La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)
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sabato 17 novembre 2012

Tempo fugit !

Il tempo corre, corre veloce! Se da una parte questo ci consola per avvicinare una data decisiva, dall'altra ci rendiamo sempre più conto di quanto fuggevole sia la vita e doloroso è rendersi conto, alle volte, di quanto poco riusciamo ad ottenere, perché tutto ha un inizio ed una fine e nella fuga pochi riescono ad afferrare al volo ciò che veramente conta, a volte immersi in progetti impossibili ci si ritrova con il classico pugno di mosche.
 
E' proprio questa la nostra più concreta ed inconscia ansia, ciò che ci fa sentire estremamente insicuri!
Il fallimento! Non è un'opzione, ma uno stato d'animo. Ci si trincera entro capisaldi fatiscenti per poterci sentire motivati nelle decisioni, ma alla fine la verità viene a galla ed in quel preciso momento è il vuoto, ciò che temiamo di più: il non essere stati capaci di afferrare quell'opportunità vincente che dia un senso alla nostra vita, che ci faccia sentire bene, più che vincenti, concreti, affidabili e costruttivi.
 
Perdonare i nostri errori ed imparare da essi è la sola chiave di volta per andare avanti. Facile da dirsi, difficile da farsi, perché se nella vita abbiamo fatto sempre tutto alla perfezione, ma una volta abbiamo toppato, è proprio questo nostro fallimento che resterà nella mente dei nostri cari e dei nostri amici e conoscenti e ci verrà rinfacciata ogni volta che essi vorranno inconsciamente o volontariamente ferirci!
 
 



martedì 16 ottobre 2012

Strategie per sopravvivere allo stress!

Dopo aver bevuto il mio buon caffé, la mente corre a considerare,  che la vita è piena di fatti, che noi accusiamo a volte come colpi, assestati dal destino in una sequenza più o meno ravvicinata.
Ho constatato personalmente come sia facile per la nostra attenzione soffermarsi su tutti gli accadimenti negativi, che riverberano il malessere anche dopo l'accaduto, mentre  ignoriamo il bene o la felicità. Sembra infatti che queste ci sfiorino appena, perché la leggerezza della felicità ci abbandona  specie in un periodo di stress o di crisi, tanto  siamo protesi verso la soluzione delle difficoltà, archiviandoo troppo frettolosamente i momenti di benessere ed il loro effetto positivo.
Considero che il compito della giornata dovrebbe essere appunto questo : focalizzarci almeno di tanto in tanto su quanto di positivo e sulle sensazioni di benessere o di gioia o di serenità che ci toccano anche per brevi minuti e farli riverberare nel resto della nostra giornata!
Cosa succede quando sereni, ci siediamo a bere un caffè : la mente bastarda vola ai nostri problemi! NOOOOO
Affinché il benessere perduri, dobbiamo cercare assolutamente di vivere a scomparti: quando ci si rilassa, perdersi anzi proprio naufragare nel benessere del momento, facendo svanire per un po' i problemi, focalizzandoci sull'emozione che stiamo vivendo ed  indugiando sui particolari usando tutti i sensi (vista, udito, tatto, odorato, gusto)!   Personalmente il senso di benessere goduto nel pranzo domenicale della mia amica, ancora al ripensarci mi porta un senso di felicità. Perché ho appunto impiegato TUTTI i miei sensi.
 
Cosa importantissima da fare è RINGRAZIARE per questo momento di tregua! E buon metodo è ringraziare sempre per qualsiasi cosa positiva avvenga nella giornata a nostro favore: sia grande che piccola. Per esempio . se arrivate alla fermata dell’autobus e lo vedete arrivare proprio in quel momento; se ritrovate una cosa che consideravate perduta; se incontrate una vecchia amica che non vedevate da tempo; se riuscite a ritagliarvi il tempo di fare una chiaccherata con la vostra amica;  se vi ricordate di una cosa da fare importante, che vi era passata di mente per lo stress. Ringraziare, sempre ringraziate quando trovate la soluzione ad un vostro problema.
Dovrete prenderci la mano ad immergervi nelle sensazioni del benessere, i primi giorni lo riuscirete a fare poche volte nella giornata : VA BENE COSI' , non ci sono scadenze! Quando inizierete ad usare lo stratagemma con maggior frequenza, godrete la vostra vita in modo diverso. Potrete affrontare meglio anche i vostri problemi. Se non ci riuscite, perché la mente bastarda vi fa dimenticare il vostro obiettivo, usate qualche trucco per ricordarvelo : un post-it sul frigorifero o sul video del vostro PC in ufficio, una sveglia del vostro cellulare ogni ora, che vi segnali di fare una pausa ed assaporare il momento: in fondo bastano un paio di minuti!
 
Cerchiamo di metterla in atto questa strategia!
Mi raccomando INSISTETE! Chi la dura la vince!!!!
 
Ad majora!  


 

sabato 13 ottobre 2012

Sarà perché

.. da piccola guardavo e consideravo, dalla mia posizione di ultima ruota del carro in famiglia, a scuola mantenendo un profilo basso, fino al lavoro, dove, maturando, gli insegnamenti del mio mentore hanno saputo tirare fuori il meglio di me stessa e della mia mente a seguire i suoi voli pindarici e metterli in atto.
 
Sarà che Vivation mi ha aiutato a considerare la vita per quello che è, aiutandomi a superare il disagio dei colpi del destino, proprio perché essendo un metodo fisico di modulazione di respirazione non coinvolge la mente, ma la risana! Perché troppo spesso ci dimentichiamo che mente e corpo sono legati indissolubilmente e che sanare uno, risana anche l'altro per seconda intenzione.
 
Ma io non penso mai a quel che mi accade come ad una ennesima ingiuria del destino, una punizione. Certo son stramazzata più di una volta al suolo, son mica facili le falcidiate del Karma!  La domanda che mi pongo sempre è COSA DEVO IMPARARE DA QUANTO MI ACCADE, COME POSSO IMPARARE A GESTIRE IL DISAGIO E TROVARE LA SOLUZIONE?
 
Un ulteriore passo l'ho fatto con Baerbel Mohr, CHIEDILO ALL'UNIVERSO: ovvero il supermercato dei desideri. Certo detta così sembra troppo semplicistico, invece la strategia della Mohr è vincente. Che si chieda all'Universo o si chieda ad un'entità Celeste,  è esattamente la stessa cosa, dipende in cosa credete. D'altra parte la teoria della Mohr poggia su insegnamenti vecchi di millenni, ricordiamo le parole di Matteo "chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto", che puntualmente pensiamo impossibili a realizzare, invece... Se ne avete l'occasione cercate il libro e provate a metterlo in pratica!
 
 
E SE QUANTO CHIESTO NON ARRIVA ?? vuol dire che non l'abbiamo chiesto con la dovuta Fede, o che quella cosa non è fatta per noi, non è ancora il momento adatto e bisogna dirottare la propria attenzione su altre cose, che potranno far maturare l'evento accantonato!
 
Ma state attenti! Molto spesso siamo noi stessi a sabotare i nostri stessi desideri e per quanto conosciamo metodi ed espedienti per raggiungere il risultato finale abbiamo tanta paura di "quel successo" che SABOTIAMO la nostra capacità di conseguire ciò che desideriamo per paura del fallimento.
 
