La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

martedì 27 novembre 2012

La mia vita sta cambiando ancora ...

Certo che questo benedetto 2012 mi ha portato tantissime prove e tante novità. Non so ancora quale bilancio fare e per la mia situazione direi comunque vada in pareggio.
 
Proprio nei giorni appena trascorsi nella vita della mia famiglia ci sono stati cambiamenti radicali.   In positivo per la gran parte, anche se i distacchi e le chiusure sono molto dolorose comunque.  Alcune porte si chiudono con brandelli della mia anima e non c'è il desiderio di esternarli, cosa strana per me, che ho sempre usato il blog come uno sfogo.

 
Nonostante tutto sono cose che dovevo affrontare ed il ritardarle in alcuni casi   ha reso più dure alcune decisioni, ma la loro evoluzione non aveva alternative da troppo tempo. E poi a volte la mente bastarda crea difficoltà e blocchi dove non ci dovrebbero essere e riuscire a superarle comunque mi ha reso più forte.
 
E' stato duro, ma finalmente ora che le ho superate riesco a dormire più serenamente, anche se la TV resta in sottofondo accesa. 
 
In tutto questo la mia compagna fedele, Mucia si è creata un nido vicino al mio cuscino e sta tutta -come dicono i Napoletani- arravugliata... guardate che posizione  tiene : sembra fatta a "vite"! Ronfa sonoramente non appena l'accarezzo. Dividiamo fraternamente il cuscino e dormiamo schiena contro schiena, pardon, dorso!!  

lunedì 26 novembre 2012

Appunti ...

Rovistando tra le carte della casa di campagna ho scoperto queste due frasi, appuntate in un momento che non ricordo più, ma sono belle, ve le passo....
 
 
Alle persone intelligenti i nervi non si spezzano, perché esse rispondono di sé. Scelgono la felicità a scapito della depressione, perché sanno come affrontare i problemi della loro vita. Nota bene, che non ho detto risolvere i problemi! Piuttosto che misurare la propria intelligenza dalla capacità di risolvere un problema, esse la misurano dalla loro capacità di mantenersi felici e rispettabili indipendentemente dalla soluzione o  o meno del problema.
***
Credi che certe cose o persone ti rendano infelice ? Questo non è vero!
I pensieri sono tuoi, sei ancora tu che controlli il tuo monto mentale. Nessun altro può entrare nella tua mente ed avere dei tuoi pensieri l’esperienza che ne hai tu. Chi li controlla sei tu  e del tuo ingengno puoi fare l’uso che vuoi.
 
 
(l'alba vista dalla mia stanza nella casa di campagna!)

mercoledì 21 novembre 2012

Donne 1955 - 2012

Rivivi la storia del XX secolo su Google dalla Guerra alla Dolce Vita
 
Così avvisa oggi la homepage di Google e curiosa ho sfogliato perché come sapere nel 1955 (inizio della dolce vita) sono nata io. Ho trovato questo "documentario" che ricalca al 100% la cronaca di una giornata della donna che lavora. Immaginando il corolario sabato-domenica che non vi è incluso, constato AMARAMENTE che siamo sempre nella stessa situazione : allora iniziarono le prime lavatrici, le aspirapolveri erano già in commercio da anni. Eppure....
Certo di sera possiamo uscire con le amiche, ma anche lì  è più la stancheza che fa da padrona che il marito compagno di letto.






Voi donne moderne come la vivete la vostra giornata ???
 

sabato 17 novembre 2012

Proprietà della Comunità!


Tempo fugit !

Il tempo corre, corre veloce! Se da una parte questo ci consola per avvicinare una data decisiva, dall'altra ci rendiamo sempre più conto di quanto fuggevole sia la vita e doloroso è rendersi conto, alle volte, di quanto poco riusciamo ad ottenere, perché tutto ha un inizio ed una fine e nella fuga pochi riescono ad afferrare al volo ciò che veramente conta, a volte immersi in progetti impossibili ci si ritrova con il classico pugno di mosche.
 
E' proprio questa la nostra più concreta ed inconscia ansia, ciò che ci fa sentire estremamente insicuri!
Il fallimento! Non è un'opzione, ma uno stato d'animo. Ci si trincera entro capisaldi fatiscenti per poterci sentire motivati nelle decisioni, ma alla fine la verità viene a galla ed in quel preciso momento è il vuoto, ciò che temiamo di più: il non essere stati capaci di afferrare quell'opportunità vincente che dia un senso alla nostra vita, che ci faccia sentire bene, più che vincenti, concreti, affidabili e costruttivi.
 
