La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

giovedì 26 luglio 2012

Non so voi...

ma io a volte ho una certa ansia che mi perseguita, come di aver dimenticato qualcosa d'importante.
Qualche volta è motivata, a volte è un sentimento vago che rosicchia il mio equilibrio.
Focalizzo quale sia la cosa importante NEL MOMENTO e vado avanti: se dimentico qualcosa? Pazienza, nessuno è infallibile. Spesso mi trovo a dire a me stessa la frase di Rossella in Via con il vento: DOMANI E' UN ALTRO GIORNO!  Ad ogni giorno la sua pena, nulla -fuorchè la morte- è irrimediabile!

Certo è che, constatata la mia inadeguatezza ed i miei sbagli,  il mio orgoglio personale ne resta ferito, ma ho imparato a perdonarmi ed a procedere.

Mi riempio di biglietti, che spesso dimentico, allora mi chiedo perché li ho dimenticati, cosa mi fa ignorare, perché basta un pensiero per RE-SETtare la mia mente e vuotarla completamente di tutto ciò che era sulla lista mentre pochi minuti prima era importante?

Non c'è risposta, a volte invoco la debolezza dell'età, degli anni di stress a cui sono sopravvissuta e non è un bel sentire.  Sono convinta che non è giusto e non è l'ideale sopravvivere, chiudere i boccaporti della coscienza, per non affondare perché il dolore è troppo lacerante, il lavoro è troppo assillante, la crescita dei figli ti mette in agitazione e nel più profondo dei dubbi.

Riemergere ogni tanto per prendere una boccata d'aria e poi procedere, anche contro i marosi più duri e sferzanti, che spossano ogni fibra del tuo essere e sembra che non ce ne sia mai abbastanza, che non finisca mai, perché appena ti rilassi un'altra ondata ti afferra e riporta a fondo.

Ma a tutto c'è una scappatoia! Ho sentito di un ragazzo a cui piace nuotare nel fiume ed ha trovato un gioco incredibile e per tanti pericoloso, che lo fa sentire onnipotente: si lascia trascinare in un gorgo, inerte fino a che spinto dalla forza centrifuga non tocca con i piedi il greto del fiume, a quel punto oppone tutta la sua resistenza facendo forza sulle gambe proprio dove il vertice del gorgo è più stretto e meno potente, quindi fa UN PASSO DI LATO ed ESCE DAL VORTICE, penso sfruttando quella che viene chiamata la forza di Coriolis,  riemergendo inebriato dall'adrenalina che ancora lo scuote. La sensazione che ne ricava a mente lucida è migliore di ogni viaggio con allucinogeno. Sentirsi padroni di se stessi anche in momenti estremi deve essere una sensazione incredibile, anche se sinceramente non vorrei farne la prova fisica nel fiume ;)


Ma in fondo mi sento come lui: ho rifiutato tutti i farmaci di sostegno alla psiche, perché penso che non solo annebbino il dolore, siano una scappatoia immediata ad un problema che possiamo risolvere (certo non in casi gravi ovviamente) ma rendano deboli fino a diventarne schiavi, alcuni con conseguenze addirittura contrarie allo scopo di cura, portando esattamente all'estremo che si vorrebbe evitare assumendoli. Sono sempre convinta che c'è il modo per USCIRE dal gorgo, anche se spesso è lo stesso destino che per un moto d'inerzia del vortice stesso ti espelle dalla situazione.

Diventarne padroni e riuscire ad uscirne con la propria forza ed a mente lucida, però, dovrebbe essere esaltante! Ma l'ansia è più subdola di un gorgo e non è un'azione fisica, ma un'azione psichica, che quanto ti agguanta non c'è forza di Coriolis che la contrasti e ti faccia uscire: devi uscirne da sola.

A volte mi riesce, a volte annaspo. Roma non fu fatta in un giorno! Ma... sono ancora qua... ehheee già...



