La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

mercoledì 30 novembre 2011

Le fritole de Piran (antica ricetta)

Raccolgo l'idea di MissPansy per raccontare una ricetta tradizionale di Natale della mia infanzia e la sua storia.

Durante le feste di Natale nella mia famiglia si facevano due tipi di dolci: le Pinze e le Fritole.
Le Pinze sono delle pagnotte lievitate dolci, di cui nonna preparava a casa l'impasto e lo portava al forno del paese a far lievitare una notte nella camera di lievitazione della panetteria e di seguito il fornaio le cucinava, quando erano pronte il nonno con il trattore le andava a ritirare. Anche le zie portavano le loro dal fornaio, in quanto i quantitativi a famiglia si aggiravano intorno ai 10 pezzi ogni Natale. Il pan dolce veniva tagliato a fette ed era il companatico del caffé mattutino o la merenda, quando spalmavamo sopra una fetta di pinza un buon strato di burro delle nostre mucche e la marmellata.

Ma le Fritole erano il clou della festa. Io, mio fratello con la mamma arrivavamo a casa dei nonni la mattina della vigilia di Natale, primo giorno festivo per chiusura della scuola, in corriera, perchè papà lavorava. Con la corriera locale poi si arrivava vicino alla casa e si percorreva gli ultimi 500 metri a piedi sulla strada sterrata, trascinando le valigie, perchè si restava là fino alla Befana.
Si giungeva dalla nonna intorno alle 13.00 e trovavamo nella grande cucina lei con il nonno ed il pranzo pronto: la tradizionale pasta ed alici. Il tempo di rigovernare e ci si metteva subito al lavoro.
La nonna prendeva fuori e preparava i vari ingredienti. Noi bambini davamo una mano a sbucciare le mele, ad aprire le nocciole, le mandorle, le noci. Nei primi anni dei miei ricordi la mamma tostava le nocciole, le noci venivano sbollentate con le mandorle per togliere la buccia, ma negli ultimi anni si erano accorte che se la frutta secca veniva macinata con la buccia il gusto finale non veniva compromesso e queste lavorazioni laboriose vennero abbreviate, soprattutto per quel che riguarda le noci! Si grattuggiava la cioccolata, si metteva a cuocere le mele, tagliandole a fettine. Si metteva in ammollo le uvette.
Quando tutto era pronto, nonna e mamma univano i componenti nella pentola della polenta, incastrandola sui cerchi aperti del focolare a legna e dopo che le mele si erano sfaldate in poca acqua iniziavano a mettere i vari ingredienti, iniziando dalla farina, lo zucchero, gli aromi, la frutta secca e tutti gli altri ingredienti, dandosi il cambio per mescolare l'impasto fino a che non fosse amalgamato a dovere e raggiungere la consistenza giusta, alla fine si aggiungevano per ultimi l'uva passa ed i pinoli.
L'impasto veniva versato sulla tavola del pane e fatto raffreddare. Poi, dopo la cena, quando l'impasto era diventato freddo, noi ragazzi facevamo delle palline staccando la porzione necessaria con un cucchiaio, passandole nella farina prima di darle a mamma ed a nonna, che alla luce del faretto sopra il focolare friggevano sempre nel paiolo della polenta pieno d'olio, mentre chiaccheravano raccontandosi le ultime novità fino a notte tarda, mentre noi ragazzi allestivamo il presepe ed addobbavamo l'albero di Natale. Le fritole bollenti venivano adagiate sulla carta paglia e cosparse di zucchero semolato, che faceva un rumore caratteristico sotto i denti quando le mangiavi.
C'era la gara, tra la nonna e le zie, per chi faceva le pinze migliori e le fritole più gustose.
Quando si andava dagli zii, ogni casa offriva il dolce ed un calicetto di rosolio o amaretto di saronno. Poi le padrone di casa ti facevano la domanda fatidica ed i visi ti scrutavano quando mangiavi per verificare ed antecipare le parole di commento sulla qualità del dolce, cercando di leggere l'anteprima dalla tua espressione!
Erano momenti indimenticabili: una tradizione che scaldava il cuore e che consideravo già allora preziosa!
Se volete cimentarvi di seguito trovate gli ingredienti: essendo una ricetta antica ne ha moltissimi, che potete cambiare o eliminare a seconda dei vostri gusti.
4 KG. di mele lessate e frullate,
300 gr. di mandorle, 300 gr. di noci, 300 gr. di nocciole, ridotti in polvere,
300 gr. di uvetta passa,
200 gr. di pinoli
2 quadrati di cioccolato fondente (quello per dolci) grattuggiato,
100 gr. di cacao,
1 uovo
400 gr. di zucchero,
scorza di un limone e di 2 arance,
vaniglia
1/10 di litro di rum o grappa,
500 gr. di farina,
sale q.b.
olio di semi per friggere: vi conviene usare un buon olio di arachidi o di mais, fate scorta perchè il paiolo della polenta ne conteneva come minimo 2-3 litri!
Concordo con voi : sono una bomba calorica, ma a quel tempo non esistevano merendine sfiziose come adesso, torte preconfezionate nei negozi d'alimentari.
Solo i panifici vendevano le torte su ordinazione, e tra le merende confezionate si trovavano negli anni '60 i primi Buondì; c'era il Ciocorì, le tavolette di cioccolato bianco Galak: per chi poteva permetterseli, ma a noi , in cartella, mamma metteva il pane burro e marmellata, o pane e burro con zucchero sopra, che erano meno dispendiosi. Mamma faceva anche durante l'anno le trecce dolci ( con lo stesso impasto delle pinze) che portava in forno a cuocere perchè data la fatica ne faceva sempre 4-5 alla volta e non avendo un forno adatto era l'unico modo per cuocere un dolce lievitato. Che ricordi MissPansy!

