La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

venerdì 17 gennaio 2014

Il dolore


Ci sono momenti nella vita in cui riusciamo a soffermarci a pensare a ciò che è stato.
Tutto ci appare  stemperato dal tempo. Ma ci sono due situazioni di diversa intensità.   
La sofferenza che abbiamo patito di cui non eravamo direttamente responsabili  sbiadisce nel tempo anche se ricordiamo gli eventi  -fortunatamente - ne perdiamo  l’intensità.  Ricordo che mio padre me lo fece osservare:  abitavamo vicino al Centro Tumori di Trieste e ci passavamo davanti ogni giorno per andare a lavorare. Lui disse “vedo la gente che entra a trovare i propri cari, leggo il dolore che li stravolge ed che ho provato anch’io quando mia moglie vi era ricoverata ammalata, ma in me sento che  riesco a ricordare solo parte di quel dolore, perché solo quando lo vivi puoi capirne la disperazione e l’intensità e la portata che ti schiaccia."
In questo periodo, in occasione di un’altra costellazione, mi son resa conto invece di quanto  intenso resti  il dolore per le cose irrisolte per ferite subite o per eventi di cui ci sentiamo in colpa per nostra mancanza o difetto, quanto ancora ci feriscano e quanto profondamente ci colpisce ancora quando   ricordiamo il dolore provato : sensazione che resta sopita, ma intatta.
Guarire le nostre ferite e perdonare noi stessi e chi ci ha ferito  è uno tra i Cammini più difficili.

11 commenti:

Antonella S. ha detto...

Parole giustissime, il dolore che abbiamo subito ma del quale non siamo stati direttamente responsabili a un certo punto pur restando dolore prende una sua diversa dimensione...c'è, è sempre lì, ma ci da tregua, sembra che prenda una dimensione diversa, stemperata dal ricordo e dalla malinconia.
Oggi, è l'anniversario della morte del mio papà ed ecco questo dolore, che è sempre dolore, ogni anno diventa più stemperato dal ricordo di cose belle e non sovrastato dal ricordo di quel giorno tremendo.

Il dolore per le cose irrisolte lascia ferite che non guariscono, il più delle volte queste ferite si infettano e il dolore diventa, invece che addolcirsi, sempre più forte e ci fa stare sempre più male.

Come scrivi tu perdonare e perdonarsi è il Cammino.

Ciao, un abbraccio e buona giornata.
Antonella

perennementesloggata ha detto...

Renata cara, credo che una delle cose più difficili sia proprio perdonare se stessi. Più che il perdonare l'altro.
E questo poi rende difficili certi rapporti: io anche provo a perdonare me stessa e l'altra persona, ma se la controparte non fa la stessa cosa, non si riesce a proseguire nel rapporto.
Questo temo sia dovuto in parte alla profondità del dolore e in parte alla difficoltà nel perdonarsi.
Un abbraccione!

Ale ha detto...

Sapevi che volevo parlarti proprio di questo cara Renata? Mercoledì sono stata da V. e ti manderò un aggiornamento. Come ha scritto Antonella, il dolore a volte diventa ancora più forte e ci fa star male.
Questo perchè nel corso degli anni ho sempre cercato di sotterrare il passato, invece che "buttarlo fuori". Un abbraccio e buon fine settimana.

Renata_ontanoverde ha detto...

Un abbraccio Antonella!

Perenne : si, quanto è vero!!!ma mai demordere!

Ale : aspetto la tua mail!!!

Princy60 ha detto...

La vita intera è un cammino difficile. Se ci pensi bene, i momenti dolorosi superano, di gran lunga, quelli felici.

perennementesloggata ha detto...

Assolutamente! Anche se a volte è difficile perché l'altro, non permettendosi il perdono, ti mette nella condizione di non poter far nulla.

leggerevolare ha detto...

parole non potevano essere più vere...come incise nella carne

margherita ha detto...

Direi che onestamente per me è impossibile perdonare. Il dolore resta intatto e non cambia di una virgola, posso far finta di non vederlo e di non sentirlo ma è talmente profondo da essere irraggiungibile per poterlo modificare. Sarà il periodo saranno gli eventi che mi accadono .... non ho voglia di perdonare anzi

Saray ha detto...

Il dolore che ho provato è la sofferenza per la malattia dei miei suoceri e genitori. E' una sofferenza patita così a lungo che spessissimo me la ritrovo dentro che viene a farmi visita. Non si cancella e oggi mi fa ancora male.
Buon fine settimana cara ^__^

carola ha detto...

Renata è difficile ma ci salva erita un tentativo perdonare noi stessi e gli altri, guardarsi dentro ,ascoltarsi dentro a volte fa vedere le cose per come sono.Al dolore reale e giustificato che in certi frangenti la vita porta con sé spesso noi ne aggiungiamo dolore irreale e ingiustificato o meglio giustificato solo dai bisogni e dalle paure del nostro io, iniziare a scremare quella parte è già alleggerisrsi di molto ,è dare spazio alla vita di entrare in noi è trovare tutta la forza che ci occorre.
Un abbraccio
Carola

diariodicucina ha detto...

Come dici tu, la cosa più difficile è perdonare sé stessi!