Infatti nonostante la mia pratica e la mia esperienza ci sono momenti che, davanti ad alcuni problemi, mi trovo renitente ad applicare quanto imparato: come un cavallo davanti ad una siepe che si blocca e disarciona il fantino (problema).  Ci vuole del tempo per maturare la giusta condizione, lo stato d'animo appropriato per affrontare la siepe ed effettuare il salto.
 
Quindi CORAGGIO e PERSEVERANZA, con una buona dose di PERDONO per noi stessi e per i nostri errori e per la nostra riluttanza ad affrontarli!
 
Come sempre... AD MAJORA!
 
Oggi grande festa a Trieste, è la vigilia della Barcolana: stand sulle rive con oggettistica varie, mille vele hanno riempito il porto e la città è in fermento per la grande regata di domani! La potete seguire anche alla televisione!
 
Buona domenica.
 
 

domenica 30 settembre 2012

Chi son?



Oggi mi son svegliata con questa aria di Puccini in testa, oltre ad una nevralgia cervicale da far paura.  Bevendo il mio caffé, ascolto la voce di Pavarotti in sottofondo a basso volume (non son neanche le sette) ed il suono viene sovrastato dal rumoroso briefing cinguettato dagli uccellini sulla pianta d'alloro nel cortile di casa. Aspetto che le pastiglie facciano effetto ed intanto considero come Rodolfo : chi son? Si, chi son?
 
Nel lavoro d'introspezione degli ultimi giorni, son riuscita a completare il quadro che è affiorato parzialmente, con accenni frequenti, nei miei post precedenti e che trova ora, in questo post, una soluzione teorica.
 
Quando il proprio quotidiano viene spezzato per un evento del destino, ci si sente smarriti,  si perde un'identità che ci ha contraddistinto da tanto tempo. Io, impiegata, moglie,  madre, (l'ordine è puramente cronologico per determinare "l'anzianità" di acquisizione) ad un tratto ho perso alcuni parametri della mia personalità, della mia quotidianità. Ma non solo: ho perso anche le persone che mi circondavano in quei corollari e che mi davano il modo di misurare me stessa.
 
Raccolgo i pezzi a stento, la mente ed il corpo in un imprinting trentennale non si arrende: ha bisogno di ripetere gesti ed azioni quotidiane, che ha  scandito i miei giorni, che hanno dato una ragione d'essere alla mia vita. A constatare che l'obiettivo finale manca, non trovando necessità d'esecuzione, la mente si smarrisce: sento non solo un vuoto, ma un senso d'inutilità. Anche le tante cose che ho sognato di fare, quando avrei realizzato un cambiamento con più ore a disposizione, non trovano collocazione perché, mentre prima davo loro un corolario del mio tempo, che nel grigiore delle   giornate portava una ventata di freschezza e di creatività, ora con troppo tempo a disposizione la mente non riesce ad accettare di organizzarle così a lungo, mi stanco, diventano un peso, perché la mente le assimila ad un'incombenza, un lavoro! Ma dato che non sono remunerate e non sono abituata a dedicarmi ad un'attività che sia solo "ludica" mi sento in difetto e quindi accantono l'idea di prendere in considerazione la loro realizzazione. 
 
Allora resto lì attonita, basita, immobilizzata a cercar di riempire il mio tempo, a dare un'altra volta scopo al mio tempo. A volte sono soddisfatta, a volte mi rimorde la coscienza per lo spreco di "tanto tempo", sempre misurandolo con il metro della "produzione" che il mio  datore di lavoro mi ha inculcato, visto che sono andata a lavorare da lui a 18 anni.
 
E' difficile riempire questo grande vuoto: non si ha la capacità di godere di tanta libertà. Si deve iniziare a spizzichi e bocconi. Ma il caos della libera scelta non riesce ad appagare un'anima che nella vita ha avuto continuamente render conto del proprio tempo.
 
A questo punto si inseriscono i "doveri" : sono tutti lì, ti guardano e tu li consideri. "Dovresti" far tante cose, mettere a posto, eliminare, scegliere, catalogare, oltre a tutto il solito quotidiano, anzi ti sovviene la quantità di ipotesi lavorative che accarezzavi quando lavoravi, considerando "se avessi più tempo". MA, eh si, c'è il solito MA. Per tanto tempo ho relegato i lavori di casa al week-end ed anche disoccupata per più di un anno ho continuato a fare i lavori di casa sabato e domenica. C'è voluto più di un anno per recuperare il controllo e suddividerli in più giorni, per avere il week-end libero, per cambiare il metro di considerazione. Fatto sta, che comunque nell'ottica del troppo tempo a disposizione, quando sto seduta davanti alla tele od al computer a fare qualcosa che mi piace,  la mente bastarda rimanda ai lavori da fare (anche extra) che magari trascuro (c'è sempre qualcosa da fare in casa) e scatta il rimorso.
 
Ecco che il secondo in-put di Settembre, diciamo il finale, necessario per il cambiamento è proprio questo : la RICERCA e l'ADATTABILITA' di un nuovo o di nessun SCHEMA, sempre applicando l'ACCETTAZIONE del momento, diverso dalla vita precedente.
 
Si vive come si vive, come si può, come viene, con piccoli progetti, sempre pronti a cambiare in corso d'opera, anche se ci si sente stonati, per cercare di riempire un vuoto, che ormai la società non riesce più ad aiutarti a colmare. 
 
Imparare ad assaporare il momento senza avere rimorsi di coscienza per la troppa LIBERTA'! 
 
 Buona domenica!  
 


sabato 29 settembre 2012

29 settembre ...;)





Settembre è passato, no, direi proprio "volato", in una ridda di impegni, che guardando indietro hanno lasciato i problemi di sempre: ci sono ancora. Lì che mi guardano facendosi anche beffe di me, che, lancia in resta, parto per colpirli, ma non riesco a sconfiggerli. Questi si dilatano per poi riconcentrarsi e ferirmi di nuovo. L’illusione di aver vinto cade: era una semplice tregua, non una vittoria!
 
E vi dirò la verità, man mano che passa il tempo, non solo i problemi riemergono, ma si fanno vivi anche quei fantasmi che il momento aveva scacciato, ma con cui dovevo fare prima o poi i conti. Perché ciò che non è risolto, torna a galla, quando meno te lo aspetti.
 
Tener duro per tanti -troppi- anni, con il cuore stritolato dal dolore, l'impossibilità di esprimere la sofferenza, perchè devi essere forte per sorreggere chi è ammalato e chi è giovane, chi è vecchio, con il lavoro -àncora di salvezza- da portare avanti sempre al 100%, l'equilibrio che vacilla, è estremamente logorante, ma devi andare avanti. Poi la bomba!
 
Quando una situazione di stress termina per ovvie ragioni, si pensa comunemente che il dopo sarà solo di ripresa: non è vero! Dissolta la concentrazione nel reggere situazioni pesanti, emerge la fragilità negata, ti rendi conto di quanta maggior forza ci voglia a costruire un nuovo oggi: il pensiero del domani non ti sfiora, già il presente è difficile da reggere.
 
Voli “basso” : low profile, dicono gli americani, perché sembra che così si possa evitare ulteriori  ferite, perché hai già anima e cuore a brandelli, eppure anche le piccole ferite in questo periodo vengono amplificate dai nervi, tesi a non collassare. Tenti sempre di guardare la luce in fondo al tunnel, ma ti rendi conto che è già tanto se hai una torcia in mano, per non incespicare rovinosamente.
 