C.Bukowski


la tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia, ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte
ma puoi sconfiggere la morte in vita,
qualche volta.
e più impari a farlo di frequente,
più luce ci sarà. la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso,
gli dei aspettano di compiacersi in te.

lunedì 28 novembre 2011

Aivanhov ancora...

"«In principio era il Verbo»: sono le prime parole del Vangelo di Giovanni. Gli esseri umani supererebbero molte difficoltà ed eviterebbero molte sofferenze se sapessero come applicarle nella propria vita. Direte: «Ma come? Questa frase è talmente astratta, talmente difficile da comprendere... Come possiamo applicarla? – Ebbene, è proprio perché non cercate di applicarla che rimane astratta e difficile da comprendere. – Ma allora, cosa dobbiamo fare? – Semplicemente accompagnare ogni vostra azione con il Verbo». Prendiamo dei casi molto semplici dalla vita quotidiana. Quando per esempio lavate i vetri, invece di eseguire questo compito lasciando vagare il vostro pensiero chissà dove, siate coscienti dei vostri gesti e dite: «Come lavo questo vetro, così il mio cuore sia lavato e divenga trasparente». Fate la stessa cosa
quando spazzate, quando lavate i piatti, quando spolverate. Certo, non è necessario dirlo ad alta voce, soprattutto se c'è il rischio che qualcuno vi senta. L’importante è essere coscienti, ossia applicare il vostro pensiero – e il pensiero sottintende necessariamente delle parole – a tutto ciò che fate, così da divenire creatori. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Il nostro subconscio è suggestionabile e programmabile ecco perchè questo procedimento suggerito da Aivanhov ha le sue basi psicologiche e ben fondate nella nostra psiche, anche se superficialmente sulle prime sembra una emerita cavolata. Ognuno potrebbe opinare "quando pulisco la lettiera del gatto cosa devo pensare ??"