Perdonare i nostri errori ed imparare da essi è la sola chiave di volta per andare avanti. Facile da dirsi, difficile da farsi, perché se nella vita abbiamo fatto sempre tutto alla perfezione, ma una volta abbiamo toppato, è proprio questo nostro fallimento che resterà nella mente dei nostri cari e dei nostri amici e conoscenti e ci verrà rinfacciata ogni volta che essi vorranno inconsciamente o volontariamente ferirci!
 
 



mercoledì 14 novembre 2012

E' tutto il pomeriggio che mi ritorna in mente...







... vi siete mai accorti di quanto assordante possa essere il silenzio ???? la notte devo avere il sottofondo della televisione a bassissimo volume: quando mi sveglio, cerco di girarmi e ad occhi chiusi concentrarmi sul percepire le parole della trasmissione per non permettere ai miei pensieri ed alle mie preoccupazioni di prendere il sopravvento ...

Rincoglionimento senile ;)

Sembra una nemesi!
 
Già i miei figli mi hanno confessato, che, da quando sono disoccupata, son diventata confusa e prolissa, mentre quando lavoravo ero concisa, diretta e concentrata. Ma era il lavoro che mi allenava a questa condizione ed i nervi, come collante per controllare tutto:  il dover gestire casa, la malattia di mio marito, il lavoro a tempo pieno, il mio ancorarmi al lavoro per non soccombere alle reazioni di mio marito ed al pensiero del domani.
 
Disoccupata e vedova mi sono arresa alla normale dilatazione del tempo a mia disposizione ed alla mia incapacità ancora di accettare la nuova condizione, non riuscendo a trovare una "destinazione" soddisfacente per capire cosa voglio fare "da grande". Dopo tanta rigidità, concisione, perfetta conoscenza dei propri compiti e della mia identità, mi son trovata smarrita, ad ingannare il tempo con palliativi, alternando ai lavori di casa, ampi spazi davanti al computer a guardare i telefilm in streaming in lingua originale, giocando ad Alchemy sempre al computer, diventando incaricata Stanhome per forzarmi ad uscire di casa, improvvisandomi imbianchina per cambiare e sistemare le stanze in attesa di sistemare la mia vita.
 
Lo scoglio maggiore di questa mia nuova condizione è comunque  l'insicurezza dovuta all'attuale condizione economica, che mi porta ad attacchi di ansia, durante i quali sembra non mi riesca di ragionare: ho la smania di risolvere tutto subito, mentre sulla spalla ho l'avvoltoio del timore di soccombere per un sovraccarico e di prender decisioni sbagliate!
 
Mi son resa conto che devo elaborare per lo meno un giorno l'argomento : pensarci di tanto in tanto, girarci intorno, dimenticarlo, lasciarlo decantare per poi riprenderlo, macerandomi, nonostante tutto il mio ottimismo e la mia determinazione, in un tormento irrisolutivo. Ma non mi va di prender psicofarmaci perché so che SOLO dopo questo periodo di elaborazione, finalmente il cervello partorisce l'idea risolutiva e ragionevole, che mi acquieta (per 10 minuti ;) e mi proietta nella giusta luce per giungere alla soluzione.
 
Eppure, ce ne vuole : uno "Sturm und Drang" spettacolare, durante il quale nemmeno Mucia riesce a calmarmi, ma solo a farmi sorridere!
Le nubi all'orizzonte sono sempre in agguato. Ringrazio comunque il Cielo perchè riesco ancora ad andare avanti, anche se con difficoltà, altri stanno molto peggio di me! Mi rendo conto che il mio modo di vivere attuale fa acqua da tutte le parti, perché tendo a trascurare me stessa, poi penso che la soluzione arriva sempre al momento giusto, anche se questo non mi esime dalle pene che ogni mortale prova, per lo meno mi aiuta ad andare avanti!

 

 
 
 
 

martedì 13 novembre 2012

Che ne è dei terremotati d'Emilia ?

Nel contesto nazionale abitualmente dopo un terremoto questo resta alla ribalta dei telegiornali a far parlare di sé per mesi, dei progressi conseguiti dai ricostruttori, dei disagi della gente, dagli errori ecc.

