La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 5 gennaio 2010

La Befana vien de note

La Befana vien de note con le scarpe tute rote col vestito alla romana, viva viva la Befana!

L'ultima festa che tutte le altre spazza via con la sua scopa magica, mi fa ricordare il passato, la mia fanciullezza, quando ancora il consumismo non dilagava.

La Befana a Trieste non era molto festeggiata, più della Befana e dello stesso Natale, la tradizione locale vedeva San Nicolò di Bari 6 dicembre quale maggior festeggiato e portatore di doni aprendo il mese delle festività.
La tradizione voleva che San Nicolò portasse i giocattoli, Bambin Gesù i vestiti (non era ancora molto in voga la moda di Babbo Natale, che prese piede negli anni sessanta) e la Befana i dolciumi! Se i bambini erano stati cattivi, trovavano carbone, dolce, ma sempre carbone! Chi invece era stato buono si trovava la calza appesa piena di dolciumi: piccoli mandorlati, cioccolatini, frutta secca e mandarini!

Ma c’era anche un’altra usanza in campagna : IL PRIMO DELL’ANNO i bambini andavano in giro per le case con un piatto ad augurare il buon anno e ricevevano in cambio dolci, frutta secca o mandarini! Il "bottino" era portato sul piatto a mo’ di vassoio con le manine alzate per non far cadere i dolci : si entrava con in trionfo a casa, i più bravi e buoni gongolavano perchè avevano il bottino più ricco!

2 commenti:

Marinz ha detto...

Le vecchie tradizioni sono ormai passate e dilaga il consumismo ma almeno i bambini si divertono :o)

un sorriso :)

Renata_ontanoverde ha detto...

Un sorriso a te caro Marinz!