Ma se partiamo dal presupposto che l'ambiente in cui viviamo ci rispecchia, sul fatto che i cinesi considerano il Feng Shui un'arte che permette riordinando e sistemando l'equilibrio della nostra casa, di equilibrare anche la nostra vita, ecco che le parole di Aivanhov non suonano più così bislacche.

Cosa ci porta di base la considerazione citata del filosofo: fare le cose, anche le più umili consapevolmente. Questo ci aiuta a viverle e farle meglio, perchè dare uno scopo ad ogni lavoro, anche il più umile, da un senso alla nostra azione, evitando così di macinare fatica a testa vuota o recriminando per cosa stiamo facendo. Con le affermazioni di Aivanhov si invia un messaggio subliminale al nostro subconscio, che agendo rigidamente andrà a "lavorare" su quanto noi suggeriamo stiamo facendo. Il classico : due piccioni con una fava.

Per farvi capire come agisce, pensate al semplice gesto di lavarsi le mani: non puliamo "solo" la nostra pelle. In realtà l'acqua ci permette di eliminare anche l'energia, cioè si verifica un piccolo gesto di "purificazione". Non è solo per igiene che ci si lava le mani. Scuotete la testa ? Ricordatevi di Pilato, si lavò le mani in pubblico della condanna di Cristo, perchè il "sentito" si può opinare, ma ciò che si è "visto" resta "fotografato" nella mente e recepito inopinabilmente! Quindi stiamo parlando di un gesto che alcune persone non fanno più rientrare nella simbologia di rito, perchè oggi il gesto rituale ha perso i connotati. Ma facendo assurgere a rito ogni azione si eleva la nostra stessa vita. Certo lo si può fare gioisamente, scherzosamente, tranquillamente, non occorre che riduciamo a pompa magna il pulire il water!

Supportano la considerazione di Aivanhov, l'antichissima filosofia del Feng Shui, che considera la casa l'equivale del nostro mondo "interiore" che con la BaGua la divide nei vari settori della nostra vita e considera il disordine in questa o quella stanza come la possibilità riordinando di equilibrare quel lato della nostra vita; e non ultimo lo "Space Clearing" ripresa dal mondo occidentale.

Spazzare, pulire, gettare, arredare : sono azioni che le donne conoscono bene e sanno quanta valenza e potenza abbiano, specie quando si hanno problemi. La liberazione e la pulizia a volte diventa catartica ed esorcizzante!

Ora arriviamo al punto : IL VERBO. Le parole sono importanti, le parole nascondono un'energia primordiale che abbiamo già visto sono in grado di condizionare gli esseri umani, ma anche l'Acqua e tutti gli esseri viventi come avete visto nel post della memoria dell' Acqua con gli esperimenti di Masaru Emoto. Le parole hanno vibrazioni che influiscono su tutto! Il Pensiero positivo, che fa star bene, che migliora la nostra vita, che ci aiuta ad affrontare meglio le avversità inizia dal VERBO, che ci programma a vincere od a fallire.

(continua)

giovedì 24 novembre 2011

Brrrr come Bora!

La Bora porta un vantaggio enorme : spazza lo smog, il cielo dalle nubi, ma rompe, ooohhh quanto rompe! Se vi sembra che le mie parole e la mia reazione siano un tantino sopra le righe, vi cito la spiegazione che ho letto nel sito del Museo della Bora, scritte dal dott. Luzzati, nel lontano 18xx in cui mi son riconosciuta!