Mi ricordo la risonanza per mesi, di quello dell'Aquila, ma lì c'era l'occasione boom di ospitare un meeting a livello internazionale che ha fatto operare Berlusconi, anche nella costruzione di appartamenti costruiti dove la gente non voleva, -chiedo venia se ricordo male- con risultati opinabili.

ORA, dopo un periodo immediato al fenomeno, dei terremotati dell'Emilia non si parla più! Dove sono finiti??? sono spariti ??? alieni di una regione anomala??? Si, penso proprio di sì.

Sono fermamente convinta e chiedo smentita se qualcuno me ne porta le prove, che la posizione della regione colpita è proporzionale alla rapidità della ripresa dopo una catastrofe.

La Liguria ha ripristinato i danni dell'alluvione in tempo di record per essere pronti ad accogliere i turisti dell'estate, dei terremotati dell'Emilia non si parla più, non credo perché gli alieni se li siano portati via, ma perché i politici del luogo sanno il fatto loro nell'amministrare e non diano eccessivo spazio agli sciacalli, che invece hanno attinto a piene mani dal povero Abruzzo.  Il Friuli (1974) è totalmente ricostruito da decenni, l'Irpinia (1980?) reclama ancora!

Credo inoltre che questo silenzio da una parte privi gli Emiliani di un contributo alla ricostruzione, ma penso sia meglio farcela da soli, che essere  paralizzati come gli Abruzzesi che a casa loro non hanno neanche diritto di parola...

Qui c'è qualcosa che non va! E' una mia impressione oppure è la realtà???

12 novembre San Renato

Nome di derivazione celtica, latinizzato in "Renatus", participio perfetto di Rinasci=Rinascere, con il valore figurato di rinato a nuova vita spirituale.
 
 
LA LEGGENDA
 
La leggenda narra di San Maurilio, vescovo del V secolo d'Angers, che chiamato ad assistere un bambino moribondo, si attardò in chiesta per una funzione e giunse alla casa del bambino, quando questi era ormai morto senza ricevere il Battesimo. Sentendosi colpevole dell'aver condannato al limbo questa piccola anima il Vescovo fu preso da shock e deciso a nascondersi lasciò la città,  imbarcandosi su di una nave. In mare aperto si rese conto di aver ancora con se la chiave del tesoro della cattedrale e dei reliquiari che gettò alle acque.
Giunto in Inghilterra, s'impegnò come giardiniere reale. Intanto i fedeli lo cercarono, e un giorno, nel fegato di un grosso pesce, ritrovarono le chiavi gettate dal Vescovo fuggitivo. La leggenda infiora il ritrovamento del Vescovo da parte dei fedeli nelle vesti del giardiniere, convincendolo  a ritornare ad Angers. Qui giunto, andò per prima cosa sulla tomba del bambino morto senza battesimo e pregò a lungo con commozione. Con meraviglia le zolle si ruppero e dalla terra si levò sorridendo il bambino come se si stesse levando dal suo lettino dopo una pennichella. Fu chiamato Renato e visse accanto al vescovo, anch'egli destinato a diventar santo.
 
Come ben sanno i Napoletani, la Casa d'Angiò conquistò il Regno di Napoli, nel 1262 restandoci per due secoli. A Sorrento i conquistatori trovarono un nome familiare alla loro devozione, quello appunto di Renato, ritenuto il primo (per altri il secondo) vescovo della diocesi di Sorrento, probabilmente uno degli eremiti vissuti sulle colline dei dintorni nei primi tempi del Cristianesimo. La prima cattedrale, dove si custodivano le sue relique, fu il romitorio di Renato, affidato ai padri benedettini di Montecassino. Poi i resti furono traslati nella cattedrale dei Santi FIlippo e Giacomo, dove si trovano ancora oggi.
 
Nella frazione di Moiano, a Vico Equense vi è una chiesa, unica al mondo ad esser dedicata a San Renato. Nelle raffigurazioni appare anziano, senza capelli e con la barba, spesso ritratto con altri vescovi della città. I conquistatori angioini, lo associarono a Renato d'Angers, dal momento che i due santi sembravano essere contemporanei ed erano accomunati dallo stesso aspetto, tanto che si formò un unico culto, spiegato dalla leggenda del vescovo d'Angers giunto in età avanzata a Sorrento e divenuto egli stesso nuovo vescovo della città.
 




