La mia fedele compagna

La mia fedele compagna
La vita non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto, attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada, spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi (A. Cronin)

mercoledì 21 dicembre 2011

Auguri

Il mio PC ha esalato l'ultimo byte e quindi non so se potrò visitarvi in questi giorni e farvi gli auguri nei vostri blog. Lascio ad ognuno di voi,  che mi avete sostenuto e letto, i miei migliori auguri per un Buon Natale e felice anno nuovo, sereno quanto possibile per affrontare qualsiasi difficoltà.
La vita riserva sorprese di qualsiasi genere, fate tesoro anche degli aspetti negativi del vostro quotidiano, perchè SEMPRE l'ultima è la VOSTRA PAROLA. La convinzione di riuscire a superare qualsiasi avversità vi sia di ispirazione!
Un abbraccio a tutti e tanti tanti auguri, Renata. AD MAJORA! 

 

lunedì 19 dicembre 2011

Finalmente

Oggi anche il Sole mi ha regalato un sorriso, al tramonto, proiettando un raggio luminoso nella mia via e colorando le case bigie in un guizzo di vita, contrastando le nuvole che nel cielo venivano mosse dalla Bora.  Ora che ho finito di dipingere la stanza di Paolo sono contenta, non vi dico la mia schiena come si lamenta, ma sorride anche lei. Ho coronato la fine lavori con un saporito riposino a letto dopo pranzato, con Mucia appoggiata al mio braccio sinistro, con la sua faccia facciosa!
La serenità a volte ci appartiene in gesti semplici, in riposi quieti, in un apprezzare il momento, cullandosi nel pensiero che domani è un altro giorno, pronto per sviluppare altri progetti, altri programmi, riuscire a portare a termine qualcosa che ci dia la soddisfazione di vivere giorno per giorno. Perchè la vita è ...!


HO FINITOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!

Stamattina ho ultimato la pitturazione della stanza !!!!!!!!!!!!!!!
Sono al settimo cielo, gasata a mille! Era diventato un incubo!
Ora devo attaccare con la pulizia, ma son quisquiglie al confronto dell'ansia per la fine di questa pitturazione!

domenica 18 dicembre 2011

Princi-gatta sul pisello ???

Una settimana a Natale!

Ecco, come ogni anno, si aspetta tanto Natale e sembra non arrivare, quest'anno, così difficile, sembrava non finire ed invece siamo agli sgoccioli!

Manca una settimana a Natale ed ho ancora tantissime cose da fare: immobilizzata per una settimana dal mal di schiena son rimasta enormemente indietro ed ora fatico a star calma, a propormi di fare ciò che riesco per non star di nuovo male,  che tanto prima o poi le cose andranno al loro posto. Giorno più o giorno meno, quel che si arriva a fare, deve bastare!

Sono nel mio soggiorno illuminato dalla coroncina di Natale accesa, penso ad altri Natali, ma ora non ho tempo di diventare triste e di lasciarmi sopraffare dalle emozioni!
TIrem inanz! il resto a dopo!




sabato 17 dicembre 2011

Ginnastica artistica

Il 5 gennaio 1968 iniziò la Primavera di Praga ad opera del riformista Alexandre Dubcek, che portò in Cecoslovacchia una ventata di libertà, con una politica di liberalizzazione, la prima dopo la tremenda repressione dell' Ungheria nel 1956. Anche questa volta il 20 agosto 1968 i carri armati Russi invasero la Cecoslovacchia reprimendo il nuovo regime e destituendo Dubcek.

Ma di quel periodo una stella della Cecoslovacchia sconfisse i russi in campo sportivo. Vera Caslavska. Nata a Praga il 3 maggio 1942 già all'Olimpiade di Roma (1960) fu una rivelazione e mascotte per la sua giovane età. Si presentò nel 1964 a Tokyo superando in diverse categorie le avversarie sovietiche. Mi conquistò talmente che alle superiori scelsi di prepararmi per la squadra di ginnastica ritmica della scuola, ma data la mancanza di preparazione in giovane età non potei esprimermi che a livelli dilettanteschi. Vera intanto divenne un'eroina nel suo Paese, firmando il "Manifesto delle 2000 parole" con cui eminenti Cecoslovacchi chiedevano a tutti i loro concittadini di appoggiare la svolta democratica in atto nel paese. Ma Vera fu costretta a fuggire in Mexico quando il 20 agosto 1968 i carrarmati Russi entrarono invasero la Cecoslovacchia. In Mexico, dove nel 1972 si sarebbero svolte le successive olimpiadi, Vera fece tutti i lavori possibili e continuò un estenuante allenamento in esilio per poter partecipare alle Olimpiadi dove registrò il suo maggior successo! Aveva VENTISEI ANNI! Come potete vedere la sua corporatura snella presentava tutte le forme di una donna, eppure, se guardate regge il confronto in leggerezza, difficoltà e grazia con la giovanissima Nadia Comaneci, Rumena, che poco dopo divenne la sua erede. Al termine delle Olimpiadi del Mexico infatti,Vera si sposa con mezzofondista Josef Odlozil e lascia l'agonismo.
Con Nadia Comaneci iniziò l'esasperazione delle ginnaste giovanisime, sfruttando l'agilità dei corpi efebici ancora immaturati, esasperato dal fortissimo allenamento che inibisce lo sviluppo.

Vera fu l'ultima "donna" a disputare Olimpiadi : le sue medaglie furono più preziose di quelle delle altre ginnaste, perchè a quel tempo non esistevano sponsors, Vera lavorava e nel mentre si alza la mattina per allenarsi prima del lavoro e dopo il lavoro, per arrivare in forma ed alla perfezione ai contesti internazionali.
Vera Caslavska - 1968 anno (26 anni)



 

Nadia invece ha un'altra storia: diventata stella di primezza internazionale, allenata da Bela Karoly (poi espatriato in USA dove ha allenato i ginnasti americani) ha iniziato a conseguire i primi successi a soli 13 anni. All'Olimpiade del 1976 conseguì per la prima volta nella storia il punteggio di 10.00 tanto che non avendo nei displays tale votazione, il tabellone riporta un 1,00 ! Venne insignita dell'onorificenza di eroe del lavoro socialista, e iniziò a frequentare la fa famiglia Ceausescu, di lei s'incapricciò il figlio del dittatore Ceausescu, ma il carattere dell'uomo era talmente difficile che si costrinse ad ingrassare per rallentare le sue attenzioni. Alla fine nel 1989 riuscì a fuggire in USA dove riprese il suo equilibrio, sposò un ginnasta americano con cui tornò in Romania dopo la destituzione del dittatore. E' tutt'ora impegnata nell'insegnamento della ginnastica, nonchè in opere di beneficenza. Il 12 novembre ha compiuto 50 anni!   com


Nadia Comaneci - 1976 (16 anni)







mercoledì 14 dicembre 2011

The wind of change - Scorpions

The net ! La rete!




Ted spiega, come si sia reso conto che i grandi browser di ricerca come google e facebook, ma anche altri nel mondo, pilotino le risposte che cerchiamo, dandone diverse per la stessa ricerca a seconda delle statistiche delle nostre scelte dei  siti, che abitualmente visitiamo, ma anche usufruiscono delle informazioni che diamo attraverso le nostre chat, per effettuare CENSURE NON DA NOI RICHIESTE ! Nel video spiega che essendo liberale, si rese conto che i dialoghi con dei conservatori nella sua pagina di facebook ad un certo punto sono SPARITI, per una CENSURA automatica che il browser fece automaticamente.

Mi ha colpito il constatare la sofisticata "rete" in cui noi cadiamo ogni volta durante le nostre ricerche in internet e mi rendo conto di quanto non solo noi siamo controllati, ma anche "pilotati" verso risposte e scelte ben specifiche!

