La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)
Visualizzazione post con etichetta il Camino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il Camino. Mostra tutti i post

sabato 14 luglio 2012

Il "Camino"

Molti di voi sanno cos'è il "Camino", per chi non lo sapesse è il percorso che i pellegrini compiono fino ad una città santa, Santiago de Compostela, dove riposano le ossa dell'apostolo  San Giacomo, San Tiago, appunto, come si traduce in spagnolo. Ed ecco che attraverso Marino http://druidearyn.wordpress.com/  ho imparato che si sono diverse vie, dalle due principali di cui già sapevo. Poi recentemente ho guardato il film Il Camino con Martin Sheen e nel cast, compreso il regista altri componenti della famiglia Estevez. Ed ho ripensato e desiderato poterlo percorrere come Marino che lo affronterà per la terza volta.

Avevo un sogno nel cassetto : fare il Camino al compimento dei miei 50 anni con la mia migliore amica, l'amica delle elementari per capirci. Quella che conosce tutto di me e di cui so tutto: abbiamo diviso le gioie ed i dolori di tutta una vita. Perché siamo coetanee ed avremmo segnato i nostri 50 anni in modo speciale!

Nel 2005 però mi trovavo in un periodo molto difficile, mio marito aveva da poco scoperto di avere il diabete con la glicemia a 450, pur riprendendosi, con il fisico molto debilitato a fatica terminò  il restauro del nostro appartamento.  Nel settembre del 2005 per la prima volta abbiamo pranzato per il mio compleanno tutti in questa nuova casa. Volevo respirare un po' di calma, poi nel dicembre 2005 la mia amica cadde in depressione e  iniziò il suo calvario. Nel 2006 due lutti, una tragedia,  hanno sconvolto la mia famiglia, nel 2007 la malattia si è palesata a mio marito con una forte emorragia proprio il 1° maggio il resto lo conoscete. 

Il mio sogno ancora non son riuscita ad esaudirlo sempre legata qui alla mia casa per ovvi motivi.  Ho cercato di elucubrare ogni modo possibile per effettuare il Camino: dicono sia possibile anche dividendo il percorso in tragitti da effettuare anno dopo anno. Ma il vero spirito del Camino è la fatica di TUTTO il percorso. Ho sentito in zona diverse persone che si preparano per il Camino con lunghe camminate tutto un anno e nonostante ciò ritornano con acciacchi "pesanti". Chi ad una caviglia, chi ad un ginocchio dolorante  ed il timore di diventare un peso per uno sforzo più grande delle mie  capacità, il fatto di aver preso ancora peso, di aver l'affanno quando faccio una salita, la mancanza totale di resistenza,  ancora mi legano qui. Ho poi una zia anziana, che ha solo me, per cui non mi perito di assentarmi tanto a lungo, anche se  in fin dei conti  sospetto si tratti solo di "alibi".

Ma cos'è il Camino? è ricerca, dolore, stanchezza, condivisione, ma anche silenzio, è adattarsi agli altri, aiutarli se si può, lasciare che ci aiutino, pregare, dormire, camminare, piangere, disperarsi, estasiarsi di fronte alla bellezza della natura, lasciar affiorare la nostra disperazione, la nostra solitudine, ma anche essere grati per chi ci aiuta, per chi asciuga le nostre lacrime, per essere in grado di andare avanti, comunque, per ridere, per gridare, per gioire, per cantare.

Fatto sta che già nel lontano 2005 ragionando sulla mia impossibilità di effettuare il Camino fisicamente, ho pensato che potevo prepararmi fin da allora.  Perché ogni giorno è la preparazione di quello successivo, siamo la somma delle nostre esperienze e se viviamo la nostra vita con un obiettivo, la preparazione per questo evento straordinario può iniziare anni se non decenni prima di affrontare il vero e proprio percorso.

Per arrivare a Santiago bisogna prepararsi e che importa se lo si fa un anno prima o  tutta la vita, trasformando in Camino  dal gesto più semplice a quello fisicamente più pesante, dal considerare la gente che ci circonda come i "Pellegrini" nostri compagni di viaggio, certo la loro filosofia è diversa da chi comunemente si incontra in quei posti, ma la gente che c'è qui è quella che il destino pone ora sulla nostra strada.

Incominciare da casa propria, fin d'ora, perché tutta la nostra vita diventa "Camino", se la consapevolezza ci accompagna. Portare la magia che il Camino porta alla nostra vita anche nel quotidiano di casa propria è arricchire la nostra vita, acquisire un valore aggiunto che rende ogni esperienza importante, anche quella più insignificanete e ci fa comprendere il vero valore della nostra vita.

Ultreya, Buen Camino Marino !!!!!