CARATTERE DEL NOME
 
Alla diffusione del nome ha contribuito il modello del corrispondente francese "Renée" o il femminile tedesco "Renate". 
 
Renata, personaggio estremamente tenace, intelligente e scrupolosa, nasconde  dentro di sé una velata malinconia e riflessione. Professionalmente impeccabile, sa gestire i propri affari con meticolosità ed ordine. Premurosa e gentile, affettuosa verso il proprio compagno. Può manifestarsi in lei una certa violenza, se provocata !!! ;D

domenica 11 novembre 2012

11 novembre : l'estate di San Martino

Direi proprio che  estate non è, anche se le temperature sono attestate intorno ai 18-19° ! Incredibile! Ora piove.
 
In un momento di tranquillità mi areno davanti al computer e per la stanchezza inganno il tempo con qualche lavoretto di poco conto. No, non ho voglia di pensare, di organizzare, ho un'ansia dentro di me al pensiero delle decisioni da prendere, di come sarà il futuro. Certo questo non mi apparteneva quando mio marito era vivo. Anche se alcune cose le gestivo in autonomia, il poter condividere il poter confrontarsi mi dava la serenità di poter reggere qualsiasi risultato.
 
Faccio la lista per la giornata di domani, gli impegni, gli appuntamenti, come gestirli, cosa fare, cosa dire, ma ho tanta voglia di gestirli al momento sia quel che sia.
 
Intanto preparo la cena, metto su una lavatrice.  Domani è un altro giorno.
 


  

venerdì 9 novembre 2012

Intervallo

Periodo movimentato, chiedo scusa agli amici, ma non riesco a visitarli e commentarli, come pure non mi esce nessun post! Troppi problemi e stress!!!  A presto!





lunedì 5 novembre 2012

Fa caldo!

Qui ci sono 20 (dico, VENTI!)° ed è nuvolo, con leggera brezza ed un'umidità pazzesca: ma voi vi ricordate di un tempo simile negli anni, al 5 di novembre ???? Io no! proprio non me lo ricordo!!! 

Nellabrezza è partita e devo dire che l'incontro non è stato solo una piacevole sorpresa, ma ha superato tutte le aspettative, regalandoci due bellissime giornate di sole, poi una meno bella, ma, nonostante il tempo, l'abbiamo saputa apprezzare!  Mi ha fatto vivere un'altra dimensione della mia città perché l'ho guardata attraverso i suoi occhi!

Mi son ripromessa di visitare di più i musei della città perché uno che avevo visitato anni fa lo hanno decuplicato come reperti: è diventato enorme!

Ora che te ne sei andata, cara Ele, mi sovvengono altri posti interessanti da vedere e visitare, ma il tempo è stato proprio tiranno, anche se ne abbiamo fatta di strada ;)



sabato 3 novembre 2012

3 novembre


3 novembre 1918 : i bersaglieri dalla nave Audace sbarcano a Trieste finalmente Italiana, nella piazza Unità d'Italia gremita di gente!


3 novembre 2012 commemorazione della liberazione di Trieste !
 
 
Ontanoverde e Nellabrezza ieri erano nella piazza Unità d'Italia, un meraviglioso salotto di cui il Paese si può fregiare come unica al mondo, con una vista eccezionale sul mare aperto, enorme, contornata da palazzi storici. Oltre al Municipio ed alla Prefettura, qui si trova il Palazzo costruito dalle Assicurazioni Generali ai primi del novecento, quando la sede Triestina della società iniziò ad espandere ed impiegare i proventi investendo nel campo edilizio. E vi trovate anche la sede del Lloyd Triestino (recentemente Italia Marittima assorbita nel Gruppo TAIWANESE Evergreen Line!)  Aziende sviluppatesi nel 1800 vanto della città, di levatura mondiale, che Trieste ha fatto grande e che l'Italia -almeno per il Lloyd - non ha saputo mantenere italiane.
 