Questo settembre comunque mi ha aperto la mente verso alcuni aspetti, che l’autodifesa inconscia alla realtà quotidiana non mi aveva permesso di focalizzare.
 
Quando si mantiene una serrata attività per tanti anni, diventa una fatica sovrumana accettare il cambiamento ad una riduzione d’impegni: ci sembra di sprecare il nostro tempo.  Al contrario di ciò che pensavamo prima, liberi, non riusciamo proprio a mettere in atto tutti quei lavori o quei progetti che avevamo pensato di poter realizzare con più tempo.  Non siamo ancora capaci di quantificare il tempo, perché ne abbiamo perso il parametro di paragone e spesso ci accorgiamo che la dilatazione del presente, ci piace, anzi, ci avvolge come canto di sirena, anestetizzando la nostra razionalità e vanificando la nostra organizzazione. Il vizio di rimandare, ci colpisce nel profondo, perché non abbiamo più l’alibi per sostenerlo : il lavoro, la professione a tempo pieno.  Questa delusione ci ferisce, anche se non vogliamo ammetterlo e la mente subisce un’involuzione: bisogna fare appunti, liste, sedersi ad analizzare la situazione diventa difficile, troppo facile il procastinare. Si boccheggia si arranca, poi gli eventi arrivano al dunque e ci troviamo alla confusione, sia che si tratti di grossi che di piccoli problemi del quotidiano.
 
Ogni (grosso) problema che mi assale mi paralizza e solo dopo una giornata a ruminare scontento e disperazione, riesco a rialzare la testa e tirare fuori nuove strategie, nuove protezioni. Sì, perché ora, nonostante l’educazione che ho acquisito negli anni, al momento del “botto” non riesco a mettere in pratica nemmeno la più elementare strategia. Ora ogni progetto a lunga portata mi sembra inutile, perché la debolezza nel presente mi blocca: non sai mai quello che il domani ti porta!  Ho  perso insomma l’onnipotenza della “gioventù” quando ti sembra di avere tutta la vita davanti, quando i traguardi si allineano sul fronte del tuo futuro e ti sembra di essere invincibile.
 
In realtà la parola chiave di Settembre è ACCETTARE, nella sua accezione di “prender atto di” per poter progredire.
 
Quindi continuo a fare le mie liste, mi ritrovo in un mare di pizzini con appunti d’ogni genere, che cerco di riordinare come posso: poi, ogni giorno, cerco di risolvere UN problema, programmo UNA o più commissioni, ma se riesco a farne una solamente,  son comunque contenta.
 
La capacità acquisita nel passato a mantenere l'autocontrollo ed il controllo dello stress, interagendo comunque con atteggiamento calmo davanti ai miei interlocutori, rende impossibile alle persone, che non mi conoscono bene,   realizzare quanto  io stia lottando contro la confusione e l'ansia.  Sono in grado di pormi per una parte della giornata serenamente ad affrontare questi problemi, ma alle volte -troppo spesso per i miei gusti-  la mia mente bastarda continua a dirottare l’attenzione verso una miriade di pensieri che l’ansia arruffa in continuazione, nonostante cerchi di dare loro “una piega”.
 
Spesso mi sento come un criceto che gira nella sua ruota. E si fa largo il pensiero che io debba abbandonare il fatto di usare il passato per scusare me stessa di fronte ai "deficit" del momento attuale: solo affrontando i miei fantasmi, anziché scansarli potrò dare una svolta decisiva alla mia vita.  Di base il fondamentale della mia mancanza di  serenità è l'instabilità economica del momento, e poco -ora- mi consola il fatto della transitorietà della situazione, me ne devo fare una ragione e focalizzarmi sul passare del tempo, che è talmente veloce da scorrere nonostante tutto.
 
Ma, ... panta rei!  Andiamo avanti facendo del nostro meglio. Il resto? è vita!
 
Buon week-end a tutti!!





domenica 23 settembre 2012

Quando la battaglia si fa dura...tra alti e bassi!




La vita lo sappiamo colpisce e spesso lo fa duramente. Ci sono due modi di reagire: cadere piangendosi addosso e inveire contro la mala sorte, oppure reagire, alzarsi, combattere, sorridere nonostante tutto, anche se non si ha la ragione per farlo, ma FARLO comunque.

Io ho scelto di reagire, forse grazie alla natura del mio nome : Renata, dopo una caduta, ho avuto sempre la caparbietà di rialzarmi, anche quando le cose sembravano disperate e tanto dure da spaurire al solo pensiero del domani, ma ho adottato strategie di salvataggio come focalizzarmi sull'adesso. Adesso ancora non è arrivato il colpo, adesso sono in grado di reagire, adesso posso prender un po' di forza, per andare avanti, per pigliare uno "scudo" al volo e parare il colpo.

Per fare questo ho usato tanti stratagemmi. I pizzini di Osho, le liste, scrivere, sfogarmi con un'amica, fare meditazione, vivation. Sistemi che servono come accessori, ma il grande cambiamento sta sempre nel perseverare e credere in se stessi. Ed è duro!!! Perché spesso il problema è talmente radicato ed il cambiamento così grande, che la mente tende a sabotare l'obiettivo che ci si pone e quindi nonostante tutto ci si ritrova a tornare alla "casella numero uno", come nel gioco dell'oca.

Dalla mia parte ho avuto la fortuna di avere la Fede, che mi ha aiutato a superare ostacoli che credevo insormontabili. La Fede, che sia in Qualcuno in alto o in noi stessi è un ottimo scudo. Certo nella vita si può fare di tutto, se siamo determinati ed agguerriti ci riusciremo.  Anche se a volte è molto doloroso.

Dobbiamo essere sinceri con se stessi, evitare di dare la colpa al destino, alla famiglia d'origine, alla miglior fortuna degli altri! Rialzarsi dopo le batoste, allontanando lo scoramento, rifiutando di accettare la delusione e la sconfitta.

Bisogna comprendere il meccanismo che ci porta a sbagliare od a fallire e spesso ci si trova nei meandri del nostro passato, talmente radicato, perché assunto in un imprinting non sempre verbale, che son cavoli amari a sradicare.

Più difficile a farsi è PERDONARCI gli sbagli commessi, i fallimenti, ma farlo ci da maggior forza per rialzarci e ricominciare.

A volte siamo talmente rinchiusi in noi stessi per non soffrire di più. Quando la vita ha colpito troppo duro, tanto da non aver più la forza di rialzarci. Io ho sempre CHIESTO che mi aiutassero e Loro mi hanno sempre portato la soluzione giusta, ma SOLO al momento giusto, né un minuto prima né un minuto dopo. Questo, nonostante la Fede, ti logora, ma ho stretto i denti ed ho atteso. I risultati sono arrivati sempre.

Ma capita che i risultati ritardino, perché non sei ancora matura per il cambiamento, perché ti ostini a ripetere gli stessi sbagli, ad ignorare i suggerimenti ed i cambiamenti arrivano solo quando hai imparato la lezione, SOLO QUANDO SEI PRONTA ad accoglierli e si vede che io devo imparare ancora una lezione più grande!!! E CHE PAAAALLLEEEEE!