La cosa mi destabilizza un po': certo, siamo da molto tempo dei "cittadini di vetro", il "grande fratello" -e non parlo di quello di Canale5!- ci sta sul collo e monitorizza anche quante supposte di glicerina compriamo in farmacia!

Affiora logica la domanda: ma ordunque se siamo tanto tracciabili, da trarre dei profili perfetti dei nostri consumi, del nostro pensiero politico, delle nostre scelte di vita, che ci conoscono meglio di nostra madre, come mai gli evasori non vengono smascherati??? ovviamente avranno mezzi per occultare le loro tracce??

Il filmato termina con la conclusione dello speaker, augurandosi che i grandi browser di ricerca smettano di farci da censura e che rispettino il nostro diritto di censura personale; considera determinante la rete per poter scambiare delle idee e venire a contatto con altre realtà, allargando la possibilità pur restando a casa propria di raggiungere una visione globale universale. Data la situazione attuale Ted  auspica che il fruitore del servizio usi il mezzo con cognizione di causa ed interpreti il risultato delle proprie ricerche ragionandoci sopra "cum grano sali" ed impari a diventare il soggetto attivo di scelta e non oggetto passivo di plagio.

Meditate gente, meditate!!!

P.S.  Stevie Wonder : correva l'anno  1972!







martedì 13 dicembre 2011

Perchè ridere ogni tanto fa bene!

Un funzionario dell'Agenzia delle Entrate si reca presso una Sinagoga per fare un controllo fiscale sui conti e sui registri della stessa.
Alla fine del controllo, trovando tutto perfettamente in regola, pensa tra se' che non puo' tornare in ufficio a mani vuote e senza aver trovata la benche' minima irregolarita'. 
 
Allora chiede al contabile della Sinagoga: "So che voi utilizzate parecchie candele durante le vostre cerimonie, come smaltite la cera che rimane?"
Il contabile risponde:"Vede, noi raccogliamo tutta la cera in queste apposite casse e poi le spediamo all'industria della cera che ricicla quanto rimasto e ci rispedisce delle nuove candele, come puo' vedere dalle bolle di accompagnamento emesse e dalle bolle di spedizione dell'industria".

Il funzionario, non contento, chiede di nuovo: "Io sono a conoscenza che, sempre durante le vostre cerimonie, voi utilizzate del pane. Come smaltite le briciole di pane che rimangono?"
Il contabile risponde:
"Anche qui agiamo nella perfetta regolarita', infatti raccogliamo tutte le briciole in queste casse che poi, accompagnate da regolare bolla di accompagnamento, mandiamo ad un panificio che ci restituisce del pane intero che riutilizziamo."
Al funzionario viene, allora, una brillante idea e chiede:"E quando fate la circoncisione, come riciclate la pelle che tagliate ai vostri adepti?"
Ed il contabile:
"Guardi, la mettiamo in queste casse, la mandiamo, con regolare bolla, alla Agenzia delle Entrate e loro, ogni tanto ci mandano una TESTA DI CAZZO !!!"

Nonostante tutto: la vita è bella!

No, il post non c'entra con Benigni!  E' la mera constatazione che si ha, quando reduci da un malanno che blocca (come un colpo -rabbioso- della strega)   ci si riesce di nuovo a muovere senza dolori. Diamo per scontato tante cose, che alla fine non ci rendiamo conto di cosa significhi poter camminare scioltamente, poter lavorare senza dipendere dagli altri, poter accudire al proprio corpo senza problemi, perchè un colpo della strega blocca ogni movimento! Tutto diventa problematico.

Dobbiamo essere grati quando riusciamo ad alzarci, respirare, muoverci, camminare, sorridere, parlare, mangiare, amare ecc...  senza difficoltà! Vi siete resi conto che sono le azioni elementari, ma basilari della nostra vita? Quando mi vorrei lamentare, considero quante di queste azioni posso fare e le conto, penso a chi non le può espletare normalmente e  ringrazio il Cielo, taccio e vado avanti!

Sebbene io resti ottimista, mi rendo conto che il momento che stiamo vivendo è molto duro. Dove mi volto trovo realtà difficili da vivere, allora mi guardo allo specchio e considero quanto sia inutile piangere o lamentarmi. Per cui,   come mi ha insegnato  la mia insegnante di vivation, mi guardo allo specchio e sorrido a me stessa dicendo "Buona giornata Renata! ti voglio bene! "  Questo augurio è un toccasana per il nostro subconscio: quando ci specchiamo e vediamo una persona triste e preoccupata la nostra mente elabora un segnale di negatività, generando un sentimento di scontentezza. Sorridere a se stessi allo specchio significa inviare alla nostra mente  un segnale positivo che ci solleva lo spirito: il subconscio è elementare persegue il benessere e si adopera per farci permanere nel benessere. Il messaggio positivo che gli lanciamo attraverso l'augurio a noi stessi, gli dà la conferma che "tutto va bene" ed esso opera di conseguenza! 

Ad majora! Dedicato a tutti voi!








Non crediate sia facile! In questo periodo ho le lacrime in tasca al solo pensare ad un parente, un'amica che non c'è più, nell'avvicinarsi delle feste sembra che la cosa si amplifichi e la mancanza ci sovrasti. Poi penso che la nostra tristezza appesantisca le loro anime e tra le lacrime cerco di sorridere loro e ringraziare per la gioia che mi hanno dato!

lunedì 12 dicembre 2011

Il falso mito di Babbo Natale

Tutti gli adulti fomentano nei loro pargoli la magia di leggende, Babbo Natale & Co., che poi vedono svanire come lo scoppio di una bolla di sapone. Anch'io a mio tempo ne fui vittima e ci rimasi mooolto male! 


A Trieste ai tempi della mia prima infanzia (1957-1963, quando ebbi l'età di capire il significato di regalo) non era Babbo Natale a portare i doni, ma San Nicolò, festività che veniva preceduta dalla Fiera con bancarelle di ogni genere. Percorrevamo il Viale XX Settembre guardando con occhi rapiti, speranzosi di trovare quello che ci piaceva di più la mattina del 6 dicembre a casa nostra.
I tempi erano difficilissimi, reduci dall'esodo ora comprendo gli sforzi dei miei a sbarcare il lunario con due figli da crescere ed un solo stipendio, per cui mia madre e mio padre pilotavano le mie richieste nelle letterine a San Nicolò a seconda delle loro disponibilità, invitandomi ad indicare sempre due regali, di cui uno poco costoso! Un Natale i miei furono forzati a rinunciare per vari problemi ai regali e ci fu rivelato l'inganno: i soldi erano talmente pochi per altre spese necessarie affrontate, che mia madre, risoluta ed energica giudicò che io e mio fratello avessimo l'età per "conoscere ed affrontare la realtà".
Questa rivelazione per me fu un grande shock. La mia reazione fu di enorme delusione, vissi questo come un tradimento dei miei che mi avevano taciuto la verità facendomi soffrire molto!
Mentre tutte le mie compagne ricevevano regali splendidi, migliori dei miei, San Nicolò riservava sempre per me il regalo minore, nonostante quando consegnassi la letterina pregassi ardentemente che almeno una volta mi portasse il dono più grande. Questa negazione mi fu fatta digerire con la reprimenda dei miei genitori per non essere stata una bambina modello. Invece di incentivarmi a comportarmi meglio, a lungo andare questo sortì in me uno scarso senso di autostima. Ero una bambina quieta e mi rassegnai alla delusione perenne, dato che, per quanti sforzi facessi, tutto era inutile tanto la ricompensa sarebbe stata sempre inferiore alle aspettative. Almeno quando seppi che erano i miei genitori a farmi i regali, mi resi conto della ragione materiale della loro natura, quindi non era più colpa mia, di non essere all'altezza! In seconda battuta iniziai a fare i confronti con il trattamento che riceveva mio fratello e iniziai a soffrire della differenza, perchè questa non si applicava solo ai regali, ma anche all'educazione ed agli svaghi, tutti improntati alla creazione di una base per una futura carriera, che da "uomo" doveva crearsi. La disparità in famiglia si tradusse in un rifugiarmi in un mondo tutto mio, immergermi nella lettura, cercare di carpire con i miei risultati il loro apprezzamento: ma tutto fu vano, se ci riuscivo io, doveva essere per forza facile. Mi rassegnai quindi ad essere l'ultima ruota del carro.   L'insicurezza e l'intransigenza verso me stessa con la scarsa autostima mi segnarono per la vita in tutte le mie scelte.