Ieri si camminava sul colle di San Giusto ed il vento ci ha portato il suono delle fanfare dei Bersaglieri: siamo corse a vedere la manifestazione dell'ammaina bandiera, scendendo centinaia di scalini. Fanfare dei battaglioni in armi, di reduci, di crocerossine, e la popolazione hanno suonato e cantato in un suggestivo momento, all'ammaina bandiera, l'inno di Mameli. Il momento è stato molto commovente, perché ci ha portato alla mente la sofferenza di chi ha lotta per la libertà e l'Italianità, per il valore di questa gente che ha sacrificato la vita ed ha portato avanti un ideale ad ogni costo, per conseguire uno scopo in totale altruismo, mentre si poteva fare -come i politici di adesso- i fatti suoi!

Si perché, come illustravo a Nellabrezza le opere di maggior pregio ed i benefici economici che hanno aiutato a sviluppare dalla fine del '700 un piccolo paese di pescatori di un paio di migliaia di anime, fino alla fine dell'800 in una cittadina florida e ricca, con una crescita esponenziale fino a 200.000 anime, con l'importazione di muratori svizzeri (!!) per costruire i grandi templi ed i grandi palazzi della nuova aristocrazia commerciale, con l'afflusso di circa ventimila ebrei che chiamarono Trieste, die Tuere der goldene Medine (la porta della terra promessa), con imprenditori affluiti da tutta Italia, ma anche dall'Europa e dal mondo,  che hanno sviluppato nel giro di un lustro capitali inarrivabili e partecipato a fondare istituzioni che ancora oggi (nonostante il malgoverno) sono capisaldi nelle loro corporazioni, grazie all'impulso ed alla lungimirante amministrazione degli Asburgo, che hanno agevolato con leggi e decreti tale sviluppo, abbia lottato coscientemente per la vocazione Italiana di cui i cittadini erano convinti! GUARDATE QUANTI ERANO IN PIAZZA QUEL GIORNO AD APPLAUDIRE I BERSAGLIERI NEL 1918 !!!!!! Tornando indietro quale sarebbe alla luce dello sviluppo che ne è seguito, quale sarebbe l'intento di quei patrioti?  Dato che una parte d'Italiani si domanda ancora se a Trieste noi parliamo italiano??

L'Italia ha tradito Trieste in modo vergognoso, dapprima relegandola a caposaldo di confine, chiudendola all'Est per terrore dei "comunisti". Si quelli facevano veramente paura, e durante la guerra hanno commesso atrocità, ma la sovranità Italiana doveva incrementare l'economia di Trieste, non alienare i maggiori capitali delle società, costringendo a trasferirne la sede in altre città,  riducendole o vendendole ad imprenditori stranieri.

Trieste ha visto soffocare anno dopo anno le proprie capacità di sviluppo, perché queste l'avrebbero portata in competizione con i porti del Nord (Rotterdam, Amsterdam, ma soprattutto Brema ed Amburgo) entrando in collisione d'interesse con chi   finanziava ed appoggiava i governi Italiani. Il progetto Off-Shore presentato negli anni '90 per incrementare lo sviluppo economico non solo della provincia ma anche dei confinanti Sloveni è stato bocciato da Maastricht per anti-costituzionalità: per paura che Trieste diventasse una piccola Svizzera Italiana. Come volete che la città possa avere l'appoggio allo sviluppo in questo quadro di sudditanza?

Ci si chiedeva, io e Nellabrezza, che senso abbia oggi il panorama politico attuale rispetto al sentimento nazionale di chi ha lottato per l'Unità di questa benedetta Italia e di chi si sente -NONOSTANTE TUTTO- ancora Italiano, ma è negletto da questa becera incapace classe politica, così ricca di buoni a nulla, scalda scranni. Si buoni a nulla! Perché se veramente sapessero fare il loro lavoro, vivremmo in una prosperità di cui abbiamo le prerogative, ma che loro non sanno sfruttare   per il bene del Paese da cui potrebbero attingere in misura maggiore anche per le proprie tasche.
 
In quali mani siamo? Come uscirne fuori? Che speranza ha il nostro popolo di riscattarsi, mentre i politici fanno man bassa senza ritegno? Chi poter votare per cambiare pagina??? E' giusto scegliere il male minore o diamo un segno tangibile della nostra sofferenza non andando alle urne ?? Rinnoviamo la classe politica, ma quale affidamento i vari Matteo Renzi ed affini possono darci? E se non andassimo alle urne, un altro Governo tecnico porterebbe avanti il programma ed i politici saprebbero che la loro poltrona non è proprio così sicura come credono...?
 