Alle volte si riesce ad accettare la lotta in modo spontaneo, ma in altri momenti della nostra vita la lotta ci sembra così estenuante da svuotarci, da farci una tal paura da desistere dal continuare, tanto da pensare “fermate il mondo : voglio scendere”. Sarebbe così semplice! Invece non lo è!

E' questo il momento più critico della nostra vita, specie quando perdiamo alcuni nostri compagni per strada, la solitudine corrode la nostra sicurezza: il non poterci specchiare negli occhi dell'altro ci toglie la forza che il calore del suo sguardo sapeva darci! E non parlo solo di mio marito, ma di tutti i familiari con cui eri cresciuta e che condividevano i ricordi più remoti della tua vita!

Altro ostacolo è la perdita delle più care amiche di sempre, con le quali ho condiviso i libri di scuola, i primi filarini, le beghe del matrimonio, qualche divorzio, la vita insomma. Ed ora  il destino le ha confuse e tristemente si sono precluse ogni contatto, tanto che, avendo "abbandonato" la vita, mi hanno lasciata sola. Fanno paura, perché lo specchiarsi in loro ti mostra una fragilità che non hai mai considerato e che ritenevi lontana, invece ora si è fatta fin troppo vicina, fin troppo presente ed ingombrante.

Guardare in faccia le mie ubbie, le mie paure, le mie ansie, che nonostante tutti gli insegnamenti e le strategie acquisite, logorano la mia resistenza e mi immobilizzano in uno stallo destabilizzante; guardarmi allo specchio accettando le perdite e lavorando ad una strategia per una prospettiva diversa del mio futuro, diversa dal sopravvivere; avere la forza di sorridere ancora all'immagine che lo specchio mi rimanda, che a volte non riesco ad accettare perché insodisfatta e su cui devo iniziare a lavorare: questi sono i compiti che dovrò affrontare questo Autunno.

E voi ?? A tutti AD MAJORA! ♥

P.S. Sono convinto che anche  nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.
Giacomo Leopardi! 

Ma intanto.. fatevi una bella risata !

  

lunedì 3 settembre 2012

Inizia un nuovo anno??

Concordo con Mitì Vigliero nel considerare che il 31 agosto, e non il 31 dicembre,  sia  il vero inizio dell’anno. Natale è puramente una tregua. Ogni famiglia per 16 anni della vita del proprio figlio concentra l’inizio dei propri sforzi in questo mese: sommando a questi quelli della formazione scolastica dei genitori e degli altri eventuali figli, fate il conto di quanta parte della vita Settembre sia stato il vero inizio dei nostri anni!

Mentre per il nonno era  la vendemmia a segnare la fine del grosso dei lavori, per me era settembre l'inizio, con la ripresa della scuola da giovane, la fine delle ferie da adulta per ben 40  dei miei 57 anni di vita.

E’ stato poi per caso che alla visita di un nostro cliente Etiopico scoprii che il calendario copto fa partire l’anno nuovo proprio con l’11 settembre, mio compleanno : secondo Personology, il Giorno delle Grandi Scelte!

Direte, non è che la differenza di un giorno cambi molto! Sbagliate: bastano poche ore per cambiare idea radicalmente ed atteggiamento per la vita, quando ne siamo profondamente convinti. Ed è per questo che vi segnalo questo post di Katherine: ho stampato le parole della sua amica che troverete nell'ultima parte e le sto rileggendo, perché ho capito che se per i ricordi i particolari sono un tesoro, per la vita quotidiana dilungarsi diventa verbosità fuorviante, che spesso fa perdere di vista l’obiettivo: un vero spreco.

Recentemente mio figlio mi ha fatto benevolmente notare che da quando sono a casa son diventata prolissa e confusa. Inoltre mi rendo conto che salto di palo in frasca, come si suol dire, e che la mia resa non è la stessa di una volta, proprio come tutte constatano che l'avere a disposizione troppo tempo, lo faccia sprecare inutilmente.

Il mio proposito per il mio "nuovo anno" è di concentrarmi su ciò che scrive l’amica di Katherine, Cuoredimatita,   cercando di migliorare la mia vita. Vi invito a leggere  il post che ne vale la pena. Meditate gente, meditate. E ad majora!  

mercoledì 22 agosto 2012

Semplificare per poter elaborare

Rispondo a Soffio e Cosimo.

Il pizzino di Osho serve incredibilmente per situazioni emotive occasionali di ogni giorno, ma può solo scalfire in superfice le emozioni "assolute", nate da conflitti pre-natali e della nostra infanzia e che avvelenano in modo tossico la nostra anima, dove sono profondamente ancorate.

Il pizzino di Osho serve a vivere consapevolmente ed a iniziare a considerare la possibilità di vincere emozioni molto più  profondamente radicate: quelle che gli psicologi definiscono "le ferite del nostro bambino interiore" e che non ci permetto di guarire, perché ci bloccano.

Le emozioni assolute sono difficili da estirpare in quanto

1) la nostra mente bastarda abituata a soffrire, non riesce ad accettare il "successo" e/o la "felicità", in quanto pensa che la situazione in cui stiamo da anni sia la sola ed unica che ci meritiamo e per paura di qualsiasi tipo di cambiamento, fa di tutto per sabotare ogni nostro passo o successo riportandoci indietro a ciò che si conosce e che pur soffrendo ci ha permesso di sopravvivere,

2) nessuno ci insegna mezzi e meccanismi per uscirne fuori, anzi ci programmano per fallire, dato che ci propongono ad ogni pié sospinto modelli da imitare anche se non ci appartengono, ci impongono di cambiare a prescindere dalle nostre capacità, solo per rispondere e corrispondere ad aspettative ed a giudizi a priori, spesso determinando la nostra totale confusione e la nostra infelicità.

Il pizzino di Osho riesce però  a corrodere le fondamenta di queste emozioni: iniziando a vivere le emozioni momentanee trasformandole positivamente, si riesce via via ad acquisire due emozioni fondamentale : CONSAPEVOLEZZA e FIDUCIA IN NOI STESSI,  che ci potranno accompagnare ad una successiva elaborazione e trasformazione, assieme alla chiave di volta di questo processo evolutivo : la DIETA del PERDONO.  (continua)

P.S. Soffio e Cosimo, mah, avete provato ad usare il pizzino di Osho?? ;)




martedì 21 agosto 2012

Semplificare

Ho scritto già che, qualsiasi problema che resta latente nel subconscio e ci lacera, perde la sua carica virale, se lo mettiamo nero su bianco e lo portiamo al conscio : come nel post sul pizzino di Osho per le emozioni. Quando la situazione viene portata a livello conscio attraverso le parole, che la identifichino senza ombra di dubbio alla nostra mente, è lo stesso conscio che provvede  a correre ai ripari e ci pone nel meccanismo adatto per risolvere il nostro problema.  

La rabbia, come tutti i sentimenti negativi, che ci scuotono nel profondo e ci tolgono via tantissima energia, portata al conscio, svanisce miracolosamente. Quindi rendiamoci conto del perché siamo SEMPRE NOI che decidiamo se stare bene o se stare male! Perché questo meccanismo non solo ci permette di riportare un buon equilibrio nella nostra mente e nel nostro cuore, ma ci regala tanta calma e lucidità tale da riuscire a rintuzzare ogni attacco ed anzi a reagire costruttivamente demolendo ogni teorema che ci voleva mettere in difficoltà, a ragion veduta.