***

Ovviamente oggi le disponibilità e la mentalità sono completamente diverse, i miei figli per volontà dei nonni sono andati avanti parecchi anni a credere a San Nicolò, Babbo Natale ed anche alla Befana. Ma quando mio figlio espresse un dubbio spiattellai la verità a tutti e due, con mio gran sollievo, mentre i loro nonni espressero il loro rammarico e disappunto sgridandomi vivamente e tacciandomi di egoismo!! 
 
Come dice la mia amica Irina, Babbo Natale esiste, perchè ognuno di noi è Babbo Natale quando fa un dono, è questo il vero spirito del Natale e dello scambiarsi i doni. Giudico i bambini meritevoli di vivere una realtà piacevole, piuttosto che egoisticamente creare una fiaba fittizia, per vedere un'ulteriore impietosa delusione aggiungersi a quelle della vita! 

Ma io sono di parte?? ;) oh-oho-ho... a tutti!

mercoledì 7 dicembre 2011

Ieri sera

Riunione del pollaio in pizzeria! in un variegato femminile, che va dalla più attempata, giovanilissima rappresentante di Tupperxxxx con cui bazzico la bassa friulana a distribuire preziosi contenitori di plastica e lussuriosi doni allettanti per le padrone di casa, che indicono riunioni solo per cuccarsi il dono della settimana, alle impiegate insoddisfattissime di commercialisti, che ancora -grazie a Dio per loro- lavorano, all'impiegata impiego pubblico e moi, vedova disoccupata, ma con il volto disteso, il sorriso nonostante le difficoltà, perchè finalmente dopo 36 anni di lavoro e famiglia con problemi sto vivendo un anno sabbatico!

Stamattina ho impigrito a letto fino a tardi, dopo un veloce caffé alle 6.00 per non perder l'abitudine, sonnecchiando fino alle 9.00 circa ed alzandomi con una beata sensazione di benessere.

Fra poco mi alzo dalla postazione PC e vado a dipingere le due pareti della stanza di Paolo della seconda mano di  pittura, prima di fare il pranzo e riordinare la stanza di conseguenza. Un bel progresso, più di metà stanza è finita, il resto spero di concluderlo entro la settimana, ma vado piano, per non ingiuriare di più la cervicale!

Poco fa ho letto un anteprima dal Sole24Ore e mi si è aperto il cuore, se Dio vuole e Monti pure, potrò andare in pensione primo di quanto le ultime "anteprime" prospettassero!

Ecco il nuovo calendario tratto dalla rivista : per visualizzare bene l'immagine, cliccate sulla tabella, vi si aprirà una scermata con sfondo trasparente nero e la tabella, cliccate sulla tabella con il tasto destro del mouse e selezionate "visualizza immagine", si apre in un altra finestra ed invece della freccina del mouse, troverete la lente con un + cliccate quante volte desiderate per ottenere una buona leggibilità.


lunedì 5 dicembre 2011

La fatica di vivere

La mia vita sembra un'altalena, malgrado la determinazione ad andare avanti a combattere, ci sono dei momenti in cui l'ago della bilancia è in negativo, come la nostra economia. Mi sembra sia il tempo e la stagione a determinare maggiormente la depressione, che mi prende e mi rende un'anima in pena che vaga per l'appartamento vuoto, mentre Mucia dorme sogni beati sul mio letto.

Cerco di riempire il giorno. Per dire a me stessa "ho fatto cose".. ;) come la ragazza del film di Moretti!

Anche se queste "cose" sono tangibili e concrete, alla fine della giornata, sebbene possa elencarle e constatare di esser stata produttiva, mi sembra di aver fatto poco o nulla: come ieri. Ho importato il blog da splinder, anche se non ci son riuscita completamente, ma l'ho conservato sul disco rigido; ho dipinto la parete grande della stanza di Paolo di un bel turchese, dando due mani di pittura, ed ho riscontrato che il dolore alla clavicola ed al braccio, che ho avuto questi mesi,  son proprio il risultato della pitturazione di agosto. Difatti sto affrontando l'attuale pitturazione  con calma, una parete giorno dopo giorno o saltando anche, perchè ci sono mobili da svuotare e spostare, tanto l'Ikea porterà i mobili nuovi appena il 21 dicembre per cui di tempo ne ho a sufficienza per ultimare il lavoro con calma, senza sderenarmi come quest'estate! Ho cucinato uno spezzatino per condire la pasta nei prossimi tre giorni, delle sovracosce di pollo per cena oggi e domani; ho riposto nel freezer le fettine di pollo per riserva; ho riordinato gli appunti del corso di ayurveda; ho riposato vicino a Mucia; ho guardato la tele; ho fatto una lavatrice; ho giocato ad Alchemy, guardando il telefilm "Fratelli" fino allo sfinimento quando alle 23.30 sono andata a letto.

Insomma, ho riempito di "cose" la mia giornata, anche se dentro avevo un magone per l'insoddisfazione, per l'inquietudine del momento, perchè il disordine dovuto ai lavori mi paralizza, per l'ansia del dopo mobilità, per le "cose" che dovrebbero essere portate avanti, ma su cui non ho alcun ascendente o poca forza ed  il tutto si è materializzato nei versi di Ungaretti!

Comunque, in questi giorni cupi, arrivo poi sempre alla sera con la stessa conclusione di Rossella in  Via col vento : "DOMANI E' UN ALTRO GIORNO!", anche se la mattina successiva mi alzo con un mal di testa da spaccare il cranio come oggi, perchè la malinconia di ieri l'ho arginata con cioccolato e ripetuti  assaggini dei piatti preparati, mangiando più del dovuto (ecco perchè non dimagrisco), e mi trovo ad arrancare verso il nuovo giorno, nel quale farò "altre cose", cercando di far andare avanti il calendario, in attesa di non so che cosa, di un evento risolutore, che mi tolga dal limbo di questa "mobilità forzata"!

Ma questo giorno finirà in modo migliore :  questa sera ho il corso di olii essenziali applicati nell'ayurveda! E' un corso che mi ha dato e mi sta regalando molte soddisfazioni! Ho fatto spese pazze perchè gli olii essenziali costano parecchio, ma mi sento viva, nello studiare, approfondire, sperimentare un mondo nuovo, che ha avuto un impatto enorme nella mia vita. 

Ora accenderò la candelina per l'aromaterpia,  ho messo le essenze di : litsea cubeba, l'olio degli angeli, che si dice li attiri per il profumo delizioso (ha un sentore simile al lemongrass, ma con un retrogusto più fiorito) ;  l'olio di neroli, per guarire il mio cuore e l'olio di limone per rendere più lucida e scattante la mente!