Considero il voto un dovere, oltre che un diritto, ma sinceramente penso che non votare in questo momento possa fare solo del bene, meglio che ricorrere al "meno peggio" per tirare avanti!  Nel 1978 in epoca di crisi la città dimostrò il proprio dissenso politico votando per il 27% della popolazione una lista civica "La Lista per Trieste", tanto che per anni avemmo il prefetto Capo del Governo, che sorvegliasse la classe politica Triestina e non "cospirasse" contro l'Italia. Ebbero il fuoco al culo per la secessione attiva che la città dimostrò, anche se poi i rappresentanti della Lista si accodarono alle grandi coalizioni nazionali per poter ottenere appoggio in Parlamento.

Ma viviamo in altri tempi, i nostri animi sono stati repressi e spenti!  I giovani a Trieste non hanno chance di carriera, di trovare un lavoro decente: le fabbriche vengono via via chiuse e la città è riconosciuta da decenni come una città di vecchi! Ed i vecchi si sà, non hanno forza sufficiente per ribellarsi, sanno solo brontolare!

 
Voi che ne pensate???

giovedì 1 novembre 2012

Emozioni


Sarà il periodo, sarà il tempo, ma ogni tanto mi assale una malinconia subdola e bastarda e penso alla vita.
La vita è una beffa. Ci si da da fare, ci si prepara, si lotta, ci si dispera, ci si fanno progetti e si hanno tante speranze, tante aspettative e tanti sogni.
Poi un giorno, di punto in bianco, il tuo mondo crolla, o meglio ciò che hai costruito, come un castello di carta crolla e tu lo guardi impotente e ti senti morire. Tutto perso, tutto distrutto, anche il tuo ego, il tuo di mondo, perché gli altri vanno avanti, il sole sorge e tramonta, la luna fa lo stesso, le stelle di notte escono sempre, ma tu ti senti uno zombie. Sei disperato, tutto perso: tempo, emozioni, fatica, dolore, sudore. 
Poi ti guardi attorno, non puoi restare ancora là distrutto a terra: sei d’intralcio ! che ironia, che beffa! Il destino ti vuole lì: devi reagire.
Dapprima ti lecchi le ferite, mentre il mondo intorno a te continua a girare incurante del tuo dolore.
Poi cerchi di fare qualche passo, ma sei confuso, spaurito, dolorante, insicuro al punto da pensare che tutto sia inutile, che la tua insignificante vita sia superflua e ti disperi.
Alla fine quando hai toccato il fondo, arriva qualcuno che ti tende una mano, che ti pone nella prospettiva giusta, allora ti riprendi e cerchi di fare  piani, di nuovo sognare, fare progetti, riprendere a  lavorare con lena.

Ma le forze ti tradiscono, il tuo corpo si ribella:  la determinazione vacilla e le tue potenzialità affievoliscono.

Ti chiedi se davvero ne vale la pena, cosa ci stai a fare in quel nuovo quadro, se tu sei fermo immobile distrutto e dolorante, mentre gli altri procedono.
Ti guardi attorno,c'è chi si arrende, chi si droga e non è più padrone della propria vita, del proprio corpo, cerca di annullarsi. C'è invece reagisce.

Allora ti fai forza e inizi a pensare come tu possa compensare con le forze che ti rimangono, con le opportunità ancora a disposizione, calibrando energie ed idee, ad affrontare anche le prossime sconfitte nel caso il progetto non vada a buon fine.

E’ solo l’Amore che ci salva, la nostra àncora, ma dobbiamo star attenti a non approfittare di questa àncora, di questo Amore, perché se spogliamo le forze di chi ci sta vicino distruggiamo anche loro: saremmo perduti entrambi. Come chi non sa nuotare fa affondare anche il più provetto bagnino!
Quindi è bene ficcarsi  in testa che bisogna reagire, costi quel che costi. Che si può approfittare della spinta di qualcuno, ma non della sua energia. Che di dubbi ne avremo sempre, di ruzzoloni ne faremo ancora, che i fallimenti saranno sempre in agguato,   ma solo noi siamo in grado di metterli in discussione e sventare il fallimento. Ancora saremo in grado di rialzarci. Ancora sorrideremo a chi ci sta vicino. Ancora troveremo gusto a vivere questa sporca Vita, che prepara sgambetti a tutto spiano, ma che ci riserva sempre un magnifico attimo di tregua per cui continuare.

Avanti, avanti ancora, avanti  !