Questa capacità di trasformare un'energia negativa e distruttrice in un' energia positiva come la calma e la lucidità è un bagaglio che TUTTI possiamo scoprire ed utilizzare per "salvarci la vita", ma che nessuno o rare eccezioni ci insegnano ad usare. Se pensate bene tutti ci insegnano a reprimere le emozioni negative, nessuno ci insegna a trasformarle!! Ecco perché siamo programmati a fallire!!!!! Nessuno ci insegna come gestire le emozioni ed il tanto declamato e lodato reprimere cattolico porta solo a farle radicare in modo sempre più profondo senza risolverle, anzi con effetto valanga,  restano sempre in ebollizione fino a che non riesplodono, anche fuori luogo: quante volte  avete perso le staffe avendo la peggio in una discussione (soprattutto con i genitori) o avete detto parole che hanno ferito e di cui vi siete pentiti, anzichè trovare una soluzione????

ERGO? Provate ad adottare il sistema di visualizzare il pizzino di Osho e vi semplificherete la vita, prendendovi soddisfazioni da ingrassarvi una cifra !:D Se non ci riuscite, sappiate che è la vostra mente (subconscio) a sabotarvi! CORRETE AI RIPARI SUBITO!

Un altro stratagemma che ci aiuta enormemente è quella di scrivere, come per  spiegare ad un altra persona il conflitto che viviamo, per risolverlo.

Me ne sono accorta in ufficio: quando dovevo risolvere una situazione ingarbugliata e non avevo la parola adatta, mi rivolgevo, chiamandola,  alla mia collega: succedeva che mentre semplificavo in poche parole la questione in modo elementare per spiegarle ciò che dovevo risolvere, la parola adatta od il quadro chiaro emergeva nella mia mente in modo immediato e spontaneo. 

Ho quindi compreso che spesso scrivere, elencando azioni e reazioni, fa si che il nostro conscio sia in grado di afferrare i meccanismi errati portandoci in modo spontaneo ed immediato verso la soluzione dei nostri problemi. Dobbiamo avere il coraggio di scrivere tutto sinceramente: per questo a volte è necessario, bruciare o rompere in mille pezzi il foglio su cui stiamo scrivendo e gettarlo, considerando che il conscio SA cosa fare e ci abbia già incamminati verso la via della risoluzione.

Stratagemmi utili per salvarsi la vita sia da fisime di poco spessore, che da laceranti dubbi.
Provare per credere ;) Ad majora!


giovedì 26 luglio 2012

Non so voi...

ma io a volte ho una certa ansia che mi perseguita, come di aver dimenticato qualcosa d'importante.
Qualche volta è motivata, a volte è un sentimento vago che rosicchia il mio equilibrio.
Focalizzo quale sia la cosa importante NEL MOMENTO e vado avanti: se dimentico qualcosa? Pazienza, nessuno è infallibile. Spesso mi trovo a dire a me stessa la frase di Rossella in Via con il vento: DOMANI E' UN ALTRO GIORNO!  Ad ogni giorno la sua pena, nulla -fuorchè la morte- è irrimediabile!

Certo è che, constatata la mia inadeguatezza ed i miei sbagli,  il mio orgoglio personale ne resta ferito, ma ho imparato a perdonarmi ed a procedere.

Mi riempio di biglietti, che spesso dimentico, allora mi chiedo perché li ho dimenticati, cosa mi fa ignorare, perché basta un pensiero per RE-SETtare la mia mente e vuotarla completamente di tutto ciò che era sulla lista mentre pochi minuti prima era importante?

Non c'è risposta, a volte invoco la debolezza dell'età, degli anni di stress a cui sono sopravvissuta e non è un bel sentire.  Sono convinta che non è giusto e non è l'ideale sopravvivere, chiudere i boccaporti della coscienza, per non affondare perché il dolore è troppo lacerante, il lavoro è troppo assillante, la crescita dei figli ti mette in agitazione e nel più profondo dei dubbi.

Riemergere ogni tanto per prendere una boccata d'aria e poi procedere, anche contro i marosi più duri e sferzanti, che spossano ogni fibra del tuo essere e sembra che non ce ne sia mai abbastanza, che non finisca mai, perché appena ti rilassi un'altra ondata ti afferra e riporta a fondo.

Ma a tutto c'è una scappatoia! Ho sentito di un ragazzo a cui piace nuotare nel fiume ed ha trovato un gioco incredibile e per tanti pericoloso, che lo fa sentire onnipotente: si lascia trascinare in un gorgo, inerte fino a che spinto dalla forza centrifuga non tocca con i piedi il greto del fiume, a quel punto oppone tutta la sua resistenza facendo forza sulle gambe proprio dove il vertice del gorgo è più stretto e meno potente, quindi fa UN PASSO DI LATO ed ESCE DAL VORTICE, penso sfruttando quella che viene chiamata la forza di Coriolis,  riemergendo inebriato dall'adrenalina che ancora lo scuote. La sensazione che ne ricava a mente lucida è migliore di ogni viaggio con allucinogeno. Sentirsi padroni di se stessi anche in momenti estremi deve essere una sensazione incredibile, anche se sinceramente non vorrei farne la prova fisica nel fiume ;)


Ma in fondo mi sento come lui: ho rifiutato tutti i farmaci di sostegno alla psiche, perché penso che non solo annebbino il dolore, siano una scappatoia immediata ad un problema che possiamo risolvere (certo non in casi gravi ovviamente) ma rendano deboli fino a diventarne schiavi, alcuni con conseguenze addirittura contrarie allo scopo di cura, portando esattamente all'estremo che si vorrebbe evitare assumendoli. Sono sempre convinta che c'è il modo per USCIRE dal gorgo, anche se spesso è lo stesso destino che per un moto d'inerzia del vortice stesso ti espelle dalla situazione.

Diventarne padroni e riuscire ad uscirne con la propria forza ed a mente lucida, però, dovrebbe essere esaltante! Ma l'ansia è più subdola di un gorgo e non è un'azione fisica, ma un'azione psichica, che quanto ti agguanta non c'è forza di Coriolis che la contrasti e ti faccia uscire: devi uscirne da sola.

A volte mi riesce, a volte annaspo. Roma non fu fatta in un giorno! Ma... sono ancora qua... ehheee già...



martedì 24 luglio 2012

Sta finendo anche luglio!




Rischio di esser molto noiosa,   non so voi, ma  per me il tempo sta volando! Non so se considerarlo un bene o un aspetto negativo. La mia settimana ha un appuntamento fisso, la riunione con le brutte galline della Stanhome, per il resto sono libera di gestirmi come mi pare e piace. A metà settimana arriva la merce e poi la distribuisco. Tutti i giorni lavorativi devo dare la sveglia a mia figlia, ma subito arrivano sabato e domenica, in cui mi perdo libera da limiti di orario e di mansioni perché mia figlia è fuori. Mio figlio viene a trovarmi ogni pomeriggio dopo il lavoro, si discute a volte mezz'ora a volte un'ora, accarezza la gatta, si va a lavar le mani e starnuta per l'allergia, ma Mucia lo ha conquistato in modo irrimediabile! Alle coccole con lei non sa rinunciare, preferisce "piangere", ma il calore di quella smorfiosa gattona obesa è irresistibile!  ;D

Nel tempo libero procedo a piccoli passi, perché sembra che il mio fisico accusi le conseguenze ad ogni sforzo : devo centellinare le mie forze per non avere ripercussioni su schiena, cervicale e braccia.  L'altro giorno ho fatto uno sforzo con le mani ed ho ancora i muscoli adduttori dei pollici doloranti: non riesco a tener la presa e non ricordo nemmeno il gesto che ha causato questo pseudo-stiramento!  Caspita! siamo ben poca cosa!!