Sempre e comunque AD MAJORA!  Buona settimana a tutti!

domenica 4 dicembre 2011

Ungaretti

Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie.

sabato 3 dicembre 2011

Omaggio a Nino Rota




............................................Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare. »

venerdì 2 dicembre 2011

I dolci di ogni giorno

Mi son venuti in mente ed ovviamente ho voluto fermarli qui, dato che sono già in argomento.

* quando mamma faceva la carne impanata, se avanzava dell'uovo ci versava sopra un po' di farina ed un pò di pane grattuggiato, un pò di zucchero ammorbidito con un po' di latte, ne usciva una frittella, che friggeva e serviva per dolce,

* quando mamma faceva gli gnocchi, serbava un po' di pasta per fare alcuni "kipfel" : la dose per uno gnocco veniva allungata in un rotolino spesso e fritto curvato proprio a forma di ferro di cavallo, alla pasta non veniva aggiunto alcun ingrediente, unica differenza era la frittura ed il cospargere i kipfel di zucchero semolato o zucchero a velo vaniglinato quando venivano tolti caldi dall'olio,



* le "Schnitte" si facevano quando avanzava tanto pane del giorno prima, ma solo quello del giorno prima deve essere raffermo, ma non duro : veniva tagliato a fettine, si metteva in una terrina coperto di latte freddo, zucchero e buccia di limone per aromatizzarlo. Veniva tenuto nel composto il tempo strettamente necessario per bagnarlo, senza rammollirlo troppo, si immergeva nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato per sigillarlo e poi si friggeva in molto olio, ben caldo, girandolo rapidamente, si tirava fuori e lo si cospargeva di zucchero semolato. E' molto semplice e nutriente, se non lo date ai bambini potete aggiungere al latte un cucchiaio o due di liquore a vostro piacimento, anche una spruzzata di cannella, ma la Schnitta nasce povera proprio perchè era il dolce dei poveri.
Le dosi sono : 250 gr. pane raffermo, 250 gr. zucchero, 1 uovo, pangrattato, latte. 



La tradizione triestina include tantissimi altri dolci, favolosi e molto golosi, ma per il momento vi passo questi! Alla prossima la ricetta del presnitz e della putizza. 

Fritole istriane (lievitate)

Ogni festa a Trieste, come in tutto il mondo, è legata ad un dolce particolare che va per la maggiore.
Natale è il periodo più ricco: si fanno i "Presnitz" ricchissima farcia avvolta in velo di pasta frolla chiusa a rotolo e posto a cuocere a forma di spirale, le "Putizze" , con la stessa farcia in pasta dolce lievitata (i friulani ne hanno una versione simile, più povera, che chiamano "Gubana"), le Pinze, semplice pan dolce tagliato a croce nella sommità, più caratteristiche per Pasqua quando si portano la mattina a benedire a Messa; i "Crostoli" o come li chiamano a Venezia "Bugie", a Roma "Frappe". Delle Fritole, oltre a quelle di Parenzo di cui vi ho parlato l'altro giorno, c'è una versione semplice di pasta lievitata con uvette e pinoli e quelle di ricotta, fatte sempre con la pasta lievitata, ma fresche per la presenza di questo elemento base, e sono a dir poco un orgasmo papillare!

Le fritole istriane lievitate appartengono alla tradizione familiare di mio marito.
In realtà sono preparate in tutta la Venezia Giulia (che, per coloro che lo ignorassero, tengo a precisare comprende i territori di Dalmazia, Istria, Trieste, Gorizia e Venezia! i vecchi dominii della Repubblica Marinara di Venezia!!) : essendo un dolce semplice lo possiamo trovare anche nel resto dell'Italia. A Trieste e nell'Istria vanno per la maggiore per Natale, per Carnevale e nelle domeniche.

Mia suocera, di origine dalmata era alta più di me 1,78 m. di corporatura robusta: un donnone giunonico. La ricordo curva ai fornelli intenta a mescolare i cibi, preparando piatti succulenti per gli ospiti con calma serafica, con metodo e pazienza, per tempi interminabili : perchè la cottura è una cosa seria ed ogni alimento deve essere cucinato a puntino!
A qualsiasi ora si capitasse da lei iniziava a cucinare, era capace di mettere su i crauti e farti stare da lei per tutta la durata della cottura (6 ore!) mentre intratteneva nella grande cucina gli ospiti presenti, perchè la sua arte era un rito e vi confesso che ne valeva sempre la pena!

Mitiche erano le sue fritole, di cui girava l'aneddoto che mio marito con tre suoi amici ne avessero mangiato in tempo di mezz'ora più di 100, mentre lei ancora le stava preparando.
Erano particolarmente soffici, fragranti, gustose ed asciutte, grazie a quel cucchiaio di aceto bianco che aggiungeva nell'impasto e che impedisce al dolce di assorbire l'olio.

Si preparano con :
3 uova
400 gr di farina 00 (circa!)
30 gr di lievito di birra
40 gr. di burro
50 gr. di zucchero,
buccia di limone,
1 tazzina di latte tiepido
1 bic. vino bianco
1 cucc. di aceto bianco
1-2 cuc. di rum,
aroma di vaniglia
50 gr di uvette
40 gr di pinoli
un'ombra di cannella!


Battete le uova con lo zucchero, aggiungete il burro, che avrete tirato da due ore fuori dal frigo in modo sia morbido, ponete la ciotola a bagno maria con acqua calda ma mai bollente, mentre sbattete in modo che il burro si sciolga e prenda la consistenza di una spuma.
A parte fate lievitare il lievito con il latte tiepido e un po' di zucchero. Quando triplica di volume aggiungete un po' di farina sbattendo che non faccia grumi. Unite le uova ed il burro, sbattete per 15 min. circa. Unite sempre mescolando in modo che man mano gli ingredienti vengano assorbiti in modo omogeneo: 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaio d'aceto bianco, 1-2 cucc. di rum, la scorza grattuggiata di 1/2 limone, l'ombra di vaniglia e di cannella (attenzione che questi ultimi non sovrastino di sapore), aggiungete man mano il resto della farina dando alla pasta una consistenza elastica e morbida: quando è pronta lo capirete se prendendo con il cucchiaio di legno un po' di pasta e rivoltandolo, la pasta resta aderente al cucchiaio e non cade.
Il segreto della sofficità delle fritole è dato dalla giusta lievitazione: si deve sbattere l'imbasto più volte per 15-20 minuti e far riposare per altri 10 al caldo, l'impasto deve essere sempre BATTUTO DAL BASSO VERSO L'ALTO, mai in circolo : si smonta!
Più volte alternerete sbattitura e lievitazione, più soffici saranno le fritole.
All'ultimo momento aggiungete pinoli ed uva passa, che avrete fatto rinvenire nel rum, sgocciolata e passata nella farina.

Riempite una pentola capiente d'olio di semi di buona qualità e quando l'olio è bollente, immergetevi un cucchiaino d'acciaio, per renderlo impermeabile, poi immediatamente prendete con questo una porzione di pasta e fatela scivolare nell'olio bollente. La pasta prima cade a fondo, poi si gonfierà a pallina con dei cornini (la pasta cadendo fila delle piccole protuberanze) , la fritola viene in superficie dove resterà da una parte fino a giusta cottura, solo allora si "rivolta" volgendo autonomamente la parte cruda nell'olio. Calcolate un tempo ragionevole prima di sgocciolarle su una carta paglia, spolveratele con lo zucchero a velo.

Calde sono squisite!



giovedì 1 dicembre 2011

Leggibilità blog

Redcats mi avvisa di non riuscire a leggere bene i post: potete avvisarmi se il problema è anche di altre persone??
Grazie!

mercoledì 30 novembre 2011

Le fritole de Piran (antica ricetta)

Raccolgo l'idea di MissPansy per raccontare una ricetta tradizionale di Natale della mia infanzia e la sua storia.