8 commenti:

perennementesloggata ha detto...

per una che vuole avere il controllo anche sugli stati di ansia (e quindi, in qualche modo, è anche una fortuna il voler cercare di gestirli), pensare a qualche medicina è dura. e una salvezza.
credo anch'io che riuscire a gestire piano piano questi stati, è una vittoria in più. a volte i medicinali possono aiutare ma non risolvere, come dici tu.
e, dopo oggi, dico che tu stai facendo un grande lavoro, ti stimo fratella!
ti abbraccio :)

Renata_ontanoverde ha detto...

Ciao Fratella ;) grazzissimo! anche tu non scherzi !!! ;) un abbraccio

leggerevolare ha detto...

quante cose da dire...
spesso capita anche di me di ricordarmi una determinata cosa in macchina e scordarmene poi al lavoro o a casa e dico... ma cavolo se l'ho pensata stamattina perchè poi me ne sono dimenticata!! ... forse è più normale di quello che pensiamo.

Comunque io capisco tutto il discorso del farcela da se, ma per una come me che prende il prozac da 16 anni è molto difficile da accettare. Non posso farne a meno e non posso smettere. Ma per questo non sono esaltata o annebbiata.
Semplicemente riesco ad alzarmi dal letto la mattina e ho la forza per affrontare tutte le cose della giornata e della vita. D'altronde non posso pretendere di più. Una volta che hai una crisi di panico acuta e comunque negli anni ti riprendi e guarisci e sempre difficile uscirne fuori completamente...

Per quanto riguarda il gorgo del fiume, fico ma non proverei mai.

Ciao cara

Renata_ontanoverde ha detto...

Elisa, come ho detto ci sono delle volte in cui i farmaci hanno il loro perché. Per fortuna ho avuto la possibilità di fare un percorso di meditazione come il vivation che mi ha aiutato tantissimo a poter vivere senza i farmaci.
Nel '95 son finita in ospedale perché ho preso Xanax e la pastiglia per la pressione assieme e mi hanno fatto una reazione pazzesca, mi davano 30 gocce di Lexotan al giorno per 10 giorni. Ma Xanax l'ho abbandonato presto perché mi ha sempre fatto l'effetto da allucinoggeno.

Ma so che Prozac è un'altra cosa. Anche se non ne conosco gli effetti.

Essere ansiosi è una faccenda, avere attacchi di panico ed essere depressi è tutt'altra cosa....

Ringrazio Dio che mi ha permesso di poter fare a meno dei farmaci, ma non perché sono figa, bensì in quanto ha posto sulla mia strada persone che mi hanno aiutato a non prenderli!!!!!!!!

Per il gorgo, si anche a me piace l'idea, ma tra il dire ed il fare...

annikalorenzi ha detto...

L'ANSIA mi accompagna spesso cara amica e anch'io mi nego ai farmaci..

a volte l'ansia ha il sopravvento ma..come canta Vasco..eh già..io sono ancora qua!

Renata_ontanoverde ha detto...

Annika, il primo meccanismo di difesa è quello di volgere il pensiero ad un altro soggetto, ma spesso il disagio è talmente profondo da creare inquietudine. Conviverci è molto dura! Posso comprendere l'inferno che hai vissuto nel tuo contesto di lavoro!!! Ma la speranza di riuscire a ... riveder le stelle, è il pensiero che ci deve far vedere quella piccola luce di cui parlavo nel post precedente con il video dei Bushido! ;)
Ad majora

leggerevolare ha detto...

lo xanas ormai lo prendo solo per dormire la sera, tipo due volte al mese, il prozac che adesso è stato sostituito con lo zoloft è la serotonina che sembra io non produca più. Sono ovviamente diversi...
ma la reazione è soggettiva. Io prendo le pasticche x la pressione da anni e non ho notato queste cose terribili. Per fortuna non ho più attacchi di panico - ma la serotonina è tutt'altra cosa.

Lieta che sei riuscita ad usare sistemi alternativi, giustamente come dici tu, io non ci ho nemmeno provato...
ciao cara

Renata_ontanoverde ha detto...

leggerevolare : La reazione ai farmaci effettivamente è soggettiva.

Con la tua spiegazione ho capito che comunque conosco la cura, in quanto la fa un'amica d'infazia.
Se non produci più serotonina il farmaco è indispensabile....

un abbraccio!