Sembro una tigre in gabbia, in quanto sono bloccata totalmente e covo un'ansia,  che a volte emerge, ma a cui do poco spazio, distogliendo il pensiero, perché cerco di non darla vedere ai miei figli, per non "pesare" a loro. Se da una parte mi sembra che il tempo sfugga dalle mie mani e di aver concluso poco o nulla e quindi di "perderlo",  abituata ad una vita per quasi quarant'anni di duro lavoro e sfinimento, dall'altra non vedo l'ora che passi, che arrivi il fatidico 1° ottobre, 2013 quando percepirò la mia pensione, se Dio e Monti vorranno ;)  Intanto annaspo in cerca di un lavoro, un gradino sopra il livello "schiava-zerbino".

Intanto le previsioni sulla possibile catastrofe del 2012 si stanno infittendo : si sta approssimando l'evento ? di che portata sarà?  Viene spontaneo considerare a che serve tutto questo penare, se in dicembre "si chiude la baracca?" ;D   Per cui la prendo con filosofia e vado avanti al meglio, lasciando le mie paturnie il più possibile fuori dalla porta e vivendo UN GIORNO ALLA VOLTA, anzi un'ora dopo l'altra!

Una mia conoscente sta immagazzinando cibo a lunga scadenza in una panca, facendo provviste di acqua e quant'altro per premunirsi. Mi son sbellicata dalle risate! Uno scienziato diceva ieri, che se l'evento prospettato si dovesse verificare il 95% della popolazione umana scomparirebbe dalla terra: voi pensate che con la sfiga che ho sarei nel 5% dei sopravvissuti?? Io spero proprio di no! ;D

Il Destino è il Destino : nessuno può sfuggirlo, vivere consapevoli delle proprie azioni, cercando di fare -in coscienza- il meglio che si  può, per noi stessi e per chi ci sta intorno, è secondo me l'obiettivo che dobbiamo seguire.  Il resto è pura sterile elucubrazione.

Buon Martedì a tutti! Vi lascio una poesia

Il mio passato

Alda Merini

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato 
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.


lunedì 18 giugno 2012

Sara und die Eule (Sara e la civetta)

E' il titolo di un libro consigliato da Barbel Mohr, che ne offre nel suo ultimo libro alcune citazioni che vi passo,  perché le ho trovate interessanti! Sono cose risapute, ma che si focalizzano sempre meno, perdendo di vista che spesso l'equilibrio è alla nostra portata, mentre a volte ci ostiniamo ad ignorarlo.

Ecco le citazioni, con un mio commento, dal libro  "Sara e la civetta" è di Esther & Jerry Hicks, (ed. Ansata Verlag) non so se è tradotto in Italia. 

Devi essere molto più cosciente della connessione con l'energia positiva, che della situazione presente. Questa è la chiave.
   Per ottenere un cambiamento, per uscire dalla situazione di ristagno o di negatività, bisogna proiettarsi in modo positivo verso la soluzione, pensare che la situazione ostile in cui stiamo vivendo è di passaggio e che possiamo raggiungere il benessere quando e come lo vogliamo. Certo possiamo incorrere in errori, ma l'importante è perseverare fino a che non si trova la soluzione adatta. E' deleterio stagnare in una situazione perché non si hanno mezzi sufficienti per il cambiamento: bisogna adattare ed adattarsi con ciò che si ha per progredire, altrimenti ricominciare sarà sempre più difficile.

Ogni volta che vedi qualcosa di positivo in qualcuno o in qualcosa, hai aperto il tuo cuore e stai ricevendo energia positiva!
  Aprire il cuore in queste frasi deve essere inteso -a mio parere- come il porsi di fronte alle cose ed alle persone senza pregiudizi, che d'abitudine precludono ogni elaborazione lucida ed aderente alla realtà delle cose e delle persone.

Ma non puoi essere un anello nella catena del dolore (=lagnarsi, focalizzarsi sui problemi) e nello stesso tempo mantenere aperto il cuore. O l'uno o l'altro.
  Chi si lamenta sempre perpetua il proprio dolore, anche quando incontro dopo tanto tempo una persona, cerco di raccontare quanto mi è accaduto  con poche parole e sviare il dialogo quanto prima possibile. Spesso continuare a lamentarsi di ciò che si sta passando in negativo porta a ristagnare nella situazione, bisogna proiettarsi verso la soluzione, parlare di ciò che si vorrebbe fare o che si pensa possa risolvere i nostri problemi : la gente spesso ci da suggerimenti a vuoto, ma qualche volta ci porta una soluzione da un punto di vista  insolito per noi e ci aiuta a guardare la situazione con occhi nuovi.

Puoi davvero cambiare qualcosa solo se hai cambiato i tuoi sentimenti.
   Si può cambiare il mondo solo iniziando da noi stessi ! Il miglior modo per incoraggiare gli altri a seguire il nostro esempio è far constatare loro  i risultati del nostro cambiamento: non possiamo pretenderlo dagli altri se noi per primi non siamo disposti a cambiare!

In ogni situazione, guarda se il tuo cuore è aperto o chiuso.
   Non dobbiamo lasciare che la situazione che viviamo ci pieghi a tal punto da chiudere la nostra mente ed il nostro cuore nella prostrazione, la Speranza guarda "lontano": a volte le soluzioni arrivano da occasioni inaspettate e da chi non immagineremmo mai di riceverle! Possono arrivare altre mazzate, ma anche momenti di respiro, di aiuto insperato che cambiano la nostra situazione.

Prendi la decisione che non c'è situazione - per quanto apparentemente terribile- per cui valga la pena di chiudere il tuo cuore.
   Qualsiasi sia il nostro dolore, c'è sempre chi soffre più di noi: non abbiamo il diritto di sentirci i più derelitti ed isolarci senza speranza per non soffrire ulteriormente. Soccombere alla situazione che viviamo è un po' come morire.
In realtà qualsiasi situazione va vissuta -sia pure con alti e bassi- con la convinzione di poterci ricavare qualche cosa di utile e di positivo, anche se è terribile. Ne abbiamo avuto tanti esempi noi dei blog. Anna Lisa, che ha lottato fino all'ultimo. Marina Garaventa poi ne è l'esempio vivente!

Ripeti tutte le volte che puoi : nonostante tutto manterrò aperto il mio cuore!
  Si, ripeterlo, dobbiamo ricordarci di farlo: spesso ci ritroviamo a considerare tutto per scontato, invece no. Quello che negli anni settanta era definito il "prendere coscienza" della nostra situazione, sia nel momento positivo, che nel momento negativo, aiuta a migliorare la nostra posizione.  Chiudere il nostro cuore per paura di soffrire ulteriormente ci preclude la vita stessa e l'occasione per evolvere, per trovare le soluzioni della nostra situazione.