Durante le feste di Natale nella mia famiglia si facevano due tipi di dolci: le Pinze e le Fritole.
Le Pinze sono delle pagnotte lievitate dolci, di cui nonna preparava a casa l'impasto e lo portava al forno del paese a far lievitare una notte nella camera di lievitazione della panetteria e di seguito il fornaio le cucinava, quando erano pronte il nonno con il trattore le andava a ritirare. Anche le zie portavano le loro dal fornaio, in quanto i quantitativi a famiglia si aggiravano intorno ai 10 pezzi ogni Natale. Il pan dolce veniva tagliato a fette ed era il companatico del caffé mattutino o la merenda, quando spalmavamo sopra una fetta di pinza un buon strato di burro delle nostre mucche e la marmellata.

Ma le Fritole erano il clou della festa. Io, mio fratello con la mamma arrivavamo a casa dei nonni la mattina della vigilia di Natale, primo giorno festivo per chiusura della scuola, in corriera, perchè papà lavorava. Con la corriera locale poi si arrivava vicino alla casa e si percorreva gli ultimi 500 metri a piedi sulla strada sterrata, trascinando le valigie, perchè si restava là fino alla Befana.
Si giungeva dalla nonna intorno alle 13.00 e trovavamo nella grande cucina lei con il nonno ed il pranzo pronto: la tradizionale pasta ed alici. Il tempo di rigovernare e ci si metteva subito al lavoro.
La nonna prendeva fuori e preparava i vari ingredienti. Noi bambini davamo una mano a sbucciare le mele, ad aprire le nocciole, le mandorle, le noci. Nei primi anni dei miei ricordi la mamma tostava le nocciole, le noci venivano sbollentate con le mandorle per togliere la buccia, ma negli ultimi anni si erano accorte che se la frutta secca veniva macinata con la buccia il gusto finale non veniva compromesso e queste lavorazioni laboriose vennero abbreviate, soprattutto per quel che riguarda le noci! Si grattuggiava la cioccolata, si metteva a cuocere le mele, tagliandole a fettine. Si metteva in ammollo le uvette.
Quando tutto era pronto, nonna e mamma univano i componenti nella pentola della polenta, incastrandola sui cerchi aperti del focolare a legna e dopo che le mele si erano sfaldate in poca acqua iniziavano a mettere i vari ingredienti, iniziando dalla farina, lo zucchero, gli aromi, la frutta secca e tutti gli altri ingredienti, dandosi il cambio per mescolare l'impasto fino a che non fosse amalgamato a dovere e raggiungere la consistenza giusta, alla fine si aggiungevano per ultimi l'uva passa ed i pinoli.
L'impasto veniva versato sulla tavola del pane e fatto raffreddare. Poi, dopo la cena, quando l'impasto era diventato freddo, noi ragazzi facevamo delle palline staccando la porzione necessaria con un cucchiaio, passandole nella farina prima di darle a mamma ed a nonna, che alla luce del faretto sopra il focolare friggevano sempre nel paiolo della polenta pieno d'olio, mentre chiaccheravano raccontandosi le ultime novità fino a notte tarda, mentre noi ragazzi allestivamo il presepe ed addobbavamo l'albero di Natale. Le fritole bollenti venivano adagiate sulla carta paglia e cosparse di zucchero semolato, che faceva un rumore caratteristico sotto i denti quando le mangiavi.
C'era la gara, tra la nonna e le zie, per chi faceva le pinze migliori e le fritole più gustose.
Quando si andava dagli zii, ogni casa offriva il dolce ed un calicetto di rosolio o amaretto di saronno. Poi le padrone di casa ti facevano la domanda fatidica ed i visi ti scrutavano quando mangiavi per verificare ed antecipare le parole di commento sulla qualità del dolce, cercando di leggere l'anteprima dalla tua espressione!
Erano momenti indimenticabili: una tradizione che scaldava il cuore e che consideravo già allora preziosa!
Se volete cimentarvi di seguito trovate gli ingredienti: essendo una ricetta antica ne ha moltissimi, che potete cambiare o eliminare a seconda dei vostri gusti.
4 KG. di mele lessate e frullate,
300 gr. di mandorle, 300 gr. di noci, 300 gr. di nocciole, ridotti in polvere,
300 gr. di uvetta passa,
200 gr. di pinoli
2 quadrati di cioccolato fondente (quello per dolci) grattuggiato,
100 gr. di cacao,
1 uovo
400 gr. di zucchero,
scorza di un limone e di 2 arance,
vaniglia
1/10 di litro di rum o grappa,
500 gr. di farina,
sale q.b.
olio di semi per friggere: vi conviene usare un buon olio di arachidi o di mais, fate scorta perchè il paiolo della polenta ne conteneva come minimo 2-3 litri!
Concordo con voi : sono una bomba calorica, ma a quel tempo non esistevano merendine sfiziose come adesso, torte preconfezionate nei negozi d'alimentari.
Solo i panifici vendevano le torte su ordinazione, e tra le merende confezionate si trovavano negli anni '60 i primi Buondì; c'era il Ciocorì, le tavolette di cioccolato bianco Galak: per chi poteva permetterseli, ma a noi , in cartella, mamma metteva il pane burro e marmellata, o pane e burro con zucchero sopra, che erano meno dispendiosi. Mamma faceva anche durante l'anno le trecce dolci ( con lo stesso impasto delle pinze) che portava in forno a cuocere perchè data la fatica ne faceva sempre 4-5 alla volta e non avendo un forno adatto era l'unico modo per cuocere un dolce lievitato. Che ricordi MissPansy!

C.Bukowski


la tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia, ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte
ma puoi sconfiggere la morte in vita,
qualche volta.
e più impari a farlo di frequente,
più luce ci sarà. la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso,
gli dei aspettano di compiacersi in te.

lunedì 28 novembre 2011

Aivanhov ancora...

"«In principio era il Verbo»: sono le prime parole del Vangelo di Giovanni. Gli esseri umani supererebbero molte difficoltà ed eviterebbero molte sofferenze se sapessero come applicarle nella propria vita. Direte: «Ma come? Questa frase è talmente astratta, talmente difficile da comprendere... Come possiamo applicarla? – Ebbene, è proprio perché non cercate di applicarla che rimane astratta e difficile da comprendere. – Ma allora, cosa dobbiamo fare? – Semplicemente accompagnare ogni vostra azione con il Verbo». Prendiamo dei casi molto semplici dalla vita quotidiana. Quando per esempio lavate i vetri, invece di eseguire questo compito lasciando vagare il vostro pensiero chissà dove, siate coscienti dei vostri gesti e dite: «Come lavo questo vetro, così il mio cuore sia lavato e divenga trasparente». Fate la stessa cosa
quando spazzate, quando lavate i piatti, quando spolverate. Certo, non è necessario dirlo ad alta voce, soprattutto se c'è il rischio che qualcuno vi senta. L’importante è essere coscienti, ossia applicare il vostro pensiero – e il pensiero sottintende necessariamente delle parole – a tutto ciò che fate, così da divenire creatori. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Il nostro subconscio è suggestionabile e programmabile ecco perchè questo procedimento suggerito da Aivanhov ha le sue basi psicologiche e ben fondate nella nostra psiche, anche se superficialmente sulle prime sembra una emerita cavolata. Ognuno potrebbe opinare "quando pulisco la lettiera del gatto cosa devo pensare ??"