Alle sue prime follate ogni umidità del suolo e dell’aria si dissipa, il cielo si rasserena e la temperatura di molto si abbassa. sull’organismo umano, e come vento privo di calorico e di umidità, potentemente agisce, ma lo molesta ancor più coll’impeto suo, offendendo l’organo della cute, e specialmente l’aspera arteria ed i polmoni.
Quando esso spira, l’aria diventa fresca ed elastica, e secca e pura, aumenta l’accostamento delle molecole organiche, quindi la forza dei solidi, accrescendo il tono della fibra. Diminuisce le escrezioni, ravviva l’appetito, accelera la digestione, e poiché sotto il medesimo rinchiude una maggior copia di gas ossigeno, accresce l’energia del sistema polmonale e sanguigno, favorendo il processo della sanguificazione e promovendo la circolazione per l’albero arterioso.
Il sangue si fa più ricco di fibrina, i movimenti vitali più alacri, più spediti, più vigorosi.
E’ chiaro perciò, che sotto l’azione di un’atmosfera sbattuta da questo vento, se da una parte i temperamenti robusti, a visceri sani, godono di una maggiore prosperità di vita, ne soffrono soprattutto coloro che furono acclimatizzati sotto un cielo di natura più mite, o che per organiche alterazioni non possono offerire allo stimolo, materiale e chimico di questo vento impetuoso una resistenza organico-fisiologica, atta a paralizzarne i dannosi effetti.

e finalmente ho capito perchè ultimamente quando soffia la Bora......mi girano!!!

Il tempo


Manca una settimana alla fine del mese di Novembre, in città hanno iniziato a stendere le luminarie di Natale già da ottobre, manca ancora qualche troncone di via, probabilmente quelle parti in cui prima i negozianti non avevano aderito all'onere. Ancora un mese e l'anno è finito. Quest'anno è stato incredibile, due grossi avvenimenti nella mia vita: la perdita del mio lavoro dopo più di 36 anni (una fine annunciata dalla morte del mio vecchio datore di lavoro tre anni fa), mi hanno detto "non potevi prender tu il lavoro", certo, ma non ho i soldi per rilevare l'attività ed il figlio si diverte a "pasticciare" quel poco che fa, non posso fargli concorrenza. Ho perso anche mio marito dopo 4 anni di lotta contro la bestia: una battaglia tremenda, perchè mio marito ha combattuto meglio di un leone! Poi ... il vuoto... o quasi. Da ottobre l'ansia di trovare un nuovo lavoro, perchè la reversibile è misera ed i figli son da sposare, i debiti da pagare : mi lamento dello stato che mi giudica troppo giovane per percepire la mia pensione nonostante tanti anni di servizio e sempre più mi convinco che sto cercando in una direzione sbagliata perchè il mondo del lavoro mi giudica al contrario una vecchia ormai logora, una palla al piede, indesiderabile. Un nostro vecchio agente di Genova, con cui sono rimasta in contatto, mi ha detto : guardi che con quello che le è capitato un anno sabbatico è il minimo! Mi convinco man mano che se tornerò nel mondo del lavoro dovrò farlo da imprenditrice, non certo come sottoposta. Anche con gli sgravi fiscali garantiti dalla legge, dall'adattabilità al part time, pagamento in voucher ecc. le cose non vanno: il momento è topico. OK. Mi ritorna in mente il titolo di un libro che lessi tanti anni fa. Se è il mondo è un piatto di ciliegie, perchè a me solo i noccioli!
Devo dire che negli ultimi giorni tante cose stanno maturando, per cui non mi perdo d'animo : ho "accettato" (nel senso di PRENDER ATTO) la situazione e continuo a cercar lavoro, ma ho cancellato l'ansia. Inutile stress e mi ritengo fortunata, perchè ci sono tanti della mia età a spasso e senza sostegno alcuno (come io ho la reversibile di mio marito). Quindi mi considero in un certo senso una "privilegiata", bando al lamento, continuo a darmi da fare!

mercoledì 23 novembre 2011

Clearing spaces ! (2)



"Ah, se non lo avessi dato/buttato via !! ora mi sarebbe utile!" Quante volte l'avete detto dopo aver fatto un repulisti radicale, gettando via oggetti conservati per decenni ??? Il che ci blocca nel prossimo repulisti: non ci decidiamo su cosa eliminare e quindi restiamo insicuri e con il patema d'animo di aver sbagliato!

