La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 2 febbraio 2010

Legge di vita

La gente ascolta SOLO ciò che vuole sentire!


Questo assioma è frutto della mia esperienza: a nulla servono migliaia di parole. Cenere al vento, che al limite da fastidio agli "occhi", ma con una scrollata si elimina.


Le parole lacerano: pochi sanno dire le parole giuste, al momento giusto, che ti aprono la mente e fanno parte della tua personale rivoluzione, del tuo cambiamento.


Quando sentiamo le parole che ci portano alla coscienza la testimonianza dei nostri errori o le nostre cattive abitudini, ci proteggiamo con frasi "E' più forte di me!", "Si ma è solo un momento passeggero" ecc.


Guardare in faccia la propria realtà : ACCETTARE le nostre manchevolezze, nel senso di prendere coscienza dei nostri limiti, PERDONARCI ed ANDARE AVANTI, sono i passi più difficili di una vita, MAI IMPOSSIBILI. Sempre siamo aperti a due possibilità : di progredire o di restare arroccati sulle nostre posizioni.


Un conoscente aveva un'attività come operatore informatico con negozio proprio. La vita frenetica non gli permetteva di vivere in modo sereno, per varie vicissitudini ha deciso di chiudere l'attività: dopo un mese è dimagrito 15 (quindici) kili! La "corazza" che si era costituito a "protezione" è SVANITA!



Perchè anche se non vogliamo ammettere nemmeno con noi stessi la realtà, pur conoscendo a menadito la teoria, restiamo intrappolati nei nostri stessi meccanismi di difesa.





Mi vengono in mente parole imparate da bambina, ma che ripeto spesso " .. che io non resti confusa in eterno!" A prescindere dalla religiosità o meno, questo è precisamente ciò che ci accade: la nostra quotidianità e la ridda di impegni che ci costruiamo a "difesa" della nostra incapacità ad affrontare il nocciolo del problema è l'ostacolo che non ci permette di FOCALIZZARE e PRENDER COSCIENZA della nostra effettiva capacità se determinati a dare una svolta alla nostra vita ed a uscire dalla confusione, per dare il via ad ogni progresso.


Eppure questo nocciolo è talmente duro da affrontare che ne abbiamo paura. Quanto ci costa mollare la presa dalla nostra realtà traballante, ma conosciuta, quanto ci costa mollare i palliativi che ci siamo costruiti come mura di Berlino a difesa dei nostri alibi. Quanta paura abbiamo di fare ulteriori sacrifici, nel dubbio di non riuscire a cambiare.


Per quanto lavoro di introspezione abbia fatto, per quanto la sofferenza della vita mi abbia portato a conoscere l'animo umano ed ad identificarne le debolezze, per quanto abbia imparato la teoria da ottimi maestri, che mi hanno illustrato i meccanismi che intrappolano le persone, per quanto mi sforzi ed abbia tentato di porvi riparo, non riesco a scrollarmi di dosso la mia corazza : ci sono ancora 15 kili di troppo che zavorrano la mia anima, il mio progresso.

E' facile allora costruirsi mille alibi per giustificare la nostra confusione, mentre la soluzione è lì a due passi da noi, che ci aspetta, anzi è DENTRO di noi, nella nostra mente, che deve solo ACCETTARE il fatto di dover porre fine alla confusione, che gratifica momentaneamente, ma si paga a caro prezzo a lungo andare.

1 commento:

Giusy ha detto...

la gente ascolta solo ciò che vuole sentire... non solo!
Ma spesso, in quello che sente, CERCA CONFERME a quello che crede e che vuole sia confermato!
Ed è il genere di persona che più mi fa paura.
Ciao ciao!