Ma se partiamo dal presupposto che l'ambiente in cui viviamo ci rispecchia, sul fatto che i cinesi considerano il Feng Shui un'arte che permette riordinando e sistemando l'equilibrio della nostra casa, di equilibrare anche la nostra vita, ecco che le parole di Aivanhov non suonano più così bislacche.

Cosa ci porta di base la considerazione citata del filosofo: fare le cose, anche le più umili consapevolmente. Questo ci aiuta a viverle e farle meglio, perchè dare uno scopo ad ogni lavoro, anche il più umile, da un senso alla nostra azione, evitando così di macinare fatica a testa vuota o recriminando per cosa stiamo facendo. Con le affermazioni di Aivanhov si invia un messaggio subliminale al nostro subconscio, che agendo rigidamente andrà a "lavorare" su quanto noi suggeriamo stiamo facendo. Il classico : due piccioni con una fava.

Per farvi capire come agisce, pensate al semplice gesto di lavarsi le mani: non puliamo "solo" la nostra pelle. In realtà l'acqua ci permette di eliminare anche l'energia, cioè si verifica un piccolo gesto di "purificazione". Non è solo per igiene che ci si lava le mani. Scuotete la testa ? Ricordatevi di Pilato, si lavò le mani in pubblico della condanna di Cristo, perchè il "sentito" si può opinare, ma ciò che si è "visto" resta "fotografato" nella mente e recepito inopinabilmente! Quindi stiamo parlando di un gesto che alcune persone non fanno più rientrare nella simbologia di rito, perchè oggi il gesto rituale ha perso i connotati. Ma facendo assurgere a rito ogni azione si eleva la nostra stessa vita. Certo lo si può fare gioisamente, scherzosamente, tranquillamente, non occorre che riduciamo a pompa magna il pulire il water!

Supportano la considerazione di Aivanhov, l'antichissima filosofia del Feng Shui, che considera la casa l'equivale del nostro mondo "interiore" che con la BaGua la divide nei vari settori della nostra vita e considera il disordine in questa o quella stanza come la possibilità riordinando di equilibrare quel lato della nostra vita; e non ultimo lo "Space Clearing" ripresa dal mondo occidentale.

Spazzare, pulire, gettare, arredare : sono azioni che le donne conoscono bene e sanno quanta valenza e potenza abbiano, specie quando si hanno problemi. La liberazione e la pulizia a volte diventa catartica ed esorcizzante!

Ora arriviamo al punto : IL VERBO. Le parole sono importanti, le parole nascondono un'energia primordiale che abbiamo già visto sono in grado di condizionare gli esseri umani, ma anche l'Acqua e tutti gli esseri viventi come avete visto nel post della memoria dell' Acqua con gli esperimenti di Masaru Emoto. Le parole hanno vibrazioni che influiscono su tutto! Il Pensiero positivo, che fa star bene, che migliora la nostra vita, che ci aiuta ad affrontare meglio le avversità inizia dal VERBO, che ci programma a vincere od a fallire.

(continua)

giovedì 24 novembre 2011

Brrrr come Bora!

La Bora porta un vantaggio enorme : spazza lo smog, il cielo dalle nubi, ma rompe, ooohhh quanto rompe! Se vi sembra che le mie parole e la mia reazione siano un tantino sopra le righe, vi cito la spiegazione che ho letto nel sito del Museo della Bora, scritte dal dott. Luzzati, nel lontano 18xx in cui mi son riconosciuta!

Alle sue prime follate ogni umidità del suolo e dell’aria si dissipa, il cielo si rasserena e la temperatura di molto si abbassa. sull’organismo umano, e come vento privo di calorico e di umidità, potentemente agisce, ma lo molesta ancor più coll’impeto suo, offendendo l’organo della cute, e specialmente l’aspera arteria ed i polmoni.
Quando esso spira, l’aria diventa fresca ed elastica, e secca e pura, aumenta l’accostamento delle molecole organiche, quindi la forza dei solidi, accrescendo il tono della fibra. Diminuisce le escrezioni, ravviva l’appetito, accelera la digestione, e poiché sotto il medesimo rinchiude una maggior copia di gas ossigeno, accresce l’energia del sistema polmonale e sanguigno, favorendo il processo della sanguificazione e promovendo la circolazione per l’albero arterioso.
Il sangue si fa più ricco di fibrina, i movimenti vitali più alacri, più spediti, più vigorosi.
E’ chiaro perciò, che sotto l’azione di un’atmosfera sbattuta da questo vento, se da una parte i temperamenti robusti, a visceri sani, godono di una maggiore prosperità di vita, ne soffrono soprattutto coloro che furono acclimatizzati sotto un cielo di natura più mite, o che per organiche alterazioni non possono offerire allo stimolo, materiale e chimico di questo vento impetuoso una resistenza organico-fisiologica, atta a paralizzarne i dannosi effetti.

e finalmente ho capito perchè ultimamente quando soffia la Bora......mi girano!!!

Il tempo


Manca una settimana alla fine del mese di Novembre, in città hanno iniziato a stendere le luminarie di Natale già da ottobre, manca ancora qualche troncone di via, probabilmente quelle parti in cui prima i negozianti non avevano aderito all'onere. Ancora un mese e l'anno è finito. Quest'anno è stato incredibile, due grossi avvenimenti nella mia vita: la perdita del mio lavoro dopo più di 36 anni (una fine annunciata dalla morte del mio vecchio datore di lavoro tre anni fa), mi hanno detto "non potevi prender tu il lavoro", certo, ma non ho i soldi per rilevare l'attività ed il figlio si diverte a "pasticciare" quel poco che fa, non posso fargli concorrenza. Ho perso anche mio marito dopo 4 anni di lotta contro la bestia: una battaglia tremenda, perchè mio marito ha combattuto meglio di un leone! Poi ... il vuoto... o quasi. Da ottobre l'ansia di trovare un nuovo lavoro, perchè la reversibile è misera ed i figli son da sposare, i debiti da pagare : mi lamento dello stato che mi giudica troppo giovane per percepire la mia pensione nonostante tanti anni di servizio e sempre più mi convinco che sto cercando in una direzione sbagliata perchè il mondo del lavoro mi giudica al contrario una vecchia ormai logora, una palla al piede, indesiderabile. Un nostro vecchio agente di Genova, con cui sono rimasta in contatto, mi ha detto : guardi che con quello che le è capitato un anno sabbatico è il minimo! Mi convinco man mano che se tornerò nel mondo del lavoro dovrò farlo da imprenditrice, non certo come sottoposta. Anche con gli sgravi fiscali garantiti dalla legge, dall'adattabilità al part time, pagamento in voucher ecc. le cose non vanno: il momento è topico. OK. Mi ritorna in mente il titolo di un libro che lessi tanti anni fa. Se è il mondo è un piatto di ciliegie, perchè a me solo i noccioli!
Devo dire che negli ultimi giorni tante cose stanno maturando, per cui non mi perdo d'animo : ho "accettato" (nel senso di PRENDER ATTO) la situazione e continuo a cercar lavoro, ma ho cancellato l'ansia. Inutile stress e mi ritengo fortunata, perchè ci sono tanti della mia età a spasso e senza sostegno alcuno (come io ho la reversibile di mio marito). Quindi mi considero in un certo senso una "privilegiata", bando al lamento, continuo a darmi da fare!

mercoledì 23 novembre 2011

Clearing spaces ! (2)



"Ah, se non lo avessi dato/buttato via !! ora mi sarebbe utile!" Quante volte l'avete detto dopo aver fatto un repulisti radicale, gettando via oggetti conservati per decenni ??? Il che ci blocca nel prossimo repulisti: non ci decidiamo su cosa eliminare e quindi restiamo insicuri e con il patema d'animo di aver sbagliato!