Per riordinare la casa bisogna avere un metodo! Se le cose che abbiamo eliminato ci servono, significa che il processo non ha sconfitto le nostre insicurezze, che generano la tendenza ad accumulare. Bisogna adottare un metodo valido, che ci permetta di arrivare più facilmente ad una decisione che non ci farà rimpiangere quello che decidiamo di eliminare.

Il percorso è dunque soprattutto interiore, perchè ci porta a comprendere ciò che ci serve veramente e che ci sosterrà nel cambiamento.

Eliminare il superfluo significa imparare a scegliere!

Dovremmo imparare dagli alberi, che ogni autunno si spogliano totalmente delle loro foglie per germogliare a nuova vita in primavera: anche eliminare cose essenziali a volte porta un cambiamento necessario strutturale!

Ed i sempreverdi ?? loro non perdono mai le foglie : si, è vero, ma gli alberi hanno raggiunto una perfezione che l'umano non è lontanamente capace di comprendere, quindi possiamo solo pensare che i sempreverdi si sono perfezionati e sono un gradino più in alto di tutti gli altri !!!

Guardate la sfumatura strabiliante di questo piccolo cespuglio di Sommaco! Era l'unico con un colore simile, tendente al blù / celeste e non il solito rosso cupo. Anche la Natura a volte sa come manifestare l'eccezione!

Allora come valutare quanto qualcosa sia importante per noi?? Se è un vecchio regalo che ci dà gioia, conserviamolo, ma se suscita emozioni contrastanti o negative buttatiamolo/regaliamolo.
Per giudicare se la cosa potrà servici in futuro, poniamoci la domanda "Come mi potrà essere utile? Serve a migliorare i miei livelli di energia, oppure mi comunica sensazioni spiacevoli ogni volta che lo vedo! "
Adottarte questi due parametri come unico metro di giudizio significa cambiare la propria vita!


martedì 22 novembre 2011

Difficoltà ad importare splinder

Una soluzione veramente furba, l'ha trovata la MissPansy!

Ha il nuovo blog http://mpansy.blogspot.com/ da questo si accede all'archivio del blog splinder attraverso un banner di collegamento a quanto conservato su http://misspansy.iobloggo.com/!

Furrrrrba la MissPansy!
Complimenti!

4 COSE CHE (FORSE NON SAPEVI) IL CELLULARE POTREBBE FARE

Ci sono alcune coseche possono essere fatte in caso di gravi emergenze.
Il cellulare puòeffettivamente essere un salvavita o un utile strumento per lasopravvivenza.
Controlla le coseche puoi fare.

PRIMO– Emergenza

Il numero diemergenza per il cellulare è il 112 in tutto il mondo. Se titrovi fuori dalla zona di copertura della rete mobile e c’èun'emergenza, componi il 112 e il cellulare cercherà qualsiasirete esistente per stabilire il numero di emergenza per te; èinteressante sapere che questo numero 112 può essere chiamatoanche se la tastiera è bloccata. Provalo.


SECONDO- Hai chiuso le chiavi in ​​macchina?

La tua auto hal’apertura/chiusura con telecomando? Questa funzionalità puòrisultare utile un giorno. Una buona ragione per avere un telefonocellulare: se chiudi le chiavi in ​​auto e quelle di ricambiosono a casa, chiama qualcuno a casa sul cellulare dal tuo cellulare.Tenendo il tuo cellulare a circa 30 cm. dalla portiera, dìalla persona a casa di premere il pulsante di sblocco, tenendolovicino al suo cellulare. La tua auto si aprirà. Così sievita che qualcuno debba portarti le chiavi. La distanza èininfluente. Potresti essere a centinaia di km. e se èpossibile raggiungere qualcuno che ha l'altro telecomando per la tuaauto, è possibile sbloccare le porte (o il baule).

N.d.r.: funzionabenissimo! Lo abbiamo provato e abbiamo aperto l’auto con uncellulare!

