La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

sabato 5 dicembre 2009

Domani 6 Dicembre: San Nicolò di Bari









Nato in Licia tra il 260 ed il 280 d.C. Nicola o Nicolò (come preferiamo chiamarlo noi Triestini) rimase orfano molto giovane: i genitori morirono di peste. Lo lasciarono ricco non solo di fede, ma anche di mezzi e con questi egli fece del bene a tanta gente.


La leggenda narra che salvò tre ragazze dalla prostituzione fornendo loro la dote. Altre dicono che resuscitò tre bambini uccisi da un malvagio macellaio, che voleva venderne le carni! Da allora divenne il protettore dei bambini! Fu vescovo di Myra, dove svolse la sua opera pastorale di evangelizzazione e fustigazione dell'arianesimo, promulgando il cristianesimo ortodosso. Prigioniero ed esiliato sotto Diocleziano, fu liberato da Costantino (313). Le sue spoglie rimasero a Myra e tanti sono i miracoli che sia in vita che in morte il santo fece, tanto da essere noto e venerato da tanti popoli.


Quando Myra fu invasa dai mussulmani, le potenze marinare commerciali del tempo, Bari e Venezia si vollero contendere la trafugazione delle reliquie del santo. I Baresi ne recuperarono parte, che traslarono in quella che oggi è la Chiesa di San Michele Arcangelo. Ma successivamente fu indicato un punto non raggiunto dai Baresi ai Veneziani, dove parte delle ossa di San Nicolò erano state trafugate dagli abitanti di Myra per preservarle dal saccheggio mussulmano. Fu così che rinvenute nel nascondiglio, le ossa furono portate a Lido, dove eressero la Chiesa di San Nicolò e dove terminava la cerimonia dello sposalizio sul mare. Venezia proclamò San Nicolò protettore della flotta della Serenissima, essendo egli anche protettore dei marinai.





A Trieste la festa di San Nicolò è molto sentita, più del Natale vero e proprio. D'altra parte si pensa che dal Niklaus nordico derivi la leggenda di Santa Klaus festeggiata poi il 25 dicembre.

Da noi, la settimana precedente il 6 dicembre, si svolge da decenni una fiera di ambulanti, che espongono ogni sorta di merci nel Viale XX Settembre.


Una volta si cantava ai bambini la cantilena : " San Nicolò de Bari, la festa dei scolari, se i scolari no fa festa, ghe taiaremo la testa".

Per tradizione i bambini scrivono la loro letterina chiedendo doni e mettendola sul tavolo assieme ad un piatto con qualche biscotto ed un bicchier di latte per il Santo, che notte tempo viene a visitare tutte le case lasciando dolciumi e doni.
Questa sera, mie care, fate come me, scrivete anche voi le vostre letterine a San Nicolò e lasciatele sopra il comodino. Chissà che San Nicolò passi e leggendole, vi possa aiutare!


Tanti auguri!

2 commenti:

Giusy ha detto...

Il Santa Claus degli americani è il nostro San Nicola.
Un'altra tradizione che hanno preso dagli europei... i vecchi, saggi europei!
Spero che esaudisca i tuoi desideri...
Bacioni carissima, buon proseguimento di domenica e ponte festivo (se lo fai).
ciao ciao!

Renata_ontanoverde ha detto...

no ponte sono sola soletta e beatamente tranquilla in ufficio!