La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

domenica 27 gennaio 2013

M. e gli altri

Con dispiacere ho letto questa settimana l'annuncio di M. con l'allontanamento forzato per una dipendenza al blog che stava diventando patologica. Mi dispiace. Per lei che vive un momento difficile  e l'ha fatta riversare sugli amici di blog l'attenzione, l'affetto, l'interesse ed il legame con persone che esistono virtualmente, "amici immaginari" li ha definit la sua psicologa, mentre si era allontanata dalle amiche di vecchia data, da quella dimensione di vita che le metteva tanta ansia da indurla a rifugiarsi in internet. Mi dispiace per M. perchè so quanto sensibile sia e conosco la dipendenza e quindi so quanto sia difficile combattere nel vortice che a volte risucchia e ci lascia senza forze. Spero proprio che si riesca a liberare evitando di seguirci.
 
Ho pensato a quando ho iniziato, dapprima partecipando al blog di un'amica e poi aprendo il mio blog personale su splinder. Era il periodo, cinque anni fa, in cui la mia vita era tutta "lavoro, casa, ospedale e chiesa" con l'inizio della malattia di mio marito. Dovevo restare a casa per assisterlo e nel tempo libero ed anche per distrarmi ho iniziato l'avventura sul blog. Dopo la sua scomparsa internet mi è servito come "svago", un supporto alla mia quasi solitudine.
 
Comprendo perfettamente chi come M. cade nella dipendenza del blog. Capita anche a me di vagare senza pensare nelle pagine del web, rifugiandomi nella lettura e nella curiosità dei vari blog, mentre mi rendo perfettamente conto che sto solo perdendo tempo, solo costruendo un alibi per giustificare l'abitudine a procrastinare di affrontare il peso della vita quotidiana.
 
Certo mi sforzo a creare "obblighi" che giornalmente mi impegnino, ma avendo tanto tempo a disposizione, come ogni persona che, dopo tanto lavorare, resta a casa, spesso mi sento in enorme difetto a "perdere"   tempo, facendo lo stretto necessario e trascurando quanto necessario,  nel non far nulla di concreto, che guardare la tele, navigare in internet, mentre potrei impegnarmi a  sistemare tante cose, leggere libri accumulati per anni, aprirmi a nuovi interessi accantonati per il pressare del lavoro. E mi sento vuota a non riuscire a concludere granché. Inadeguata per l'enorme fatica a tirare avanti, perché quanto ho intorno ancora non mi da pace, perché l'ansia è sempre dietro l'angolo, perché la solitudine a volte fa andare ancora più a fondo.
 
Ognuno ha i suoi limiti, sicuramente! Ma devo dire la verità, che il blog mi ha dato tanto.
La soddisfazione maggiore è stata veder concretizzare la conoscenza del blog in una nuova bella amicizia  con l'incontro a Trieste di Ele (Nellabrezza).
 
Spero tanto di poter realizzare anche altri incontri e di poter conoscere di persona gli amici incontrati in internet!
 
 
 

15 commenti:

Soffio ha detto...

LE DIPENDENZE CREDO SIANO ANCHE FIGLIE DEI NOSTRI BISOGNI, QUELLI Sì CHE SONO DA IDENTIFICARE

Renata_ontanoverde ha detto...

Spesso non si riesce ad affrontare i nostri bisogni né men che meno a soddisfarli, ma solo ad ingannare noi stessi con palliativi alla nostra angoscia ed ansia.

Antonella ha detto...

Purtroppo sento sempre più persone che diventano vittime di dipendenze, probabilmente anche questo è un sintomo della solitudine e della crisi che ci stringono da tutte le parti. Io sul mio post di oggi ho parlato del gioco d'azzardo che sta diventando un nuovo grosso problema.
Ciao Renata, buona serata e buona settimana.
Antonella

Linda ha detto...

Questa cosa mi fa tanto male e non riesco a dire nulla. Spero solo che M. sia felice perchè è una donna meravigliosa.

Ciao Renata., un abbraccio.

Saray ha detto...

E' vero, internet è una bella compagnia. Il rischio di lasciarsi prendere troppo c'è..perchè internet da molto se si hanno interessi e desiderio di conoscere. E' un pozzo senza fondo. Certo che la dipendenza è una cosa triste che non si conosceva una volta. L'importante è come dici, fermarsi ogni tanto e staccare per qualche ora..o giorno.
Non bisogna però sentirsi in colpa, internet è una possibilità per chi è solo, e non sempre può fare altre cose. Penso che nel futuro tanti anziani non saranno così soli con internet. Come i cellulari hanno cambiato la vita di tanti vecchietti, (ho visto negli ospedali anziani che parlavano con i propri cari, cosa impossibile una volta, se si era bloccati a letto) Così farà internet, cambierà in meglio la loro vita.
E' una bella cosa conoscersi dal vivo. A me farebbe piacere. Buona serata a te *_*

Renata_ontanoverde ha detto...

Nei periodi di confusione e di difficoltà spesso ci si aggrappa a palliativi.

Difficile sganciarsi. Si, Linda, M. è una persona molto sensibile, per questo è rimasta troppo coinvolta dal lato positivo del blog, dove emerge la nostra positività e dove riusciamo a nascondere le nostre debolezze.