TERZO– Riserva nascosta della batteria

Immagina che labatteria del telefono sia molto bassa. Per attivare, premere i tasti
*3370#
Il cellulareripartirà con questa riserva e il display visualizzeràun aumento del 50% in batteria. Questa riserva saràripristinata alla prossima ricarica del tuo cellulare.

QUARTO- Come disattivare un telefono cellulare RUBATO?

Per controllareil numero di serie (Imei) del tuo cellulare, digita i caratteri
*#06#
Un codice di 15cifre apparirà sullo schermo. Questo numero è solo deltuo portatile. Annotalo e conservarlo in un luogo sicuro. Quando iltelefono venisse rubato, è possibile telefonare al providerdella rete e dare questo codice. Saranno quindi in grado di bloccareil tuo telefono e quindi, anche se il ladro cambia la scheda SIM, iltelefono sarà totalmente inutile. Probabilmente nonrecupererai il tuo telefono, ma almeno si sa che chi ha rubato nonpuò né usarlo né venderlo. Se tutti lo faranno,non ci sarà motivo di rubare telefoni cellulari.

ATM- inversione numero PIN (buono a sapersi!)

Se dovessi maiessere costretto da un rapinatore a ritirare soldi da un bancomat, èpossibile avvisare la polizia inserendo il
PIN#in senso inverso. Per esempio, se il tuo numero di pin è 1234,dovresti digitare 4321. Il sistema ATM riconosce che il codice PIN èstato invertito rispetto alla carta bancomat inserita nellapostazione ATM. La macchina ti darà il denaro richiesto, ma lapolizia – all’insaputa del ladro – sarà mandataimmediatamente alla postazione ATM.
Questa informazioneè stata recentemente trasmessa su CTV da Crime Stoppers,tuttavia è raramente usata perché la gentesemplicemente non la conosce.
Si prega didivulgare a tutti questo avvertimento.



Questoè il tipo di informazioni che la gente non pensa di ricevere,perciò trasmettila ai tuoi familiari e amici.

lunedì 21 novembre 2011

A Nonnacarina ed a chi ha bisogno di tutorial da splinder ad altre piattaforme

Ho cercato di capire come importare su blogspot da splinder: bisognerebbe memorizzare gli archivi splinder su disco rigido in file .xml per poi importarli e pubblicarli su blogspot, come da istruzioni sul link 
http://www.google.com/support/blogger/bin/answer.py?hl=it&answer=97416
Ma non ho capito come memorizzare i post splinder in .xml : ci sto lavorando. Intanto se qualcuno me lo dice, grazie! 

Ci sono indicazioni molto utili sul sito di Linda tutti postano commenti con istruzioni 
http://micontraddico.blogspot.com/2011/11/post-di-servizio.html#comment-form

Per quanto riguarda memorizzare da splinder su altre piattaforme trovi   da 
spiegazioni molto dettagliate.  Non sono facili, ma chi ci capisce ha il percorso pronto!


Io uso la vecchia interfaccia di blogspot è più semplice di quella nuova, la grafica è migliore i risultati gli stessi! 



Clearing spaces !

Lo avevo già scritto in un post precedente: bisogna fare spazio eliminando il vecchio, per aprire la nostra vita a nuovi "arrivi" e cambiamenti.
Il popolo anglosassone ha la concezione, che, se non usi una data cosa (vestiario, libro, oggetto, suppellettile) per due-tre anni di seguito, significa che lo puoi eliminare dalla tua vita e fare spazio ad altri oggetti o cose che invece ti servono e non hai il posto di collocare.
La mia insegnante di Vivation mi aveva inoltre spiegato, che se restiamo ancorate a certe cose, anche se sono ancora in buon ordine e ci stanno bene o le usiamo, siamo destinati ad un immobilismo: il fatto di donare o di eliminare, ci da la possibilità di rompere vecchi schemi ai quali siamo legati e che incatenano la nostra mente in una direzione unica, togliendoci la sola possibilità di evolvere e di far arrivare cose nuove, che poi si traducono in schemi mentali nuovi.