  Certo direte voi, ma quando la situazione è tremenda, come si fa ad andare avanti, a tenere il proprio cuore aperto?  E' normale chiudersi quando si soffre, l'importante è non farlo per troppo tempo! Prender coscienza di quanto stiamo vivendo e cercare con gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione la soluzione migliore, forse provvisoria, ma cercare in ogni modo di essere attivi, propositivi, perché chiudersi in se stessi e fermarsi crea un tale blocco, che per riprendere a vivere si fa una fatica immane e si perdono occasioni propizie.

Come sempre vi lascio con il mio motto : )  AD MAJORA!  e dedico a tutti voi il sorriso del nostro grande Luciano per augurarvi una buona settimana!

martedì 5 giugno 2012

Psicosi

Stanotte alle 4.30 mi son svegliata dopo un sogno angoscioso, non riuscivo a chiudere le finestre della mia casa di campagna per il troppo vento, una tapparella mi viene strappata dalle raffiche e scagliata sulla casa a fianco, mentre con difficoltà riuscivo a chiudere le finistre interne. In cortile mio fratello in piedi  mi guardava.

Ho cercato di riprendere a dormire quando un ansia mi ha preso il petto ed ho pensato all'imbarazzo se fosse arrivato il terremoto di essere trovata in camicia da notte! Poi ho pensato al fatto di restare sotto le macerie, dell'attesa fino a riemergere, cosa avrei fatto, come sarei sopravvissuta. Ho pensato al freddo, che il pigiama di pile mi avrebbe aiutato a resistere meglio della camicia, a cosa avrei preso nei pochi secondi che mi avrebbero diviso dal letto alla muratura portante, come mi sarei sostenuta se avessi perso la casa, i soldi, mia figlia come strapparta dal letto. Poi ho pensato che non sarei morta a letto, ma che la mia Mucia mi avrebbe avvisato per tempo. Mucia stamattina aveva voglia di compagnia e raspava in camera mia i libri, le sue unghie tichettavano sul pavimento, il mio orecchio teso ha distinto un'andatura normale, per cui la mia mente si è rilassata: non c'era -ancora- pericolo!

Ho spazzato via l'angoscia focalizzando la mia mente su uno stupido telefilm alla tele e sono caduta in un riposo leggero fino alla sveglia.

Immaginate la enorme sorpresa quando al bar stamattina, sedute a  prendere il caffé con calma prima di iniziare la giornata, mia figlia mi dice, ... Mamma ho pensato che se arriva il terremoto dovremmo essere organizzate ;)  Ci siamo messe a ridere per aver fatto lo stesso pensiero nello stesso tempo!

Abbiamo fatto un progetto di emergenza seduta stante.... non si sa mai! La Mucia resta il nostro pensiero: infilarla nel trasportino con il terremoto potrebbe essere problematico, non ha il collare.

Dobbiamo prender provvedimenti!

domenica 27 maggio 2012

Ironia

Se non riesci ad uscire dal tunnel, almeno arredalo ;) 

No, non è una mia frase, l'ho sentita ieri guardando Tutti pazzi per amore 2, mentre cazzeggiavo in internet al computer.

La frase l'ha detta Rosa riferendosi all'amica, che pur di farsi andare bene la relazione che aveva, s' illudeva facendo cose impensabili per il suo modo di vivere precedente l'incontro. Dato che non ci si sentiva bene, cercava di "arredare" la situazione con convinzioni che voleva suonassero convincenti, anche se erano l'esatto contrario di quanto desiderasse, "arredando il tunnel" nel quale si era infilata!

Ed ho compreso al volo, per questo l'ho postato, quanto reale sia questa situazione e comune a moltissime donne, che nella situazione bastarda in cui stanno vivendo fanno di tutto per convincersi che non è poi tanto male e visto che la si sta vivendo, arredino il tunnel con qualche trovata che alleggerisca l'affanno e l'impotenza.

venerdì 25 maggio 2012

OSARE !

Akiyuki Nazaka.. si ritrasse dall'azione non perché ignorasse in che direzione essa possa trascinare un essere umano, ma piuttosto proprio perché ne era cosciente.... in realtà non aveva intrapreso una sua azione perché essa, una volta iniziata non consente possibilità di fuga!  (Y. Mishima)

Porto addosso tutte le ferite delle battaglie che ho evitato (Fernando Pessoa) 

Le ferite delle battaglie evitate non guariscono mai (Nardone, Salvini) 

Sapere che c'è sempre un prezzo da pagare... questo principio si applica a tutte le azioni, e altrettanto all'inazione.  Mostratemi un'azione e vi mostrerò un prezzo! 
La riluttanza a pagare un prezzo distrugge la possibilità di compiere decisioni, di agire in modo responsabile e di avere successo. Il rifiuto di questa realtà blocca lo sviluppo della personalità... cercare di prendere una decisione o di ottenere quello che vogliamo senza pagare produce paralisi e confusione... In realtà conoscere e accettare l'esistenza di un prezzo e il fatto che esso deve essere pagato ci rende liberi". (Rubin)


Mai si sanò la ferita di chi non osò. (Anonimo)


Tutte queste citazioni mi danno lo spunto per descrivere il mio attuale  stato d'animo. 
Nella generalità la mancanza di autostima rende talmente insicuri che paralizza. Ci si sente inetti, si ha paura di sbagliare e prima di assumersi la responsabilità di un successo come di un insuccesso ci si rassegna e si desiste. Affiora allora un senso di rimorso per non  riuscire ad affrontare la situazione, per il vigliacco ritirarsi di fronte a difficoltà sia di grande che di minor importanza, la paura di fallire porta a tentennare prima di provare, fino a che ci si ferma, immobili, temendo che anche il semplice respiro possa rivelare la nostra fragilità.

Questa situazione si protrae da quando uscita dal mio "ambiente" naturale che per tanti anni mi aveva vista crescere, maturare e raggiungere il massimo della carriera, perso anche il riferimento di confronto, mio marito, al quale ero abituata a raccontare le mie sensazioni ed a chiedere consiglio, mi son trovata per oltre un anno in uno stato di torpore, dal quale la fine dell'indennità di disoccupazione mi ha messo di fronte ad un realtà molto cruda. SONO SENZA SCELTA. "Do or die"  " o Roma o morte" ! 

Entrata in una realtà lavorativa in cui non si guadagnano soldoni, ma si può arrivare ad una  discreta  carriera, solo se si sa e riesce ad osare, sto sperimentando quante occasioni si mancano nella nostra vita per l'incapacità di tentare. 

A volte osare può cambiare la qualità della vita. Sento le persone che mi incoraggiano e che vedono in me un potenziale, mentre io annaspo pensando ai miei limiti, ai se ed ai forse. Allora  seguo  le loro parole perché percepisco che la mia insicurezza al momento mi preclude qualsiasi progresso, mentre se lascio che la mia mente volga i miei pensieri al positivo per trovare applicazioni alle indicazioni di chi crede in me arrivo a soluzioni e risultati insperati! 

Ogni lasciata è persa!  






giovedì 24 maggio 2012

I Grillini a prescindere da Grillo??

Mi sembra di aver già postato un commento al fenomeno del comico Genovese, ma ne prendo spunto per esporre la mia perplessità nell'ottica degli ultimi avvenimenti. 

Parto dal dato di fatto che Grillo E' UN COMICO e NON un politico, né per quanto mi consta ha una preparazione -  universitaria economica e sociale tale che gli permetta di entrare nel campo politico con cognizione di causa. Ma, d'altra parte, quanti politici attualmente in opera hanno questi  requisiti?? Ben pochi.

