La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)
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domenica 6 maggio 2012

Dedicato a Princy ed a Soffio! Ma penso lo gradirete tutti!

Visitate questo sito ed immergetevi nella Natura ! 

 http://w3.upm-kymmene.com/
upm/forestlife/index.html

Buona Domenica !

venerdì 27 aprile 2012

Le rondini...

sono entrate nei cieli del mio rione appena il 14 aprile. Le vedo in lontananza, fanno i loro giri rimanendo molto in alto. 
Mi hanno sempre affascinato. Sono state mie buone compagne di vita! Quando ero piccola nel quartiere dove abitavamo nelle sere d'estate il cielo era pieno di rondini che garrivano nel tramonto alla fine della giornata, come per dare la buona notte al sole. 
Nella casa di campagna le rondini avevano trovato rifugio nella stalla : c'erano ben 4 nidi interni ed altri 2 esterni. Purtroppo nella ristrutturazione sono stati eliminati e le rondini non son tornate più. 
Nel nuovo appartamento dopo il trasloco la prima Primavera abbiamo fatto conoscenza con il rondone che ha il nido sopra la nostra finestra:  entrò per caso sbagliando l'entrata, forse voleva esplorare la "dependance";   me ne accorsi per il volo che mi rasentò mentre Mucia era in completa fibrillazione, scattante a seguirne la traiettoria, lo vidi volare a cercar un'uscita, ma le altre finestre erano chiuse ed aveva girato male, atterrando vicino alla gatta, riuscì a scansarla per poco rifugiandosi in bagno nello spazio angusto dove ripongo lo stendibiancheria, tra armadio e parete: lì in quel pertugio Mucia, grassa com'è, non riuscì ad avventurarsi per ghermire la preda.
Buttammo addosso al povero  rondone ansimante un asciugamano, Paolo lo prese con delicatezza e lo lanciammo in tutta fretta fuori dalla finestra! Palpitava impaurito sotto la tela di spugna, ma, appena si accorse di esserne fuori, riprese la sua corsa  garrendo per la riconquistata libertà!  
Le rondini guizzano velocissime rasentando e contendendo il territorio ai prepotenti gabbiani, alle subdole cornacchie, alle timide tortore, agl'invadenti colombacci, ai merli, snobbano i passeri che si danno appuntamento per il briefing mattutino e serale nell'alto albero d'alloro che cresce nel cortile e nei due momenti della giornata sembra vibrare di vita propria, pieno di frulli d'ali, canti e cinguettii.  
Altri animali hanno fatto visita al mio appartamento. 
In quello vecchio abitavamo vicino ad una pineta ricordo il giorno in cui mio figlio venne a salutarci prima di andare in campeggio con i suoi amici, doveva essere luglio o agosto. Fatto sta che arrivò oltre il terrazzo sostando sulla porta spalancata un bellissimo scoiattolo fulvo! 
Lo considerai di buon auspicio e cercai di avvicinarlo piano piano, ma lui iniziò a scalare l'edificio per allontanarsi: il rivestimento esterno al  quarzo della casa dava facile appiglio alle sue zampine. Spero se la sia cavata, perché sotto di noi c'era una colonia di gatti! 
Nel soggiorno entrava spesso anche un grillo, allora sapevo immediatamente che sarebbe piovuto di lì a poco. 
Le api sostavano per "rifornimento" sui miei fiori, nel vecchio appartamento avevo un terrazzo di 4 metri che adoravo e che mi manca un casino! Mio figlio era piccolo e per farlo famigliarizzare con gli animali, gli dissi che quella era la nostra nuova amica, l'Ape Gelsomina! Mentre si posava sul fiore si poteva vedere le due microscopiche coppe che hanno ai lati del corpo cariche di polline giallo. Un giorno mio figlio ne trovò una vicino alla porta e volle portarmela, ma l'ape per difesa lo punse e grande fu il suo disappunto di esser stato ferito da un' "amica" che venne piangendo più per la delusione che per il dolore. Mentre gli passavo un medicamento sulla manina, gli spiegai che non bisognava toccarle : erano troppo piccole, avevano paura e colpivano per proteggersi! Da allora si limitò a chiamarmi quando erano vicine. 
Nel nuovo appartamento entrò  un piccolo geco! Da noi sono rari. Io e mia figlia ne fummo felici ed iniziai a chiamarlo affettuosamente Filippo! Mio marito lo guardava con sospetto, "non vorrei mi venisse addosso mentre dormo!". Mucia ci pensò a rassicurarlo: trovammo una "porzione" di Filippo, quel che restava delle sue spoglie dopo la caccia del nostro felino,  sulla pantofola di mia figlia! Da allora non ne ho visti altri.