Lo spero anch'io Saray, col bel tempo spero di organizzare un meeting a Trieste ;)

redcats ha detto...

E' dispiaciuto molto anche a me, mi sembra una persona simpatica ,sensibile intelligente e piena di senso dell'umorismo, anche se non l'ho conosciuta personalmente; spero che questa direttiva sia fondata!
Quanto a noi, mi farebbe tanto piacere conoscerti, ora che hai un'amica a Roma spero che tu venga , così incontrerai Rasputin in pelliccia e ossa!

redcats ha detto...

E' dispiaciuto molto anche a me, mi sembra una persona simpatica ,sensibile intelligente e piena di senso dell'umorismo, anche se non l'ho conosciuta personalmente; spero che questa direttiva sia fondata!
Quanto a noi, mi farebbe tanto piacere conoscerti, ora che hai un'amica a Roma spero che tu venga , così incontrerai Rasputin in pelliccia e ossa!

redcats ha detto...

E' dispiaciuto molto anche a me, mi sembra una persona simpatica ,sensibile intelligente e piena di senso dell'umorismo, anche se non l'ho conosciuta personalmente; spero che questa direttiva sia fondata!
Quanto a noi, mi farebbe tanto piacere conoscerti, ora che hai un'amica a Roma spero che tu venga , così incontrerai Rasputin in pelliccia e ossa!

Renata_ontanoverde ha detto...

Si MG vi farò sapere quando vengo a Roma, al momento non so dire ancora: ho un lungo anno di Ramadan, ma mai dire mai ...;)

nellabrezza ha detto...

non sono proprio del tutto d'accordo. sì io personalmente l'ho usato perchè avevo bisogno di amicizie, web, e di informazioni quotidiane in tempo reale, e di cultura a poco prezzo !!
inoltre i blogs, i forum aiutano se si ha bisogno di parlare, di esprimersi, di confrontarsi. non vedo perchè demonizzarlo. io ho concretizzato molte delle amicizie fatte qui o su splinder o ancora prima in un forum di virgilio. e ne sono scaturite belle amicizie, di gente come me, più o meno come me, ed anzi gente scelta prevalentemente per l'intelligenza e la cultura...anche ciò che era nascosto poi è venuto fuori ma non ha impedito stima ed amicizia, persino migliori di quelle della porta accanto o che si subiscono da una vita per "quieto vivere"..e se poi ci si è persi di vista ciò è nella logica delle cose, di tutte le cose.
le dipendenze sono sempre esistite, e non è chiacchierare e / o leggere in internet che le bandiranno.

Renata_ontanoverde ha detto...

Il problema di Maude è aggrapparsi a persone del blog SENZA pensare di conoscerli, da quel che ho capito. Il mezzo le permetteva di evitare il contatto con le persone fisiche e quindi creandole un mondo "virtuale" che la risucchiava, vivendo aggrappata al terminale e SOLO volta alle amicizie di internet. Tu Ele sei dinamicissima, tutt'altra faccenda per M.
Le dipendenze di qualsiasi genere sono e ci saranno sempre, ma spesso anch'io trovo essenziale "trascurare internet" per non fissarmi troppo e star troppo attaccata al PC per obnubilare tutto il resto della mia realtà. Essenso sola, questo non mi provoca problemi, ma M. con famiglia e molto più giovane di noi ha iniziato ad avere più difficoltà.

viola ha detto...

A volte per 3 o 4 giorni non apro nemmeno il pc.
Mi tiene compagnia ma ogni tanto lo devo mettere da parte.
Anch 'io, come te, ho tanto tempo e mi devo abituare ad impiegarlo.
Dopo tanti anni di lavoro, finalmente ho tutta la giornata per me, un sacco di cose che mi piacerebbe fare, ma a volte concludo poco.
Col tempo migliorerò.

annikalorenzi ha detto...

come ogni cosa ci vuole un giusto mezzo..

il blog è un luogo fantastico...come una palestra..un caffè con le amiche, una passeggiata e una sana chiacchierata...

non deve allontanarci da niente...deve arricchirci..aiutarci...darci sollievo e farci anche riflettere...

Renata_ontanoverde ha detto...

Viola : ti capisco, è capitato anche a me. Abituata a considerare sempre il tempo secondo la mentalità di lavoratrice, sono assalita da rimorsi quando poltrisco troppo davanti alla tele o cazzeggiando in cose di poco conto. Ma esiste un tempo anche per godere di una calma finalmente assaporabile senza assilli. Chi ha detto che dobbiamo essere impegnatissime, come prima, anche ora che non lavoriamo più??? :D

Annika : parli da persona che ha impegni lavorativi! Si fanno un sacco di cose ed hanno la prelazione rispetto allo svago internet. E' facile, lavorando, calmierare il tempo da dedicare ad internet. Per una "casalinga" anche con una bimba, marito e casa come M. i tempi "morti" erano ossessivamente dedicati ad internet.
E' un altro genere di visione del mezzo una vera "addiction" come si dice in inglese, perché patologia mi sembra troppo forte.... speriamo, anzi ne sono sicura che ne verrà fuori!