Grillo sull'emozione e sulla spinta delle sue tirate satiriche ha spiccato il volo verso la direzione del "Vaffanculo",  promuovendo un movimento prima di pensiero e poi di persone che contestano la realtà. Domanda : con quale cognizione di causa??? mah, non ho dati per poter giudicare. 

Basandomi sulle sue sparate delle sue trasmissioni ho tirato le somme, come potrete constatare da soli, che certe situazioni (http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/18/bufale-scientifiche-beppe-grillo-23666.html che Grillo dava per assodate,  NON hanno alcun riscontro scientifico ed erano MERA SATIRA! Dato che questo è il suo mestiere, mi poteva anche andar bene! Una profonda verità di base gliela devo riconoscere : lo stimolo e l'esortazione a RICERCARE INFORMAZIONI PER ARRIVARE ALLA REALTA' DELLE COSE, PORSI LE DOMANDE PER CERCARE RISPOSTE CHE I MEDIA OCCULTANO IN UN PLAGIO ORCHESTRATO AD ALTE SFERE! 

Ora che il movimento politico sta prendendo piede, posso accettarlo, perché spero, almeno alla luce dei primi risultati, che i "Grillini", gente giovane con idee nuove possa pensare fuori dagli schemi, a livello comunale e provinciale potranno sicuramente fare un buon lavoro. Viene logico il dubbio, non è che applicando le loro teorie possano fallire in pratica??? E se andrà bene -come VIVAMENTE SPERO PER TUTTI! - a livello locale,  a livello NAZIONALE potranno sfrondare quel colosso d'argilla di corruzione e di concupiscenza che il potere parlamentare  da ormai più di un secolo esercita a tutti i livelli ???

Posso giustificare e considerare costruttivo il voto ai Grillini, come mera manifestazione di uno scontento dell'elettore, che, invece di lasciar la scheda bianca o non andar a votare (lasciando che altri partiti inghiottano questi voti), dia voce concreta ad un'opposizione troppo spesso trascurata e vilipesa. Avendo però già vissuto questa "storia" spero proprio che non vada a finire come la Lista per Trieste. 

Nata alla fine degli anni '70 per promuovere lo sviluppo di Trieste, che stava languendo e far sentire la voce in campo nazionale, dato che -essendo città di confine-  era relegata a puro baluardo a guardia dello stesso. I miei concittadini ed io stessa per "insurrezione democratica" votammo La Lista per Trieste che ottenne quasi il 30% dei voti, tanto che  il Governo fu obbligato ad investire il Prefetto dei poteri di Viceré ! Il partito racchiudeva operatori economici, filosofi, letterati, gente comune, imprenditori, spesso di una certa età. Dato il numero limitato rispetto al campo nazionale, i membri del partito eletti in Parlamento (16 seggi) dovettero gioco forza  seguire e condividere per trovare nell'alleanza loro stessi una forza, accodandosi a quel o tal'altro partito (DC, PCI, PLI ecc.) per cui la "voce Giuliana" del nostro territorio mentre in Provincia era determinante in campo Nazionale veniva diluita se non soverchiata dalle diritture delle grandi compagini di sudditanza.
Fu così che, nell'avvicendarsi delle alleanze, nell'evolversi delle strategie e nel trascorrere del tempo, nel cambiare scenario delle frammentazioni e dei cambi dei partiti,   i promotori e sostenitori della Lista per Trieste sono invecchiati senza dare prospettive ai giovani che si sono direttamente indirizzati ai partiti principali, facendo si che ormai il partito sia un mero ricordo. 

Lunga vita a Beppe Grillo, ma quanto potrà il partito dei Grillini???? ai posteri l'ardua sentenza.


lunedì 21 maggio 2012

L'Anno del Drago 2


Cara Katherine, rispondo in un post, perché l'argomento merita di essere sviluppato.

Non credo che questo sia un periodo peggiore degli altri. Credo invece che in questo periodo siamo maggiormente vulnerabili verso episodi di violenza sia terrestre che umana. Ci sono stati periodi  peggiori in Italia, pensa al tempo del fascismo e delle guerre ed il mondo non solo non è finito, ma siamo ancora qui. Terremoti ci sono stati in tutta Italia : Irpinia, Friuli, Umbria, Abruzzo sono stati scossi nel corso di neanche 50 anni. Ammazzatine ? A iosa. Piazza della Loggia, Italicus, Ustica, ma non dimentichiamo Atosha (quella che mi viene in mente) i vari attentati in Scandinavia ed a Londra, e tanti altri in svariate parti del mondo negli anni,  penso che ci siano stragi di cui non sappiamo nulla, delle violenze perpetrate ovunque in Italia ed all'estero.  Ci siamo dimenticati i 100 cadaveri che la mafia ha servito uno al giorno al Generale della Chiesa? 

Ora il momento è diverso, perché l'informazione sta facendo un lavaggio del cervello tale, che destabilizza tutto e tutti, penso soprattutto per manovrare ad hoc i mercati e non solo per rappresentare la situazione attuale. 

Ci mancano le maggiori guide spirituali, le persone che con la loro Forza erano in grado spiritualmente di sostenere l'umanità.  Che il 2012 sia fatidico non so dirlo : pensiamo alle antiche profezie, mille e non più mille, all'apprensione che tutti hanno avuto allo scoccare della mezzanotte il 31/01/1999! Pareva che qualcosa avrebbe fermato il mondo, invece il Sole splende ancora e siamo andati avanti. 

Quello che possiamo constatare, oltre al regresso economico mondiale, è che  siamo socialmente  regrediti di più di un secolo! Guardiamoci attorno ! Il divario che si è creato tra i ceti sociali è di nuovo abissale: c'è chi ha tantissimo, la borghesia si è ristretta, ma la soglia di chi è nell'indigenza sta aumentando vorticosamente! 
Il lavoro è precario, i datori di lavoro guardano soprattutto al loro guadagno e giocano sulla pelle dei lavoratori, sfruttando la mano d'opera  sottopagandola. E' soprattutto la mancanza di rispetto per la vita, per il benessere degli altri che annichilisce. E' lo stesso tenore di vita che avevano alla fine dell' 1800 !!! Questo è ciò che dovrebbe farci paura!  Siamo tornati ad una sorta di schiavismo: se ti va bene così, ok, se no fanculo, vado a trasferire la fabbrica in qualche altro paese! Ciò che fino a qualche giorno fa era riservato agli extra-comunitari ora sta inglobando anche cittadini italiani. La professionalità non paga o paga pochissimo e l'età che una volta era indice di esperienza e di continuità di tradizione viene svalutata al 1000 per cento! Per fortuna non in tutti i campi, ma vediamo che gli artigiani non sopravvivono più! 

Non so dire se questi segnali  siano il preludio di una catastrofe maggiore a livello mondiale, penso piuttosto e spero che questi avvenimenti sollecitino tutti ad uscire dal torpore della rana nella pentola, ed è questo che intendevo con il post precedente, più che a criticare l'operato attuale politico, auspico una maggior presa di coscienza che ogni vita ed ogni azione nella nostra vita sia determinante e non solo a livello politico, ma soprattutto a livello sociale e spirituale. Perché la rivoluzione, il gran cambiamento dobbiamo iniziarlo noi cittadini: deve partire dal basso!