La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

mercoledì 20 gennaio 2010

Il Castello di Duino






Tra il X e XI secolo sull costa che si affaccia sul Golfo di Trieste nella zona chiamata Duino venne costruito un piccolo castello su di un'aspra rupe inaccessibile. Constava di una torre rettangolare, anche sede del castellano, attraversata da un sottopassaggio a volta. Una stretta scala, parte scavata nella roccia e parte costruita ad arte, saliva all'interno del castello passando sotto l'arco della torre, alte e grosse mura lo proteggevano dal lato rivolto verso il mare. La torre era a due piani, ora si vede solo il primo e le rovine del secondo. Non c'è più neanche il piano sopra l'arco, di cui rimane solo la parte inferiore, probabilmente adibita a cappella, come testimoniano affreshi antichi che ne decorano la volta. L'accesso al piano superiore avveniva per mezzo di scale esterne: nelle mura ci sono gli incavi quadrati. Probabilmente erano mobili, per rendere inattaccabile il piccolo edificio. Nel piccolo cortile c'è traccia di un altro edificio, chiuso dalle mura che circondavano completamente tutto il perimetro irregolare dello scoglio, lungo le quali corrono alcuni camminamenti strettissimi scavati nella roccia e collegati tra di loro.
Il Castello era veramente inespugnabile: i Duinesi si difesero dagli attacchi dei Veneziani nel 1369, durante la guerra per la loro conquista di Trieste, procurando ai Veneti gravi danni, utilizzando piccole imbarcazioni veloci usate dai corsari adriatici, i "gabardelli duinati".
Nel 1389 il Capitano di Trieste, Ugone di Duino, chiese al Duca d'Austria Alberto il permesso di costruirne uno più grande vicino ed abbandonò quello vecchio, usato nel 1478 dai Cavalieri di Rosa Croce in difesa contro le scorrerie mussulmane ed in quell'occasione gravemente danneggiato.

Restano ancora i ruderi e sia dal nuovo Castello, che dal mare hanno uno strano effetto suggestivo.

Si dice che su di uno di questi scogli Dante amasse sedersi la sera e proprio qui ebbe l'ispirazione dei famosi versi " l'ora che volge il disio, ai navicanti e 'ntenerisce il core"…

Ma per i Triestini il Castello vecchio affascina per uno spuntone di roccia che si staglia dalla parete chiamato la "Dama Bianca".



Narra la leggenda che il Castello fosse un tempo abitato da un Signore spietato e crudele. Egli prese in sposa una giovane bellissima donna e nell'ira e nella gelosia le proibì tassativamente ogni contatto sia con i genitori, che con l'esterno. Si ritrovò in breve prigioniera nel suo stesso Castello.Avvenne che come ogni moglie ebbe un bambino e, nel desiderio di farlo sapere ai suoi, passò un biglietto ad un servo. La cosa venne riportata al Castellano e gettò i due nella disperazione: infatti in un impeto d'ira egli fece uccidere il servo e scaraventò la moglie disperata e piangente, giù dalle mura. Ma il Cielo volle essere misericordioso con lei e la tramutò in roccia: di lei si scorge l'alto profilo bianco di un manto che avvolge una figura femminile. Di notte gli abitanti del Castello assicurano di vederla sorgere dalla pietra e salire fino alle finestre per vedere suo figlio.

2 commenti:

Giusy ha detto...

Il castello di Duino e il castello di Miramare sono ancora in sospeso.
Saranno le prossime mete.
Ciao Carissima, Ti abbraccio!

Renata_ontanoverde ha detto...

a presto ?? ;) lo spero!
un abbraccio Renata