Una mia amica, quando riemerse dal torpore dell'abbandono di suo marito, fu colta dal sacro furore delle pulizie. Io stessa alla morte di mio marito, ho voluto quasi forsennatamente disfarmi di tutto ciò che era suo e che non potevo o volevo utilizzare, donandolo a chi ci teneva o ne aveva bisogno. I figli della mia amica come i miei figli, hanno incominciato a tremare, tale era la nostra compulsione al riordino, tanto che in entrambe le case hanno paventato uscissimo di senno!

In realtà il disfarsi di alcune cose nei momenti più pesanti, ma non solo, significa alleggerire il nostro fardello emotivo. Si tratta di un rinnovamento che trova un ampio respiro non solo materiale, ma anche mentale. Si riemerge affaticate, ma la soddisfazione, l'appagamento, la nuova dimensione mentale è risanatoria.

Quando una donna è in crisi, lo potete constatare dalla sua borsetta: carica, piena di centomila "questo potrebbe servirmi", pesante da diventare un' arma impropria!

Mi capita spesso e quando sento il peso gravare sulla spalla in modo esagerato considero che è il caso di fermarmi, svuotare e selezionare, riordinando.

Ultimamente per problemi alla cervicale ed alle braccia, sto scegliendo di adottare una borsetta più piccola da quella enorme che ho trascinato questa estate: ne beneficerà non solo il mio corpo, ma anche la mia mente, perchè finalmente con un colpo d'occhio individuo tutte le cose al loro posto e non devo perdere minuti a ravanare con il braccio affondato in una borsa che sembra quella di Mary Poppins per trovare l'oggetto desiderato!

E' una liberazione catartica! Provare per credere!

domenica 20 novembre 2011

Omraam Mikhaël Aïvanhov

"...Fra questi esercizi, ce n’è uno che dovreste praticare più spesso che potete. Quando avete qualche minuto libero, cercate di realizzare il silenzio in voi e proiettate il vostro pensiero più in alto possibile , lasciando da parte ogni altra preoccupazione. Più tardi, nei momenti difficili, comprenderete l’utilità di poter liberare il vostro pensiero per dirigerlo verso le altezze, verso la luce. Perché, tramite il pensiero, si può disgregare il male dentro di sé e attorno a sé. "

venerdì 18 novembre 2011

Ormie! ovvero ironie della sorte!

Thanks God it's Friday!

La settimana volge al termine, anche se per me sabato e domenica sono i giorni di maggior lavoro.
Ma questa volta ho cercato di concentrare i lavori durante la settimana, per cui dovrò solo cucinare un sacco di verdura, presa dal contadino; per il resto, qualche lavatrice, ma poi mi riservo di uscire a far qualche gita se sarà bel tempo, soprattutto devo riordinare il mio archivio cartaceo, trascurato per troppo tempo.

Le festività d'inizio mese con la depressione per la visita a troppe tombe, bilanciata (meno male) dai preparativi per la mega festa di mio figlio (un successo!); la mia infreddatura : la prima dopo tanti anni d'inverno (a me il raffreddore viene sempre di marzo!); il corso di olii essenziali; la routine di ogni giorno; gli incontri con le amiche; l ' 11-11-11 e la speranza di un buon inizio (che c'è stato con un sacco di novità e piccoli ma importanti cambiamenti) e ultima se non la più vorticosa il fugi fugi da splinder con il riassetto del nuovo blog e la raccolta di tutti i link d'interesse, la ricerca affannosa negli archivi dei dati della bella gente incontrata, l'ansia di non dimenticare qualcuno... mi hanno assorbito in quella che è stata una metà mese piuttosto movimentata!

