordino per troppo tempo e farlo in modo progressivo non da la resa incisiva e definitiva che dovrebbe avere. Quindi ... orbito nel caos!
 
Sono  -come dicono gli americani nel loro linguaggio sintetico ma esplicativo- FROZEN, come se la mia anima dopo il cambiamento sia rimasta bloccata in un pezzo di ghiaccio, con il vuoto mentale del dubbio : avrò fatto la scelta giusta? perché ad un'azione ne sono conseguite ben tre, radicali e decisive.
 
L'immobilismo attuale penso sia dovuto ad una necessità di elaborare e quindi di "accettare" la situazione del cambiamento. Inizio a non trovare più ciò che avevo riposto alla rinfusa prima del cambiamento e la cosa mi sta pesando non poco.
 
Ho sviluppato una dilatazione del tempo nello sbrigare le faccende tale che la gran parte della giornata la passo a far trascorrere il tempo in attesa dell'evento, senza riuscire a fare altro, come se la mia mente non fosse più capace -come quando lavoravo- di dedicarsi a più impegni in una volta.
 
Ogni giorno, di mattina, facendo colazione butto giù la scaletta della giornata con l'elenco delle commissioni esterne da fare, sono molte di più che in passato, ma tra queste ancora non sono riuscita a includerne più di una dentro casa! Sembra che voglia evadere dall'evidenza ed il non riuscirne a parlarne, per me, è stato sintomatico. Spero che da oggi, avendo finalmente scritto nero su bianco, portando dal subconscio al conscio questa mia difficoltà, io riesca a prendere "atto" della situazione ed iniziare ad essere più costruttiva ed a continuare nella svolta della mia vita!
 

9 commenti:

Lilli ha detto...

Capisco perfettamente la tua situazione perchè - in parte - mi ci trovo anch'io.
A volte mi sembra di essere due persone diverse: la persona che sono sul lavoro è una persona ordinata e organizzata; la persona che sono a casa è tutto l'opposto.
Anche io ogni week end pianifico grandi pulizie e riordini casalinghi che... puntualmente non faccio.
Non per cattiva volontà (almeno credo), ma il fatto è che il week end passa e la domenica sera mi piomba addosso senza che io me ne renda conto e senza che io sia riuscita a fare nulla (o quasi).
Per usare un'espressione ora molto in voga, direi che i week end li trascorro "a mia insaputa"...

Renata_ontanoverde ha detto...

carina come definizione : molto azzeccata ;) buon week-end allora...;)

Soffio ha detto...

Il nuovo va sempre affrontato, magari con un mix di tempo al giardino segreto e una parte di principio di realtà, ma sempre noi con le redini in mano

perennementesloggata ha detto...

mi riconosco molto in questo post e nelle parole di Lilli.
e sono totalmente in crisi.ma pochino ino ino per volta, va meno peggio. per certi versi. per altri, sto sprofondando nell'abisso.
:(
intanto ti abbraccio, gran donna!

Renata_ontanoverde ha detto...

Soffio : sempre preziose le tue parole! Grazie :D

Perenne : it's a long way to Tipperary! il seguito te lo scrivo in privato! ♥

Mammamiao ha detto...

Sembra di leggere i miei programmi, i propononimenti e la assenza del gene dell'ordine ... Ma poi ripenso all' entropia ! È sorrido al futuro! Baci

Renata_ontanoverde ha detto...

Io ciclicamente riordino : dura pochi giorni...;) non è proprio nelle mie corde... sono sempre a rincorrermi, prima per il troppo lavoro ora per stanchezza/vecchiaia ;)

nellabrezza ha detto...

credo che tenere tutto "fermo" in casa sia una reazione ai grandi cambiamenti che hai invece dovuto fare in tutto. penso che non devi preoccuparti, un giorno riuscirai a "liberarti". piano piano.

Renata_ontanoverde ha detto...

L'analisi a me è servita per scuotermi dal torpore in cui ero caduta ed ora sto riprendendo l'abitudine di scrivere in agenda ciò che son riuscita a fare nella giornata. più lungo è l'elenco, anche delle piccole cose, più soddisfazione aumenta e di conseguenza l'autostima e la sicurezza ;)