Per riordinare la casa bisogna avere un metodo! Se le cose che abbiamo eliminato ci servono, significa che il processo non ha sconfitto le nostre insicurezze, che generano la tendenza ad accumulare. Bisogna adottare un metodo valido, che ci permetta di arrivare più facilmente ad una decisione che non ci farà rimpiangere quello che decidiamo di eliminare.

Il percorso è dunque soprattutto interiore, perchè ci porta a comprendere ciò che ci serve veramente e che ci sosterrà nel cambiamento.

Eliminare il superfluo significa imparare a scegliere!

Dovremmo imparare dagli alberi, che ogni autunno si spogliano totalmente delle loro foglie per germogliare a nuova vita in primavera: anche eliminare cose essenziali a volte porta un cambiamento necessario strutturale!

Ed i sempreverdi ?? loro non perdono mai le foglie : si, è vero, ma gli alberi hanno raggiunto una perfezione che l'umano non è lontanamente capace di comprendere, quindi possiamo solo pensare che i sempreverdi si sono perfezionati e sono un gradino più in alto di tutti gli altri !!!

Guardate la sfumatura strabiliante di questo piccolo cespuglio di Sommaco! Era l'unico con un colore simile, tendente al blù / celeste e non il solito rosso cupo. Anche la Natura a volte sa come manifestare l'eccezione!

Allora come valutare quanto qualcosa sia importante per noi?? Se è un vecchio regalo che ci dà gioia, conserviamolo, ma se suscita emozioni contrastanti o negative buttatiamolo/regaliamolo.
Per giudicare se la cosa potrà servici in futuro, poniamoci la domanda "Come mi potrà essere utile? Serve a migliorare i miei livelli di energia, oppure mi comunica sensazioni spiacevoli ogni volta che lo vedo! "
Adottarte questi due parametri come unico metro di giudizio significa cambiare la propria vita!


martedì 22 novembre 2011

Difficoltà ad importare splinder

Una soluzione veramente furba, l'ha trovata la MissPansy!

Ha il nuovo blog http://mpansy.blogspot.com/ da questo si accede all'archivio del blog splinder attraverso un banner di collegamento a quanto conservato su http://misspansy.iobloggo.com/!

Furrrrrba la MissPansy!
Complimenti!

4 COSE CHE (FORSE NON SAPEVI) IL CELLULARE POTREBBE FARE

Ci sono alcune coseche possono essere fatte in caso di gravi emergenze.
Il cellulare puòeffettivamente essere un salvavita o un utile strumento per lasopravvivenza.
Controlla le coseche puoi fare.

PRIMO– Emergenza

Il numero diemergenza per il cellulare è il 112 in tutto il mondo. Se titrovi fuori dalla zona di copertura della rete mobile e c’èun'emergenza, componi il 112 e il cellulare cercherà qualsiasirete esistente per stabilire il numero di emergenza per te; èinteressante sapere che questo numero 112 può essere chiamatoanche se la tastiera è bloccata. Provalo.


SECONDO- Hai chiuso le chiavi in ​​macchina?

La tua auto hal’apertura/chiusura con telecomando? Questa funzionalità puòrisultare utile un giorno. Una buona ragione per avere un telefonocellulare: se chiudi le chiavi in ​​auto e quelle di ricambiosono a casa, chiama qualcuno a casa sul cellulare dal tuo cellulare.Tenendo il tuo cellulare a circa 30 cm. dalla portiera, dìalla persona a casa di premere il pulsante di sblocco, tenendolovicino al suo cellulare. La tua auto si aprirà. Così sievita che qualcuno debba portarti le chiavi. La distanza èininfluente. Potresti essere a centinaia di km. e se èpossibile raggiungere qualcuno che ha l'altro telecomando per la tuaauto, è possibile sbloccare le porte (o il baule).

N.d.r.: funzionabenissimo! Lo abbiamo provato e abbiamo aperto l’auto con uncellulare!

TERZO– Riserva nascosta della batteria

Immagina che labatteria del telefono sia molto bassa. Per attivare, premere i tasti
*3370#
Il cellulareripartirà con questa riserva e il display visualizzeràun aumento del 50% in batteria. Questa riserva saràripristinata alla prossima ricarica del tuo cellulare.

QUARTO- Come disattivare un telefono cellulare RUBATO?

Per controllareil numero di serie (Imei) del tuo cellulare, digita i caratteri
*#06#
Un codice di 15cifre apparirà sullo schermo. Questo numero è solo deltuo portatile. Annotalo e conservarlo in un luogo sicuro. Quando iltelefono venisse rubato, è possibile telefonare al providerdella rete e dare questo codice. Saranno quindi in grado di bloccareil tuo telefono e quindi, anche se il ladro cambia la scheda SIM, iltelefono sarà totalmente inutile. Probabilmente nonrecupererai il tuo telefono, ma almeno si sa che chi ha rubato nonpuò né usarlo né venderlo. Se tutti lo faranno,non ci sarà motivo di rubare telefoni cellulari.

ATM- inversione numero PIN (buono a sapersi!)

Se dovessi maiessere costretto da un rapinatore a ritirare soldi da un bancomat, èpossibile avvisare la polizia inserendo il
PIN#in senso inverso. Per esempio, se il tuo numero di pin è 1234,dovresti digitare 4321. Il sistema ATM riconosce che il codice PIN èstato invertito rispetto alla carta bancomat inserita nellapostazione ATM. La macchina ti darà il denaro richiesto, ma lapolizia – all’insaputa del ladro – sarà mandataimmediatamente alla postazione ATM.
Questa informazioneè stata recentemente trasmessa su CTV da Crime Stoppers,tuttavia è raramente usata perché la gentesemplicemente non la conosce.
Si prega didivulgare a tutti questo avvertimento.



Questoè il tipo di informazioni che la gente non pensa di ricevere,perciò trasmettila ai tuoi familiari e amici.

lunedì 21 novembre 2011

A Nonnacarina ed a chi ha bisogno di tutorial da splinder ad altre piattaforme

Ho cercato di capire come importare su blogspot da splinder: bisognerebbe memorizzare gli archivi splinder su disco rigido in file .xml per poi importarli e pubblicarli su blogspot, come da istruzioni sul link 
http://www.google.com/support/blogger/bin/answer.py?hl=it&answer=97416
Ma non ho capito come memorizzare i post splinder in .xml : ci sto lavorando. Intanto se qualcuno me lo dice, grazie! 

Ci sono indicazioni molto utili sul sito di Linda tutti postano commenti con istruzioni 
http://micontraddico.blogspot.com/2011/11/post-di-servizio.html#comment-form

Per quanto riguarda memorizzare da splinder su altre piattaforme trovi   da 
spiegazioni molto dettagliate.  Non sono facili, ma chi ci capisce ha il percorso pronto!


Io uso la vecchia interfaccia di blogspot è più semplice di quella nuova, la grafica è migliore i risultati gli stessi! 



Clearing spaces !

Lo avevo già scritto in un post precedente: bisogna fare spazio eliminando il vecchio, per aprire la nostra vita a nuovi "arrivi" e cambiamenti.
Il popolo anglosassone ha la concezione, che, se non usi una data cosa (vestiario, libro, oggetto, suppellettile) per due-tre anni di seguito, significa che lo puoi eliminare dalla tua vita e fare spazio ad altri oggetti o cose che invece ti servono e non hai il posto di collocare.
La mia insegnante di Vivation mi aveva inoltre spiegato, che se restiamo ancorate a certe cose, anche se sono ancora in buon ordine e ci stanno bene o le usiamo, siamo destinati ad un immobilismo: il fatto di donare o di eliminare, ci da la possibilità di rompere vecchi schemi ai quali siamo legati e che incatenano la nostra mente in una direzione unica, togliendoci la sola possibilità di evolvere e di far arrivare cose nuove, che poi si traducono in schemi mentali nuovi.