Sono cambiate tante cose, tra cui il mio atteggiamento verso il futuro: mi son calmata, ho più fiducia che le cose arriveranno al momento giusto. Mi sto impegnando a seminare per poter raccogliere -ovviamente- ma ho smesso di agitarmi prima del necessario. Un cambiamento non da poco, in quanto ero entrata in un tunnel d'ansia e la cosa non mi faceva certo bene. E' stato come se l'11-11-11 abbia dato una svolta alla mia vita. Le cose stanno arrivando, ho deciso quindi di pormi in modalità positivista e di gestire ciò che arriva (anche il negativo) al meglio! Chi la dura, la vince, dicevano i vecchi!

Vi lascio uno dei più bei pezzi musicali Italiani. L'Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Ruggero Leoncavallo (Napoli 23-4-1857, Montecatini Terme 9-8-19).

Un buon fine settimana!



mercoledì 16 novembre 2011

Ecco : ora si inizia a ragionare

Non so voi, ma io ho voluto considerare la fatidica data 11-11-11 come una svolta nella mia vita. A onor del vero la, anzi LE svolte sono arrivate.
Ci sono stati e tutt'ora sono in evoluzione cambiamenti importanti, cose che si trascinavano da tanto tempo e che in questi giorni, proprio dopo il magico 11-11-11 sono andate al loro posto, hanno trovato una destinazione, una soluzione.

Certo resta sempre tanto da fare, anche perché noi umani essendo in continuo divenire non ci fermiamo mai, dobbiamo trovare sempre qualcosa per tormentarci la vita.

Sta di fatto che ho acquisito una serenità che prima non mi apparteneva: guardo al mio futuro con fiducia.

Anche il cambiamento nell'etere con gli allarmismi splinder ed il fugi-fugi è stato un segno, per chi lo vuole leggere così. Per me almeno è stato riscoprire vecchi legami, rovistare tra i miei post rileggendo un dolore o un analisi che la memoria ed il tempo avevano sbiadito. Ho iniziato a riordinare il nuovo blog, ho inserito quasi tutti i link dei miei amici, ma qualcuno/a si è perso/a per strada.

Un mese risolutivo questo Novembre e siamo già al giro di boa della metà: resta ancora molto da fare.

Andiamo ad incominciar!





Il Prologo - da I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo
Canta il tenore Piero Cappuccilli ( Trieste, 9 nov 1926 - Trieste 11 lug 2005)

http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Cappuccilli

martedì 15 novembre 2011

Il miracolo della Natura

Ansia

Questi giorni caotici in cui la decisione di come gestire la chiusura od il cambiamento di splinder ha messo tutti in gran agitazione, anch'io sto valutando come risolvere la cosa: se esportare i miei post su questo blog, che avevo aperto già da tempo in alternativa, saltando di piattaforma in piattaforma o di lasciar perdere. Ho memorizzato tutti i post su word pensando di riordinare i vari argomenti ed eliminare le ripetizioni, in modo da snellire e razionalizzare il tutto. Ho una nuova alternativa: di ripubblicare ex-novo i post in questo blog!

Il tutto mi ha creato un po' d'ansia data la mia inesperienza telematica, tanto che stanotte ho avuto un'incubo in cui mi vedevo alla televisione in un'immagine mia, carpita nella rete, che avevo tralasciato di cancellare!

Ironia della sorte! L'ansia che mi ha lasciato il sogno, al risveglio mi ha fatto considerare di dover adeguare la faccenda, affinché il blog resti quello che in realtà è stato fin d'ora per me : un oggetto di svago, prezioso in quanto mi ha fatto conoscere tanta bella gente, ma che deve restare uno svago e quindi si può ricominciar da zero!


Come sempre quindi: AD MAJORA!

lunedì 14 novembre 2011

Ripartiamo da qui?

Visto gli allarmismi, mi trasferisco qui, quindi tenete per buono questo indirizzo, l'altro di splinder fra poco lo chiudo! A presto!!!