La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)
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venerdì 22 gennaio 2010

Vado a Teatro

In ottobre vi ho detto che mi sono abbonata ad un teatro di Trieste intitolato ad uno dei nostri maggiori attori scomparso recentemente "Orazio Bobbio".

Ho già visto 4 recite e da tempo volevo farne un post.

In primis : sono impressionata dal fatto di NON riuscire a reggere per più di un paio scarso di minuti ad APPLAUDIRE. I miei ricordi di giovane assidua frequentatrice del teatro di prosa (mi sono sciroppata anche un sonniferoso dramma di ---oddio non mi viene il nome--- ah sì Kafka!) sono di applausi vigorosi e prolungati a seconda degli attori inchinati nel proscenio per non meno di cinque minuti buoni filati. Oggi, purtroppo, dopo un minuto vorrei alzarmi ed andarmene. NON SI FA! Ho minor energia della mia vicina, quasi ottantenne!

Le commedie che ho visto mi hanno riportato ad un certo entusiasmo, nonostante l'ambiente angusto : il teatro è piccolo e le poltrone sono proprio al limite della comodità, ma Giuliano Ferrara non ci sta proprio. Inoltre non sono avvezza a star seduta per tanto tempo senza muovermi ed il ritmo della recitazione non corrisponde ai tempi e ritmi che la televisione ci ha inculcato: mi sto pian piano riabituando alla frequentazione e ad ogni recita esco con maggior soddisfazione.

Le ultime commedie sono state molto apprezzate, anche se tutte erano belle: a parte Il Capitano Ulisse, con tempistica assolutamente lunga anche se con magnifici attori, ben interpretato, è stata alquanto pesante.

Ho visto un Andrea Giordana, che assomiglia sempre più a suo padre, un Paolo Ferrari inossidabile e bravissimo, Carla Gravina, brava nei ruoli drammatici di donne innamorate ed abbandonate, Franco Simoni, che ricordavo dal mitico sceneggiato I Fratelli Karamazov, brizzolato leggermente sovrappeso, ma sempre un bell'uomo. Le attrici, alcune erano sopra le righe forzatamente teatrali. Le "nostre" le ho trovate più "naturali", ma avevano un repertorio più vivace nei ruoli leggeri di commedia dialettale: bravissima Ariella Reggio, anima del nostro treatro stabile e della scuola, apparsa anche alla televisione nello sceneggiato "Tutti pazzi per amore" (quello con Solfrizzi), dove lei faceva la parte di una delle zie.

Una critica molto positiva la devo fare ai giovani; molto, ma molto BRAVI ! motivati, proprio tutti, indistintamente, bravi , nei ritmi, naturali nelle espressioni, pur nel recitato teatrale. Che dire ?? ottime premesse e promesse per il teatro futuro.

ASPETTO PAOLO POLI con impazienza!!! perchè so che con lui farò delle risate magnifiche!

Me lo ricordo all'Auditorium, teatro che non c'è più, vestito da sirena con la coda in mano, che lasciava nelle mani di qualche uomo del pubblico, imbarazzato non tanto dal reperto, quanto dalla battuta con cui gliela rifilava, mentre lui poi attaccava cantado la canzoncina... con la sua mimica e le mossette metteva alla berlina i comportamenti frusti ed i luoghi comuni.

Non vado a vedere Teoccoli e la Goggi che mi hanno stufato! ooooohhh laà.

Fine recensione teatrale.

Divertitevi, io nel week-end non so se "navigo", viene il dottore del computer a formattarmi il C:/ salute! Ciao!