Una mia amica, quando riemerse dal torpore dell'abbandono di suo marito, fu colta dal sacro furore delle pulizie. Io stessa alla morte di mio marito, ho voluto quasi forsennatamente disfarmi di tutto ciò che era suo e che non potevo o volevo utilizzare, donandolo a chi ci teneva o ne aveva bisogno. I figli della mia amica come i miei figli, hanno incominciato a tremare, tale era la nostra compulsione al riordino, tanto che in entrambe le case hanno paventato uscissimo di senno!

In realtà il disfarsi di alcune cose nei momenti più pesanti, ma non solo, significa alleggerire il nostro fardello emotivo. Si tratta di un rinnovamento che trova un ampio respiro non solo materiale, ma anche mentale. Si riemerge affaticate, ma la soddisfazione, l'appagamento, la nuova dimensione mentale è risanatoria.

Quando una donna è in crisi, lo potete constatare dalla sua borsetta: carica, piena di centomila "questo potrebbe servirmi", pesante da diventare un' arma impropria!

Mi capita spesso e quando sento il peso gravare sulla spalla in modo esagerato considero che è il caso di fermarmi, svuotare e selezionare, riordinando.

Ultimamente per problemi alla cervicale ed alle braccia, sto scegliendo di adottare una borsetta più piccola da quella enorme che ho trascinato questa estate: ne beneficerà non solo il mio corpo, ma anche la mia mente, perchè finalmente con un colpo d'occhio individuo tutte le cose al loro posto e non devo perdere minuti a ravanare con il braccio affondato in una borsa che sembra quella di Mary Poppins per trovare l'oggetto desiderato!

E' una liberazione catartica! Provare per credere!

domenica 20 novembre 2011

Omraam Mikhaël Aïvanhov

"...Fra questi esercizi, ce n’è uno che dovreste praticare più spesso che potete. Quando avete qualche minuto libero, cercate di realizzare il silenzio in voi e proiettate il vostro pensiero più in alto possibile , lasciando da parte ogni altra preoccupazione. Più tardi, nei momenti difficili, comprenderete l’utilità di poter liberare il vostro pensiero per dirigerlo verso le altezze, verso la luce. Perché, tramite il pensiero, si può disgregare il male dentro di sé e attorno a sé. "

venerdì 18 novembre 2011

Ormie! ovvero ironie della sorte!

Thanks God it's Friday!

La settimana volge al termine, anche se per me sabato e domenica sono i giorni di maggior lavoro.
Ma questa volta ho cercato di concentrare i lavori durante la settimana, per cui dovrò solo cucinare un sacco di verdura, presa dal contadino; per il resto, qualche lavatrice, ma poi mi riservo di uscire a far qualche gita se sarà bel tempo, soprattutto devo riordinare il mio archivio cartaceo, trascurato per troppo tempo.

Le festività d'inizio mese con la depressione per la visita a troppe tombe, bilanciata (meno male) dai preparativi per la mega festa di mio figlio (un successo!); la mia infreddatura : la prima dopo tanti anni d'inverno (a me il raffreddore viene sempre di marzo!); il corso di olii essenziali; la routine di ogni giorno; gli incontri con le amiche; l ' 11-11-11 e la speranza di un buon inizio (che c'è stato con un sacco di novità e piccoli ma importanti cambiamenti) e ultima se non la più vorticosa il fugi fugi da splinder con il riassetto del nuovo blog e la raccolta di tutti i link d'interesse, la ricerca affannosa negli archivi dei dati della bella gente incontrata, l'ansia di non dimenticare qualcuno... mi hanno assorbito in quella che è stata una metà mese piuttosto movimentata!

Sono cambiate tante cose, tra cui il mio atteggiamento verso il futuro: mi son calmata, ho più fiducia che le cose arriveranno al momento giusto. Mi sto impegnando a seminare per poter raccogliere -ovviamente- ma ho smesso di agitarmi prima del necessario. Un cambiamento non da poco, in quanto ero entrata in un tunnel d'ansia e la cosa non mi faceva certo bene. E' stato come se l'11-11-11 abbia dato una svolta alla mia vita. Le cose stanno arrivando, ho deciso quindi di pormi in modalità positivista e di gestire ciò che arriva (anche il negativo) al meglio! Chi la dura, la vince, dicevano i vecchi!

Vi lascio uno dei più bei pezzi musicali Italiani. L'Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Ruggero Leoncavallo (Napoli 23-4-1857, Montecatini Terme 9-8-19).

Un buon fine settimana!



mercoledì 16 novembre 2011

Ecco : ora si inizia a ragionare

Non so voi, ma io ho voluto considerare la fatidica data 11-11-11 come una svolta nella mia vita. A onor del vero la, anzi LE svolte sono arrivate.
Ci sono stati e tutt'ora sono in evoluzione cambiamenti importanti, cose che si trascinavano da tanto tempo e che in questi giorni, proprio dopo il magico 11-11-11 sono andate al loro posto, hanno trovato una destinazione, una soluzione.

Certo resta sempre tanto da fare, anche perché noi umani essendo in continuo divenire non ci fermiamo mai, dobbiamo trovare sempre qualcosa per tormentarci la vita.

Sta di fatto che ho acquisito una serenità che prima non mi apparteneva: guardo al mio futuro con fiducia.

Anche il cambiamento nell'etere con gli allarmismi splinder ed il fugi-fugi è stato un segno, per chi lo vuole leggere così. Per me almeno è stato riscoprire vecchi legami, rovistare tra i miei post rileggendo un dolore o un analisi che la memoria ed il tempo avevano sbiadito. Ho iniziato a riordinare il nuovo blog, ho inserito quasi tutti i link dei miei amici, ma qualcuno/a si è perso/a per strada.

Un mese risolutivo questo Novembre e siamo già al giro di boa della metà: resta ancora molto da fare.

Andiamo ad incominciar!





Il Prologo - da I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo
Canta il tenore Piero Cappuccilli ( Trieste, 9 nov 1926 - Trieste 11 lug 2005)

http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Cappuccilli

martedì 15 novembre 2011

Il miracolo della Natura

Ansia

Questi giorni caotici in cui la decisione di come gestire la chiusura od il cambiamento di splinder ha messo tutti in gran agitazione, anch'io sto valutando come risolvere la cosa: se esportare i miei post su questo blog, che avevo aperto già da tempo in alternativa, saltando di piattaforma in piattaforma o di lasciar perdere. Ho memorizzato tutti i post su word pensando di riordinare i vari argomenti ed eliminare le ripetizioni, in modo da snellire e razionalizzare il tutto. Ho una nuova alternativa: di ripubblicare ex-novo i post in questo blog!

Il tutto mi ha creato un po' d'ansia data la mia inesperienza telematica, tanto che stanotte ho avuto un'incubo in cui mi vedevo alla televisione in un'immagine mia, carpita nella rete, che avevo tralasciato di cancellare!

Ironia della sorte! L'ansia che mi ha lasciato il sogno, al risveglio mi ha fatto considerare di dover adeguare la faccenda, affinché il blog resti quello che in realtà è stato fin d'ora per me : un oggetto di svago, prezioso in quanto mi ha fatto conoscere tanta bella gente, ma che deve restare uno svago e quindi si può ricominciar da zero!


Come sempre quindi: AD MAJORA!

lunedì 14 novembre 2011

Ripartiamo da qui?

Visto gli allarmismi, mi trasferisco qui, quindi tenete per buono questo indirizzo, l'altro di splinder fra poco lo chiudo! A presto!!!